Una fiducia senza sbocco. Il Cav. non è più il ‘leader globale’ del centro-destra

di BENEDETTO DELLA VEDOVA – Il voto di ieri alla Camera ha consumato – in modo, se non definitivo, difficilmente reversibile – la rottura politica tra Fini e Berlusconi, ma non ha mutato un quadro politico ormai paralizzato, da una parte, dalla sindrome dell’auto-sufficienza berlusconiana – che somiglia sinistramente a quella che perdette Prodi – e dall’altra da una legge elettorale asimmetrica, come quella in vigore, che non consente di ricorrere alle urne con la ragionevole certezza di sbloccare la situazione.

Il fatto che il “dietro front” improvviso e all’ultimo minuto di tre deputati di Fli sia stato determinante per l’esito della votazione dimostra che la sfida della sfiducia era meno arrischiata di quanto molti ritenessero (la campagna acquisti di Berlusconi non è stata esattamente da Champions League). Ma la sconfitta per Fli è maturata “in casa” e quindi è ancora più bruciante.

La fiducia risicata raccolta alla Camera avvicina evidentemente la data del voto, come ha subito dichiarato Bossi: “Il casino che ho visto in Aula potrebbe essere l’origine del voto. Non si capisce più chi comanda…”, ma il rischio è che le elezioni non rappresentino una soluzione, ma un’ulteriore e insormontabile inciampo. Votare per la terza volta nel giro di cinque anni non serve a nulla se la malattia della politica italiana non è una generica “instabilità”, ma una debolezza congenita dell’azione di governo.

Berlusconi riesce ancora agevolmente a rimediare ai danni d’immagine grazie agli strumenti eccezionali di cui dispone, partendo dalla sua personalità e dal suo “genio” politico, per arrivare all’assai più prosaico controllo dei maggiori organi di informazione televisiva (questa mattina, su Mediaset, Paolo Liguori ha raccontato a milioni di italiani come un dato di fatto che l’intervento di ieri di Italo Bocchino alla Camera era “coordinato e funzionale” agli scontri di piazza).

Ma non riesce, come i fatti dimostrano, ad arginare i danni che sul piano della crescita, della competitività e della coesione derivano all’Italia dall’inerzia dell’azione riformatrice. Berlusconi interpreta una leadership arrembante nei toni e rinunciataria sul piano delle scelte politiche. Bipolarizza lo “scontro ”, ma non la competizione sul piano delle policies. E così continuerà, nel tran tran quotidiano, ancora per qualche mese, prima di essere costretto dalla Lega a dare fuoco alle polveri della campagna elettorale.

Fli, come è ovvio, rimarrà oggi all’opposizione del governo e di una maggioranza raccogliticcia, utile a sorreggere aritmeticamente (forse) ma non politicamente l’esecutivo.  Continuiamo a ritenere (e non pensiamo che sia un riflesso auto-consolatorio) che ieri Berlusconi non abbia trionfato ma abbia, anche formalmente, cessato di rappresentare il “leader globale” del centro-destra italiano. Per questo è ancora più forte il rammarico per un risultato che avrebbe rimesso in movimento le cose, che invece si sono impantanate nella prospettiva di un governo di minoranza, senza ambizioni e senza forza politica.

Che la confusione regni sovrana lo dimostra anche il fatto che ieri la cosiddetta “crisi pilotata” – rifiutata sdegnosamente fino alle 14 – sia stata, dopo la striminzita fiducia, evocata come possibilità dallo stesso premier, messo di fronte ai numeri e alla realtà di una maggioranza raccogliticcia. Gli avevamo detto: “ci sono problemi, troviamo insieme una soluzione”. Berlusconi ha risposto “nessun problema, nessuna soluzione”. Ieri ha vinto e noi abbiamo perso: da oggi capirà che i problemi ci sono davvero e lui ha buttato al vento la soluzione.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

28 Responses to “Una fiducia senza sbocco. Il Cav. non è più il ‘leader globale’ del centro-destra”

  1. luigi zoppoli scrive:

