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I baci della Boccassini e le mutande della Greco

– Sinceramente non è che il dossier-Boccassini pubblicato dal Giornale sia il primo documento uscito dai cassetti della “Giustizia” e finito sulle prime pagine dei giornali. In questo caso, però, per la prima volta i carabinieri, inviati dalla Procura di Milano, sono andati a cercare le tracce della “manina” che furtivamente (e forse mica tanto) l’aveva passato alla stampa nelle mutande della giornalista che l’aveva pubblicato.

Visto che non ci piace fare i garantisti a geometria variabile e pensiamo che i diritti dei giornalisti prescindano dalla qualità e dal buon gusto del loro giornalismo, siamo dalla parte del Giornale (pensa un po’) e di Anna Maria Greco. E giudichiamo oggettivamente intimidatorio il modo, di cui abbiamo letto, con cui la giornalista è stata – diciamo così – “perquisita”. Non ci piace, perché ci sembra una sorta di “metodo Boffo”, che ci fa orrore anche se a teorizzarlo e praticarlo (per carità: nel nome della legge), non sono i giornalisti “di lotta” del Giornale.

I giornalisti danno le notizie, quando le hanno. E il loro compito è cercarle e trovarle, coprendo per ragioni deontologiche (e non solo) chi gliele passa, anche se chi gliele passa, nel procurargliele, ha compiuto un reato. Che poi i giornalisti, istigati dal direttore e dall’editore, cerchino notizie di merda (come quella che riguardava la Boccassini) è questione che non rileva, in termini di diritto. E’ una questione di merito, non di legittimità. La Greco ha fatto esattamente quello che i suoi colleghi “di opposizione” fanno da sempre e che anche “da destra”, da tempo, non disdegnano di fare.

Ci tenevamo a dirlo, proprio perché la questione riguarda il Giornale, che adora un giornalismo da lotta nel fango, quanto noi amiamo (e ci sforziamo di praticare) il contrario. E proprio perchè la questione rimanda, infine, ad un editore  che del garantismo stop-and-go è divenuto purtroppo uno specialista.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

8 Responses to “I baci della Boccassini e le mutande della Greco”

  1. Nicola R scrive:

    Bravo Carmelo. Così mi piaci. Coerente anche quando non ti converrebbe.

  2. Matteo D. scrive:

    Peraltro l’art. 648 del codice penale dice che:
    “Fuori dei casi di concorso nel reato, chi, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto, acquista, riceve od occulta denaro o cose provenienti da un qualsiasi delitto, o comunque si intromette nel farle acquistare, ricevere od occultare, è punito con la reclusione da due ad otto anni e con la multa da euro 516 a euro 10.329.
    La pena è della reclusione sino a sei anni e della multa sino a euro 516, se il fatto è di particolare tenuità.
    Le disposizioni di questo articolo si applicano anche quando l’autore del delitto da cui il denaro o le cose provengono non è imputabile o non è punibile ovvero quando manchi una condizione di procedibilità riferita a tale delitto.”

    E questo dovrebbe applicarsi tanto ad Assange (come vorrebbero il governo italiano insieme a molti altri governi), quanto alla Greco&Feltri&Sallusti, quanto a Travaglio&friends e a D’Avanzo.
    O, in alternativa, potremmo abolire l’art. 112 della Costituzione.

  3. GG scrive:

    Ottimo articolo. Mettere un bavaglio alla stampa (che sia di destra, di sinistra, di buona o cattiva qualità) è illiberale, sempre.

  4. Giancarlo Ricciardi scrive:

    gentile direttore, giornalisti o non giornalisti, giudici o non giudici, Berlusconi vincera` sempre, finche` tutta la sinistra e compagni nonsmettono di dargli addosso. ve lo dice uno che ha fatto
    l`autista dal 1965 al 1982 a vari personaggi sia di destra che grossi
    personaggi della sinistra.

  5. Carmelo Palma scrive:

    Caro Ricciardi, sono abbastanza d’accordo con lei. Nel senso che la strategia para-giudiziaria (“forza Tonino” ed affini) da parte di una opposizione debole politicamente e di una magistratura screditata (almeno secondo i giudizi dell’opinione pubblica) è apparsa a molti una prova di martirio. Peraltro immeritata, visto che il Cav. non è un santo (come ha ammesso), ma neppure un martire (come sostiene).

  6. Cleo Guarna scrive:

    Leggerti crea dipendenza. Bravissimo.

  7. Inizio a capire e a condividere perfino io. Ben detto, Carmelo

  8. Dott. Sergio Hadar Tezza scrive:

    Questo intervento dell’Arma dimostra quanto in Italia della legge uno possa fregarsene o scelgliersi quella che – fra le migliaia di leggi inutili, contraddittorie, superate, medievali e generalemnete liberticide – più fa comodo…
    I documenti a proposito dei procedimenti contro la Boccassini, NON SONO coperti da segreto istruttorio, in quanto son ASSOLUTAMENTE PUBBLICI essendo terminati da anni l’inchiesta e i procedimenti giudiziari. Chi ha mandato i Carabinieri lo sapeva e ha fatto della pura manipolazione mediatica.
    Al contrario, le intercettazioni pubblicate cosí sportivamente erano ancora coperte da segreto istruttorio, quindi si tratta di OSTRUZIONE DI GIUSTIZIA, oltretutto, per intentare processi di iazza, mediatici.
    Per quel reato, nessuno ha mandato i Carabinieri a mettere le manette a chi ha fornito tali elemti processuali segreti ai media!
    Come sempre uno schifo all’italiana, come ben messo in luce da Luttvak da Ballarò il 15 Febbraio scorso.
    Il servizio peggiore che si p¨ò fare alla democrazia e la libertà in Italia è quello di definire tale ilegalità “libertà”, in quanto non si farebbe altro che dare corda a chi la libertà vera la vorrebbe inpiccare.

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