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Quei tre voti, da risorsa a problema

– da il Secolo d’Italia del 18 dicembre 2010

Abbiamo perso all’ultimo minuto dei supplementari con un autogol (i tre voti mancanti di Futuro e Libertà).  Per qualche giorno sarà ancora un problema nostro, ma quei soli tre voti di differenza  torneranno ad essere un problema di Berlusconi, che non può certo pensare di reggere il Paese sul sostegno di un paio di disinteressati transfughi dipietristi.

Depositata la polvere dello scontro, si capirà meglio che quella di Fini a Berlusconi era, al fondo, una vera offerta di soluzione ai problemi del Governo e del Paese. Il Cavaliere ha rifiutato un nuovo Governo con una maggioranza più ampia e un programma rinnovato e ha fatto proprio il motto del Procuratore Borrelli: resistere, resistere, resistere!

Al centro dell’azione del nuovo governo che chiedevamo, avrebbe dovuto esserci la crisi economica e finanziaria. Dopo due anni, il training autogeno “siamo usciti dalla crisi meglio degli altri” non funziona più, e la realtà economico-sociale comincia ad imporsi. Quella politica, poi, apparirà presto nella sua crudezza: Fini e Futuro e Libertà hanno recuperato piena autonomia per lanciare la competizione politica ed elettorale alla destra reazionaria di Bossi e Berlusconi, mentre il presidente del Consiglio è oggi più debole di ieri e i problemi reali si aggravano.

Nel giro di una settimana la fotografia tutta in rosa che il governo continua a proporre del Paese si è sgualcita. Tasse: l’Ocse ha spiegato che la pressione fiscale italiana ha raggiunto il 43,6% del Pil, inferiore solo ai paesi simbolo del welfare state efficiente, cioè Svezia e Danimarca.  Durante una recessione, un sistema fiscale progressivo dovrebbe portare ad una riduzione, non ad un aggravio della pressione fiscale.

Può darsi che vi siano ragioni contabili o che (difficile) il merito sia dovuto al rientro dall’evasione (i cui proventi, però, andrebbero nel caso ridistribuiti tra i contribuenti leali), ma resta il fatto che più tasse rallentano ulteriormente la crescita. E questa è un’altra nota dolente: secondo le previsioni di Confindustria rese note giovedì scorso, l’aumento del Pil sarà più basso del previsto tanto nel 2010 (+1% contro il previsto + 1,2%) che nel 2011 (1,1% contro 1,3%). La malattia della bassa crescita non solo non è stata guarita, ma peggiora in relazione ai migliori competitori europei. Di questo passo, solo nel 2015 la ricchezza annuale prodotta tornerà ai livelli pre-crisi.

Dopo le polemiche contro Bankitalia, che inserisce nel calcolo dei disoccupati anche quanti sono in cassa integrazione straordinaria, il Governo deve comunque incassare le previsioni di aumento al 9% (senza cassintegrati) sfornate da Confindustria. Allarmanti i dati del Censis, che ha spiegato come tra i 25 e i 34 anni un giovane su cinque non studia, non lavora, nè cerca occupazione. Alla disoccupazione femminile e giovanile si aggiunge quindi il fenomeno preoccupante dello scoraggiamento, della resa. La frattura nord-sud si fa poi più profonda.

Non è Berlusconi ad avere causato questi problemi, gravi e radicati, ma dopo anni di governo (ormai otto negli ultimi dieci) è il tempo di un bilancio, e questo è decisamente negativo: aumentano le tasse, calano la crescita e l’occupazione. E’ sufficiente dire che la sinistra farebbe peggio, anche fosse vero? Non è più possibile. 
Noi non volevamo certo sottrarci alla condivisione di responsabilità per quanto è accaduto fino ad oggi, ma non ce la sentivamo più di cantare nel coro “va tutto bene, siamo meglio degli altri”.

Vedevamo i problemi e rivendicavamo il diritto di giudicare insufficienti le soluzioni e le riforme senza accuse di lesa maestà. Berlusconi ora gioca da solo, non ha più fastidiosi “stillicidi” e “controcanti” – cioè: non deve più affrontare la discussione politica nel suo campo – e ha scelto una striminzita autosufficienza. Se l’azione del Governo dovesse rivelarsi, come temo accadrà, ancora più inadeguata, purtroppo sarà un problema non suo, ma dell’Italia: noi avevamo proposto altro e per questo ha rifiutato la nostra offerta.

