Lo strano caso della Moldavia, in stallo politico da 18 mesi

Articolo originale apparso su Central European Journal for International and Security Studies (CEJISS) – Traduzione di Melissa Rossi

– La Repubblica Moldova vive un limbo politico dalle elezioni dell’aprile 2009, quando il paese é stato incapace di eleggere un nuovo presidente e di produrre un governo stabile dovendo andare ad elezioni anticipate nel luglio 2009 ed ancora nel novembre 2010. Le aspettative intorno a quest’ultimo round elettorale erano che l’Alleanza per l’Integrazione Europea (AIE) avesse potuto finalmente cogliere i frutti positivi di un anno di governo e rompere l’inerzia politica grazie al voto, ma anche le recenti elezioni indicano che l’unico modo di evitare un ritorno alle urne nel 2011 sia la formazione di una grosse koalition.

La Moldavia é una repubblica parlamentare unicamerale dove i ruoli del premier e del presidente della repubblica sono essenziali per il corretto funzionamento istituzionale del paese. Il presidente é scelto dal parlamento con i 3/5 dei voti ed ha il compito di nominare il primo ministro che poi dovrá ricevere il voto di fiducia in Parlamento. Il presidente rappresenta la nazione all’estero e negozia trattati internazionali che devono essere ratificati dal parlamento mentre il premier e il governo sono responsabili per l’esecuzione delle leggi. Dentro questo modello costituzionale esiste una norma che impone nuove elezioni dopo due tentativi falliti di elezione del presidente, ed é quindi stata l’impossibilitá dei partiti politici di convergere su un candidato la causa della serie di elezioni anticipate.

Il presidente in carica della Moldavia é Mihai Ghimpu anche se in realta lui sta solo facendo le veci del presidente in quanto “speaker” del parlamento da quando Vladmir Voronin, leader del Partito dei Comunisti della Repubblica Moldava (PCRM), ha concluso il suo secondo mandato nel 2009. Dopo le elezioni di aprile, il candidato espresso dal partito comunista, Zinaida Greceanîi, non ha raccolto il sostegno necessario di 61 deputati, mentre nell’autunno del 2009 é stata la volta di Marian Lupu, il quale ha fallito l’obiettivo per 8 voti. Quando il parlamento viene sciolto per l’impossibilitá di eleggere il presidente, una seconda dissoluzione é possibile solo dopo 12 mesi, pertanto l’Alleanza per l’Integrazione Europea ha avuto la responsabilitá di governo per un anno sotto la guida di Filat.  Le cause di questo stallo politico hanno le loro radici nelle elezioni dell’aprile 2009 che hanno polarizzato i partiti in due blochi politici opposti ed incapaci di raggiungere compromessi. Le elezioni del luglio e novembre 2009 non hanno cambiato molto la situazione.

Le elezioni dell’aprile 2009 hanno portato la Moldavia al caos che ha causato la vandalizzazione del palazzo presidenziale e del parlamento, causando un irrigidimento del sistema politico con conseguenze visibili anche oggi. L’apparente maggioranza assoluta del Partito Comunista che gli exit pools avevano preannunciato scatenó forti reazioni da parte dei partiti di opposizione. Radunatisi di fronte al parlamento, quella che sembrava essere una manifestazione di protesta pacifica è sfociata in scontri di piazza che hanno coinvolto anche le forze dell’ordine in circostanze ancora da chiarire. I partiti di opposizione hanno sollevato dure critiche contro il PCRM mentre dall’altra parte Voronin denunciava il fatto che la democrazia Moldava fosse sotto attacco di forze straniere. Dopo la normalizzazione della situazione, i risultati ufficiali non hanno concesso i tre quinti dei seggi al Partito Comunista, cosí, in un clima politico incandescente, nuove elezioni sono state indette per luglio 2009.

