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Mara difende il corpo delle donne dalla cattiva pubblicità. Con una sola eccezione

– L’inchiesta sul caso Ruby è un atto di persecuzione, spionaggio e invadenza senza precedenti nella storia della Repubblica italiana …  con la casa del presidente del Consiglio tenuta sotto osservazione da più di un anno …  le testimonianze sulle feste ad Arcore sono di ragazze intercettate senza che vi fosse notizia di reato.

Questa è la dichiarazione che due giorni fa ha rilasciato il ministro delle pari opportunità Mara Carfagna; d’accordo o in disaccordo con questa posizione – non importa – l’ implausibilità politica, etica e morale, del ministro Carfagna diventa ancora più manifesta, nel momento in cui andiamo ad scoprire che il ministro ha detto queste cose durante la presentazione ufficiale del protocollo d’intesa tra il Ministero delle pari opportunità e l’Istituto di autodisciplina pubblicitaria contro l’uso distorto di immagini lesive della dignità delle donne nelle campagne pubblicitarie.

Grazie a questo protocollo  d’intesa il Ministero potrà chiedere il ritiro delle pubblicità che su carta stampata, nella cartellonistica o in televisione ledano l’immaginario circa la donna, o sviliscano la sua dignità. Il ministro ha affermato che ci si impegnerà a far sì che cessi il ricorso pubblicitario ad immagini “offensive o discriminatorie”  della donna e che quindi si procederà a sanzionare  sia le immagini che “sviliscono l’immagine della donna e sia immagini apertamente violente o sessiste”. Il ministro Carfagna ha inoltre dichiarato che

lo Stato e le istituzioni non possono intervenire con la censura, perche’ sarebbe contrario alla Costituzione, ma non possiamo non rispondere all’esigenza a frenare la giungla a cui siamo costretti a assistere, quando ci troviamo di fronte a un messaggio volgare, sbagliato e offensivo.

Immagini volgari sbagliate e offensive : si tratta, quindi, di una questione morale, e va bene così, è un progetto che ci piace, e che ci trova concordi. Un comitato paritetico potrà chiedere il ritiro “in tempo reale” di una pubblicità  lesiva e volgare, i cartelloni saranno coperti e gli spot ritirati. La Carfagna si augura  un effetto deterrente dell’intesa, prima nel suo genere. E dice: “Noi al al Ministero  non vogliamo fare moralismo e fare i bacchettoni, ma non potevamo non intervenire a tutela della dignita’ delle donne”.

Benissimo. Ma questo punto, ovviamente, son fioccate le domande di alcuni giornalisti che hanno fatto presente che un provvedimento del genere corre il rischio di suonare ridicolo se promosso da un governo il cui proprio leader è impegnato a difendersi dalla questione bunga bunga. E sentite cosa risponde la Carfagna: “Mentre c’è chi a comando si riempie la bocca noi la battaglia a tutela delle donne la portiamo avanti da due anni e mezzo. Al fango e alle millanterie rispondiamo con i fatti, il governo va avanti”. E poi “Non entro nel merito dell’inchiesta nè spetta a me dare un giudizio morale su comportamenti che peraltro non sono stati accertati”

Ma come!? Cara ministro! Il problema non è quello della conoscenza da parte del suo leader della vera età di Ruby (fatto ancora non accertato), il problema è che per anni alla residenza del nostro premier è stato un continuo via vai di corpi in cambio di soldi, e questi sono fatti chiari, e palesi, e stampati nell’immaginario di qualunque italiano. E lei non da giudizi morali?  Come può permettersi, innanzi al paese, di affermare che non spetta a lei di dare giudizi morali sulla compravendita di corpi a casa del suo leader, manco fosse un mercato dei cavalli, durante la presentazione di un progetto del suo ministero che riguarda l’uso (virtuale e non reale) dei corpi nella pubblicità? Ministero che come istituzione politica, su assunti etici, agisce e si muove solo ed esclusivamente su caratteri, temi e questioni di tipo morale?

O lei decide di dare giudizi morali, e allora li deve dare su tutte (!) le questioni che attengono alla dimensioni morali relative a quello che possiamo definire l’utilizzo della donna, o allora si dimette dal suo ministero, o no?

Mi rendo conto che il ministro non sia d’accordo, ed allora passiamo ad un’altra questione.
Durante la presentazione dell’intesa ad una scettica giornalista dell’ Unità (alla quale che ‘sto protocollo d’intesa fosse presentato da un ministro del governo che passerà alla storia per la bunga bunga connection, proprio non andava giù) la Carfagna ha risposto così: “Lei scrive su un giornale che oggi tenta di fare la morale utilizzando vicende di cronache, ma che ha usato esso stesso senza esitazione per pubblicità il corpo di una donna. Ricordo benissimo un fondo schiena fasciato in una minigonna che serviva per pubblicizzare L’Unita”.

