Categorized | Biopolitica, Capitale umano

Libertà di coscienza o coscienza della libertà?

– Da qualche settimana, nell’agone politico italiano, è tornato in auge un famoso slogan, semplice e di successo.
Mi riferisco alla tanto citata libertà di coscienza: davanti agli interrogativi bioetici e al sollevamento di differenze (vere o presunte, si vedrà al momento dei fatti) sul concepire i temi etici tra FLI e UDC, si risponde invocando la libertà di coscienza come unica vera e legittima ispiratrice del voto.


Questa risposta, tuttavia, è tragicamente superficiale e fugge dal problema, anziché affrontarlo; affermare la libertà di coscienza dei deputati chiamati al voto non è che una scontata ovvietà. Chi, infatti, negherebbe la libertà di ogni deputato di votare come meglio crede su una qualsiasi proposta di legge?

Affermare la libertà di coscienza non aggiunge assolutamente nulla al discorso e non propone alcuna soluzione. Semplicemente, è un abile escamotage retorico per disfarsi del problema riguardante i temi etici (assai scottante per la società odierna) ed evitare recriminazioni, apparendo – al contempo – (falsamente) liberali e tolleranti nei confronti di ogni genere di idea ed espressione.

La pericolosità di questo meccanismo è palpabile; legittima in modo perfettamente uguale e acritico coloro che votano a favore della libertà del singolo e coloro che votano contro di essa. La libertà di coscienza dovrebbe invece essere sussidiaria e sottoposta a un concetto assai più incalzante, proprio di un partito liberale di massa (e, azzardo io, di una democrazia liberale); la coscienza della libertà.

Prima di invocare la propria libertà, ci si dovrebbe chiedere da quale aspetto normativo essa nasca e come far sì che ognuno possa esprimerla appieno, senza limitazioni: vale a dire, cioè, quali norme è utile approvare per la capacità di autodeterminazione dell’individuo.

Questo ragionamento comporta scelte coraggiose e difficili; assicurare piena voce all’autodeterminazione di ogni individuo si collega in modo inscindibile al votare disposizioni che in prima persona si possono non condividere, integralmente o parzialmente (pensiamo, per l’appunto, al tema delle disposizioni anticipate di trattamento, o ancora alla legge 194 sull’aborto), in virtù della propria morale personale, ma che è tuttavia necessario approvare, se non si vuole incorrere in una “mutilazione” della volontà altrui.

In altre parole: in questa delicata materia che è la bioetica, la vera ispiratrice del voto non deve essere la personalissima “libertà di coscienza”, ma la coscienza della libertà, tesa ad assicurare pieni diritti e piena autodeterminazione ad ogni individuo.

A partire da qui, potrà innestarsi un dibattito che avrà – sicuramente – posizioni diverse nell’intendere cosa assicuri il miglior interesse all’individuo, ma che sarà di un livello sicuramente superiore alla stucchevole dicotomia “partito della vita/partito della morte”.

Si rischia di approvare un DDL Calabrò (un incostituzionale mostro giuridico) brandendo la spada della libertà di coscienza, senza, però, essere coscienti della libertà che un tale provvedimento andrebbe a negare a moltissimi individui.

Considerare la libertà di coscienza come unico criterio per un voto di questo genere, che inevitabilmente arriva a giustificare una vera e propria mutilazione del principio liberale dell’autodeterminazione della persona, è tragicamente pericoloso. Rappresenta l’anticamera dello stato etico.

Fermo restando che “non esiste l’eresia perché non esiste l’ortodossia”, sarebbe più opportuna un’univoca dichiarazione di voto da parte di FLI; una presa di posizione tesa ad assicurare e proteggere le libertà individuali, non a limitarle.

Quando FLI invoca la libertà di coscienza perde la grandissima occasione di fare scudo alla libertà dei singoli e di testimoniare l’assoluto amore per l’individuo che dovrebbe essere proprio di ogni partito liberale di massa.

Ci vuole un atto di coraggio. E’ necessario. E’ sicuramente difficile e causerà molte antipatie. Forse, causerà anche una perdita in voti (o, al contrario, un rinfiammarsi di quell’entusiasmo che si percepiva a Bastia Umbra?), ma non esiste altra via se si vuol davvero procedere a riempire di contenuti questo progetto liberale, che alla parola Libertà dedica addirittura la propria sigla.

