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Ho lasciato il PdL e sto con FLI: c’è l’aria di Forza Italia ’94

– C’è stato un tempo in cui essere liberali nel Popolo della Libertà aveva senso, non semplicemente per l’assenza di alternative. C’era la prospettiva di un partito disposto a lasciar scalare i propri ruoli da chi più sapesse fare ed a far orientare le proprie posizioni da chi avesse le idee migliori. Lo statuto, disegnato per ‘blindare’ da eventuali aggressioni la quota ex AN, portava infatti in sé, come incidente di percorso, il fatto di garantire a qualsiasi ‘componente’, per quanto piccola, una futura democrazia. Le scadenze statutarie e la convinzione che Fini non avrebbe lasciato cambiare le regole a tutela delle minoranze erano i presupposti dell’illusione.

Nella difficoltà di esercitare il controllo interno, tuttavia, il leader si è risolto ad impiegare la sua potenza mediatica personale contro gli animatori di qualsiasi evoluzione spontanea del partito con lo spauracchio, prima impensabile ed oggi ovvio, del ‘metodo Boffo’. E’ così che, venuto meno Fini, che si è difeso fondando FLI, è saltato anche l’ombrello che aveva sospeso la mattanza di esponenti liberali ex FI degli anni precedenti (Costa e Martino messi da parte, Biondi pensionato, diversi esponenti anziani come Sterpa deceduti senza che la loro eredità fosse in alcun modo raccolta), segno già allora della svolta socialista di Berlusconi. Saltato l’ostacolo, in soli due mesi, il partito ‘plurale e democratico’ ha stabilito di non far contare gli iscritti, facendo ‘suggerire’ al leader i dirigenti da assemblee ristrette, aperte solo agli eletti e con l’eccezione, significativa quanto ignobile, dei giovani eletti nelle Facoltà e nelle Consulte Provinciali degli Studenti, privati del diritto di voto. Proprio questa faccenda sul diritto di voto ai giovani eletti, con molti dei quali tenevo i rapporti come dirigente attivo nel settore scuola, è stata l’ultima questione di metodo che, invano, avevo personalmente fatto porre al triumvirato.

La devianza del PDL è stata poi ancor più grave nelle politiche di Governo. Quello che doveva essere il partito della Libertà, si è rivelato un partito statalista come gli altri, che ha portato la pressione fiscale al 51.6% ed il debito pubblico al 118.9% del PIL, che non ha abolito le province e che sta sostenendo e rinvigorendo gli ordini professionali per farne nuovamente uno strumento di tirannia indiretta dell’economia. Doveva essere il partito chiamato Popolo e costruire democrazia diretta; ma è stato solo un partito populista. Ha eliminato ogni spirito presidenzialista dalle riforme che proponeva. Ha fatto propria e continuato a difendere la vergogna dell’abolizione delle preferenze, senza mai il coraggio di proporre un vero sistema maggioritario, che non fosse una proporzionale con il trucco del premio di maggioranza.
Rispetto a queste tematiche Futuro e Libertà offre posizioni diverse, sia sui contenuti che sul metodo per sceglierli, a partire dal diritto di sussistenza politica per le minoranze, ed in prospettiva disegna un ‘centrodestra migliore’, per certi versi anche più simile del PDL alla Forza Italia, liberale e nazionale, del ’94.

E’ FLI il centrodestra fatto di libertà di coscienza sui temi etici, di componenti culturali che discutono, di esponenti politici che si confrontano, di rispondenza stretta fra idee e azioni. Può e deve essere questo il centrodestra che accolga e che faccia nuovamente sviluppare i propositi di quei liberali, sopravvissuti al naufragio di Forza Italia, che hanno scelto di seguire Fini perché non ce la facevano veramente più a mentire ogni giorno a se stessi. Le mie dimissioni da dirigente nazionale della Giovane Italia mi hanno dato il sollievo di un respiro d’aria pulita. La scelta di andare a parlare con Gianfranco Fini e di rinunciare ad una prospettiva relativamente tranquilla, in un partito grande e già sperimentato nella struttura del quale avevo il mio posto e nella sede del quale avevo il mio ufficio è stata così una evoluzione naturale,  e serena. Oggi posso dire agli altri liberali, quelli che temono di perdere posizioni: ragazzi, è inutile la mostrina, in un partito che vi fa combattere contro tutto quello in cui avete creduto fino a ieri.


Autore: Giovanni Basini

Nato a Roma nel 1987, studia giurisprudenza all’Università la Sapienza, ed ha un diploma ISLE di consulente in tecnica legislativa. Ha posizioni classicamente liberali, con un forte accento giusnaturalista ed 'austriaco'. Già responsabile nazionale scuola di Forza Italia Giovani, fino a novembre 2010 è stato un Dirigente Nazionale della Giovane Italia (organizzazione giovanile del PDL), ed è attualmente iscritto a Futuro e Libertà per l'Italia. E' tra i componenti del Comitato Promotore Nazionale di Generazione Futuro.

