Berlusconi, il mostro finale del videogioco di Tremonti

di PIERCAMILLO FALASCA – E’ sempre così suggestivo Giulio Tremonti. Nessuno avrebbe potuto trovare parole tanto gustose in tema di crisi economico-finanziaria internazionale: “E’ come vivere in un videogioco, compare un mostro, lo combatti, lo vinci, ti rilassi e subito spunta un altro mostro più forte del primo”. Per la verità la formula non è nuovissima, avendola il ministro usata in occasioni precedenti, ma la tempistica è certamente efficace: un modo per replicare a Berlusconi, da un palcoscenico internazionale in cui Tremonti si muove in piena autonomia, che le risorse per le riforme fiscali che il Cavaliere va promettendo non sono facilmente reperibili. “Si dice tutto bene – ha aggiunto il ministro – ma ne siamo proprio sicuri?”. I dubbi su chi fosse il destinatario dell’interrogativo sono oggettivamente pochi. Non è facile capire quale partita politica stia giocando Giulio Tremonti. Certo è che essa appare, come mai in passato, una mossa di affrancamento tanto da Berlusconi quanto da Bossi. Il Senatùr, che non è stupido, farà probabilmente buon viso a cattivo gioco, osservando dal suo solito cespuglio il confronto tra primo ministro e superministro, pronto a capitalizzare a suo vantaggio i dissapori.

L’orizzonte temporale del Cavaliere è più limitato di quello di Tremonti. Berlusconi ha bisogno dei fuochi d’artificio per presentarsi alle possibili elezioni anticipate con in tasca qualche provvedimento di prim’ordine in materia fiscale. Misure auspicabili, ma che hanno bisogno di una copertura finanziaria che Tremonti non è più disposto a “inventarsi”, come invece accaduto con l’ultima Finanziaria. I due miliardi e rotti ufficialmente reperiti con la messa all’asta delle frequenze radiotelevisive liberate con il passaggio al digitale terrestre rischiano, alla prova dei fatti, di essere una stima troppo ottimista. Ma a fronte di entrate che forse non ci saranno, le spese ci sono già. Il ministro dell’Economia, che in quell’occasione dovette cedere, sa che un ulteriore “buco” – meno gestibile del precedente – rappresenterebbe un vulnus decisivo per le sue aspirazioni politiche future: la riduzione delle tasse sarebbe infatti berlusconiana, il buco tremontiano.

Il punto cruciale della questione, per quei pochi che non l’avessero capito, è dato dall’illusione berlusconiana di poter avere la botte piena e la moglie ubriaca, nessun taglio di spesa e la riduzione delle tasse. Tra scudo fiscale e “magie” contabili, finora Tremonti ha assecondato le richieste del premier e della maggioranza. Ma il fondo del barile è stato ormai abbondantemente raschiato. Il buon senso e una modesta dose di responsabilità consiglierebbero di porre finalmente mano ad un programma di revisione della spesa corrente, a partire dai consumi intermedi della PA, e ad un piano di alienazione di patrimonio pubblico (sfoltendo in primo luogo la giungla delle società pubbliche degli enti locali e regionali) atto a ridurre la spesa per interessi. Ma il buon senso e la responsabilità non abitano evidentemente a Palazzo Chigi.

Questo lo sa anche Tremonti, che sta iniziando seriamente a pensare che il mostro finale del suo personale videogioco (leggasi, futuro politico) sia proprio Silvio Berlusconi.


Autore: Piercamillo Falasca

Vicepresidente di Libertiamo. Nato a Sarno nel 1980, si è laureato in Economia alla Bocconi e ha frequentato il Master in Parlamento e Politiche Pubbliche della Luiss. E' fellow dell’Istituto Bruno Leoni. Ha scritto, con Carlo Lottieri, "Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno" (2008, Rubbettino) ed ha curato "Dopo! - Ricette per il dopo crisi" (2009, IBL Libri). Ha scritto anche, nel 2011, "Terroni 2.0", edito sempre da Rubbettino.

