Pedala, Fli, pedala!

di LUCIO SCUDIERO – Le festività natalizie hanno agito come anestetico. Il nuovo anno ci sta risvegliando, trovandoci un po’ ammaccati e doloranti. Diciamoci la verità: è un effetto della sconfitta parlamentare del 14 dicembre scorso. C’è un accenno di riflusso nella base del partito. Ma non è niente che un po’ di politica seria non possa curare. Tocca ricominciare a ragionare di temi e prospettive per il Paese, oltre le strategie. Prima si fa, meglio è. E Libertiamo darà il buon esempio, inaugurando questa nuova fase con un assemblea aperta la settimana prossima.

Per intanto non si può fare a meno di registrare l’insorgenza di umori contrastanti all’interno di Fli, spesso non proprio positivi. Due sono, a mio modo di vedere, i nodi preliminari da sciogliere prima di affrontare il ciclo politico del nuovo anno.

Il primo attiene al codice genetico del partito, e consiste nella necessità di superare insieme Berlusconi e la sindrome dell’antiberlusconismo. Anche di questo avevamo già avuto modo di scrivere, e se qualcuno oggi in Fli è depresso la causa risiede nel non averci ascoltato: di Berlusconi non ci curiamo, ché noi siamo quelli dell’ “oltre”, non dell’ “anti”. E’ evidente che se si consegna la chiave di un progetto politico alla prospettiva di breve termine dell’anti-qualcosa perdere il voto di sfiducia contro il nemico designato diventa il prodromo del suicidio. E per essere ancora più schietto credo che questo problema attanagli di più la cosiddetta base del partito che non la sua dirigenza. Ma andiamo avanti.

Il secondo problema che si solleva da più parti è l’alleanza con Casini. Anche qui, chi scrive aveva manifestato la preferenza per una “magnifica solitudine” di Fli. Stare oggi con Casini, però, non mi pare affatto scandaloso, per quanto si comprenda benissimo che l’alleanza è il frutto di una necessità tattica indotta dall’esito del voto di sfiducia: trattenere l’Udc evitando che rinserrasse i ranghi di quella che oggi è una non maggioranza. E chi accampa le incompatibilità tra Fli e Udc sui temi bioetici come insormontabile causa dell’insuccesso dell’operazione terzopolista, o è naif o fa scientemente il gioco del PdL. I temi bioetici non determinano le intenzioni di voto degli italiani, i quali al riguardo si fidano più del buon senso che delle patenti di ortodossia rilasciate dalle gerarchie di Oltre Tevere. E su tutto il resto si discute più e meglio con Casini che con chiunque altro. Il punto focale della discussione andrebbe invece spostato su quello che è o vuol essere il peso specifico di Fli all’interno del Terzo Polo, che secondo me dovrebbe andar bene purché sia un Polo come gli altri. Il che è un modo diverso per dire che esso funzionerà se Fli ne avrà il timone. Quanti finora hanno condiviso quest’esperienza politica non possono tirarsi fuori dal gioco perché ne sono cambiate le condizioni, come non possono fingere che da Bastia Umbra a oggi nulla sia cambiato. Di mezzo c’è una pesante ma forse utile sconfitta parlamentare.

E che nessuno si preoccupi dei proclami di autosufficienza del Cavaliere. Prima del quattordici dicembre predicava maggioranze ad alta quota, poi ha dovuto affidarsi al “caso” dei Razzi e degli Scilipoti e al ravvedimento operoso in extremis di due deputate finiane per sfangarla con tre voti di scarto.

Tocca guardare avanti con fiducia e senso del dovere. Se mancano oggi, non avremo nè futuro nè libertà; soltanto la solita Italia.


Autore: Lucio Scudiero

Classe 1986, è laureato in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli. Quando non scrive nè edita bozze altrui studia a un master di diritto europeo, in attesa di potersi dedicare alla storia moderna, alla musica e ai classici della letteratura. E' incidentalmente caporedattore di Libertiamo.it.