41 Responses to “Ho lasciato il PdL e sto con FLI: c’è l’aria di Forza Italia ’94”

  1. già Martino !! perchè non è passato a FLI ?

  2. @ maschile
    per sentimentalismo, per amicizia personale, per nostalgia di FI…o semplicemente per interessi personali.
    cmq nel suo blog fece intendere che avrebbe preferito abbandonare la politica piuttosto che abbandonare il partito che aveva aiutato a fondare.

  3. vittorio scrive:

    Benchè sia anch’io un estimatore della scuola austriaca, non posso che divergere dalle conclusioni dell’autore. Lo spinoff del FLI sembra riproporre in maniera molto accentuata alcuni difetti del PdL. Se non è il FLI oggi un partito di yes-men attorno al capo padrone Fini, non so cosa altro lo sia. Nonostante il disastro e il completo insucesso della strategia di Fini, volta a far capitolare Berlusconi, nonostante si sia perso l’occasione di poter influenzare il governo su una strada liberale e liberista, in FLI nessuno mette in discussione un “leader” come Fini che mi sembra sempre più improponibile ad un elettorato di centro destra.
    Vorrei ricordare che l’unico “risultato” finora ottenuto è il pessimo, ultra pessimo governo di Lombardo che sta mostrando il peggior assistenzialismo e una massima irresponsabilità amministrativa. Lombardo è persino inquisito per mafia. E la maggior parte dei parlamentari FLI viene pure dalla Sicilia. Di cosa stavamo parlando? Di liberali e di liberismo? Con queste premesse? Il curriculum del FLI fino ad ora è quanto di peggio si possa presentare a una platea liberista.
    Votare per il FLI oggi significa solo dare un voto in più alla sinistra.
    I liberali e i liberisti hanno un senso solo all’interno del centro destra, non in un ipotetico terzo polo, che fa solo da specchietto per le allodole e che è di vantaggio solo agli ex comunisti desiderosi di mettere le mani nel governo del paese.

  4. gianpaolo@liberista scrive:

    Scusate se sono ripetitivo,ma qui sembra ke facciamo finta di non capire,oppure crediamo ke babbo natale esista davvero!!!
    Fini dixit:
    http://www.unita.it/italia/fini-taglio-tasse-se-credete-a-babbo-natale-1.258351

    perchè ogni volta leggo ke futuro e libertà porta avanti l’abbassamento della pressione fiscale,quando fini ha detto l’opposto???
    Vabbè,buon anno a tutti,amici liberali!!!

  5. Giovanni Basini scrive:

    Cari lettori, vi ringrazio per aver commentato, e formulo alcune risposte:

    – Antonio Martino è un esponente politico che ha sempre avuto enormi potenzialità inespresse. Le critiche alla politica economica del Governo sono state continue da parte sua, ma tarda a trarne le conseguenze ovvie. Io spero che alla fine verrà in Futuro e Libertà, se non lo farà pazienza, è comunque necessario per noialtri liberali darsi da fare per il paese.

    – L’abbassamento delle tasse presenti se fatto in deficit non è un abbassamento delle tasse ma un innalzamento perchè comporta la formazione di debito pubblico che poi deve venire ripagato e con gli interessi e lo sarà evidentemente con altrettante tasse in futuro (equivalenza di Barro-Ricardo).

    – L’affermazione di puro buonsenso che tagliare le tasse senza tagliare la spesa è impossibile non implica che FLI non sia un partito contro le tasse, semmai è l’unica coerente con il fatto di esserlo per davvero, è sufficiente per capire questo punto leggere le dichiarazioni costanti di MARIO BALDASSARRI ovvero l’economista Finiano più in vista che è da sempre un oppositore delle tasse alte.

    – Il Governo Lombardo (che non è stato rinviato a giudizio e non è ‘imputato’ ad oggi di niente che mi risulti) non c’entra niente con il mio articolo, cortesemente quando si parla di PDL e FLI bisognerebbe avere il buongusto di lasciare fuori l’MPA perchè altrimenti anche io potrei far notare che tra gli alleati del PDL Forza del Sud è più spendacciona dell’MPA e che la Lega Nord è un partito super-spendaccione che ha posto il veto ad abolire le province. Sarebbe il caso quindi di essere onesti e di parlare nei commenti di ciò che è il tema del pezzo ovvero FLI non altri partiti con cui è momentaneamente assieme.

    – Il terzo polo non è uno specchietto per le allodole ma un tentativo organico, coraggioso e molto serio di forzare la sostituzione della leadership del centrodestra abbattendone una ormai fallimentare ed autoreferenziale instaurando un nuovo metodo di guida fondato sull’accordo anzichè sull’imporre i fatti compiuti. Faccio anche notare che dire a Casini o a Fini che ne costituiscono i due esponenti di maggior peso che sarebbero di sinistra (tirare fuori rutelli insulterebbe l’intelligenza di chi lo facesse poichè non conta evidentemente niente) è ridicolo ed ha i toni della propaganda sallustiana di peggior qualità! Il terzo polo è un altro centrodestra, più pulito e più sensato, non certo una nuova sinistra.

