Stato di polizia tributaria versione 2.11

– “Siamo qui per dire no alla mostruosa macchina fiscale messa in opera dal governo per schedare tutti i cittadini, per controllarne i comportamenti, fino ad ogni minimo passaggio di denaro ed addirittura con l’invito alla delazione fiscale”

Ha fatto bene Alberto Mingardi, nel suo articolo natalizio sul Riformista, a ricordare questo passaggio del discorso di Silvio Berlusconi alla manifestazione del dicembre 2006 contro la legge finanziaria del governo Prodi. Sono passati quattro inverni, il quinto è ancora in corso e il Berlusconi di governo, fratello gemello di quello di lotta che arringava la folla di Piazza San Giovanni ci consegna, come regalo di Natale, e viatico per il nuovo anno, lo stato di polizia tributaria aggiornato alla versione 2.11.

L’ultimo aggiornamento installato, in ordine di tempo, è lo “spesometro”: da aprile i commercianti dovranno richiedere il codice fiscale di chiunque faccia una spesa superiore a 3000 euro, che sia un elettrodomestico, un ciclomotore, una vacanza o chissà che altro, e comunicarlo all’agenzia delle entrate.
Si va ad aggiungere al redditometro, di cui è il completamento naturale, e alla reintroduzione dell’odioso principio del “solve et repete”, secondo il quale l’accertamento fiscale è un titolo immediatamente esecutivo, e l’onere della prova è a carico del contribuente: prima paghi, poi fai ricorso. E se hai ragione (o se riesci a dimostrarlo), forse un giorno quanto ti è stato estorto ti verrà rimborsato.

Ancora più di prima, lo Stato si riserva il diritto di supporre, presumere e dedurre i redditi dei contribuenti secondo criteri e parametri arbitrari (gli studi di settore sono sempre lì, esattamente come li aveva ritoccati  il governo precedente a fine legislatura, o sbaglio?), e chi si sottrae non tanto al fisco ma alla casistica viene preso di mira dagli accertamenti dell’agenzia delle entrate, ché tanto qualcosa fuori posto lo si trova sempre.
Ancora nuove corvées che gli imprenditori dovranno svolgere per conto dello Stato, al posto dello Stato e senza ricevere nulla in cambio. Mi sentirei di invitare le imprese e i commercianti a ribellarsi e a non chiedere il codice fiscale di nessuno: se lo Stato ha bisogno di questi dati se li procuri da sé, senza bisogno di trasformare un’intera categoria in un corpo di delatori in servizio permanente, effettivo e gratuito.

Che ci diranno oggi gli strateghi del ministero dell’economia? Anch’essi, come coloro che li hanno preceduti, ci racconteranno la favola secondo la quale chi ha la coscienza a posto non ha nulla da temere? Saranno proprio gli esponenti di Lega e PdL a spiegarci che il fisco italiano non è quello che è, cioè una macchina fondata sull’arbitrio e la discrezionalità, e come tale cucita su misura per furbi e corruttori mentre per gli altri è solo una pistola perennemente puntata alla tempia? Che sulle imprese italiane non grava una pressione complessiva del 68,6% come riportato dalla banca mondiale in una classifica che ci vede al 128 posto nel mondo? Che i ricorsi non andrebbero presentati ad un sistema giudiziario tra i più inefficienti del pianeta (a proposito, e la riforma della giustizia?) tanto inefficiente da indurre i più a desistere in partenza? Con un po’ di fortuna potremo sentire qualcuno della maggioranza, prima della fine della legislatura, sostenere che le tasse sono bellissime.
Ma non ci diranno, a quanto pare, proprio un bel niente.

La notizia dell’approvazione dello spesometro è scivolata via nell’indifferenza generale, mentre giornali e TV avevano altri scandaletti a cui pensare. Non ci saranno manifestazioni, e né la vecchia né la nuova opposizione sembra intenzionata a indire un “No Tax Day”. In uno stato di polizia tributaria che si rispetti è meglio tenere il profilo basso, come hanno fatto chiaramente capire quegli esponenti della Lega Nord che, appena sono venuti a sapere che i comuni potranno tenersi un terzo degli utili degli accertamenti fiscali condotti in proprio, hanno lanciato la splendida idea delle ronde antievasione nelle regioni settentrionali.