E c’è un solo modo per farsi portavoce di un senso della parola Libertà che sia responsabile, liberale, teso all’individuo e alla sua autodeterminazione. Difenderla a viso aperto.


Autore: Michele Dubini

Nato a Mariano Comense (CO) nel 1990, ha conseguito la maturità classica e studia Giurisprudenza presso l'Università di Milano - Bicocca, privilegiando particolarmente le materie penalistiche. Ha scritto per Fareitalia Mag e The Front Page.

3 Responses to “Libertà di coscienza o coscienza della libertà?”

  1. GG scrive:

    Il ragionamento non fa una grinza, nella teoria. Però nella pratica di grinze ne fa molte.
    “la vera ispiratrice del voto non deve essere la personalissima “libertà di coscienza”, ma la coscienza della libertà, tesa ad assicurare pieni diritti e piena autodeterminazione ad ogni individuo.”

    Il punto è che nella mentalità dei vostri alleati del terzo polo l’autodeterminazione è subordinata alla morale cattolica. Prima dell’autodeterminazione dell’individuo viene il “diritto” alla vita di un embrione (nell’aborto) o il “dovere” alla vita dell’individuo, anche se è attaccato ad una macchina (nell’eutanasia).

    Perlomeno la dicitura “libertà di coscienza” permette un compromesso tra due visioni della bioetica di FLI e UDC assolutamente inconciliabili. Eliminare la cosiddetta libertà di coscienza significherebbe, oltre che spaccare il terzo polo, rischiare di spaccare lo stesso FLI e condannare il partito stesso alla marginalità della vita politica, tipo i radicali.

    Ps: Dubini non sapevo che tu avessi la mia età…mi fa molto molto piacere che anche giovani scrivano qui su Libertiamo.

  2. Michele Dubini scrive:

    GG, io ritengo che alleanza non vadano a imperniarsi unicamente sui temi etici. Per quanto rilevi la tua critica nei confronti del rapporto UDC-FLI, non la estenderei a un livello tale da rendere impossibile e impronibile un’alleanza tra chi – su i temi etici – tende a pensarla in modo differente (e bada che io sono uno di quelli che vorrebbero la corsa solitaria di FLI :D).

    Detto questo, un partito che si dice liberale non può cedere su queste questioni in nome di una realpolitik.

    La libertà di coscienza, non viene eliminata; semplicemente viene “data” una direzione (come avviene in tutti i partiti liberali europei) su queste tematiche, che sia tutta protesa alla difesa dei diritti individuali; ovviamente ci possono essere defezioni, motivazioni contro, uno scambio dialettico tra più parti. Come vedi, innescare un terreno confronto.

    Quindi, o la Merkel è una sporca laicita (:P) o questo è un obbligo se si vuole avere un partito innestato nella dimensione del PPE e al contempo rispettoso dell’autodeterminazione umana.

  3. GG scrive:

    Immaginare un partito a vocazione maggioritaria in italia (ancor meglio, di destra) che abbia una concezione della bioetica come il PPE sarebbe un miraggio! Ci metterei la firma XD

    La coscienza della libertà deve maturare all’interno della coscienza della società civile, che in Italia è invasa da un pensiero cattolico coerente e dirompente a scapito di un pensiero laico molto più debole e frammentato e in questo, inutile ricordarlo, la collocazione geopolitica del Vaticano ha un’influenza fondamentale che non ha su nessun altro paese al mondo.

    L’alleanza tra FLI e UDC è possibile perchè da parte di FLI non c’è radicalismo nei temi etici (come avviene nel partito radicale). Il partito dà una direzione e poi viene lasciata “libertà di coscienza”.

    Spero che in FLI, dietro l’espressione compromissoria “Libertà di coscienza” non si celi una volontà di non-decidere sui temi etici ma piuttosto una volontà di discutere e di giungere ad un punto di incontro tra le diverse anime del partito. Questo punto di incontro è necessario, per amor di chiarezza verso l’elettorato ;)

Trackbacks/Pingbacks