Dei delitti e delle cimici: o Bossi mente o ha commesso un reato

– Che piacere devono provare i giornalisti appollaiati sulla staccionata del buen retiro alpino di Umberto Bossi. Da Ponte di Legno il Senatùr regala dichiarazioni, aneddoti e succose rivelazioni. L’ultima – ne avrete sentito parlare – riguarda le cimici che sarebbero state rinvenute un paio di mesi fa nella casa romana e, soprattutto, nell’ufficio del ministero. “La mia segretaria al ministero si è accorta che troppa gente sapeva cose che avevo detto solo a lei“. Da lì i controlli, rigorosamente privati, ed ecco trovate le cimici. Denuncia dell’accaduto? No, “tanto è inutile“. Si è giustificato l’Umberto padano: “Abbiamo aspettato troppo, abbiamo chiamato un privato per la bonifica. Non volevo far casino, tanto un’inchiesta non trova niente. Io non volevo entrare nel casino. Sono uno che tende a minimizzare…“. E allora, anzichè procedere con una denuncia all’autorità giudiziaria, Bossi ha avvisato dell’accaduto Maroni, il quale “ha mandato un po’ di suoi uomini“. Saranno una sorta di bravi di manzoniana memoria questi uomini di Maroni?

L’obbligatorietà dell’azione penale è principio discutibile. Anzi, se dalla vicenda Bossi volesse ricavarne uno spunto per promuovere una seria e pacata riflessione sull’argomento, lo seguiremmo in tanti. Ma intanto che l’azione penale è obbligatoria – ai sensi dell’articolo 112 della Costituzione, recepito dall’articolo 50 del codice di procedura penale – ci sarà un pubblico ministero che vorrà esercitarla nei confronti di un ministro che, così candidamente, ha ammesso la violazione del primo comma dell’articolo 361 del codice penale:

Art. 361 – Omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale

1. Il pubblico ufficiale, il quale omette o ritarda di denunciare all’Autorità giudiziaria, o ad un’altra Autorità che a quella abbia obbligo di riferire, un reato di cui ha avuto notizia nell’esercizio o a causa delle sue funzioni, e’ punito con la multa da euro 30 a euro 516.

(…)

Insomma, o Bossi mente o ha commesso un reato. Sull’argomento ci affidiamo alle parole di chi ne sa più di noi, l’avvocato Giuseppe Rossodivita, segretario del comitato radicale per la giustizia e consigliere regionale del Lazio per i Radicali Italiani.


Autore: Riccardo Lo Monaco

Ha studiato giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Cagliari. Liberale e libertario, attivo nel campo della tutela ambientale, della libertà religiosa e dei diritti civili. E' tra i promotori di ZeroPositivo.

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