PS: Il Ministro del Lavoro Sacconi ha salutato ieri le parole, non originalissime, di Paola Binetti sulla famiglia naturale sostenendo che “ i temi antropologici sono alla base di ogni progetto politico e non ne costituiscono quindi una variabile laterale”. Lasciamo volentieri la costruzione o la restaurazione antropologica ai reduci delle guerre di religione o ai marxisti all’incontrario, che non vogliono “fare” l’uomo nuovo, ma “disfare” quello contemporaneo. Dal Governo di un Paese libero e democratico pretendiamo soluzioni ai problemi politici, senza illusioni palingenetiche.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

13 Responses to “Quei tre voti, da risorsa a problema”

  1. vittorio scrive:

    Caro DellaVedova, cullati pure nell’illusione di essere stato dalla parte della ragione. Ma non è così. Prima della fiducia Berlusconi vi aveva offerto di rimodulare l’azione di governo e di modificare anche l’esecutivo. Quindi potevate portare a casa qualcosa di buono per chi da sempre chiede riforme liberiste e liberali. Ma avete prederito cercare l’uccisione politica di Berlusconi per quanto improbabile e velleitaria essa fosse. In queso momento sarebbe il caso di avere meno presunzione. E’ difficile che possa fare qualcosa di buono chi non riconosce neppure i propri errori. Perfino Fini sembra quasi aver abbozzato un un accenno di autocritica. Ma non certo il radicale Della Vedova! Siete messi male se non avete neppure l’intelligenza di ammettere gli sbagli.
    E il discorso sulla pressione fiscale! “Durante una recessione in un sistema progressivo la pressione fiscale dovrebbe calare”. Nooo. Della Vedova, ti prego. Nel tuo curriculum c’è scritto che sei laureato in economia alla Bocconi. Un po’ di ritegno.
    Chiunque sa che il sistema reale non è progressivo. Una buona parte del gettito fiscale deriva da imposte di natura non progressiva e legate ad attività e consumi difficilmente comprimibili. Inoltre in un contesto recessivo i salari che saltano per primi non sono quelli più alti, ma quelli più bassi. Che la pressione fiscale aumenti in un contesto recessivo non è per nulla sorprendente anzi è la norma, anche se il governo opera in modo da non aumentare le tasse.
    Piuttosto che fare interventi che abbinano presunzione e demagogia, meglio non facciate nulla. Chiudete il sito e meditate.
    E basta con quest’acredine verso Berlusconi. Alla fine la cosa diventa pure caricaturale.

  2. luigi scrive:

    Non è vero che non è colpa di Berlusconi: lui aveva promesso, lui aveva vinto, lui poteva fare, lui non ha fatto.
    Avete fatto bene a non farvi più abbindolare da un personaggio che non rispetta gli impegni ed è privo di riferimenti etici e morali, salvo l’utilità e l’interesse personale.

  3. Marco scrive:

    Come diceva Montanelli…lasciato Governare è da solo che si uccide….e quei tre voti sono come i tre ladroni…….saranno la manna per chi ama questo paese perchè sono l’apoteosi di una falsa vittoria ed il paese alle elezioni si manifesterà….
    Viva L’italia, adesso abbiamo bisogno di politici veri….e ce ne sono rimasti pochi uno di quelli è Fini.
    MM

  4. gianpaolo@liberista scrive:

    Mi fa sorridere che Della Vedova parli di mancata riduzione della pressione fiscale da parte di Berlusconi, quando sa ke su questo tema con Fini, il discorso è chiuso!!
    Buona giornata a tutti!!

  5. inutile scrive:

    Caro BDV devi spiegare ancora perchè volevate le dimissioni se volevate solo allargare maggioranza (amore per casini??), vi ha fatto stesse concessioni dopo ma non avete accettato, dimostrando al mondo che la vostra era una battaglia personale.
    Avete dimostrato che non era vero quando dicevate a settembre di voler esser terza gamba.
    Avete dimostrato che era tutto già pronto, perchè 24 ore dopo aver abbandonato berlusconi eravate tra le braccia di casini e rutelli.
    Come vedi parlo solo del FLI, non più della tua posizione in quanto è chiaro che i valori liberali in questo momento sono l’ultima cosa che ti interessano. Spero un giorno ti degnerai di risponderci e magari ci farai sapere da chi pensi di prendere i voti di preferenza.
    Ci dirai del bipolarismo, delle coppie di fatto, dell’assistenzialismo di Lombardo ecc ecc.

