Quelli come Mazzocchi. Straparlano di famiglia, ma per la famiglia vera non fanno nulla

– Ognuno ha le sue ossessioni. Quella di tal Antonio Mazzocchi, deputato del Popolo della Libertà e Presidente dei Cristiano Riformisti, è il concetto di famiglia.
L’esponente pidiellino oggi s’interroga: “Cos’è una famiglia, da chi deve essere formata e chi ha il diritto di chiamarsi famiglia? Sono domande semplici a cui bisogna rispondere una volta per tutte“. Mazzocchi, in particolare, si rivolge a FLI: “L’elettorato cattolico merita la massima chiarezza su queste tematiche ed è per questo che ci piacerebbe sapere, senza alcuna ambiguità, la posizione ufficiale del FLI sulla famiglia”.

Che pena, questo Mazzocchi, sedicente interprete di un “elettorato cattolico” di cui con buone probabilità non conosce molto, né le esigenze, né le convinzioni morali, né le scelte private. Che pena, questo Mazzocchi, che crede che la politica possa definire “cosa” sia una famiglia e “da chi” deve essere formata. Che pena, questo Mazzocchi, che in nome di uno definizione preconfezionata di famiglia vorrebbe escludere il diritto di milioni di famiglie di sentirsi ed essere tali.

Quando quelli come Mazzocchi parlano di famiglia, di solito si riempiono la bocca con la categoria della “famiglia tradizionale”. Per associazione d’idee, quell’aggettivo – “tradizionale” – mi richiama alla mente le storie di paese che ho tante volte ascoltato. Quelle meravigliose, con bambini affidati dai genitori a vicini di casa perché li allevassero; con donne sterili o sposate con uomini sterili che prendevano con sé i figli minori di una sorella o di un’amica (senza adottarli, semplicemente “condividendoli”); con forme di “utero in affitto” ante litteram, mariti di donne sterili che ingravidavano altre donne, magari parenti della moglie, la quale prendeva poi per sé il bambino; con uomini e donne che, rimasti vedovi, si tenevano compagnia, senza sposarsi per rispetto dei defunti. Accanto a queste, le storie terribili, altrettanto tradizionali, di mogli tenute in una condizione di inferiorità da mariti palesemente fedifraghi, o di omosessuali infelici, costretti a matrimoni di facciata o a una dolorosa emarginazione sociale.

Che pena, quelli come Mazzocchi, che tirano la famiglia per la giacchetta a fini propagandistici, per insinuarsi nella pluralità di posizioni di un partito vitale come Futuro e Libertà per gridare all’ambiguità. Che pena, quelli come Mazzocchi, che parlando di famiglia dimenticano che il Governo Berlusconi ha già avuto a disposizione tre leggi finanziarie per una riforma del fisco che agevoli davvero la natalità e le famiglie impegnate nella cura dei minori, degli anziani e dei disabili a carico, o per una riforma del welfare che liberi le donne dalla “trappola della maternità”, per cui quest’ultima diventa un ostacolo alla carriera.

Stanno lì, quelli come Mazzocchi, a disputare del sesso degli angeli e dei coniugi, a impuntarsi sul matrimonio e a farsi improbabili difensori della fede. Ma di politiche in favore della famiglia – comunque essa intesa e per ciò che essa davvero è, la vera comunità di mutuo soccorso, la cellula del welfare – nemmeno a parlarne.


Autore: Piercamillo Falasca

Vicepresidente di Libertiamo. Nato a Sarno nel 1980, si è laureato in Economia alla Bocconi e ha frequentato il Master in Parlamento e Politiche Pubbliche della Luiss. E' fellow dell’Istituto Bruno Leoni. Ha scritto, con Carlo Lottieri, "Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno" (2008, Rubbettino) ed ha curato "Dopo! - Ricette per il dopo crisi" (2009, IBL Libri). Ha scritto anche, nel 2011, "Terroni 2.0", edito sempre da Rubbettino.

6 Responses to “Quelli come Mazzocchi. Straparlano di famiglia, ma per la famiglia vera non fanno nulla”

  1. devo dire che con gli ultimi 4-5 articoli libertiamo sta dando il meglio di se
    yeah!