    GB

  6. vittorio scrive:

    Va bene lasciamo fuori l’mpa e l’orribile governo regionale della Sicilia. Lasciamo fuori tutte le contraddizioni del FLI, i diffetti, il partito di yes men e via dicendo. Sorvoliamo sul fatto che Fini ha buttato alle ortiche l’occasione di indirizzare una politica liberale e liberista assieme all’attuale governo. Facciamo pure finta che tutto questo non esista.
    Rimane comunque il fatto che ,sondaggi alla mano, oggi votare per il terzo polo significa buttare il proprio voto e dare la possibilità alla sinistra di governare il paese. Non esiste un altro centro destra. Il terzo polo è uno spechietto per le allodole. Le battaglie liberali vanno condotte nel centro destra. Fatte altrove sono solo un esercizio inconcludente e utile solo alla sinistra.
    Poi vorrei dire che non ho detto che Fini sia di sinistra. Nella mia opinione personale Fini non è di destra, nè di sinistra: è oltre per dirla con il linguaggio in uso presso gli stessi finiani. Fini può essere tutto e il contrario di tutto a seconda della bisogna.
    Su Casini invece dico apertamente che si tratta di un cattosocialista della peggior specie. Fra Casini e la Bindi le differenze sono insignificanti.

  7. @vittorio
    “Sorvoliamo sul fatto che Fini ha buttato alle ortiche l’occasione di indirizzare una politica liberale e liberista assieme all’attuale governo”
    imputare a un ex missino la mancata rivoluzione liberale che avrebbe dovuto fare , Berlusconi, il “liberale” del nuovo millennio, e’ prp comico.
    perche’ Fini avrebbe dovuto indirizzare una politica liberale e liberista?? non basta il PDL?? il partito liberale di massa??? piu’ liberale di Cameron, Westerwelle e Paul messi insieme??!?! forza silvio!

  8. Aldo Signori scrive:

    Parlare di libertà di coscienza in questo modo significa mettere sullo stesso piano chi fa violenza cercando di imporre i principi della sua fede agli altri e chi la subisce senza voler minimamente
    influire nelle scelte altrui e vede impedito il diritto elementare di poter decidere sulla sua vita.
    La coscienza si usa per le decisioni che riguardano se stessi non per gli altri ( ìmporre la propria fede con atti conseguenti agli altri si chiama violenza )
    Chi dice questo a mio parere non ha nulla di liberale !

  9. andrea scrive:

    Oltre quella di Giampaolo posso citare almeno un altro paio di recentissime “chicche” finiane che testimoniano una scarsa familiarità di quest’ultimo con la cultura liberale:

    http://www.loccidentale.it/articolo/fini%3A+%22fiat+salvata+dallo+stato,+marchionne+ha+parlato+da+canadese%22.0097620

    http://www.corriere.it/politica/10_ottobre_23/fini-partito-carismatico_8fa0013a-dea2-11df-99d6-00144f02aabc.shtml

    Come la mettiamo? Se FLI vuole proporsi come forza liberale credibile deve cercarsi un altro leader.

  10. vittorio scrive:

    @flavio
    Ma scusa di cosa stiamo parlando? Il Basini ci dice che il FLI sarebbe l’approdo naturale dei liberisti e dei liberali.
    E sulla base di cosa? Sulla base del fatto che si tratta di un partito costruito attorno a un ex missino, con le idee parecchio confuse e che ultimamente sembra voler diventare il chierichetto di Casini?
    Il FLI se voleva essere credibile avrebbe dovuto lottare per le istanze liberali quando era in una posizione di forza all’interno del governo di centro destra. Invece è stato sacrificato tutto per inseguire l’ambizione di Fini. E oggi per questioni “tattiche” ci si allinea al cattosocialismo di Casini?
    E un liberista oggi chi dovrebbe votare? Il FLI di Fini? Per consegnare così il governo al PD? Vedi un po’ tu se questo ha senso. Questo sì sarebbe comico.

  11. tra il PD e il PDL non so cosa sia peggio.
    cmq hai schivato la domanda.
    il PDL e’ liberale]liberista o no? se si, allora perche’ servirebbe Fini per fare queste riforme liberali?? perche’ imputate a lui il fatto di non averle fatte, e non al rivoluzionario liberale per eccellenza, berlusconi?

  12. luca scrive:

    Basini vai a lavorare, o meglio vai a studiare.

