– Dopo la breve intervista rilasciata da Chiara Moroni al Corriere della Sera sulla laicità nel Polo della Nazione, sui profili Facebook dei futuristi della prima ora è stato tutto un fiorire di “Chiara for President”, “Chiara ti amo”, “Chiara non mollare”, “La Moroni è la paladina della laicità in Futuro e Libertà”, e via cantando.  Entusiasmo normalissimo, per carità, soprattutto visto le ultime mosse strategiche di Fli. Anche perché, chiariamolo subito, Chiara Moroni è laica davvero, una che la distinzione tra Dio e Cesare l’ha capita e da anni tenta di insegnarla anche agli altri.
Non stupisce, dunque, la tranquillità con la quale ha risposto alle domande del giornalista, che tentava in ogni modo di sfruculiarla sulle apparenti (magari a volte reali) contraddizioni nel terzo polo.
E in fondo Chiara Moroni non fa altro che ribadire le posizioni che Gianfranco Fini ha espresso negli ultimi due anni a proposito dei temi “eticamente sensibili”. Testamento biologico e diritti delle coppie omosessuali su tutti, ovviamente, e anche lì il presidente della Camera è stato piuttosto netto negli ultimi tempi: prima di tutto viene la dignità e la libertà dell’individuo. Di più, forse, non poteva dire. Vuoi perché FLI deve e vuole essere un movimento plurale, vuoi perché di motivi di scontro in Parlamento ce ne sono già tanti e forse non è il caso di aggiungere il carico da undici.

Fatto sta che il fronte laico all’interno di Futuro e Libertà è vasto, e i dirigenti del nuovo movimento lo sanno benissimo. Basti pensare all’applauso convinto (e forse inaspettato) con il quale la platea di Bastia Umbra aveva reagito alla presa di posizione di Fini sui diritti civili. O, ancora, alla bandiera di Gaylib che sventolava in quel santuario laico della destra italiana che è Mirabello.

Ecco, allora, che il coraggio di Chiara Moroni nel riaffermare la necessità di un approccio laico alla politica diventa naturale e pervade la “base” , si diffonde via Facebook, cresce e si amplifica. Soprattutto adesso, soprattutto dopo quella lettera aperta di un gruppo di “laici credenti” finiani che, qualche settimana fa, aveva tentato di ricucire i rapporti con le gerarchie vaticane. Anche in quell’occasione, per la verità, una parte della “base” era stata, per usare un eufemismo, piuttosto dura. Per rendersene conto, ed è quello che consigliamo ai parlamentari di FLI, basterebbe fare un giro sui social network, sui siti e sui blog, per capire come l’approccio laico dei “futuristi” sia davvero fuori discussione.

Battaglia necessaria? Una forza realmente laica e liberale di centrodestra in Italia manca almeno dalla fine del Partito Liberale. Gianfranco Fini ha fatto intendere inequivocabilmente di puntare a quello. Lo ha fatto intendere già a partire del discusso referendum sulla legge 40 e poi, più recentemente, con prese di posizione che non lasciano dubbi. Ecco perché Chiara Moroni è così serena. Perché sa che Futuro e Libertà è una forza laica o non è.