Ma come? Caro ministro, lei è una donna intelligente, brillante, e per certi versi pure affascinate, e allora si deve rendere conto di una cosa. Quando alcuni anni fa gli elettori, per la prima volta, l’hanno incrociata nel loro destino politico, di come la pensa, di quale possa essere la sua formazione ideologica, culturale, sapevano poco, molto poco. Ma di lei tutti ricordavano perfettamente alcune cose, belle: il suo fondoschiena, il suo seno, ombelico bocca, gambe, e via dicendo. Lei è stata usata dal suo partito (anche se in termini di filosofia politica definirlo “partito” è una forzatura) e dal suo leader, esattamente come un giornale usa il fondo schiena di una donna, o una marca di abbigliamento usa le tette di una modella, ossia, per creare adesione e consumo.

Così come con il corpo di una modella, al quale testualmente vengono iscritti i valori di autorappresentazione del consumatore, si attiva il desiderio, che poi si esplicherà nell’acquisto di quel prodotto – esattamente allo stesso modo con il corpo della Carfagna (visto e rivisto nei calendari, in tv e nel web) si è attivato quel desiderio che poi viene sublimato nel consenso politico, nei confronti della sua persona, del suo para-partito e del suo leader.

Il suo, caro ministro, in termini semiotici è definibile come un corpo pubblicitario, né più e né meno di quello del fondo schiena dell’ Unità. Quindi. Chi è senza peccato scagli la prima pietra. I giornali, le griffe, le industrie automobilistiche, le televisioni (ecc. ecc.) sfruttano i corpi della donna come formula di adesione psicologica e ideologica, ma mi pare di capire che in questo paese lo faccia anche la politica, una certa politica, che nella congiuntura etica e morale nella quale ci ha gettato tutto può permettersi, tranne di venirci a fare pipponi sul suddetto sfruttamento dei corpi femminili.

A margine. Qualche giorno fa a Torino è stato organizzato un flash mob al quale hanno partecipato centinaia di donne. E’ stato un evento vivo, bello, protesta pulsante – sulla falsariga di questo ne stanno organizzando altri in tutto il paese. Per convocare le partecipanti, nel web sta circolando questo testo:

“Avere una valigia di Louis Vuitton al braccio e Lele Mora come autista…pretendono di farci credere che sia la massima ambizione di una donna! Partecipare a tristi festini travestite da oggetto del piacere di un vecchio e patetico miliardario ossessionato dalla sua virilità… Pretendono di farci credere che sia per le… donne il più autorevole attestato di affermazione sociale! Non ci hanno convinte! Nonostante quindici anni di lavaggio del cervello, di audience tv cercato mostrando donne nude e mute, di una classe politica sempre più volgare e sfacciata. Non ci hanno convinte! È ora di prendere la parola per dire basta. 
Dimissioni subito!”


Autore: Francesco Linguiti

Si occupa di produzione culturale. È autore nella produzione audiovisiva. È docente di semiologia del testo.

9 Responses to “Mara difende il corpo delle donne dalla cattiva pubblicità. Con una sola eccezione”

  1. roberto scrive:

    Secondo me l’iniziativa della Carfagna è pericolosissima: chi può stabilire ciò che è volgare o no? Con quali criteri si stabilisce la volgarità? Se una donna è adulta e maggiorenne è libera di decidere di fare un certo tipo di pubblicità salvo voler fare i bacchettoni ad ogni costo. Per il resto mi viene i mente il vecchio slogan “caviale e rivoluzione”.

  2. Nicola R scrive:

    Sottoscrivo quanto dice Roberto.
    Le iniziative censorie e moralizzatrici fanno ribrezzo. Da chiunque arrivino.
    Ecco perchè, allo stesso modo, fa ribrezzo la protesta di cui l’autore di questo articolo sembra in un certo modo farsi scudo, per distruggere, se mai ce ne fosse bisogno, l’immagine della Carfagna e del governo. Una chiosa inutile che mal si concilia con lo spirito corretto del pezzo, fin quando accusa l’incongruenza del Ministro.
    Tra parentesi, l’unica cosa corretta che ha detto la Carfagna, è la prima frase riportata in questo articolo.
    Un anno fa, infatti, non c’era ancora stata nè la chiamata di Berlusconi in questura, da cui nascerebbe il reato di concussione, nè di conseguenza, il reato di prostituzione minorile, che nascerebbe proprio da Ruby. E allora, ed è la domanda che mi faccio fin dal primo giorno e che invece non ho ancora letto da nessuna parte, su cosa hanno iniziato ad indagare i magistrati di Milano un anno fa? Qual era, allora, la notizia di reato?

  3. enzo51 scrive:

    Forse anche la Carfagna si è intrattenuta ad Arcore,oscuro “villaggio” del nord reso famoso dal bunga-bunga, danza tribale che evoca onomatopeicamente l’Africa del buon selvaggio!

    Eh sì!! La frequentazione con alcuni personaggi ha determinato lo sfacio umano e morale del nostro Presidente del Consiglio.

