Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Ho accolto con entusiasmo l’ipotesi della nascita di una destra che, come ha detto il Presidente Fini in varie occasioni, a partire dal discorso di Mirabello, potesse contribuire alla costituzione di un partito liberale di massa, non solo a parole ma con i fatti. Ho peraltro tenuto conto della sua attenzione per i temi, da lui e da noi considerati fondamentali, dei della laicità dello Stato e diritti civili e sono convinta che, per svilupparli, il percorso politico e culturale da seguire sia di stare ancorati a destra in una logica bipolare. Assumiamo il rischio di eventuali perdite in termini di poltrone ma non di consenso.

Su questa base mi sono resa conto di quanti giovani e adulti, con o senza esperienza politica passata, siano disponibili a lavorare con spirito di servizio per la realizzazione di un disegno politico che contribuisca alla creazione di avanguardia del diritto vivente capace di creare nuove possibilità di scambio. Ho il timore, complici recenti iniziative personali e politiche, che tali argomenti siano sacrificati sull’altare della convenienza politica. Se ciò accadesse sarebbe un grave errore, un’involuzione, un drammatico quanto suicida ritorno al passato. Abbiamo bisogno di continuare a credere nel messaggio di assoluta novità che il nostro movimento sta cercando di lanciare nel buio e sconfortante scenario dell’opinione pubblica italiana.

Per fare ciò credo che non si debba e non si possa prescindere dal complesso dei temi che il Presidente Fini ha affrontato con forza e coraggio e che tanti consensi hanno riscosso tra i nostri concittadini. Vorrei dire al Presidente Fini “andiamo avanti Presidente”, facciamo pure anche alleanze, ma, e sottolineo ma, senza rinunciare ad alcun fondamento della nostra identità politico-culturale, e, soprattutto, senza perdere la dignità e l’orgoglio di far parte di questa grande avventura chiamata Futuro e Libertà.
Serenella Accorsi

E’ ormai sotto gli occhi di tutti, negli ultimi giorni, lo smarrimento in cui sembra esser sprofondata la rappresentanza istituzionale di Futuro e Libertà. Sembra aver perso la linea, quella linea che a Bastia Umbra sembrava così netta e così chiara a tutti.

Per quanto riguarda l’aspetto politico-programmatico e valoriale non si capisce più dove stiamo andando e se il Manifesto, quel manifesto per il quale ci stiamo mobilitando da più di un mese, deve essere ancora considerato la nostra stella polare, il nostro punto di riferimento per la costruzione di un nuovo centrodestra che vada oltre le vecchie concezioni e distinzioni ottocentesche e che sia capace di attualizzare e contestualizzare valori atavici della nostra Nazione e del nostro popolo per renderli concreti nelle risposte alle domande che la società, nelle sue evoluzioni, continuamente ci pone.

Dove finirà la laicità positiva, costruttiva che caratterizza il Manifesto e che ha permeato il Suo discorso di Bastia Umbra? Che fine farà la nuova destra europea, moderna, laica e liberale, alleata con i cattolici e con le Binetti, nel momento in cui andremo ad affrontare temi quali il testamento biologico, l’eutanasia, la fecondazione assistita, il riconoscimento delle unioni omoaffettive e tutta quella serie interminabile di necessità della società attuale?
Riccardo Lo Monaco

C’è che ormai che ho imparato a sognare, non smetterò…(Negrita) Questo pensavo mentre durante i Tg scorrevano le immagini del Presidente Fini, seduto al tavolo con gli altri membri del Polo della Nazione. Diciamocelo chiaramente: chi, come me, ha iniziato questa avventura aveva fantasticato sulla possibilità di far nascere subito una destra nuova, laica, riformista, liberale e che intorno ad essa nascesse un consenso rapido e concreto. La realtà spesso risveglia bruscamente i sognatori. In particolare, senza false ipocrisie, io sono preoccupato non tanto dalla mancata sfiducia (anche perché: eravamo davvero pronti?), quanto da questa alleanza strategica (?) con Udc e Api.

Mi chiedo: cosa sarà del sogno di una destra nuova? Cosa ci differenzierebbe dagli altri, se rinunciassimo a certe tematiche? Come potrei continuare a fare banchetti parlando di nuovo messaggio di Fli? “Nuovo” perché? Dubbi e domande premature, mi dice qualcuno. Non credo. La verità è che questo cartello di uomini e donne fino a poco tempo fa incompatibili per valori e idee rischia davvero di disorientare la base, specie se non si saprà spiegare il motivo di una simile scelta;  in particolare, ci si domanda quanto la stessa inciderà sul percorso futuro del partito.

Che ne sarà di tutte quelle parole, gesti, articoli, dibattiti, conferenze, che avevano di fatto riacceso la speranza di tantissimi? Il problema è che ormai abbiamo imparato a sognare che una destra nuova possa esistere. E’ importante che sin da subito si dica con chiarezza cosa vogliamo fare “da grandi”, che si chiarisca all’interno e all’esterno di Fli sul ruolo che avranno temi come diritti civili, testamento biologico e via discorrendo. Lo si deve alle tante donne e uomini, che hanno a cuore simili argomenti e che credono che Fli possa essere anche la loro casa. Come  avrebbe detto John Maynard Keynes “la difficoltà non sta nel credere nelle nuove idee, ma nel fuggire dalle vecchie.”
Aldo Marchese