  2. Dario M. scrive:

    Non conosco l’onorevole Mazzocchi ma colgo l’occasione per andare a visionare le sue attività parlamentari e le sue proposte sulla ”famiglia”. Ma desidero fare qualche precisazione dato che il sig Piercamillo Falasca ha un pò di idee confuse o quantomeno ha avuto contatti difficili dato che cità esempi che vorrebbe far passare come normale ma che grazie al buon Dio (a cui noi crediamo ancora) tanto ”normali” non sono.
    Non dobbiamo portare come normali, condizioni di disagio personali che, rispetto ma, che fisiologiche non sono per quelle ci sono i psicologi, i mediatori familiari e per chi vuole anche un buon prete. Prima di criticare occorre conoscere per cui consiglio di acquistare il buon Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa e di fare una buona lettura al capitolo dedicato in maniera esaustiva sulla famiglia, si può non essere d’accordo ma il rispetto innanzitutto altrimenti altro che libertiamo ma ghigliottina ai dissidenti da buoni e santi illuministi amanti della nostra libertà ma non rispettosi di coloro che affermano idee diverse.
    A proposito di essere o non cattolici impegnati in politica un chiarimento va fatto: nessuno obbliga, la Chiesa ancor meno, a dichiararsi cattolici ma, se ci si vuole fregiare di esserlo occorre conoscere la Dottrina sociale della Chiesa e su questioni morali inerenti la difesa della vita , la famiglie etc condividerne i concetti di base altrimenti ci si può definire cristiani lasciando in pace l’elettorato cattolico. Non posso ne debbo dirmi che credo in un’idea in una dottrina a fini elettorali e poi una volta eletto appellarmi al principio di autonomia e indipendenza: a tal riguardo consiglio la nota dottrinale sui principi non negoziabile scritta nel 2002 da Benedetto XVI: conoscere bene per poter criticare!
    Tanti Auguri Dario Micalizio

  3. luigi zoppoli scrive:

    Allora io che sono islamico non faccio parte di una famiglia pur con moglie e figli. Che pena che i Mazzocchi non siano soli ma in numerosa compagnia di gente che non conosce il liberale rispetto della liceità delle legittime posizioni idividuali e della laicità. Sperando che la si finisca con il farisaico e risibile distinguo con laicismo per cui Sacconi, il ministro con il sondino per l’alimentazione artificiale sempre pronto si definisce laico.

  4. Dario M. scrive:

     Se è islamico, la rispetto ma le chiedo innanzitutto che sia sposato con una sola donna, che condivida con noi cittadini italiani, la concezione della donna, come essere umano con gli stessi diritti degli uomini, e che condanni tutte le forme di integralismo pubblicamente (lei e i suoi imaim!),  presenti in Italia rispetto alle persecuzioni dei cristiani che avvengono nei paesi islamici e condanni con la stessa determinazione come ha  fatto l’attuale Papa (riguardo i reati di pedofilia) ció che sta avvenendo in Pakistan dove una donna madre di quattro figli è stata condannata a morte perchè si è comvertita al cristianesimo. 
    Si Luigi Zoppoli lei ha un nome italiano, ma sembra non conoscere la nostra Costituzione: quando in Italia ci si sposa non si chiede a che religione si appartiene lei è libero di andare in Municipio e contrarre matrimonio con una sola donna, forse per lei questa è una limitazione ma per noi questo “limite” è determinato perché crediamo che la donna abbia gli stessi diritti degli uomini e puoi dichiarare la propria fede buddista islamica protestante cristiana etc senza paura di essere messa a morte. La prego di condividere con me una forma di protesta contro la condanna a morte di Asia Bibi e mandi un messaggio al 331293354 o all’indirizzo salviamoasiabibi@tv2000.it contro ogni forma di discriminazione religiosa razziale politica. Auguri e Buon Anno

  5. Andrea B. scrive:

    Gentile Dario M.,
    tale è la sua dialettica e la sua ferrea, anzi fideistica, sicurezza nelle sue idee che rinuncio ad un confronto sul suo terreno.
    Lei cita così autorevoli testi e dottrine che non posso, per contrappasso, che ribattere parlando di uno dei più leggeri e meno elevati generi letterari: la narrativa di fantascienza.
    Alcuni autori, primo dei quali sicuramente lo statunitense Robert A. Heinlein, nei loro scritti non si sono limitati a fare speculazioni sui progressi che compirà l’ uomo nei campi della scienza e della tecnologia, ma hanno altresì immaginato l’evoluzione sociale delle comunità umane, specialmente nel campo della famiglia.
    Non sto a dilungarmi sulle innumerevoli forme e soluzioni, diciamo “non ortodosse”, in materia di relazioni sociali e famigliari che vengono ipotizzate… ma non si preoccupi, presto o tardi arriveranno … con buona pace di chi, come lei, vorrebbe che i suoi ( rispettabilissimi per carità ) principi personali fossero legge inviolabile e gabbia delle libere volontà degli individui e delle loro relazioni.

    L’ ottimo articolo affronta bene le questioni odierne, in primis la grave e totale mancanza, aldilà delle dichiarazioni di facciata, di una politica che dia luogo ad azioni TANGIBILI a favore della famiglia … per cui chiedo venia per certe mie frivole e futuristiche divagazioni, ma penso che siano l’unica maniera per ribattere a certi seriosi e dottrinari interventi… ;-)

  6. Dario M. scrive:

    Grazie a Dio (a cui non solo io, crediamo ancora) la storia mi da ragione, forse sarebbe meglio sig Andrea B.che lasci perdere i libri di fantascienza e legga i discorsi dell’attuale Papa, per esempio sulla Libertà religiosa di cui le allego il Link:http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/peace/documents/hf_ben-xvi_mes_20101208_xliv-world-day-peace_it.html
    Per buona pace di tutti e due ognuno e LIBERO di pensarla come vuole, senza che nessuna abbia l’arroganza di impedire ad un Deputato di chiedere pubblicamente l’opinione su un certo argomento e per questo venga deriso.

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