  13. ieri ho apprezzato molto la dichiarazione di bdv sul no a tutti insieme contro berlusconi. e vedendo bocchino ieri sera contro sallusti a la7 continuo a domandarmi come può ancora resistere un liberale-radicale di idee e di principi come bdv dentro futuro e libertà. credo che bdv deve porsi a capo di un movimento liberale per “costringere” berlusconi a fare le riforme promesse. altro che esplorare terzi o quarto poli fondati sul nulla della politica.
    mn

  14. step scrive:

    È sempre il solito discorso. Quando leggo articoli come quello di Basini viene quasi voglia d’impegnarsi attivamente in FLI. Poi quando vado a leggere i vari articoli del Secolo d’Italia e di Fare Futuro trovo posizioni culturali simmetricamente opposte alle mie. Come libertario realista inorridisco a leggere brani di una genericità ridicola. Brani che esaltano la giustizia sociale e la patria, condendo il tutto con un pò di giustizialismo e di moralismo politically correct. Cosa si vuole proporre? Una riesumazione dello “sfondamento a sinistra” di rautiana memoria in salsa obamian-conformista?

    Io mi auguro che ciò che dice Biasini sia vero. E non ho motivo di dubitarne la veridicità, riguardo le cose già accadute e che ha potuto constatare di persona. Mi auguro però si avveri anche quanto lui auspica circa il futuro di FLI. L’ultimo “paletto” che pongo, oltre il quale non si può andare, è quello di evitare un accordo – anche solo indiretto – con la sinistra. Ammetto che FLI è stata “sospinta” dal Berlusca in una certa direzione. Ma sta di fatto che adesso FLI si trova dove si trova. Se questo Polo della Nazione favorirà, anche in un solo comune, la sinistra… Beh, allora tanti saluti.

    La politica è contrapposizione di idee, non è compromesso a tutti i costi, non è mediazione: quest’ultima è la logica (economica) del contratto, non è la logica della politica. L’importante è che questo “antagonismo” non sfoci nella violenza, ma la decisione politica non può accontentare tutti. Devono cioè presentarsi agli elettori due opzioni alternative. Invece il Secolo e Fare Futuro sembrano prefigurare un unico calderone buonista e iper-centrista. Questa non solo è un’ipotesi impolitica (la politica è conflitto, è appunto pòlemos), ma è pure una cosa ideale (l’opposizione sussisterà sempre, è la natura ad essere polemogena: esisteranno sempre interessi diversi e idee contrastanti). Le idee devono restare ferme e diverse. Non si possono cancellare le diversità e le peculiarità. Altrimenti a cosa serve far nascere l’ennesimo partito? Perché allora non creare un partito unico che comprende tutti?

    Intanto proprio ieri sera Bocchino ha detto: “se Bersani lasciasse Di Pietro e Vendola…”.

  15. Filippo Santore scrive:

    Caro Basini,
    Lei dice che in FLI “c’è l’aria di Forza Italia ’94”.
    Leggo nel suo profilo in calce all’articolo che lei è nato nel 1987. Quindi quando FI nacque lei era un bambino di sette anni.
    Faceva già politica in FI allora o parla per sentito dire?

  16. Giovanni Guizzetti scrive:

    @Santore: probabilmente Basini parla per sentito dire. Ma perlomeno ha sentito giusto: io nel 94 c’ero, cosí come c’ero a Mirabello o Bastia e posso confermare quanto scrive Basini.

  17. vittorio scrive:

    @flavio
    In questa sede si stava discutendo se per un liberista abbia senso votare per il FLI. Andare a parare altrove non serve.
    Comunque, per non eludere la tua domanda, non ho alcuna difficoltà ad ammettere che il PDL è deficitario in quanto a liberismo. Quando personaggi come Cicchitto congiuntamente a Bersani e a Tabacci appongono la loro firma su una mozione per aumentare le tasse sul risparmio delle persone, non è che si possa celebrare la spinta innovatrice del PDL. Al contrario nella Forza Italia delle origini si proponeva l’abolizione di questa tipologia fiscale, non certo l’inasprimento.
    Ma se pulsioni di consociativismo socialista stanno emergendo nel centro destra, questo è anche colpa del FLI che ha messo in seria difficoltà i liberisti all’interno del centro destra. E tutto ciò per colpa delle dementi ambizioni politiche di un uomo che francamente merita ben altro che l’ossequio istituzionale.
    Se il PdL farà quelle politiche fiscali tanto invocate volute dal PD, di sicuro non avrà più il mio voto, perchè non ci sarebbe alcun motivo di preferire l’uno o l’altro di due partiti fondamentalmente socialisti.
    Ma sarà molto difficile che pure voti per il FLI che di liberista ha poco niente e che certo non ha mai agito per ottenere una riforma liberale o liberista. Anzi in fondo è proprio il FLI la causa di questo scempio. La credibilità si conquista ottenendo risultati. Non cianciando e facendo suicide trame di palazzo.

