– Accusato di associazione per delinquere finalizzata all’evasione fiscale e dichiarazione infedele mediante l’uso di fatture per operazioni inesistenti, nel febbraio scorso Silvio Scaglia rientra spontaneamente dall’estero e si consegna ai magistrati.
Dimostrando la sua estraneità all’attuale dirigenza di Fastweb, la società un tempo guidata e presso la quale i reati sarebbero stati commessi, il manager rende palese l’impossibilità di reiterazione e di inquinamento delle prove. Ed è ridicolo solo pensare all’ipotesi di fuga per chi volontariamente torna in Italia, potendo non farlo.

Nonostante tutto ciò, Scaglia si becca tre mesi di carcere, prima di essere spedito – e finora sono sette mesi – agli arresti domiciliari. Non vi prude il naso di fronte a questo sopruso palese? Non vi si gela il sangue pensando che la prima udienza del processo a carico del manager si sia tenuta solo a novembre, un mese fa, nove mesi dopo l’arresto? Il tempo di una gravidanza, il tempo della morte civile. Lo Stato italiano fa schifo.