Alle elezioni in luglio ha partecipato anche il nuovo Partito Democratico, fondato da un ex leader del PCRM, Marian Lupu, alleato con le forze politiche intenzionate a sradicare il dominio del partito comunista che era al governo dal 2001 in un fronte chiamato Alleanza per l’Integrazione Europea. I risultati hanno confermato il PCRM primo partito con il 45% dei voti e 48 deputati contro i 53 dell’Alleanza per l’Integrazione Europea: insufficienti per eleggere il nuovo presidente, ma sufficienti per impedire anche all’AIE di poterlo fare. L’incapacitá dei partiti di convergere su un candidato ha permesso all’AIE di guidare per un anno il paese con il Primo Ministro Vladmir Filat, capo dal Partito Liberal Democratico. L’AIE ha lavorato sodo per portare la Moldavia verso l’Unione Europea ed ha tentato di rompere lo stallo istituzionale sottoponendo a referendum popolare l’elezione diretta del presidente. Tuttavia, nel settembre 2009 il referendum é stato bocciato per il mancato raggiungimento del quorum e nuove elezioni sono state fissate per il novembre dello stesso anno.

L’esito dell’ultimo round elettorale é molto simile a quello delle precedenti tornate. Con l’affluenza di 61%, il Partito Democratico della Moldavia guidato da Marian Lupu ha conquistato il 13% dei voti (15 deputati), il Partito Liberale di Mihai Ghimpu il 10% (12 deputati), il Partito Comunista di Vladimir Voronin il 40% (42 deputati) e il Partito Liberal Democratico Moldavo di Vladimir Filat il 30% (32 deputati).

La configurazione del parlamento che vede il Partito Comunista con 42 deputati ed i partiti dell’Alleanza per l’Integrazione Europea con 59 deputati rende poco probabile una rapida elezione del nuovo presidente in quanto nessuna delle due coalizione dispone dei 61 voti necessari. Infatti, anche se il trend storico è  a favore dell’Alleanza per l’Integrazione Europea, i 55% dei voti assoluti non bastano per eleggere il nuovo capo di stato.

L’analisi del trend storico in Moldavia porta l’attenzione verso due ulteriori elementi caratterizzanti dell’attuale situazione del paese. Da un lato, l’affluenza sta aumentando in un periodo di forte instabilitá politica proprio quando l’insoddisfazione avrebbe potuto indurre livelli piú alti di astensione. Dall’altro lato, i risultati aggregati dimostrano una maggiore concentrazione dei voti sui principali partiti politici, un segno chiaro che i cittadini Moldavi sembrano preoccupati dal volatile momento politico e ritengono che ci sia bisogno di non disperdere il voto in forze minori.

Quest’elemento finale, insieme ad una piú alta affluenza potrebbero indicare un maggiore coinvolgimento dei Moldavi nella sfera politica spinti dalla volontá di rompere l’interminabile stallo politico in cui la loro nazione é coinvolta.

Lo forze politiche sono impegnate in estenuanti negoziazioni dal giorno delle elezioni e due possibili scenari potrebbero emergere da tali incontri. Il primo scenario vede la riproposizione dell’Alleanza per l’Integrazione Europea che rilegherebbe il Partito Comunista all’opposizione. Tale configurazione garantirebbe il voto di fiducia al primo ministro ed una comoda maggioranza parlamentare per votare le necessarie riforme che porterebbero la Moldavia verso l’integrazione europea. Il secondo scenario implicherebbe il ritorno del Partito Comunista al governo in una coalizione con il Partito Democratico guidato dal prodigo Marian Lupu che si riunirebbe al suo ex-capo Voronin per governare la Moldavia. In ogni modo, nessuno di questi due scenari permetterebbe al parlamento di eleggere un nuovo presidente a meno che deputati singoli decidano di tradire il vincolo partitico per votare per il presidente proposto dall’altro schieramento (piú probabilmente nel primo scenario, dove l’Alleanza per l’Integrazione Europea avrebbe bisogno di soltanto 2 membri del Partito Comunista).

