Auto-epitaffio del berlusconismo riformatore

– “Governare non è riformare, ma amministrare”. Affermazione impegnativa, questa pronunciata da Berlusconi al Presidente di Confindustria. Emma Marcegaglia – riportano le cronache –  si era premurata di telefonare ieri sera al Premier per rassicurarlo del fatto che le accuse lanciate al governo il giorno prima a Che tempo che fa non intendevano essere  un attacco all’esecutivo. Marcegaglia, insomma, parlava in astratto. Giammai di questo Premier. Giammai di questo Governo, ché anzi, secondo la leader degli industriali, sta lavorando benone.

Infatti se governare non è riformare, se anzi è solo amministrare va dato atto a Berlusconi di aver governato benissimo in questa decade al potere. Non ha cambiato il paese di una virgola, ha garantito il mantenimento del vischiosissimo status quo. Ha contribuito alla tenuta di fronte agli attacchi del velleitarismo riformatore di quegli usi e costumi così strutturalmente malsani eppure così cari all’italica gens. Lo Stato che si gonfia, la libertà individuale che si restringe. Tanto è tutta una finzione perché in Italia, si sa, non vuole cambiare niente (quasi) nessuno.

Certo, Berlusconi adesso dovrà spiegarlo a quelli che con lui – e assai prima di Cetto – inneggiavano al “nuovo che avanza”. Ma anche qui è il genio del Cavaliere. Seppellire il baule dei suoi fallimenti e mandare alle fiamme l’icona innovatrice. Dare costrutto al nulla di fatto, motivandolo con spregiudiucata quanto corposa dovizia politologica. La nuova parola d’ordine, da adesso, è amministrare, non più riformare. Andreottionamente, un capolavoro.


Autore: Simona Bonfante

Siciliana, giornalista free-lance e blogger, si è fatta le ossa di analista politico nei circoli neolaburisti durante gli anni di Tony Blair. Dopo un periodo in Francia alla scoperta della rupture sarkozienne, rientra in Italia, prima a Milano poi a Roma dove, oltre a scrivere per varie testate online, si occupa di comunicazione politica e lobbying 2.0.

16 Responses to “Auto-epitaffio del berlusconismo riformatore”

  1. inutile scrive:

    Roma, 25 gen. (Adnkronos) – Si e’ tenuto questa mattina, a quanto si apprende da fonti parlamentari, un vertice del terzo polo con Gianfranco Fini, Per Ferdinando Casini e Francesco Rutelli. Alla riunione, nella sede di Api, erano presenti anche Linda Lanzillotta e Bruno Tabacci per Api, Lorenzo Cesa per l’Udc, Pasquale Viespoli e Adolfo Urso per Fli.
    ECCO IL POLO RIFORMATORE LIBERISTA

  2. Maurizio scrive:

    Perdindirindina, tra Fini, Rutelli e Casini l’unico ad aver mantenuto un minimo di coerenza è Casini, ovvero un democristiano la cui vocazione liberale e riformista è conosciuta da tutti.
    Degli altri due si conosce l’abitudine a saltabeccare dovunque pur di avere una poltrona sotto il sedere.
    Ma chi credete di prendere in giro ?!?

  3. creonte scrive:

    sono davvero pochi quelli contenti dell’andazzo del PDL, FI era già molto meglio. e si va solo a peggiorare.
    prendersela con Rutelli o Fini è perciò abbastanza ridicolo.

    —Iva Zanicchi la dice tutta—

    e lei è lo spirito autentico di FI, che NON è questo PDL di Berlusconi e Verdini

  4. Piccolapatria scrive:

    *Simona Bonfante* Condivido l’accorato senso del suo articolo nella consapevolezza che tanto tempo è andato “sprecato”; chi aveva sperato nel vero cambiamento non può non essere deluso per il “democristianume” dilagante. Ma, in tutto questo mesto bilancio, non è troppo consolatorio additare sempre e solo quell’ unico colpevole? Quasi a dire che, tolto di mezzo costui , abbiamo alternative valide e promettenti, come sbavano i terzisti di nuovo conio ma di stampo statalista e partitocratico. Mi guardo intorno, in ogni campo, e non vedo altro che un starnazzare scomposto e inconcludente e che ha l’unico scopo di riuscire ad abbattere con qualsiasi mezzo un nemico ormai storico. Costi quel che costi ai poveri cristi italiani. Teniamoci duri che, forse, il peggio deve ancora venire!