Finisce il 2010 e gli imprenditori italiani non sono mai stati così soli. Molte imprese del Nord se ne stanno andando, e non se ne vanno, come vi continuano a raccontare, per approfittare della mano d’opera a basso costo dei paesi in via di sviluppo o verso esotici paradisi fiscali: se ne vanno semplicemente verso paesi più civili, efficienti e trasparenti come la Svizzera o l’Austria, a due passi da qui. Fanno bene.


Autore: Giordano Masini

Agricoltore, papà e blogger, è titolare di una azienda agrituristica nell'Alto Viterbese e si interessa prevalentemente di mercato, agricoltura, scienze e sviluppo curando il blog lavalledelsiele.com. Prima di tutto ciò è nato a Roma nel 1971, ha studiato storia moderna e ha provato a fare politica qua e là, sempre con scarsa soddisfazione.

15 Responses to “Stato di polizia tributaria versione 2.11”

  1. gianpaolo scrive:

    Sono incappato nelle maglie degli studi di settore proprio quest’anno. Mi avevano fatto una richiesta assurda, perche’ i dati inseriti dal precedente commercialista (Coldiretti, ndr) erano sbagliati. Poi hanno ridotto ad un terzo. Mi sono studiato lo studio di settore in cui mi avevano messo, e 3 caratteristiche su 4 della mia azienda erano dissimili da quelle del cluster delle aziende usate per lo studio. Alla fine, visto che i tempi erano stretti e loro dovevano emettere l’ingiunzione di pagamento entro il 31 dicembre altrimenti non potevano piu’ farlo, ho preferito patteggiare e pagare piuttosto che pagare comunque e andare in giudizio. Mi sento pero’ deluso e schifato da uno Stato che parte dalla presunzione di colpevolezza, della sordita’ dell’agenzia entrate ad ogni obiezione ragionevole alla quale loro rispondono semplicemente invitandoti a fare ricorso, anticipando il 50% dei soldi, degli interessi e delle sanzioni, e affrontando il giudizio in quel buco nero che si chiama giustizia in Italia.
    E’ un brutto Stato quello in cui viviamo e come imprese operiamo. Il messaggio che io ho ricevuto da questa storia e’ quello di “ruba il piu’ possibile, cosi’ quando ti chiederanno indietro qualcosa sarai tu in vantaggio”.

  2. Marcello M scrive:

    Bene.. FACCIAMO QUALCOSA ????? E’ possibile organizzare una grande manifestazione da dentro il centor destra contro questo stato vessatore?

  3. Lucia scrive:

    Salve,
    secondo me i liberali dovrebbero fare una proposta di riforma fiscale che rivoluziona il sistema, anche solo per farsene approvare la metà: abolizione delle imposte dirette, derivazione della utopia socialista di togliere risorse ai ricchi per darle ai poveri, utopistica perché dalla Rivoluzione francese in poi, si é capito che i ricchi non si fanno portare via niente dai poveri, e i poveri restano sempre poveri, perché c’é sempre qualcuno più povero dei poveri che si prende tutto, magari senza alcun diritto di farlo.
    Mettere finalmente in funzione l’anagrafe tributaria, per singolo cittadino italiano, anche i poppanti, con lo scopo di raccogliere le dichiarazioni di variazione patrimoniale dei singoli cittadini, al posto della comica delle dichiarazioni dei redditi, e modulare una serie di imposte, leggere, sulla ricchezza quando circola, tipo aliquota zero sugli alimentari e sui computer, quaranta per cento sui gioielli e sui beni di lusso, e una imposta sulle successioni, come propongono i liberali americani, in modo da favorire i figli dei ricchi che lavorano, e quindi non pagano le tasse, e non favorire i figli dei ricchi che vivono aspettando il decesso dei vecchi di famiglia per diventare ricchi a loro volta. Il Presidente Berlusconi ha sempre insegnato ai suoi figli a lavorare, da buon milanese, e quindi non dovrebbere essere contrario in linea di principio; La Guardia di Finanza, peraltro vittima di questo sistema fiscale stupido, dovrebbe essere motivata e pagata al massimo, togliendo la divisa militare, che non serve, e imparando ad usare database e controlli incrociati dell’anagrafe tributaria, per verificare che gli aumenti patrimoniali degli italiani siano giustificati, e procedere alle confische, come negli Stati Uniti, se qualcuno fa il furbo, nonostante un sistema tributario nuovo assolutamente tollerabile, o almeno non ridicolo come quello attuale. E’ solo un’ipotesi cartesiana di lavoro, ma forse serve. Grazie.

