Falasca al Foglio: un nuovo costituzionalismo liberale, contro la cultura della patrimoniale

Lettera a Il Foglio di sabato 29 gennaio 2011 – Al direttore – Premier contro, terzo polo contro, un bel pezzo di Pd contro. La contingenza politica pare avversa a chi, come Amato e Capaldo, propone una patrimoniale. Ma non illudiamoci: l’Italia è un paese dove l’esproprio patrimoniale resterà sempre una “opzione possibile”, almeno finchè una certa cultura statal-socialista avrà tanta influenza tra tecnocrati e accademici. Per sfidare quella cultura e quell’opzione, serve anche un nuovo “costituzionalismo” liberale. Proponiamo nella Carta un divieto e un vincolo: il divieto di prelievi fiscali straordinari e il vincolo del pareggio di bilancio.

Piercamillo Falasca, Libertiamo.it


Autore: Piercamillo Falasca

Vicepresidente di Libertiamo. Nato a Sarno nel 1980, si è laureato in Economia alla Bocconi e ha frequentato il Master in Parlamento e Politiche Pubbliche della Luiss. E' fellow dell’Istituto Bruno Leoni. Ha scritto, con Carlo Lottieri, "Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno" (2008, Rubbettino) ed ha curato "Dopo! - Ricette per il dopo crisi" (2009, IBL Libri). Ha scritto anche, nel 2011, "Terroni 2.0", edito sempre da Rubbettino.

5 Responses to “Falasca al Foglio: un nuovo costituzionalismo liberale, contro la cultura della patrimoniale”

  1. vittorio scrive:

    Anche la tassazione delle rendite e la tassazione dei capital gain sono patrimoniali. Non hanno una natura straordinaria ma sono permanenti. Il vantaggio che hanno sulle una tantum è che forse sono meno evidenti nella loro spiacevolezza. Ma nei fatti sono molto peggio degli interventi straordinari.
    Pare però che siano il cavallo di battaglia della sinistra e di Casini, ormai avviato a candidarsi come il “nuovo” Prodi.

  2. Pietro M. scrive:

    Verissimo! Bravo, ottima iniziativa. Facciamo un’iniziativa culturale per portare le idee del costituzionalismo liberale in Italia? I libri ci sono, le teorie pure (la sfiducia libertarian nelle “cinture di castità di cui i politici hanno la chiave” la lasciamo un attimo in sordina), manca diffondere le idee nella società.

  3. marcello scrive:

    Io non capisco una cosa: chi la paga la cris? Chi ha i mezzi e le possibilità o chi è invece sempre all’ultima ruota del carro? Basti vedere il caSO Fiat: l’azienda,anche se ha divorato le altre industrie italiane dell’auto e ha fatto il cartello con la Crisler, aumentano il suo valore in borsa, è sempre di più una caserma, con Marchionne che prende un reddito non 50 o 100 volte superiore a quello dei soldati, ma alcuni dicono 1000 o 9000 con le azioni d’oro. La redistirbuzione, bistrattata da un determinato modo di vedere i rapporti economici, viene invece approvata quando è al contrario (basti vedere di quanto sono aumentati i prezzi rispetto agli stipendi).

  4. vittorio scrive:

    x marcello
    Marchionne ha spostato alcuni anni fa la sua residenza in Svizzera. Sulle sue stock options non paga nulla perchè in Svizzera non esistono tasse sui capital gain. Anche il clan agnelli vive in Svizzera da un bel po’ di anni, come pure molte altre dinastie industriali italiane.
    Aumentare le tasse sulle rendite o sui capital gain qui in Italia, significa solo aumentare le tasse gravanti sui fondi, azioni, titoli dei residenti: sul risparmio delle famiglie italiane. Operai inclusi.

  5. Zamax scrive:

    Pia illusione costruttivista.

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