  18. Giovanni Basini scrive:

    Il mio primo atto ‘politico’, ancora poco consapevole, è stato nel 1993, si trattava di consegnare volantini per Fini sindaco, mio padre, ancora neppure in AN (AN non esisteva) ma già vicino all’embrione del nuovo centrodestra, me li dava da dare fuori della chiesa scherzando sul mio futuro coi suoi amici. Parrocchia San Vigilio, Roma, Eur. Mi divertivo. Mi sono iscritto a un partito, non quello che fu di mio padre (AN) nè quello di Fini, nel 2003. Sedici anni. Ma già facevo politica a scuola, dirigevo un giornale, si chiamava “oltre”, ed era di destra. Lo spirito del 94 dunque (due anni prima che mio padre entrasse in parlamento), vivendo in una famiglia che di politica parla a tavola da quando esisto, in parte l’ho anche vissuto, ma per l’età lo ricordo in modo vago, mitico quas. Cinque anni in Forza Italia, 2003-2008 a contatto con gente che ‘c’era’ a quell’epoca mi hanno però trasmesso una buona informazione, non un generico ‘sentito dire’. Del resto se lei ritiene che le informazioni non si possano apprendere oralmente o sui libri o che se apprese in questo modo siano in qualche modo “minori” la prossima volta che qualcuno le domanderà se esiste una autostrada che porti da Washington a New York o da Savona a Genova si ricordi di rispondere “guardi sulla cartina dicono così ma io non lo so, l’ho solo letto, è un sentito dire, non abito nella zona non ci son mai passato”… Dubito insomma che lei possa conoscere FI tanto meglio di me che ho vissuto sette anni in pratica dentro ai suoi uffici. Ciò detto per chiarire le sue perplessità.

    Adesso se ha da fare un commento politico,non sarebbe male.

    Salute

  19. @vittorio:

    io la vedo così: nel PdL le tendenze anti-liberali sono troppo forti sia in termini numerici che in termini qualitativi .

    FLI essendo una realtà più piccola è meglio scalabile da parte dei liberali. Anche il materiale umano con cui confrontarsi è di minor valore: una cosa è LaRussa/Tremonti altra Bocchino/Granata ed a livello locale una cosa è la struttura organizzata di ComunioneLiberazione altra qualche desaparecidos di AN.

  20. Diego Zunino scrive:

    Svolta Socialista di Berlusconi? When?

  21. Giovanni Basini scrive:

    Grazie degli altri commenti. Domanda a me ‘svolta socialista? quando?’, gentile Zunino? Beh è presto detto. Negli ultimi dieci anni. Tremonti, Bondi, Cicchitto, Sacconi, Brunetta, Frattini etc. Vengono tutti da PCI-PSI. E comandano tutti, oggi. La prima Forza Italia, invece, vedeva ai vertici esponenti come Biondi, Costa, Martino etc.etc. ed una vera e propria orda di professori universitari pienissima di liberali. Questi sono fatti storici, ad oggi la conduzione politica è in mano all’ex PCI-PSI, sia a destra che a sinistra. Il sistema è finito in mano a una massa di statalisti semi-convertiti. Bocchino, Urso, Della Vedova, sono tutti dei Goldwater e dei Reagan al confronto di questa gente! Ecco perchè un liberale, oggi, deve fare una scelta. Una scelta non perfetta magari, perfettibile di sicuro, ma giusta, non sbagliata, nè controproducente.

  22. vittorio scrive:

    @Zunino
    Forse la tua domanda è rivolta a me.
    Io non ho parlato di svolta socialista di Berlusconi. Ho detto solo che nel PdL ci sono pulsioni verso un consociativismo socialista. Credo che siano originate dalla necessità di tenere a galla il governo e di imbarcare Casini.
    Su quali basi dico questo? Per esempio alcuni giorni fa è passata una mozione parlamentare firmata da Cicchitto, Tabacci e BERSANI (!!!) che cerca di forzare un inasprimento fiscale dei capital gain su azioni, fondi, obbligazioni. In altre parole nuove tasse sul risparmio dei residenti italiani. Chiaro che questa puttanata va incontro alla demagogia socialista di Casini e Bersani sul famoso tema della tassazione delle “rendite”.
    Il PdL dimostra mancanza di coraggio nel tagliare la spesa pubblica. Certo è che se a questa deficienza si va ad aggiungere anche un atteggiamento volto ad alzare le tasse, allora ci troviamo di fronte a un PdL che fa la politica del PD. Questo sarebbe inacettabile per un elettore di centro destra come me.
    Ovviamente una mozione di Cicchitto può non valere nulla, perchè alla fine spero siano Berlusconi e Tremonti a decidere sul tema. Però è un brutto segnale che fa rizzare le antenne.
    Siccome su questo sito qualcuno potrebbe anche pensarlo, specifico che io non sono il solito iscritto del FLI che cerca di fare polemica pretestuosa. Io ho sempre votato Forza Italia fin dalle origini. E non ho mai avuto tessere di partiti. Quindi col FLI non ho nulla a che fare: anzi, sulla base di quanto ha fatto finora ritengo che il partito di Fini sia una clientela di potere che se ne fotte delle istanze liberali e liberiste; al massimo queste istanze vanno bene per fare un po’ di propaganda un giorno sì e un giorno no.
    La mia è una genuina preoccupazione di quanto sta accadendo nel PdL di recente. Personalmente penso che piuttosto che fare immonde porcherie sinistroidi con Casini, sia molto meglio andare ad elezioni.