  6. Miki scrive:

    L’impressione che ho avuto è stata che Fini si sia fatto trascinare dall’impeto dei c.d. “falchi”, che hanno finito per convincere tre “colombe” che non era quello l’obbiettivo per il quale tutto era cominciato.
    E’ stato così che dal “vogliamo avere il (giustissimo) diritto di dissentire dall’interno” si è finito col “a morte il caimano!”.
    Adesso, persa questo importante round, ha DOVUTO fare un ulteriore passo verso il centro stringendo accordi con chi identifica la vecchia DC e con i pentiti del PD.
    Seguo Fini dai tempi della candidatura a Sindaco di Roma, quando aveva quei terribili occhiali “a goccia”, e l’ho sempre visto come un “capo”, e tale era per i suoi, anche quando sbagliava.
    Ma adesso appare nettamente meno carismatico, e i passaggi obbligati che fa e/o gli costringono a fare stanno appannando quel carisma.
    Sono un bipolarista convinto, e non gli perdonerei un accordo di qualsiasi tipo con il PD, solo per battere Berlusconi: sarebbe solo una diversa forma di Ulivo, idea fallimentare, come del resto lo fu quella del Polo della Libertà a Nord e del Buon Governo a Sud, nel 1994.
    Allearsi con qualcuno che ha in comune con te solo l’anti-qualcun altro, è un errore che ormai comprendono anche i bambini.
    Grazie.

  7. GG scrive:

    La strategia politica di FLI fino adesso è stata del tutto fallimentare e come Vittorio mi sorprendo che non sia stata fatta un’adeguata autocritica.
    C’era l’occasione di farsi valere all’interno del centrodestra, Berlusconi pur di continuare a governare con numeri certi avrebbe ascoltato alcune proposte del FLI. 1°errore: è stato dato ascolto a certi opinion leaders e militanti cosiddetti “falchi” e completamente idealisti (gente che inneggiava alla ribellione contro Berlusconi, Fini l’eroe che dà inizio alla terza repubblica, ecc ecc..).Così si è preferito lo scontro muro contro muro (sapendo sin dall’inizio che Berlusconi mai e poi mai si sarebbe dimesso). Dopo la fiducia, coltivavo una piccolissima illusione che FLI non andasse in un terzo polo, preservando le sue idee laiche e liberali. E invece, 2°errore, è spuntato questo polo della nazione in cui le nostre idee rischiano di soccombere. E questo timore non è sollevato solo da me e molti altri che commentano qui su Libertiamo, ma anche da nomi autorevoli come Campi e Ventura. Le strategie politiche sono state tutte sbagliate, ora non resta a FLI che il giudizio dei cittadini quando ben presto saranno chiamati alle urne.

  8. Maralai scrive:

    Fini ha perso k.o. e deve dimettersi da presidente della camera e voi tutti dovete presentarvi di corsa agli elettori che vi danno il premio. premio che vi siete meritati votando con la sinistra e facendo scoppiare il fegato a milioni di elettori del centrodestra. barbareschi ripassi dalle parti di Barbagia che lo votiamo in massa e gli offriamo anche il porchetto arrosto per il troppo impegno per l’Isola. aveva ragione quel famoso prof. pazzaglia della trasmissione di arbore: ah, saperlo!
    mn

  9. Maurizio scrive:

    Avete tentato il push e vi è andata male, rassegnatevi.
    Spero tocchi agli elettori tirare le somme degli accadimenti, per quel che mi riguarda spero che fli sparisca dalla scena politica italiana.

  10. Cristian Cattalini scrive:

    @Maurizio, speri nel PDL? Aspetta e spera!

  11. Maurizio scrive:

    No @ Cristian Cattalini, spero nel buon senso dell’elettorato, le bufale in politica tendono a sparire in fretta.
    Adesso vedo che Fini e Granata si sono messi a fare l’apologia della piazza teppistica ed incendiaria, dal duce fino ai no global. Oramai l’arco costituzionale è terminato signori cari. Game over.

  12. nik scrive:

    caro della vedova ma come si fa a trattare con voi che avete scelto per rappresentante il sig bocchino e altri che ha detto che sarebbero d accordo anche a un governo con la sinistra piuttosto che con berlusconi(come avete fatto in sicilia ) ma per voi il nostro voto non conta nulla? siete solo bravi a prenderci in giro berlusconi premier era in testa alla tua lista elettorale voglio ricordarti e non l abbiamo mica messo noi…. in sicilia avete fatto fuori il pdl dal governo regionale per fare accordi con la finocchiaro ma ti ricordi lombardo come era stato eletto? spero che si vada presto a elezioni cosi scomparirete del tutto

  13. inutile scrive:

    Si cristian spero nel PDL io e orgogliosamente ti dico perchè:
    1) l’ho votato per 16 anni convito
    2) e’ l’attuale governo
    3) è il partito più grande in Italia
    4) nessuno compreso FINI ha altre soluzioni
    5) anche il FLI ha sempre votato tutto come il PDL
    6)Berlusconi si è dimostrato nei fatti l’unico in grado di polarizzare il voto moderato
    Tu invece puoi sperare nel FLI al 4% capitananto da Bocchino che si allea con Casini e Buttiglione, ognuno ha i propri punti di vista, ma non prendeteci in giro vi prego con la storia liberale

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