– Commentando un precedente articolo sullo scandalo dei finanziamenti pubblici alla fondazione di Mario Capanna, qualcuno si chiedeva cosa si potrebbe fare per far sentire il nostro disgusto. Per cominciare, si può firmare la sottoscrizione per la valutazione meritocratica della ricerca scientifica promossa dal biotecnologo Roberto Defez, di cui citiamo alcuni passaggi:

“Martedì 25 gennaio il Sottosegretario Gianni Letta ha tenuto a battesimo, a Ladispoli, il progetto GenEticaMente denominato di “ricerca partecipata”, fungendo da più alto punto di riferimento per un accordo tra 7 ministeri (Università e Ricerca, Agricoltura, Economia, Ambiente, Beni culturali, Sviluppo economico, Affari Esteri e Politiche Comunitarie) e una fondazione privata diretta dal dottore in filosofia Mario Capanna. Partecipanti attivi all’incontro erano il Governatore della Puglia Vendola ed il presidente di COOP Tassinari. (…)
La comunità scientifica italiana giudica imbarazzante e umiliante che in un momento di carenza di fondi per la ricerca, endemica nel nostro Paese ma oggi aggravata dalla crisi economica, industriale ed occupazionale, si siano trovati 20 milioni di euro per un progetto che prescinde da qualunque parametro di meritocrazia e da qualunque standard internazionale di valutazione della ricerca. Colpisce in particolare che lo stesso governo e lo stesso ministro che hanno recentemente promosso una legge di riforma che mette al centro del processo di finanziamento della ricerca il principio della valutazione fra pari per la selezione dei progetti di ricerca e ricorre all’istituzione di un Comitato Nazionale dei Garanti per la Ricerca per assicurare il buon funzionamento di tali procedure di valutazione (Art. 20 e 21, legge 30/12/2010, n. 240) poi diano il loro appoggio istituzionale e finanziario ad un progetto “di ricerca” che sfugge completamente a tali virtuosi principi. Chi fa ricerca e insegna, dibattendosi giornalmente tra enormi difficoltà e mostra ogni giorno di essere in grado, nonostante la carenza di mezzi, di strutture, di salari e soprattutto di considerazione, di voler e saper competere ai più alti livelli internazionali, non può che rimanere sgomento e domandarsi quale sia il vero atteggiamento di Governo e Ministri verso il tema centrale dell’accesso competitivo ai finanziamenti per la ricerca. (…)

Solo l’Italia persiste compulsivamente nel perseguire una politica della ricerca e dello sviluppo tecnologico in ambito agroalimentare che tutela gli interessi di produttori e distributori economicamente marginali, garantisce un aumento del costo del cibo, latita sulla qualità e l’efficienza dei controlli di sicurezza  e prepara la cancellazione dell’Italia dallo scenario economico agricolo mondiale. I veri costi di simili scelte li pagheranno per decenni i nostri giovani e le future generazioni penalizzate da una cappa di oscurantismo autoreferenziale ed autarchico che la patria di Galileo Galilei non meritava.”

Chiunque volesse aggiungere la sua firma può farlo sulle pagine del sito Salmone.org.