  23. vittorio scrive:

    @maschile individuale
    Il FLI non mi sembra molto scalabile. Ma anche se lo fosse oggi come oggi con Fini è assolutamente invotabile. L’unica componente liberale/liberista in FLI è forse Della Vedova, ma ormai sta perdendo credibilità anche quest’ultimo.
    L’unica cosa sensata era di portare avanti le istanze liberali/liberiste nel centro destra. Costituire un partitino a sè stante o nel fantomatico terzo polo non ha alcun senso. A me non interessa avere la “soddisfazione” di votare per un partito che recita l’ortodossia liberista giusto per prendere voti. A me interessa votare un partito magari che parla poco ma che poi fa riforme in questo senso. E questo può avvenire solo nel centro destra. Fini con la sua azione suicida ha sacrificato la possibilità di fare le riforme per seguire la chimera che la sua ambizione personale gli ha creato: un duro ritorno alla realtà per chi eventualmente avesse sperato in un FLI riformatore.

  24. inutile scrive:

    Sei tanto giovane e non so cosa ricordi dell’inizio di Forza Italia, certo che se ora vedi la Forza Italia nel FLI del vecchio missino Fini, vuol dire che ti ricordi proprio poco.
    Infatti i Martino e Costa sono rimasti nel PDL infatti, e se solo conoscessi Costa sapresti che non è stato metto da parte, anzi ha voluto e ottenuto quello che voleva nel suo territorio.
    Comunque poi mi dici se siete presidenzialisti, bipolaristi o cosa, sai avete un po’ di confusione.
    Piccola poi considerazione Forza Italia è nata con oltre il 20% nei sondaggi andando a crescere, il FLI è già sceso sul 4-5%.
    Ti bastano le differenze?
    Comunque aspetto le proposte liberali del terzo polo, dopo che avrai trattato con Buttiglione, Binetti, Boselli, La Malfa, De Mita e Lombardo.
    In bocca al lupo giovane ragazzo!

  25. GG scrive:

    Io concordo pienamente con Vittorio e rimando al mio commento sulle innumerevoli contraddizioni di FLI riguardo la polemica Ventura-Secolo. Non conta niente l'”aria” che si respira, contano i fatti. Le paroline magiche di destra laica e liberale sono solo aria fritta, a quanto pare la lezione berlusconiana non vi è servita a niente. I fatti sono inesistenti, le contraddizioni sono tante e gravi e intanto FLI perde consensi e la cosa a quanto pare non vi preoccupa..

  26. Giovanni Basini scrive:

    E’ divertente vedere accusare di incoerenza Fini e dire a me che non posso vedere posizioni liberali-nazionali (come quelle che FURONO in fi94) in un “missino”. O ha cambiato idea ed è incoerente o non l’ha cambiata ed è missino, tertium non datur. Io so che l’ha cambiata una volta e so anche che ha cambiato ancora, nello stesso senso, successivamente. Ma prima di tutto so che l’ha modificata tutte e due le volte, prima con AN e ora con FLI, nel senso giusto, diventando più liberale a ogni passaggio. Ma questo Sallusti non ve lo deve aver scritto nel libretto rosso. Credete ciò che volete, ma Biondi, Martino e Costa non sono più MINISTRI e venirmi a dire che volevan fare i deputati o i presidenti di provincia è ridicolo. Era gente che comandava e ora non comanda. Un conto è commentare con discorsi politici, altro è giocare con le parole e basta. Sentendo i discorsi dello stato maggiore di FLI, la posizione del partito è più liberale di quella di FI di oggi e più simile a FI-94, e questo mi basta.

  27. andrea scrive:

    Caro Basini,
    in questa discussione sono riportati tre link a recenti affermazioni di Fini che farebbero accapponare la pelle a qualunque liberale degno di questo nome. Siamo tutti d’accordo sul fatto che Berlusconi ha tradito la cosidetta “rivoluzione liberale”, ma almeno ha avuto il merito di porre la questione. Perchè un liberale dovrebbe votare per uno come Fini che propone di “tassare le rendite”? Berlusconi è un liberale a chiacchiere,ma Fini neanche quello….