    Da avversario di Berlusconi dalla discesa della discesa in campo. Le condizioni politiche nelle quali si è trovato erlusconi in questi 16 anni, sono state tali da conferire a lui, ai suoi governi ed alle sue maggioranze la reale possibilità di cambiare l’Italia. I dati quantitativi da allora ad oggi sono tutti peggiorati, è peggiorato il paese oggi diviso come mai accaduto neppure ai tempi della guerra fredda e del PCI; l’intermediazione dello stato è accresciuta, il controllo della spesa è solo una pezza; riforme nisba né fatte né in programma. Mi astengo da altri argomenti. Ma la conclusione è che il paese si è avvoltolato in un refere4ndum continuo intorno ad un uomo che ha dimostrato solo il suo fallimento non elettorale ma politico. Non ci sarà possibilità alcuna di soluzione per il paese fino a quando il PdC avrà ruoli e peso nella politica italiana. Ovviamente anche grazie ad una opposizione sulla quale non si sa cosa dire. Spero tanto non accada mai, ma se si dovesse profilare la necessità di una patrimoniale pesante, ecco che questo sarebbe l’elemento nuovo che consentirebbe un nuovo inizio ed una dialettica politica normale.

  2. vittorio scrive:

    Caro Della Vedova, ultimamente riesci a sorprendermi in negativo sempre più. In questo caso mi sorprende la totale assenza di una doverosa autocritica. La realtà è che chi ha sprecato l’opportunità di sedersi e fare delle riforme liberali e liberiste ha un nome e cognome e si chiama Gianfranco Fini. L’esecutivo era nelle vostre mani. Era disposto a contrattare una nuova azione di governo. Avevate la possibilità di fare qualcosa di buono per il paese e per il centro destra. Invece è prevalsa la miope ambizione del presidente della camera e di altri: Berlusconi doveva capitolare e mangiare la polvere. Doveva essere sostituito e sconfitto. Le vostre speranze di riuscita erano basse anche se aveste vinto il voto alla camera. Avete sacrificato la possibilità di incidere sulla società italiana davanti all’altare della Vanità. Spiegate questo a chi avrebbe desiderato riforme liberali e liberiste. Spiegate perchè la vostra formazione dovrebbe meritare fiducia quando non avete fatto nulla, essendo in una posizione di forza. E adesso ci venite a fare i soliti discorsi sull’antiberlusconismo? Su quanto malvagio e pericoloso sia Berlusconi? Per favore, un minimo di autocritica e di senso della realtà. Se aveste un po’ di buon senso invece che buttare Moffa fuori dal FLI, buttereste fuori i reali responsabili di una strategia suicida e inconcludente.

  3. Parnaso scrive:

    Prima del divorzio stavano insieme da 16 anni, ed ora spunta che la responsabilità è solo di uno. Va be che in Italia la colpa di tutto si da o al Papa o (moda dell’ultimo decennio) a Berlusconi, ma Berlusconi non è mai stato il Pantocratore della Coalizione posto che di Follini ne ha avuti tanti in questi decenni.e poi se non c’è riuscito Berlusconi come si può pensare che ci riesca un altro premier di centrodestra diverso da Berlusconi con la stessa maggioranza di centrodestar più o meno allargata? sono solo pie illusioni; il punto debole della politica italiana è il parlamentarismo ed il numero elevato di rappresentanti che moltiplica i venduti e i ricattatori.

  4. inutile scrive:

    In tutto questo qual è la proposta liberale?
    Berlusconi dimettiti? Andare al voto?
    Il premier ha detto prima del voto e lo sta confermando ora che è pronto ad allargare la maggioranza qual è la posizione di BDV?
    Fare il terzo polino con UDC API non sapendo a chi appoggiare i voti?

  5. andrea scrive:

    Sono completamente d’accordo con Vittorio. Le beghe personali fra Fini e Berlusconi hanno preso il sopravvento sugli interessi del Paese.

  6. Sono un ammiratore di BDV fin dai tempi delle battaglie radicali e, come lui, sogno di vivere un giorno in un paese in cui si sfidino e si contendano l’elettorato una destra moderna, liberale (non liberal), liberista, libertaria ed una sinistra riformista e non ipocrita.

