– Ho apprezzato molto la riflessione e le sollecitazioni di Sofia Ventura proposte nell’intervista rilasciata al settimanale Gli Altri lo scorso 7 gennaio.
É chiaro che Sofia coltiva la speranza che FLI crei le fondamenta di una destra moderna, che questa sia ispirata ai modelli europei di Aznar e Sarkozy e che Fini ne sia il leader fondatore.Chiari sono anche i paletti che ritiene irrinunciabili nella definizione della strategia politica, necessariamente di lungo termine, del nascente partito di destra: bipolarismo e laicità.
E qui finisce la chiarezza o, meglio, la definizione d’identità.
Che cos’è quel qualcosa di destra che si chiede che Fini pronunci, quali sono i messaggi forti anche impopolari a cui si allude?

Mi piacerebbe che non soltanto Sofia Ventura – che per capacità, autorevolezza e ruolo avrebbe titolo a farlo -, ma anche coloro che condividono sinceramente con lei l’idea di dar vita a un soggetto politico che sia espressione di una destra moderna, dicessero una buona volta che cosa intendono, che cosa deve distinguere la nuova destra in via di fondazione.
E mi aspetterei, una buona volta, qualcosa di originale.

Perché bipolarismo, riforma del welfare state, privatizzazioni non sono seriamente in discussione, almeno sul piano teorico ed enunciativo, nel variegato mondo del centrodestra italiano: per dirla con Sofia Ventura, è sui temi della laicità che si è creata la frattura con il PDL.

É la laicità, quindi, il qualcosa di destra che va finalmente pronunciato?
Bene, lo si dica chiaramente, allora. E nei dettagli.

Si dica, per esempio, che è di destra il valore dell’individualismo ‘aynrandiano’, che é di destra la difesa a tutto campo delle libertà individuali e, quindi, che è di destra il riconoscimento dei diritti delle persone omosessuali a formarsi una famiglia e ad avere figli, che è di destra la disponibilità da parte di ogni individuo delle decisioni sulla propria salute e sulla propria morte, che è di destra la libertà di procreazione assistita, che è di destra lasciare alle facoltà di determinazione dell’essere umano ogni scelta che riguardi il suo corpo. E così via.

Il problema è che queste sono parole ancora impronunciabili, oggi, persino da quanti ritengono di fondare la destra moderna nel nostro Paese.
Ma finché non si pronunciano e non si pronunciano chiaramente, l’unico ingrediente che distingue la nascente nuova destra è l’antiberlusconismo.

Cioè la cosa più di sinistra che si possa immaginare oggi in Italia e lo scoglio su cui la sinistra si è già fracassata. Per dirla con Sofia Ventura.