Basta coi moralismi. Alleiamoci con La Qualunque

di MARIANNA MASCIOLETTI – Ha ragione il senatore Quagliariello, ha ragione Il Predellino. E’ inutile che ci giriamo intorno.

Basta con questi perbenismi inutili, basta con i moralismi completamente scollati dalla realtà, basta coi bacchettoni che delegittimano Berlusconi ma poi (orrore) non si scandalizzano per il pericolosissimo Gay Pride, chi è senza peccato scagli la prima pietra, l’Epifania tutte le feste si porta via e chi più ne ha più ne metta.

Eh sì, il Presidente del Consiglio ne sa sempre una più del diavolo: non s’è fatto in tempo ad esprimere, da queste parti, una perplessità sulla connotazione del PDL quale Partito dei Valori che subito, senza por tempo in mezzo, il Cav. con una giravolta ti spiazza tutti, compresi i suoi sodali, costretti ad abbandonare in tutta fretta il perpetuo peana sulla Famiglia Tradizionale Che Tiene Unita L’Italia in favore di articolate apologie del libertinismo.

Spiazza loro e, quel che è peggio, spiazza noi. Pensa un po’ a volte la superbia, eravamo convinti – visto che su diritti civili, coppie di fatto, testamento biologico etc. la pensiamo come quella senzaddìo della Merkel e come quel nichilista di Sarkozy – che, almeno per quanto riguarda la vita dissipata, i Veri Liberali® del PDL, i “laici adulti” alla Sacconi non avessero niente da insegnarci.

E invece, guarda tu, ce li ritroviamo a fare a gara a chi “contestualizza” meglio i (veri o presunti) bunga-bunga e tutto ciò che (veramente o presumibilmente) ne consegue.

Una manna, per tutti noi italiani che predichiamo bene e razzoliamo male, per tutti quelli a cui evocare princìpi e valori piace tanto quanto disattenderli, per un Paese abituato a secoli di cattolicesimo dove “colpa” e “responsabilità” sono sinonimi, così come “peccato” e “reato”.

Che cosa dovrebbe fare allora FLI per rimettersi in carreggiata sulla strada del libertinismo, visto che arruolare quel debosciato di un ex-radicale che è Della Vedova non è bastato?

Di certo l’alleanza con UDC e API non sembra la cosa migliore. Ma insomma, ragazzi, qua dobbiamo svecchiare, dare un’immagine di viveur, di gaudenti, di edonisti, smetterla con certi moralismi da politica politicante; ora, senza voler offendere nessuno, però la faccia di Volonté o di Rutelli non è che evochi propriamente immagini di strenui piaceri e languide dissolutezze.

Oddio, in effetti pure Berlusconi – il quale ormai, truccatissimo e stizzoso, sembra un’imitazione della Guzzanti che imita lui – a intuito non ne evocherebbe più di Volonté, ma si sa, lo ripetiamo spesso, che il liberalismo è controintuitivo.

Dunque, che fare? Presidente Fini, chi le parla di Terzo Polo, di italiani cattolici, di elettorato moderato ha, probabilmente per distrazione, omesso un particolare: molti cattolici, soprattutto tra quelli italiani, da un governo non si aspettano di essere governati, ma pretendono di ricevere l’assoluzione.

Su questo terreno, che le accuse sulle feste ad Arcore si rivelino vere o che, com’è già accaduto altre volte, si risolvano in un nulla di fatto, Berlusconi, inutile negarlo, ha già vinto.

Anche sul terreno del vittimismo e della lagnosità, l’uomo è imbattibile: pensare che sono quindici anni che è in politica, quindici anni che si lamenta dei giudici comunisti e golpisti, ed esattamente quindici anni che non fa niente per ridurne lo strapotere e riformare la giustizia.
Pensare che sarà una decina d’anni che lui e il suo coro di prefiche piagnucolano sulla violenza rappresentata dalla pubblicazione delle intercettazioni dei politici, senza peraltro emettere motto quando vengono diffuse su tutte le televisioni italiane, reti Mediaset comprese, quelle dei comuni cittadini.

A lei, presidente Fini, non rimane altro che cercarsi un alleato forte, uno che porti i numeri, uno che sostenga con fierezza le sue scelte. Libertine, of course, e che siano veramente estreme.

