pubblicata su Il Foglio di giovedì 30 dicembre 2010 – Al direttore – Grazie alla rivoluzione marchionnesca, Fim-Cisl e Uil sacrificano l’unità sindacale in nome della modernizzazione delle relazioni industriali. Tutto è accaduto a leggi invariate: l’accordo con Fiat applica alla lettera l’Articolo 19 dello Statuto dei lavoratori (hanno diritto di rappresentanza aziendale solo i sindacati firmatari di almeno un contratto collettivo adottato nell’azienda stessa). Ci ha pensato Marchionne a pretendere la stretta osservanza della legge, superando la norma sulle rappresentanze unitarie del Protocollo Ciampi del ‘93 e sgonfiando così la “bolla” della concertazione. Ma ora, rotto il tabù, si eviti un’illusoria conventio ad excludendum della Fiom. Una proposta: libera rappresentanza per tutti, ma contratti automaticamente validi solo per gli iscritti delle organizzazioni firmatarie; per gli altri lavoratori (non iscritti o membri di sindacati in dissenso) viga il diritto di adesione individuale ai contratti collettivi stipulati. Così facendo, ognuno valuterà in prima persona la performance del proprio sindacato e degli altri. Archiviando il principio della validità erga omnes dei contratti, eviteremo una pericolosa espulsione di sindacati comunque importanti dal perimetro della rappresentanza aziendale.
Piercamillo Falasca, Libertiamo.it