  5. Simona Bonfante scrive:

    cara piccolapatria, che dirti. io e te siamo evidentemente portatori sani di pessimismo! quanto al cav, certo, mi pare proprio non si faccia mancare niente per costringerci a vederlo come null’altro che un problema. questa sua ultima confessione, poi – che governare vuol dire amministrare – a me personalmente ha lasciata basita. frustrata. posso dirlo? mi ha dato la plastica impressione di essere stata presa in giro, anche quando ancora ci credevo.

  6. Gianluca M. scrive:

    La cosa che mi fa essere pessimista sul futuro dell’Italia è che i Berlusconiani difendono l’indifendibile.
    Il problema è che non lo fanno soltanto coloro che a Silvio sono legati a doppia mandata (finito lui, finiti tutti….sai che risate ci faremo…) e che quindi, facendolo per convenienza, potrebbero anche mentire; purtroppo lo fanno anche i simpatizzanti/elettori normali tipo i tre qui sopra che sicuramente (e questo è encomiabile) ci credono davvero!!!!
    Perchè se a me qualcuno (come Inutile e Vittorio hanno fatto in un’altra discussione) mi chiede se son sicuro che Fini potrebbe far meglio di Berlusconi rispondo “Lo spero”; se qualcuno chiede a quei tre cosa ha fatto Berlusconi di utile all’Italia in 10 anni, quei tre non sanno cosa dire.
    Però lo rivoteranno…
    Il potere di avere 5 canali televisivi a disposizione per dire (e far dire ai subalterni) tutto ciò che si vuole, anche le fandonie, è un bel vantaggio.
    Mi torna in mente la parodia (adattata a Berlusconi) di quello sketch pubblicitario su Gandhi…. “Che mondo sarebbe se non avesse potuto parlare così….”

  7. vittorio scrive:

    Bisogna anche dire però che le “riforme” dei sindacati e di confindustria si sintetizzano in tasse più alte per il ceto medio (spesso vestite nella forma di patrimoniali e tasse sul risparmio) per finanziare sgravi fiscali al sistema confindustriale. Di toccare la spesa pubblica non se ne parla, anche perchè parecchi colleghi della Marcegaglia incassano ancora aiuti a fondo perduto che non sono mai stati cancellati grazie al buon cuore di Prodi e compagni. E al silenzio assenso dei sindacalisti.
    Allora piuttosto che queste “riforme” molto meglio lo status quo.

  8. Simona Bonfante scrive:

    bene, vittorio. continuiamo così che la fine tanto è ormai vicina

  9. donato scrive:

    Fini Casini e Rutelli fanno politica da più di 30 anni quando le faranno le riforme?

  10. vittorio scrive:

    x simona
    Devo dedurre dalla tua risposta che le cosiddette “riforme” che il FLI propone sarebbero patrimoniali e più tasse sul risparmio del ceto medio?

  11. Carmelo Palma scrive:

    Le proposte delle forze politiche in genere non si “deducono”. Se ne prende atto per quello che sono, non per quello che avrebbero dovuto essere in base alle nostre deduzioni. Dalla storia berlusconiana si sarebbe dovuto dedurre che questo governo avrebbe fatto le riforme liberali (quelle promesse nel 94 e nel 2001 diciamo), e invece no. Dalla storia finiana pre ’99 nessuno avrebbe potuto dedurre il Fini di oggi, invece, bello o brutto che sia, eccolo qua.