    Davvero fatico a ritrovare il BDV che ho sempre sostenuto in ciò che da qualche tempo egli va scrivendo e dicendo, e credo che a maggior ragione dopo l’esito della votazione di ieri alla Camera s’imponga una riflessione seria e possibilmente una severa autocritica da parte della componente più moderna ed autorevole nel partito FLI oggi purtroppo egemonizzato dall’ossessione berlusconiana e dal lessico dipietrista dei Bocchino e Granata.

    Vedo che non sono l’unico a chiedersi – e chiedere – autocritica e ad esternare forti dubbi sulla deriva suicida (perché senza direzione) impressa nel nuovo soggetto politico del centrodestra dalla politica dissennata impressa da chi, sono certo, non interpreta neppure fedelmente il pensiero di Gianfranco Fini.

  7. alessandro scrive:

    caro Benedetto, ero presente al convegno in cui la famosa pattuglia dei radicali/liberali erano a bussare alla porta di Berlusconi perchè dei quattro che chiedevano d’essere messi in lista (Della Vedova, Taradash e altri) il Cavaliere si decidesse di metterne – bontà sua – almeno uno. Tu fosti il prescelto, se non sbaglio. E per questo sei entrato a Montecitorio. Poi a mano a mano che ti consolidavi, portandoti dietro sempre noi liberali, laici, riformatori e radicali ti sei sempre più avvicinato a Fini. Secondo me hai fatto un grave errore politico: nei confronti di chi ti ha sostenuto, di chi ti ha portato in parlamento e di chi, con calcoli personalistici, ti ha coinvolto incoronandoti suo “portavoce”. Fini ha sbagliato. Nessun italiano che ha un pò di memoria se la beve la storiella delle riforme negate dal Cavaliere. Tutto è riportabile alla smania di Fini di fare solo calcoli personali. Solo affari personali. E tu hai sbagliato, secondo me, a seguirlo. Specialmente in questo momento in cui l’Italia ha bisogno di un governo e non di crisi e isterismi alla Bocchino e compagnia varia. Bella compagnia, quella. Rientra, sei ancora in tempo. Ciao e auguri di buon lavoro.
    Alessandro

  8. Paolo Luchessa scrive:

    Caro della Vedova piú divertente di te ho trovato solo Rocco Buttiglione che a Baobab sosteneva: “Si deve dimettere proprio perché ha vinto”. Pare anche abbia aggiunto, ma non sono sicuro perché l’audio era disturbato: “Ma dove crede di essere, in una democrazia, per caso?”

    Paolo Luchessa – Milano

  9. inutile scrive:

    Per dare una svolta liberale cosa propone BDV un bel polo con casini buttiglione binetti rutelli e boselli
    Questa si che è svolta liberale.
    Ma fatemi il piacere!

  10. Patrizia Franceschi scrive:

    Vi siete incaponiti nel voler buttare giù in tutte le maniere e in tutti i modi Berlusconi. Addirittura per accontentarvi ieri doveva non andare alla conta. Ma come potevate pensare che una persona come lui non avrebbe reagito a questo vostro assurdo disprezzo testimoniato da voi in tutte le trasmisioni? Fini voleva prenderne il posto in tutte le maniere e non c’entra la politica. Secondo voi Fini sarebbe un grande statista, ma fateci il piacere!! Dovevano buttare giù il governo Berlusconi per metterci voi. Per fare che cosa? Avete sbagliato il tempo e il modo. E smettetela di dire che Fini è stato escluso, no, si è auto-escluso. Che pensavate,che dopo un anno che Fini andava per l’Italia un giorno si e l’altro pure a dire male di Berlusconi e del lavoro del PDL, tutti si dovevano inchinare ai suoi piedi?

  11. Luigi Calabrese scrive:

    Bravo, BDV!