La riproduzioni dei vecchi modelli porterebbero il paese ad elezioni anticipate nel 2011, una situazione pericolosa che potrebbe avere conseguenze incerte. In questo modo, la speranza é che la classe politica in Moldavia uscirá dal circolo vizioso della polarizzazione politica essendo in grado finalmente di offrire alla Moldavia una guida politica. Ad esempio, sarebbe altamente auspicabile che le forze politiche convergano su una figura istituzionale, possibilmente anche proveniente dalla societá civile, da eleggere come presidente super partes per uscire dall’impasse e creare un governo a larga maggioranza che si impegni a portare avanti riforme strutturali sui nodi cruciali (giustizia, educazione, economia ed integrazione Europea) e stabilire le fondamenta di un nuovo avvenire per la Moldavia nel XXI secolo.


Autore: Francesco Giumelli

32 anni, insegna Relazioni Internazionali e Studi Europei alla Metropolitan University Prague. Studia e si occupa di conflitti, politica estera e sanzioni internazionali. Autore di "Coercing, Constraining and Signalling. Explaining UN and EU Sanctions after the Cold War" con ECPR Press e curatore del blog Tucidide (tucidide.giumelli.org).

4 Responses to “Lo strano caso della Moldavia, in stallo politico da 18 mesi”

  1. Valido e interessantissimo. Libertiamo fa cultura, non solo politica.

  2. silvano scrive:

    ciao a tutti gli amici moldavi,
    sono tornato ieri dalla moldavia…la mancanza di una guida politica è palese, il popolo è lasciato a se stesso alla sua povertà e c’è una corruzione che è istituzionalizzata. mi fa specie che si professano comunisti politici che hanno interessi privati se non altro basta vedere le banche che appicano il 15% annuo di interesse sui prestiti oltre a gestire affari e traffici di ogni tipo, incluso droga e armi. in questo momento un caso che è signficativo per tutti, una madre vive da un anno sugli scalini della procura generale di giustizia per denunciare tra l’indifferenza di tutti lo scacco alla democrazia perpretato d un manipolo di uominicchi di stato che hanno permesso di condannare un semplice ragazzo che indossando una divisa da poliziotto si era permesso di fermare un automezzo con a bordo droga. da sommarie voci di popolo si sa che l’inconsapevole poliziotto ragazzo non sapeva che era un mezzo sotto protezione dei politici e al momento del controllo si è beccato l’arresto per complicità con gli occupanti il mezzo. al di là del fatto di cronaca quello che deve fare riflettere è che una donna come quella potrebbe essere il presidente della moldavia perchè sapendo che nessuno la vuole ascoltare stà li in quel luogo e consuma i suoi giorni per un unico ideale LA GIUSTIZIA. I moldavi non meritano un presidente devono maturare la loro ignoranza politica e poi gli stessi politici attuali devono essere mandati a casa…come quelli italiani del resto e al contrario degli italiani i moldavi quando si svegliano non avendo nulla da perdere magari la rivoluzione la possono pensare di fare davvero!!!

  3. marianna scrive:

    la poverta e la malavita sta distruggendo giorno per giorno il mio paese…e mi fa male…perche speravo un giorno di tornare dai miei genitori,parenti per sempre.invece più giorni passano la Moldavia sta affondando perche non abbiamo le persone valide che possono salire al governo…mi ricordo che i ultimi anni passati in moldavia erano da incubo-non c’erà lavoro,non si studiava,non c’erano i servizzi,non c’era la giustizia.e purtroppo ancora non cambia niente.perche abbiamo paura del futuro,di essere diversi,di cambiare…ci vorrebbe la mossa dei giovani.ma i giovani ci sono??????no,sono lontani e abbandonati alla loro sorte,mentre quei porci al governo pensono solo di acchiapare più possibbile…poi cosa,fra poco non ci sara piu nulla.

  4. marianna scrive:

    il paese sta marcendo e sta marcendo alla base,quando cadde il comunismo nel 1990 non eravamo pronti per affrontare quel evento,la maggior parte delle persone erano dei contadini,i lavoratori delle fabriche,e poi il comunismo aveva “appiattito“ le nostre personalita…bisognava rinascere,ricominciare tutto da capo…e pur troppo non tutti sono riusciti.

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