9 Responses to “Berlusconi, il mostro finale del videogioco di Tremonti”

  1. GIAMPAOLO scrive:

    Vedi P.C., anche se hai già 30 anniequindi nel fiore della vita e dell’entusiasmo (almeno cosi vorrebbe GIOVINEZZA-GIOVINEZZA!), non smetti di essere negativo. Ma non capite che Berlusconi vince perché tutti sono NEGATIVI o amorfi o ignavi? Nessuno che abbia qualche idea di cosa fare SENZA BERLUSCONI. Suonate, anzi no, ascoltate tutti la solita musica (musica? frastuono!) ed ovviamentre non raccogliete la fiducia di alcuno. A cominciare dal capo supremo Della Vedova che, se poteva permetterselo con Pannella, che era la negatività in persona, non può continuarlo con Berlusconi che invece è anche troppo positivo, tanto che viene attaccato per questo da tutti senza che vi sia una ricetta alternativa. Ovvio che il Ministro dell’economia, CON I CHIARI DI LUNA MONDIALI che ci sono non possa che fare, come il montanaro Quintino Sella (quello della tassa sum macinato come ben sai) e quindi come le formiche della famosa favola. Ma l’ottimismo deve pur esserci. O vogliamo che gli italiani cadano in DEPRESSIONE e rinuncino a lottare per uscire dalle secche di questa stramaledetta crisi mondiale, a cui certamente non avevano partecipato e della quale avrebbero fatto volentieri a meno?

  2. alessandro scrive:

    Bocchino, Briguglio, Granata,…e purtroppo qualche altro “radical liberale” come l’amico Benedetto, credo che avendo perso la congiura sotto la statua di Pompeo (vedi Cesare e i vari Bruti), bene farebbero – come in guerra si fa quando si perde – a dichiarare la resa innalzando una nobile e grande BANDIERA BIANCA..nell’interesse di una seppur criticabile e scarna governabilità di questa Italia lacerata dagli interessi personali e dalle ambizioni particolari. Le analisi economiche tardive quanto negative sopra lette scritte da PC sembrano suonare una musica apparentemente nuova. Utile forse a far dimenticare il resto: la pessima mossa politica messa in atto da Fini e i suoi accoliti.
    Auguri!!
    Alessandro

  3. Io credo che la questione non sia da trattare, come al solito, sul piano dei “cavalieri” a cavallo o disarcionati: la crisi che attraversiamo è crisi mondiale, e non merita che ci si occupi delle più o meno pallide figure, di ogni colore, del nostro panorama politico. Qui è in gioco la sopravvivenza stessa del sistema economico, finanziario e sociale in cui siamo immersi, l’implosione del quale potrebbe avere disastrose conseguenze internazionali. Il problema è quindi quello di ricercare le modalità per un cambiamento radicale dell’economia, non quello di perdersi dietro ai fantocci! Sarebbe il caso di meditare sull’articolo “Il realistico videogame di Tremonti e il Business Filantropico” (www.dettaglitv.com)

  4. ivan scrive:

    @alessandro e giampaolo

    FLI ha preso una bella botta ma si riprenderà prima di quanto possiate immaginare.

    Ricodate Fini ad agosto, sembrava finito? è rinato allora e rinascerà; scommettiamo?

    Fli nasce con contenuti e valori forti:

    Patriottismo repubblicano
    Liberalismo
    Laicità
    Legalità

    se vi sembra poco… cosa ha da dire ancora Berlusconi? MENO TASSE? ma mi faccia il piacere!!! B. AL GOVERNO ha FALLITO e mancato tutte le sue promesse!!

  5. luigi zoppoli scrive:

    E’ “bello” leggere un articolo che propone un ragionamento e leggere commenti che parlan d’altro, come se la condizione attuale non vedesse berlusconi al centro dei giochi. E la negatiità. Bene, lasciamo perdere analisi e numeri altrimenti siamo negativi!
    In sede di governo e maggioranza non si riesce ad immaginare una po9litica attiva in direzione di quanto proposto nel post a cui vanno aggiunte le note riforme strutturali. <urtroppo l'inerzia dei due anni e mezzo che precedono non è bastata prima e non basta adesso. L'andamento degli spread dei BTP rispetto al benchmark tedesco si è elevato ed a inizio 2011 era 4,75% circa. La crescita 1% circa. Siamo in posizione di debolezza e rischio.

  6. GG scrive:

    Mi sbaglio o uno dei punti cardine su cui FLI si distanziava dal PDL era proprio la politica economica, in grado solo di svolgere ordinaria amministrazione senza proporre riforme reali? In questo direi che Tremonti qualcosina c’entra, non è certo solo Berlusconi l’unico responsabile. Spero che quest’articolo non voglia essere una difesa di Tremonti ma semplicemente la lucida consapevolezza di una situazione economica difficile.
    La difesa di Tremonti da parte di certi esponenti FLI non è che l’ennesima contraddizione. Veramente ho perso il conto di tutte le contraddizioni di questo partito…

  7. inutile scrive:

    tanto per capire il FLI attacca o sostiene la linea che ha avuto tremonti?
    Dai che ci facciamo due risate

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