– Ai liberali non è mai sfuggita l’anomalia del principale editore che diviene Presidente del Consiglio del suo paese. Ma si tratta di un fatto che ha ragioni storiche. Anche per questo, cancellare Berlusconi con un tratto di penna legislativo, anni dopo la sua discesa in campo, come molti avrebbero voluto, sarebbe stato irragionevole. Come distruggere le sue reti televisive per via referendaria, tanto che gli italiani, molto ragionevolmente, lo evitarono. Questo abbiamo sempre pensato e questo continuiamo a pensare.

Ma, Presidente Berlusconi, ci vuole misura nelle cose. Se i giornali di sua proprietà o diretti da suoi collaboratori diventano corpi contundenti da sferrare contro gli avversari politici (specie quelli “interni”, come accadeva nei regimi comunisti) la misura vacilla.

Se poi lei frequenta la vera agorà della polis moderna, quella televisiva, solo per farsi intervistare da suoi dipendenti la misura trabocca pericolosamente. Non ce ne vogliano Vinci, Signorini o Belpietro se li chiamiamo dipendenti di Berlusconi, non c’é nulla di offensivo: da lí arrivano i loro meritati guadagni.

Suvvia, Presidente Berlusconi, l’Italia non é la Bielorussia, compaia in TV come un qualsiasi Presidente di un paese libero, senza scegliersi intervistatori-dipendenti e senza scansare i giornalisti ostili. E, soprattutto, accetti i confronti televisivi con i leader dell’opposizione. Coraggio! Sarà lei il primo a guadagnarne, se non in consenso, almeno in autorevolezza.