E dunque, visto anche che, come sostiene da queste pagine Lucio Scudiero, per far ripartire l’Italia bisognerebbe costituire un Partito del PIL, non complichiamo inutilmente le cose, non disorientiamo gli elettori, non facciamo i cervellotici radical-chic che non vanno più di moda: c’è già il Partito d’u Pilu, che peraltro secondo alcuni sondaggi può arrivare fino ad uno stratosferico 9% dei consensi. Alleiamoci con quello.

Il leader Cetto La Qualunque è uno che evade le tasse e se ne vanta, uno che sperimenta serenamente gioie e dolori della bigamia, uno che a Messa chiede al prete di fare silenzio perché deve parlare al telefonino: quello che ci vuole per noi.

Anche se in apparenza il vittimismo è una strategia vincente, nei fatti continuare a parlare di character assassination, di “metodo Boffo”, di accanimento dei media berlusconiani si rivela controproducente: che sia vero o falso, presidente Fini, non importa a nessuno, qua di perseguitato ce n’è uno solo, ed è talmente perseguitato, poverino, che sta al governo del Paese da una decina d’anni, nonostante tutti lo odino perché è piccolo e nero. (sorprende, in effetti, che nessuno dei suoi esperti d’immagine gli abbia consigliato il mezzo guscio d’uovo in testa, alla Calimero)

Con un concorrente così è inutile combattere sul piano del “sono innocente”: persa per persa, meglio andare per le strade, Fini e La Qualunque a braccetto, scandendo, libertini e gioiosi come non mai, qualcosa come “Dieci, cento, mille Montecarlo! Dieci, cento, mille Scavolini!” (vero o falso, dicevamo, non ha importanza). L’elettorato cattolico magari non lo conquisteranno, ma siamo sicuri che riceveranno qualche consenso dagli anti-moralisti del Predellino, sempre in prima linea contro l’ipocrisia e i bacchettonismi.

Va bene, abbiamo scherzato. Abbiamo voluto ridere su una condizione che invece è quanto mai seria, quella di un PDL, primo partito del Paese, che tra dirsi Partito dell’Amore e fare il Partito dei Valori si è dimenticato completamente quella “Libertà” che pure ha nel nome; abbiamo voluto ironizzare anche su FLI, un soggetto politico che voleva fare la destra europea, ma rischia invece di trovarsi a rifare l’italianissima DC con due alleati i quali, sui temi etici ma non solo, esprimono esattamente le stesse posizioni da cui Fini, quand’era ancora nel PDL, si dissociava.

A Berlusconi non possiamo dare consigli, anche perché nonostante tutto se la cava benissimo da solo (l’Italia da lui governata un po’ meno, ma sono dettagli); a Fini ci permettiamo di darne uno, quello di dimostrare che FLI può avere una linea coerente, chiara ed autonoma, partendo magari proprio dai temi etici.

Ci piacerebbe davvero che, pur senza arrivare agli eccessi di arroganza di un Cetto La Qualunque, Fini riuscisse ad esempio a dichiarare con coraggio che la vera libertà di coscienza non è quella dei parlamentari nel decidere se votare o no una legge liberticida, ma quella che ogni singolo cittadino deve poter avere rispetto alle scelte che riguardano la sua vita e la sua salute.

Altrimenti, se proprio questo coraggio non si trova, dateci il Partito d’u Pilu. Lì, almeno, la Roccella non ci verrà mai.


Autore: Marianna Mascioletti

Nata a L'Aquila nel 1983. E’ stata dirigente politica dell’Associazione Luca Coscioni e tra gli ideatori del giornale e web magazine Generazione Elle. Fa cose, vede gente, cura il sito.

10 Responses to “Basta coi moralismi. Alleiamoci con La Qualunque”

  1. Sì, non ci resta che l’ironia!
    Brava

  2. Simona Bonfante scrive:

    marianna for president!

  3. Lucio scrive:

    E mi ha pure citato. Senz’altramente bravissima.

  4. enzo51 scrive:

    Ai capito la Marianna che “va in campagna” (elettorale)col fiero cipiglio dell’autoironia!

    Mai prendersi eccessivamente sul serio ma…ragazzi! Qui stiamo rischiando di grosso visto quello che sta succedendo sulle sponde del Mediterraneo,a Tirana in Albania ,a Liegi in Belgio!

    A proposito : a voi belle e giovani anime,tecnologicamente attrezzate e capaci di dialogare nel web, non vi solletica il desiderio di portare in piazza migliaia di persone a chiedere la fine di questo scandaloso governo e ,almeno adesso civilmente,attuando il “metodo Belgio”!

    Dopo,purtroppo o per fortuna,vi potrebbe essere l’Egitto,la Tunisia,l’Algeria ,lo Yemen e,più in là,l’Arabia Saudita……!