17 Responses to “Pedala, Fli, pedala!”

  1. inutile scrive:

    Sintesi: l’importante è contro Berlusconi, si accetta Casini ma non Berlusconi (ma per verginità si dice di non esser anti-cav).
    Povertà di contenuti

  2. Aessandro scrive:

    Quando la linea politica di un partito è il rancore del capo verso Berlusconi non andate molto lontano…
    Perchè il sig. Fini non può dire che il governo deve cambiare rotta e poi chiedere come premier un ministro (da lui non molto amato) chè è il principale “responsabile” di molte scelte governative come Tremonti….. Il messaggio che ha lanciato è chiaro “chiunque tranne Silvio..”
    Alessandro

  3. Lucio Scudiero scrive:

    Berlusconi per noi è “morto”. Noi siamo le sue vedove e tiriamo avanti.

  4. luigi zoppoli scrive:

    Non so valutare il peso dei temi bioetici nel determinare intenzioni di voto. Essi però fanno parte di quella massa di problemi di cui la politica non può non occuparsi e costituiscono una delle discriminanti vere, tangibili e ben visibili tra il talebanesimo strumentale del PdL e di UDC ed una forza politica realmente innovatrice. Al pari dei temi economici.
    Vorrei far osservare che essere inseriti in un partito ritenuto sufficientemente credibile per poter determinare un suo orientamento liberale è durato molti anni nel PdL e rischia di ripetersi in fotocopia con l’UDC. Per FLI riprendere l’iniziativa e porsi come alternativa per davvero, implica l’occuparsi di questi temi.

  5. step scrive:

    Per onestà verso gli amici di Libertiamo voglio dire che ad oggi non so se voterei PDL o FLI, questo per essere chiari. Cercherò quindi di esporre le mie opinioni (ma forse più constatazioni) da “esterno”, anche se la oggettività assoluta non esiste, come non esiste la neutralità.

    Concordo sul fatto di “andare oltre” e non “contro” il Berlusca, e devo dire che qui su Libertiamo ho sempre notato con grande piacere la volontà di entrare sempre nel merito delle questioni, senza agitare bandiere precostituite. Non ho mai notato un anti-berlusconismo becero. Ed è vero che l’esito del 14 dicembre ha “percosso” più certa base che i vertici di FLI. Sono d’accordo poi sul fatto che non dovrebbe “ostare” l’ideologia dell’UDC in relazione ad un eventuale terzo polo. È vero anche che FLI è sospinta verso una certa direzione. Almeno in parte cioè non dipende da FLI il suo spostamento “al centro”, ma è FLI stessa ad essere scaraventata in tal senso dal Berlusca e da quel che è successo. Mi fa piacere infine che venga ribadita la preferenza per una corsa in solitaria di FLI.

    Detto tutto questo, restano veramente troppe incognite su questo partito. Incognite proprio relative al suo retroterra culturale. Certo, oggi molti partiti hanno più culture al loro interno, ma questo può essere positivo per un partito che ad andar bene si attesterà sul 6%? Ancora non si conoscono le “opzioni” generali, non si comprende quindi perché uno dovrebbe scegliere il FLI e non un altro partito. Addirittura finanche nel PD è teoricamente presente una opzione libertaria…

    Sta di fatto che il cosiddetto polo di centro inficia il bipolarismo, una delle poche cose buone del berlusconismo. Sono stati commessi molti, troppi errori da FLI. Lo stesso Campi (sui testi del quale scrissi la tesi) ha ammesso che è stato uno sbaglio proporre la mozione di sfiducia. Ormai purtroppo credo sia difficile tornare indietro. Avrei preferito un FLI terza gamba del CDX. Anche se, come ho detto, ciò non è dipeso solo da FLI. Mi auguro soltanto che, perso Berlusconi, FLI non perda pure l’elettorato di CDX, che resta sostanzialmente un elettorato intrinsecamente “liberaloide”, insofferente alle aggressioni dello Stato. Libertiamo non può non tenerne conto.