  4. Adriano scrive:

    Capisco l’indignata frustrazione a monte dell’opinione espressa.
    Condivido anche una parte del contenuto almeno nelllo spirito.
    Le legittime pretese statali non dovrebbero accompagnarsi a uno strumento sterilmente vessatorio architettato per miopi esigenze di cassa.
    Ritengo, invece, che la messa all’indice ( firmata, non anonima) di chi delinque o compie qualsisi illecito sia condivisibile.
    Troppe volte la esibita sfrontatezza di tanti arroganti evasori si è giovata dell’omertà dei cittadini che aspettano che qualcun altro intervenga per fare giustizia.
    Ricordo a Lucia che sono essenzialmente le agenzie fiscali a portare avanti questo tipo di attività, la Guardia di finanza è una polizia amministrativa che fra i numerosi compiti effettua le investigazioni fiscali.

  5. vittorio scrive:

    Il problema dell’Italia sono i sindacalisti e i socialisti presenti ad ogni livello che spingono per mantenere la spesa pubblica parassitaria ed improduttiva. Dovendo mantenere questo moloch, lo stato italiano deve ricorrere a nuove imposizioni e vessazioni. Arriviamo quindi alle assurdità legislative della corte di cassazione in base alle quali l’elusione è un crimine perseguibile. Di converso negli Stati Uniti fin dagli anni 30 l’elusione è stata affermata come un diritto del cittadino.
    Arriviamo ai deliri da stato socialista di Lucia in cui la “patrimonializzazione” andrebbe misurata.
    Bastaaa, socialisti mascherati! Andatevene a quel paese.
    Paesi civili come la Svizzera non impongono tasse sul risparmio dei cittadini. Nè impongono tasse di successione per depredare i beni ai morti come piace ai nostrani socialisti del PD.
    Voi socialisti siete patetici: chiedete più tasse sulle rendite, sui capital gain, più tasse di successione. Ma nella realtà i ricchi evitano tutti questi balzelli con una facilità disarmante. Basta costituire una società magari sita in un paradiso fiscale ed il gioco è fatto. Voi SOCIALISTI, COMUNISTI o come vi piace definirvi siete solo dei giganteschi ipocriti, perchè alla fine chi paga queste tasse sono le famiglie dei ceti medio bassi. Nessun altro. Questi sono gli schiavi che incatenate al macigno della spesa pubblica.

  6. Lucia scrive:

    Chiedo di potere intervenire perché Vittorio mi ha chiamata in causa.
    Ho scritto, e ripeto, che occorre TOGLIERE LE TASSE SUL REDDITO, TUTTE, e lasciare solo quelle indirette, come vogliono fare i liberali americani e ora anche i liberali giapponesi. la tassa di successione in Italia l’ha tolta per primo proprio un ministro del partito citato da Vittorio, e proprio Bill Gates, non esattamente un comunista, ha chiesto di reintrodurla negli Stati Uniti, per consentire il riciclo dei patrimoni, come d’altronde si aspettava Tocqueville, non certo un socialista….
    Circa la Svizzera, visto che ci lavoro, consiglierei un approfondimento, visto che gli Svizzeri pagano eccome la tassa sui risparmi e sui redditi in generale; sono semmai gli stranieri che portano i soldi in Svizzera ad avere delle agevolazioni, ma non farei confusione. Non pagare niente su niente mi pare un’utopia, proprio in Italia dove se un treno o un qualsiasi servizio pubblico non funziona, cominciano i lai e le “lamentazioni di Geremia profeta”, degne forse di miglior causa.

