E se il mercato interno potesse salvare l’Europa?

– “In gioco c’è la sopravvivenza stessa dell’Europa”, questa frase  dimostra come il 2010 sia  stato un anno difficile per l’Unione Europea, forse il più difficile di sempre.

La persistente crisi dell’Euro e i dubbi sul futuro della moneta unica, hanno scosso le fondamenta stesse del progetto “Europa”. L’incerta, ed ineguale, ripresa economica combinata con la mancanza di una leadership politica forte abbastanza da saper guidare l’Europa fuori dal pantano, dove si trova, hanno fatto sì che la fiducia dei cittadini europei nell’ integrazione europea scendesse (quasi) al minimo storico. L’Eurobarometro ci informa infatti che solamente il 49% dei cittadini Europei crede che l’adesione dei propri paesi alla UE abbia avuto conseguenze positive. Questi scenari si inseriscono in un contesto più ampio, quello di un’Europa dove il divario tra ricchi e poveri cresce sempre di più e dove l’occupazione ed il futuro per i giovani sembra sempre più incerto, come sottolineato dall’ondata di proteste studentesche che hanno toccato quasi tutta l’Europa nelle scorse settimane.

Insomma, l’Europa e gli Europei si trovano nel bel mezzo di una crisi che potremmo definire “di mezza età” visto che a mancare sono le prospettive, la fiducia e l’ottimismo per il futuro.

L’Europa non sa più cosa farà da grande.

In questo senso, se il 2010 è stato duro, il 2011 potrebbe essere persino peggiore.

Se tutto questo non bastasse, sembra ormai chiaro che un nuovo trattato, una nuova soluzione politica “classica” a questi problemi,  e al processo d’integrazione europea in generale, non sono un’opzione realistica. I leader dei paesi membri sembrano essere più interessati ai loro problemi elettorali interni che a garantire il futuro economico e politico dell’Unione.

La grande domanda è quindi come può l’Europa, con gli strumenti a disposizione oggi, stimolare l’economia, creare posti di lavoro, migliorare il livello di integrazione sociale dei suoi cittadini e quindi ridare fiducia nel domani e nel processo di integrazione europea?

La risposta potrebbe venire da più vicino di quanto non sembri. Dall’Italia.

Il Presidente della Commissione Europea, Josè Barroso, ha incaricato nell’autunno 2009 l’ex Commissario Europeo il Professore Mario Monti di redigere un rapporto sul futuro del mercato interno dell’Unione Europea, che proponesse una ricetta per migliorarlo in modo da produrre benefici tangibili per i cittadini europei.

Il rapporto Monti – pubblicato il 9 Maggio 2010 (il giorno dell’Europa NdR) – ha raccolto con successo questa sfida, proponendo una serie di misure per rinnovare e completare il mercato interno nonché aumentarne gli effetti benefici diretti sui cittadini europei migliorandone così anche l’appeal pubblico.

Monti inizia evidenziando due punti chiave: da un lato come il supporto pubblico per il mercato interno sia diminuito considerevolmente negli scorsi anni e come il mercato interno sia ancora essenzialmente un “work in progress” da completare.

È un fatto che l’Unione Europea riesce a raccogliere il maggior numero di consensi quando, attraverso la liberalizzazione dei mercati, scardina interessi ben radicati aumentando la competizione e i benefici per i clienti che possono godere di più operatori e prezzi più bassi. Come non citare la liberalizzazione dell’aviazione civile in Europa o quella della telefonia mobile che hanno fatto aumentare considerevolmente il consenso pubblico verso Bruxelles. Due vere e proprie rivoluzioni: una ha reso possibili le linee aree low-cost che hanno cambiato il modo stesso in cui noi europei concepiamo il trasporto aereo e l’altra che ha fatto diminuire notevolmente i prezzi della telefonia mobile in Europa.

Monti propone proprio uno sforzo ulteriore verso il completamento del mercato interno che possa liberalizzare quanti più settori possibili portando così vantaggi concreti ai cittadini europei. L’ultima settimana di Dicembre abbiamo scoperto come le nostre bollette e spese correnti, soprattutto quelle legate all’energia, aumenteranno di circa mille euro a famiglia in questo 2011. Immaginate la differenza che un mercato europeo unico dell’energia davvero liberalizzato e con tanti agguerriti concorrenti potrebbe fare per la famiglia media: più offerta, prezzi inferiori e finalmente una chance di riacquistare un po’ del potere d’acquisto perduto in questi anni. Questo è solo uno dei tanti settori che il Professore Monti vuole integrare nel mercato unico. I prodotti ed i servizi digitali, i prodotti finanziari ed i servizi (una battaglia questa che va avanti già da tanti, troppi anni con un’applicazione ancora incompleta ed errata della direttiva servizi che rischia seriamente di diventare obsoleta prima di raggiungere i propri obiettivi) sono altri settori chiave che Monti propone di integrare  pienamente nel mercato unico.

Questi sono tutti settori ad alto potenziale di crescita ed innovazione nonché ad alto impatto sulla vita quotidiana dei cittadini. Un mercato interno completo consoliderebbe il ruolo della UE come “growth enabler” creando opportunità per fare affari dentro e fuori i confini dell’Unione, offrendo aiuto agli innovatori che ci aiuteranno a vincere le sfide di domani e migliorerebbe il potere d’acquisto dei cittadini europei, le loro prospettive future e la loro integrazione sociale.

Per arrivare a questi obiettivi però è necessario affiancare al mercato interno anche un sistema di regolazione semplice ed efficace che garantisca costi bassi per le imprese e salvaguardi i cittadini e l’interesse pubblico. Il rapporto Monti prescrive anche dei cambiamenti in questo senso.

È chiaro che il rapporto Monti da solo non basta. C’è bisogno di una forte volontà politica per trasformarlo in misure concrete nel più breve tempo possibile. Tutti dovranno collaborare. Dalle istituzioni Europee ai governi ed i parlamenti nazionali e locali.

Ad oggi la Commissione ha adottato una comunicazione che lancia la creazione di un “atto per il mercato unico” che si ispira a molte delle raccomandazioni del Professore Monti.

La strada è lunga ed è appena stata imboccata.

L’approfondimento e il completamento del mercato interno è un’occasione unica per garantire un futuro migliore per l’Unione Europea. Il mercato interno potrà fare sia da volano economico per la crescita, l’innovazione, la creazione di posti di lavoro e  l’integrazione sociale che da volano politico per una maggiore integrazione europea aumentando il supporto pubblico verso la UE.


Autore: Edoardo Troina

Catanese, 23 anni. Laureato alla Royal Holloway University of London, in Politica e Relazioni Internazionali. Dopo varie esperienze di lavoro presso il Parlamento inglese, la Commissione e il Parlamento Europei è, attualmente, presso la Beijing International Studies University a Pechino dove studia cinese mandarino come vincitore di una borsa di studio del Governo Cinese.

Comments are closed.