– Berlusconi è innocente. E spero sinceramente che lo rimanga al termine di un procedimento giudiziario in cui sta alla procura dimostrare oltre ogni dubbio che egli sia colpevole e non al premier dimostrare che le giovani e avvenenti donne, minorenni e maggiorenni, che frequentavano la sua residenza fossero sue “amiche”, generosamente ricompensate solo della loro amicizia e del loro affetto.

Ma al di là della vicenda penale ci sono i fatti, che sono chiari come il sole: uno stile di vita del tutto incompatibile e incoerente con il ruolo di guida e, mi si passi il termine, di uomo-immagine del partito dei valori cattolici tradizionali, contro le coppie di fatto, omosessuali e eterosessuali, le normative anti-discriminatorie e anti-omofobiche, l’educazione sessuale nelle scuole, la “propaganda” del profilattico per prevenire le gravidanze indesiderate e la diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili e, più in generale, il riconoscimento della piena uguaglianza civile di tutti i cittadini, a prescindere dal loro orientamento sessuale.

Berlusconi accusa, in modo grottesco, di incoerenza gli ex comunisti che vanno a Saint Moritz? E la sua, di incoerenza? Tra il bunga-bunga (messaggio su una sessualità disinibita e spregiudicata che vale più di cento proibizioni normative) e il no all’educazione sessuale nelle scuole, di cui il governo si è fatto vanto, c’è lo spazio, ragionevole e moderato, di una libertà nei costumi familiari e sessuali rispettosa delle scelte di tutti, ma ancorata ad una società ordinata, dove dagli uomini delle istituzioni vengano esempi di sobrietà e misura.

Il PdL che rinuncia a dire una-sola-parola-una su questo, ha evidentemente rinunciato anche ad alzare la bandiera dell’intransigenza ideologica sulle famiglie e sulla morale sessuale per passare a posizioni più consone allo stile di vita del suo leader e ad una politica europea su questi temi. Ex malo bonum: questa, in fondo, è davvero una eccellente notizia.