    In ogni caso la situazione è complessa. Io intanto faccio gli auguri di buone feste – leggermente in ritardo – a tutti i “commilitoni” libertari di Libertiamo. Non mi resta che augurarvi una buona Befana. E ovviamente un auspicio di “buoni frutti” relativamente all’Assemblea.

  6. Purtroppo la linea anti-berlusconista è imposta dai dirigenti pasdaran Granata-Bocchino-Briguglio. Ed è una linea perdente, perché finisce per fare il gioco del Cav., e poco lungimirante perché non costruisce nulla di concreto.
    L’abbraccio con Casini, pur giustificato dalle contingenze, alla lunga rischia di essere mortale. Ma prima occorre fermarsi un secondo e chiedersi se all’interno di Fli la componente schiettamente liberale sia maggioritaria. Ecco, io ho molti dubbi su questo.

  7. riccardo tallarico scrive:

    Un testo insignificante, vuoto, inutile.

    Ogni giorno mandate messagi su fb con allegati articoli del genere.
    Se non si ha niente da dire , si eviti, si fa fa più bella figura.

  8. Andrea Verde scrive:

    Un’analisi onesta e condivisibile. Di ben altro tenore rispetto ai soliti proclami isterici anti-berlusconiani che ci propina quotidianamente “Farefuturo”. Bisognerebbe anche aggiungere, per onestà intellettuale, che uno schieramento di centro-destra alternativo al Pdl,non può nascere sui rancori personali di Fini verso Berlusconi e neanche sulle stramberie intellettuali dei vari Campi e Ventura capaci di dire tutto ed il contrario di tutto.Il terzo polo è debole: Casini finirà inevitabilmente per subire le pressione del Vaticano che vede come fumo negli occhi questa alleanza; senza considerare che Fini e Casini finirebbero per essere due galli nello stesso pollaio…Rutelli poi è un politico di lungo corso ma dallo scarso seguito. Berlusconi poi, farà di tutto per recuperare deputati di Fli, del Mpa e dell’Udc. La cosa migliore forse sarebbe quella di restare da soli, di elaboare un vero programma politico, attento soprattutto ai temi economici, su cui Fli sin qui ha mostrato evidenti lacune. Non si costruisce uno schieramento a vocazione maggioritaria solo con i temi etici (la storia del partito Radicale lo insegna): occorrono programmi credibili ed una classe dirigente degna di questo nome: altra cosa rispetto ai professorini petulanti foraggiati a suon di convegni e comparsate televisive e utilizzati come utili idioti dai giornali di De Benedetti.

  9. Simona Bonfante scrive:

    caro riccardo, se non ha piacere o interesse a ricevere i nostri articoli, è liberissimo di rimuoversi dal gruppo.

  10. leonardo signorini scrive:

    commento condivisibile, fuori dagli schemetti di palazzo, romani ma non solo..dei salotti tv..ci sono troppi parlamentari, consiglieri regionali..(anche qui in toscana)..che sanno tutto..prevedono tutto..le alleanze..che cosa deve fare fli,il presidente fini,ma piaccia o non piaccia ci sono anche gli elettori..liberi, liberi di decidere e valutare e tantissimi indecisi, delusi da questa politica!!

  11. Aessandro scrive:

    Be più che vedove, direi dei becchini che fanno un funerale ad una cassa vuota ….