    Brava Marianna!!!!!

  5. Andrea Verde scrive:

    Sono (ahimé) l’autore dell’articolo sul Predellino che ha ispirato la brava Marianna Mascioletti. Marianna finge di non capire il senso del mio articolo; una denuncia “tout court” dell’ipocrisia del “politicamente corretto” che ha contagiato anche settori dell’opinione pubblica che pensavo e speravo ne restassero immuni.
    Marianna mi accusa di doppia morale: difendere i sacri valori della famiglia, votare leggi liberticide e tacere davanti ai comportamenti licenziosi del premier.
    In maniera semplicistica potrei ribaltare l’accusa e dire che é curioso vedere tanti laicisti tirare la tonaca al cardinal Bertone o al cardinale Tettamanzi, come trovo curioso il silenzio dei miei ex compagni radicali contro la volgarità che sta assumendo la campagna anti-Cav, che ha trovato il suo apice nell’orrenda trasmissione di Gad Lerner, peggiore anche di Annozero!!!…..Marianna é fin troppo intelligente per non capire che in tutta questa vicenda la dignità delle donne, i valori negoziabili o no, c’entrano come i cavoli a merenda.La dignità delle donne, i valori etici, vengono usati in maniera strumentale come la morte del militare italiano in Afghanistan (Lerner si dovrebbe vergognare per questo) e la famosa telefonata in questura per tentare di dare una spallata a Berlusconi; e questo lo sapete benissimo!Non facciamo gli ipocriti; con che coraggio si puo’criticare Valter Lavitola, Frattini per i pizzini di Santa Lucia e tacere davanti ai D’Avanzo, Lerner e Santoro? Vogliamo smetterla di usare due pesi e due misure?

  6. Marianna Mascioletti scrive:

    @ Andrea: Grazie del “brava”. Dov’è che avrei citato la dignità delle donne, per curiosità?

  7. bell’articolo :-) io fossi DellaVedova….. una bella regolamentazione(proposta Malan?proposta Poretti? fate voi) della prostituzione l’avanzerei al grido “Silvio, ti vogliamo salvare e ti votiamo l’ennesima legge ad personam”

  8. Marianna Mascioletti scrive:

    @ Andrea – 2 , mi ritrovo un inaspettato momento di libertà e continuo: quello che forse non si è capito dell’articolo, probabilmente perché non ho scritto bene, è che io cerco, sia pur ironicamente, di trattare entrambe le situazioni, bunga-bunga con prostitute minorenni e compravendita opaca e “familistica” di un appartamento a Montecarlo, nello stesso modo, cioè come due illazioni al momento non verificate su due importanti uomini politici italiani. Due illazioni su cui, quindi, al momento uno si può scandalizzare come anche no, ma sempre a livello di ipotesi di scuola, di discorso teorico, dato che non sono provate. Peraltro, se entrambe un domani venissero provate, resterebbe sempre il fatto che una è un reato e l’altra no.

    Se io come persona, come italiana, come elettrice etc. etc. mi sono scandalizzata o meno su una delle due, o su entrambe, questo non riguarda ciò che scrivo in quest’articolo. (ah, riguardo a D’Avanzo Lerner e Santoro: non ho mai comprato Repubblica, quindi D’Avanzo grazie a Zio me lo risparmio, Santoro non lo guardo perché mi fa venire l’orticaria, Lerner lo apprezzavo ai tempi di “Otto e Mezzo” con Ferrara ma oggi non lo seguo granché, non chiedermi di scandalizzarmi per cose che non conosco)

    Le critiche, invece, che io rivolgo a Berlusconi e a Fini sono prettamente politiche: all’uno rinfaccio, sostanzialmente, il suo eterno “chiagni e fotti” sulle questioni di giustizia, all’altro la sua mancanza di coraggio nel prendere una posizione decisa sui temi etici senza trincerarsi dietro l’ipocrisia della “libertà di coscienza”.
    Spero di aver meglio chiarito il senso di quello che ho scritto.

  9. Andrea Verde scrive:

    @Marianna; é vero che tu non parli della dignità delle donne. Io ho allargato la mia replica, tenendo conto delle posizioni assunte dai vostri “cugini” di farefuturo che invece hanno insistito parecchio su questo punto. Voi, piu’ intelligentemente, avete puntato su altri aspetti e comunque sono d’accordo anch’io con te e con Scudiero sulla necessità di creare il partito del Pil

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