  28. inutile scrive:

    Giovanni quanta forza nelle tue parole, certamente puoi dire quello che vuoi, ma non prendertela se altri la pensano diversamente.
    Sul contenuto di quello che dici: 1) Costa Bioni e Martino sono stati ministri con Berlusconi di FI, mai con FINI in AN, infatti nessuno li ha seguiti. 2) Ti prego non parlare di Costa senza conoscerlo, è 20 anni che lo seguo lui e suo figlio (che anche lui non ha scelto il FLI), rischi solo di fare figure. 3) I liberali di Fini sono Bocchino? Granata? Buttiglione? Boselli? Fammi capire dove trovi tutto quest’animo liberale nel FLI, magari ci convinci. 4) Ripeto tu non sai i discorsi liberali del 94 perchè non potevi apprenderli, ora quali sono quelli del FLI che ti eccitano? 5) Mi dici una posizione su Lombardo? 6) Per un liberale è meglio allearsi con Berlusconi o stare all’opposizione a vita e quindi comandare zero come fa oggi il FLI? Come ottieni di più le cose? 7) In tutti i discorsi che hai sentito il FLI su che sistema è orientato? Bipartitismo? Bipolarismo? Presidenzialismo? Proporzionale? Perchè negli ultimi 6 mesi ha detto tutto ed il contrario di tutto, ora dove è arrivato?
    Grazie per le risposte

  29. Giorgio scrive:

    Io invece sono stato “fregato” in senso politico da Berlusconi nel 1994, e forse oggi ce l’ho tanto con lui proprio perchè da vecchio votante liberale (41 anni) avevo creduto nel suo partito liberale di massa, poi rivelatosi in questo un autentico fallimento. Ho iniziato a seguire Fini proprio quanti tanti di AN si sentivano delusi da lui: le uscite in Israele sul fascismo, l’appoggio alla legge sulla fecondazione, le posizioni sul testamento biologico. Ecco perchè sono entrato a far parte subito di generazione Italia, e ho partecipato a Bastia, tornandone entusiasta. Devo dire purtroppo che l’entusiasmo sta scemando rapidamente negli ultimi mesi. Un autentico laico come me effettivamente trema al pensiero di dovere affrontare certi argomenti con una Binetti o simili. Proprio oggi ho avuto una discussione con un responsabile di circolo della mia città (Arezzo)…lui diceva che era un bene che sui temi etici ci fosse libertà di coscienza nel partito… per me invece è l’esatto contrario. L’accampare sempre questa libertà (che a mio parere è sacrosanta, FINO AD UN CERTO PUNTO, solo per la singola persona) equivale a non prendere una posizione netta a livello di partito. E pensare che proprio il nostro fondatore ci ha (aveva?) insegnato come fosse possibile prendere posizione anche sui temi più “delicati”. Ora invece questa chiarezza non riusciamo ad averla. Oltretutto, a chi elogia la libertà di coscienza come baluardo delle libertà individuali, ricordo che sono proprio certe libertà personali che tante beghine di fine secolo, nel nostro come negli altri partiti, vorrebbero impedire o quanto meno limitare. Ecco perchè auspicherei posizioni nette echiare…ma già so che non le avremo!!!

  30. Giovanni Basini scrive:

    Andrea io potrei portare links di affermazioni illiberali di Berlusconi a partire da quella che i deputati andrebbero fatti votare per gruppi e che il voto lo da solo il capogruppo e vale per tutti, che è la peggiore di tutte. Non conta nulla quel che dice uno! Berlusconi dice da sedici anni cose che smentisce nei fatti o con altre parole! Veramente si vuol sostenere che affermazioni ‘residualmente missine’ di una struttura che nella sostanza è però ‘nuovamente liberale’ sarebbero un problema di fronte all’EVIDENZA che nel primo governo Berlusconi c’erano 3 liberali che oggi non sono più ministri e son stati sostituiti da ex comunisti ed ex socialisti? E con l’evidenza delle decine di parlamentari liberali epurati o scaduti e non sostituiti come la mettiamo? Con il fatto che le posizioni di Berlusconi e dei suoi -e non più le mie, grazie al cielo!- su immigrazione e cittadinanza sono fasciste (fondate sullo jus sanguinis ovvero sul sangue ovvero sulla RAZZA, perchè che il sangue nostro sia diverso da quello altrui è un discorso alla fine se non razzista in ogni caso razziale e non altro, comunque la si voglia girare) come ci regoliamo? Se si fa il processo a FLI lo si faccia pure a FI e poi al PDL, e si vedrà che ciò che conta in politica è il TREND di una formazione. Il trend PLI-FI-PDL è ILLIBERALE mentre quello MSI-AN-PDL-FLI è LIBERALE, perchè tendono verso due cose diverse! Poi è ovvio che ognuno dei due trend ha in sè elementi di contrasto ma sono non sufficienti a determinare un trend diverso e pertanto vanno inclusi nel ragionamento come tali e non come se invece fossero determinanti.