  12. Piccolapatria scrive:

    *Carmelo Palma*… il Fini di oggi, invece, bello o brutto che sia, eccolo qua… Giustappunto: bello o brutto eccolo qua il grande statista scalpitante che si è creato la sua corte di plaudenti ad immagine e somiglianza di quella tanto deprecata di stampo berlusconiano, perfino nel logo! Per effetto di questa straordinaria evoluzione di pensiero politico dovremmo non “dedurre” ma fideisticamente credere che il destino è finalmente favorevole e abbiamo pronto chi saprà portarci fuori dal disincanto delle promesse mancate verso una stagione di vere riforme liberali che cambi questa impostazione di paese in declino. Non ho dubbi sulla buona fede di qualcuno che gli sta intorno fiducioso e sostiene la sua posizione ma non mi convince, nè tantomeno mi attrae il progetto terzista del “fatti più in là Berlusconi che ora ci siamo noi”. Non voto da tempo, da radicale quale fui, ho votato per la parte di Berlusconi quando, non ancora negletto, fu anche alleato con Pannella, quindi non mi annovero tra i simpatizzanti marchiati acritici e beoti del malefico attuale e mi tocca perfino difenderlo da queste nuvolaglie di finto perbenismo e strombazzata proposta di falso rinnovamento.

  13. vittorio scrive:

    x Simona e Carmelo
    Sinceramente non capisco la vostra reazione stizzita al mio intervento. Ho solo fatto presente che le “riforme” proposte da sindacati e da confindustria finiscono per essere aggravi fiscali sul ceto medio e sui piccoli risparmiatori; e questo per finanziare magari sgravi fiscali ai baroni confindustriali. In questo caso io preferisco che simili “riforme” non si facciano. Pensavo che il mio intervento fosse di una banale ovvietà, giusto una precisazione a margine.
    E invece mi ritrovo a essere redarguito dalla vostra stizza. Pare che l’importante sia dire che Berlusconi non ha fatto nulla; alla fine quelli che fate sono gli stessi ritornelli della sinistra; con le stesse conclusioni: più tasse per il ceto medio risparmiatore.
    In fondo sono le stesse posizioni del cattosocialista Casini cui vi siete alleati. La Bindi che invita il terzo polo ad allearsi col PD ha tutti i motivi. In pratica c’è un omogeneità culturale impressionante: bigotteria, socialismo e antiberlusconismo.

  14. creonte scrive:

     @Vittorio: sindacati e industrie si organizzano da soli. Lo stato oggi non ha soldi e quindi non sta togliendo soldi al ceto medio per darli ai baroni dell’industria o agli operai

    —forse è successo con Alitalia ;)

  15. vittorio scrive:

    @creonte
    Esiste una serie di agevolazioni, aiuti o come li vuoi definire che Prodi avrebbe dovuto togliere in cambio del cuneo fiscale concesso alle aziende. Alla fine Prodi ha mantenuto tutte le subsidies e in più ha regalato anche il cuneo fiscale.
    Per quanto riguarda i sindacati, vorrei ricordati che queste “associazioni” si ritagliano da anni ormai una dimensione economica loro concessa dalle regolamentazioni e dalle normative che lo Stato Italiano loro concede in cambio della fantomatica “moderazione salariale”. I sindacalisti sono diventati una casta parassitaria delle peggiori. Anzi la peggiore in assoluto.
    Per esempio uno dei motivi per cui Bonanni, Epifani e compagni sindacalisti vogliono aumentare le tasse sul risparmio del ceto medio è perchè pensano di poter così stimolare il business dei fondi pensioni a tassazione agevolata e di cui hanno una bella fetta.
    Arriviamo così al ridicolo che associazioni dei consumatori come federconsumatori (N.B: prodotta da uno spinoff dalla cigl) arrivano a caldeggiare tasse più alte per i piccoli risparmiatori italiani. In Italia i sindacalisti stanno arrivando a livelli incredibilmente ridicoli nella loro tracotanza ed avversione al ceto medio.
    La confindustria avrà un atteggiamento opportunistico ed è responsabile come altri del debito pubblico italiano.
    Ma i veri parassiti sono i sindacalisti.

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