  7. vittorio scrive:

    x lucia
    I “liberali” americani e i “liberali” giapponesi sono la sinistra dei rispettivi paesi, omologhi del PD. Sono liberali come lo sono il PD e i sindacati: sono liberalsocialisti, una contraddizione in termini. Il fatto stesso che propongano patrimoniali, li caratterizza per quello che sono: socialisti che auspicano l’aggressione alla libertà economica degli individui.
    Per quanto riguarda le fantomatiche imposte patrimoniali Svizzere di cui rivendichi l’esistenza, strano che tu non sappia che in questo paese per i residenti non esistono tasse patrimoniali su titoli mobiliari (azioni, fondi, obbligazioni).
    Strano che tu non sappia che a livello federale non esistano tasse sugli immobili. Esistono solo a livello cantonale e possono variare notevolmente.
    Strano che tu non sappia che le tasse di successione non esistano a livello federale e queste ci siano soltanto a livello cantonale. Ma in circa la metà dei cantoni le tasse sul morto non esistono del tutto.
    Ci sono due tipi di paradiso fiscale: paradisi fiscali per le società e paradisi fiscali per gli individui. Se vogliamo inquadrare la Svizzera in una tipologia, essa cade nel secondo caso.
    D’altra parte non è un caso se tanti illustri miliardari italiani hanno preso residenza in Svizzera, miliardari che spesso vediamo a braccetto con gli ipocriti della sinistra.
    Quindi cara Lucia forse faresti meglio a ripassare la parte. Perchè sei poco credibile sia come liberale, sia come residente in Svizzera.

  8. Francesco scrive:

    Salve,
    qualcuno ha allora una proposta alternativa per stimare il reddito dei contribuenti?

  9. Maralai scrive:

    Occorre chiamare a raccolta tutti i siti, blog, giornali e giornalisti liberali per opporre resistenza a questa deriva dello Stato italiano che sta per diventare vessatore, di polizia fiscale e fomentatore di ina società fondata sulla delazione, come metodo di pressione fiscale. Dei tagli sulla spesa della P.A. niente!
    RIBELLIAMOCI!!!
    mn

  10. bagnascus scrive:

    ma in realtà il cossidetto FLI si è ben gurdato dal criticare queste manovre fiscali di Tremonti e del suo ascaro Befera ; anzi si preoccupa di mostarsi paladino di tutto ciò che può contrastare la cossidetta “evasione fiscale” e lo fa in maniera aprioristica…

  11. Lucia scrive:

    Chiedo scusa, ma davvero non voglio fare polemiche con gli altri, ma solo chiarire le mie opinioni se mi si tira in ballo. Io credo che il sistema fiscale debba essere un mezzo per fare politica. Se mi si dice che c’è una “differenza” tra imposte locali e imposte centrali, appunto citando la Svizzera, si fa un pochettino di demagogia, come dire che un pugno tirato da un vicino di casa é sempre meglio di un pugno tirato da uno sconosciuto.
    In Svizzera, giusto per non fare polemica, c’é la mitica “cassa malati”, un balzello indecente che non serve a nulla, perché l’assistenza sanitaria vera é privata e coperta da assicurazioni private. Io credo che si debba prima di tutto decidere se e come finanziare lo Stato o le altre istituzioni, con idee frutto di ragionamenti, magari poco lineari, “facendo politica”, non con proposte fatte con lo stomaco, dopo avere pagato una montagna di imposte senza avere avuto nulla in cambio. Chi dice “politica fiscale liberale”, cosa intende?
    ognuno fa da sé, “‘ndo cojo cojo”, come dicono a Roma, o cos’altro?
    Dire “no” a tutto, chiedo scusa, ma non mi pare politica, mi pare gioco da bar, come lo scopone o la carambola al biliardo. Grazie.

  12. leonardo signorini scrive:

    ..troppi politici da mentenere ad ogni livello.., comuni , province(inutili), regione, camera, senato, troppe persone troppi dipendenti pubblici….sprechi, dissesti di ogni genere,questo paese è veramente allo sbando..non mi stupisco di questo stato di polizia tributaria..non mi stupisco..mi autosospendo da cittadino italiano..elezioni comprese!!

  13. I vostri benefattori scrive:

    Zitti e pagate. Vi abituerete anche a questa.

    E quando aboliremo i contanti, sarà tutto tracciato e metteremo il 100% di tasse, non potrete fuggire, ed adorerete tutto questo.

    Però dobbiamo nascondere i nostri scopi fino alla fine. Pazienteremo…

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