  31. GG scrive:

    Qui non è che si tratta di discutere se sia più illiberale Fini o Berlusconi. Fini non l’abbiamo ancora visto alla prova dei fatti, Berlusconi sì e concordo pienamente sul fatto che abbia tradito la rivoluzione liberale.
    Premesso ciò, pur non avendo visto ancora Fini nella pratica, ci sono due elementi che mi portano a dire che sta prendendo una brutta piega: le eccessive contraddizioni all’interno del suo partito che ho evidenziato più volte e gli alleati che si è scelto che sono tutt’altro che liberali.
    Questi due elementi condizionano fortemente il consenso popolare in modo negativo ed è inutile ricordarvi che per fare la rivoluzione liberale ci vogliono i voti. L’elettorato ha bisogno di chiarezza e l’unica cosa in cui FLI è chiaro è l’antiberlusconismo (che secondo me danneggerà fortemente il partito), in tutto il resto c’è solo confusione come ho più volte evidenziato.
    FLI infatti sta avendo una forte flessione nei consensi dopo il voto di fiducia e dopo l’alleanza col terzo polo, ma ripeto, a quanto pare la cosa non vi preoccupa. Parafrasando Tremonti e un articolo di Libertiamo: FLI avrà 2 mostri finali nel suo “videogioco politico”.
    Uno sarà il “nemico” Berlusconi, che prima o poi finirà la propria storia politica a causa dell’età ormai avanzata, e poi il voto popolare, che sarà un mostro molto molto più grande da affrontare (secondo me non riuscirete mai e poi mai ad affrontarlo). Vincerlo consentirebbe al FLI di accedere alla nuova missione “rivoluzione liberale”. Altrimenti, game over ;)

  32. andrea scrive:

    Giovanni, ma qual è il ruolo di un leader di partito se non indicare la rotta, oppure il “trend”, come dici tu?
    Quando Fini propone di tassare le rendite, quando sostiene che abbassare le tasse è impossibile e quando critica Marchionne per i nuovi accordi sindacali indica una direzione molto chiara: dirigista, statalista ed illiberale. Se dobbiamo votare qualcuno per il solo merito di opporsi a Berlusconi tanto vale votare per Di Pietro.

  33. inutile scrive:

    Ok Basini capisco il tuo punto di vista Berlusconi è illiberale e Fini dopo 16 anni anni insieme con Bocchino Granata e Tremaglia si sono accorti. Quindi spinti da questa forza liberale nuova che li percorre propongono un’alleanza con Casini, Lombardo, Buttiglione, De Mita, Rutelli, Boselli (tutti insieme non si arriva al 15%), per dare all’Italia quelle riforme moderne e liberali che chiedi e che in questi anni non hanno mai fatto perchè Berlusconi si è opposto.
    Perdonami ma la penso diversamente.
    Attendiamo i candidati e i ministri liberali nel FLI e del terzo polo.
    In bocca al lupo

  34. inutile scrive:

    PS: mi son dimenticato di dire che FINI e FLI hanno votato tutte le leggi proposte in questi anni e pure ora che sono all’opposizione. Quindi la riforma liberale del FLI in realtà mi sembra solo movimenti da vecchia politica. Pensaci, magari mi sbaglio

  35. Tizio Prestanome scrive:

    @step
    “Se questo Polo della Nazione favorirà, anche in un solo comune, la sinistra… Beh, allora tanti saluti”

    vedi la Sicilia.

  36. salvio scrive:

    Speriamo FLI 2010 non finisca come FI 1994.

  37. inutile scrive:

    Tranquillo Savio il FLI non arriverà mai ad avere il consensi di FI

  38. Andrea scrive:

    Caro giovanni, ho sempre mostrato interesse per le iniziative liberali a latere del centrodestra. Nel Pli non ci ho mai creduto veramente, un peccato che un nome del genere sia finito in mani disgraziate. In Capezzone vedevo delle potenzialità come promoter del liberalismo a livello nazionale, auspicavo un suo ingresso nel pdl quando raccattava tessere per lo sciagurato network “decidere”. Alla fine ha messo a servizio la sua parlantina e la sua ambizione per un posto da velino come portavoce, non mi aspettavo una fine del genere per uno abituato a dire cose di buonsenso. Della Vedova almeno fu coerente da subito. Ora con i vecchi liberali messi in soffitta e i nuovi che stentano a crescere il pdl non ha più nulla di liberale, ma nemmeno il FLI nasce sotto i migliori auspici. Se uno vuole mantenere la coerenza dovrebbe schifare entrambi, ma con la coerenza non si fa politica…si fa accademia. Quindi seguirò con interesse lo sviluppo nei prossimi mesi, anche se con molto scetticismo.

    Concludo con una citazione dell’ottimo Antonio Martino, quanto c’è di vero nella tua frase “un esponente politica con enormi potenzialità inespresse”. Avrei dato un braccio e preso qualche manganellata in piazza per un governo con lui ministro dell’economia.

    «Ci sono quattro tipi di governi. L’ottimo che parla e agisce da liberale: Reagan e Thatcher. Il buono che parla socialista e governa liberale, Blair. Quello che parla e agisce da socialista: Prodi. Mi ripugna, ma è sempre meglio di un governo che parla liberale e agisce socialista».

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