  12. Sharon Nizza scrive:

    Che non sono i temi etici a condizionare le scelte elettorali degli Italiani, lo sapevamo. Però non sembra sia quello che Libertiamo ci ha detto in tutti questi mesi, quando spegava ai propri sostenitori il perché della scelta finiana di Benedetto. Si è sempre parlato della volontà di creare FINALMENTE un centrodestra europeo, “un partito aperto, moderno e plurale che guardi alle migliori esperienze di centrodestra europee ed americane”. Beh, con sprito radicale, ero di certa disposta a mettere da parte lo sconcerto per il mutamento di gabbana. Però, scusate, mo’ l’UDC che c’azzecca con il partito aperto, moderno, plurale, fico e gay come Westerwelle che sognavamo??

  13. Lucio Scudiero scrive:

    @Sharon: dire che i temi bioetici non condizionano l’elettorato non vuol dire necessariamente che la sintonia sugli stessi non possa condizionare un avvicinamento politico tra soggetti prima non così vicini, come Bdv, appunto, e Fini. Poi scusa, ti rigiro la domanda: che c’azzecca l’Udc con il partito aperto, moderno, plurale, fico e gay alla Westervwelle? Con l’Udc si fa un’alleanza di coalizione mica un partito unico.

  14. vittorio scrive:

    Gira e rigira il discorso non porta a nulla. Votare per il PdL è scelta obbligata se non si vogliono vedere gli ex comunisti al governo. Il terzo polo è solo una soluzione che al più può far perdere le elezioni al centro destra.
    Forse il FLI farebbe meglio a dialogare con Berlusconi, piuttosto che far finta in modo infantile che non esista. Il vostro partito dovrebbe liberarsi in primo luogo di Fini, e scegliersi un leader presentabile. Questo permetterebbe un riavvicinamento col PdL. Ma questo non è possibile visto che il FLI è costruito sulla “fedeltà” e sulla riconoscenza di un gruppo di parlamentari verso il loro sponsor, ossia Gianfranco Fini. Si tratta di un partito personale molto più di quanto non sia mai stato Forza Italia.
    Le idee liberali e liberiste, assieme alle varie aggiunte spesso conflittuali, sono servite in quanto strumenti per fare lotta politica. La delusione sul FLI deriva anche dalla sua condotta sterile e controproducente, atta a inseguire le ambizioni del suo “leader” piuttosto che a proporre soluzioni di governo.
    Sentir dire che Casini è solo una scelta tattica e che quindi va tutto bene sembra quasi uno dei vaneggiamenti dello “stratega” D’alema.
    Una politica liberista e liberale ha senso se fatta all’interno dello schieramento di centro destra. Fatta fuori è solo uno specchietto per le allodole.

  15. marcello scrive:

    Non vedo perché se uno è di dx deve votare Berlusconi. Ma devo dedurre che il 30% accetta un governo autoritario, che alla prova dei fatti non riconosce la divisione dei poteri e fa un sacco di leggi per difendersi e per difendere i dritti (v. condoni fiscali ed edilizi)?
    Non voglio pensare che Fini sia uscito per dei risentimenti. Deve esserci una possibilità di costruire una dx democratica e non penso che le posizioni di Granata e altri siano poco condivisibili dall’elettorato conservatore. Se no l’Italia è messa peggio di quello che pensavo e che Fini aveva seguito quando non aveva dimostrato di uscire da questo schieramento autoritario-affaristico.

  16. alessandro scrive:

    Bocchino, Briguglio, Granata,…e purtroppo qualche altro “radical liberale” come l’amico Benedetto, credo che avendo perso la congiura sotto la statua di Pompeo (vedi Cesare e i vari Bruti), bene farebbero – come in guerra si fa quando si perde – a dichiarare la resa innalzando una nobile e grande BANDIERA BIANCA..nell’interesse di una seppur criticabile e scarna governabilità di questa Italia lacerata dagli interessi personali e dalle ambizioni particolari.
    Auguri!!
    Alessandro

  17. ivan scrive:

    parliamo di contenuti:

    MENO TASSE

    è la chiave di volta per vincere le elezioni prossime (miele per le orecchie del nord e del sud, oltre chè il peggior fallimento di B.)

Trackbacks/Pingbacks