    Il cacicco del nord Africa ha colpito ancora!

    Gheddafi docet!!!

  4. inutile scrive:

    Io do un giudizio morale, Berlusconi da 40 anni organizza feste nelle sue lussuose residenze, da sempre fa regali a tutti gli ospiti e da soldi a tutti (solo che se lo da a un ragazzo, un vecchio o un prete non viene intercettato e non fa notizia), in queste feste lui fa invitare anche persone che non conosce, è il suo modo da sempre di esser in contatto con le persone, evita i salotti del potere dove si fanno le stesse e peggiori cose ma sempre tra gli stessi.
    E’ normalissimo che da sempre qualche donna ci provi con il potente di turno (come si sa di Montezemolo, Briatore, Ecclestone, Sarkozy, ecc ecc) e penso che qualche volta se non soffra di impotenza il premier abbia anche fatto sesso con queste donne.
    Scusate la Tulliani con fini cosa ha fatto?
    E’ gravissimo che non si veda la differenza invece di trattamento, povate ad intercettare per un anno le frasi degli amici di Fini, o le frasi dei nostri amici o le nostre stesse telefonate. Scagli la prima pietra chi non ha detto: quella è una zoccola, quello non capisce nulla, è un posto pieno di gnocca, c’erano culi da urlo, quella va a letto con quello perchè la paga, quello è un maniaco, quella faraà carriera se la da a tutti ecc ecc.
    L’unica differenza che non tutte le telefonate vengono pubblicate.
    I PM non fanno vedere le telefonate dove si dice che Berlusconi è generoso, è in gamba, lavora come nessun altro, è un padrone di casa incantevole, sapete perchè? Perchè non è utile all’inchiesta.
    Riflettete su questo

  5. eva scrive:

    caro nicola r. e Inutile,
    a voi ancora non sono chiare molte cose, ed è normale, come la maggior parte di chi difende ancora l’indifendibile.
    Le indagini, signori, non sono iniziata un anno fa. A maggio c’è stata la famosa telefonata in questura, appurato che fu rilasciata una ragazza minorenne senza prima fare tTUTTE le verifiche, e poi, in seguito, dopo qualche giorno la stessa Ruby è tornata in questura per denunciare lei stessa un furto, sono partite le indagini, hanno messo sotto controllo il suo telefono e quando sono venute fuori tutte le belle cose, sono state intercettate le altre signorine.
    Dopodichè, hanno ripreso i tabulati di tutte per vedere le varie celle telefoniche, nello stesso modo pari pari come successo per il caso avetrana, dove hanno visto le celle degli indagati al momento del reato.
    Quindi, l’ipotesi di reato c’era, e le intercettazioni, sono partite a maggio non a gennaio come dicono quelli che vogliono difendere l’indifendibile.
    saluti

  6. Roberto scrive:

    Senti, “inutile”, alla storia della generosità di B. anche con quelle z.occo.le ci crede solo Ghedini in quanto obbligato perché pagato. Bill Gates (che pure mi sta sulle p…, ma per altri motivi) è generoso e fa vera beneficienza, ma con una Fondazione trasparente. Se poi ti va di essere governato da un satrapo vizioso che ormai sa solo sbavare per la gn.ocxa e e lanciare appelli alla jihad e già prima ci aveva sputtanato con comportamenti e battute da demente (ricordi il consiglio ad una ragazza di trovarsi un marito come suo figlio?) affari tuoi; per me, è un piacere che lascio ai sudditi di qualche sultano arabo. Dopo la precisazione di Eva sui tempi dell’indagine, altro non serve. Se vuoi, mettiti fette di prosciutto sugli occhi e poi fette di pane, così puoi continuare a dormire. E Fini non c’entra niente in questi discorsi e qui non si tratta di “telefonate tra amiconi”. Prima se ne va Berlusconi e prima fa un favore a tutti, destra per prima. Eccheccavolo, MSI, DC e PCI sono sopravvissuti ad innumerevoli cambi di leadership senza crollare e solo lui è indispensabile e dopo di lui il diluvio ? “Ma mi faccia il piacere!”

  7. Nicola R scrive:

    Eva, io ho letto intercettazioni – tra quelle inserite nei due faldoni girati alla stampa – risalenti a gennaio 2010.
    Va bene non difendere l’indifendibile, ma anche negare la realtà non è un bel vedere.

  8. Vicky scrive:

    Linguiti Santo Subito!

  9. Scusi signor Nicola R, anche io ho letto i faldoni e ho appena finito una ricerca per: 01/2010, Gennaio 2010 e gennaio 2010 sui medesimi: eppure nemmeno l’ombra di una trascrizione d’intercettazioni del gennaio 2010. È sicuro di non sbagliarsi con le acquisizioni dei tabulati delle utenze? Non sono la stessa cosa. Mi dice dove le ha trovate?
    http://www.scribd.com/Berlusconi-Ruby-tutte-le-intercettazioni-Invito-a-comparire/d/47115507

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