    Anche se far veder i ciechi e udire i sordi non è affare da uomini, soprattutto se non vogliono vedere, nè sentire…

  12. inutile scrive:

    BDV la prima proposta che hai fatto nel FLI sono i matrimoni gay.
    Dai ora son sicuro che nel polo della nazione saranno felicissimi di ascoltarti.
    Buttiglione e Binetti hanno già detto si vero?
    Poi ricordo che casini è contro bipolarismo quindi anche questo venduto.
    Lombardo è a favore dell’assistenzialismo alla sicilia, quindi anche questo venduto
    Sul Fine vita poi son tutti pronti nel polo della nazione a darti ragione.
    Già avevi proprio ragione il problema era Berlusconi, ora sicuramente otterrai tutto (ti lasceranno parlare ancora?).

  13. angelo d'amore scrive:

    una vittoria tanto rumorosa, quanto inutile.
    una indigesta minestra riscaldata.
    http://nonsolonapoli.blogspot.com/2010/12/unindigesta-minestra-riscaldata.html

  14. Baron scrive:

    Sono,caro Della Vedova, non d’accordo ma d’accordissimo con il post inviato da Vittorio e credo che per un uomo razionale e maturo non possa essere che cosi’……..molte altre analisi sulla attuale situazione politica della nostra povera Italia sono davvero solo tristi elucubrazioni eleganti….. Ma proprio niente di piu’. Una analisi non farisaica della situazione attuale e’ che il FLI e’ un ibrido gruppo di persone di mentalita’ e cultura radicale, ma non social-comunista, ( e quindi non trovera’ politicamente alcun elettorato italiano disposto a dargli piu’ del 3 o 4 per cento dei voti a livello nazionale …….e Lei che ha i piedi per terra lo sa bene! ). Pero’ Fli ha anche in Fini un leader di bassissimo livello : incostante, ambizioso, arrogante, presuntuoso ( si crede un padreterno ma e’sempre l’uomo perdente del vecchio ” Elefantino” ……,,,,,,, nulla di piu’ purtroppo). Non avete nulla di meglio con cui sostituirlo per uscire da questa confusione totale che ci portera’ alla scomparsa totale? Gradirei davvero una sua seria risposta (non farisaica!) finalmente a cosa pensate di voler proporre al Paese………….perche’ per ora si sentono solo troppe idee irrealizzabili ! Grazie.

  15. GG scrive:

    Speriamo che mi pubblichiate il commento! Sono d’accordissimo con Vittorio, Inutile, Baron ecc ecc…
    Il punto di partenza di tutti è: la creazione di una destra europea, laica e liberale. Invece il terzo polo (capeggiato da un ex fascista, un neo-democristiano e un ex radicale ora cattolico) risulta essere non una destra ma un centro, non laico ma clericale, non liberale ma assistenzialista, grazie all’alleanza con l’UDC. Sarà proprio l’UDC a guadagnarci dalla nascita del terzo polo, siccome la maggioranza di questo terzo polo è fatta di clericali e neo-socialisti e Fini sarà costretto ad adeguarsi a questo. Invece io, come molti altri penso, non voglio adeguarmi a questo e non mi interessa l’essere pro Fini o pro Berlusconi, a me interessa capire con chi dei due è possibile provare ad iniziare un nuovo progetto di destra. E io credo che si possa realizzare molto di più nel post Berlusconi (che è ben altra cosa dal pro Berlusconi), per le ragioni che ho spiegato sopra, piuttosto che in questo terzo polo.

  16. Daniele Ponti scrive:

    Il problema è anche la vostra credibilità. Un Leader che nel giro di due anni rinnega TUTTE le sue idee propagandate con vigore da una vita (presidenzialismo, diritti civili, ecc.). Tutto appare molto artificioso, esagerato, specioso. Tuonate contro Silvio come un di pietro qualsiasi, per cui fino a poco fa nel difenderlo che faceva? mentiva? e adesso?. La stimavo, peccato.

  17. Michele Dubini scrive:

    Io mi accodo a quanto detto da “inutile”.
    E condivido le sue perplessità.

    Che dopo B. sia il “macigno che paralizza la politica italiana” non è vero, ma verissimo, sia chiaro. Montanelli aveva – anche in questo – perfettamente ragione e ci aveva visto benissimo.

  18. inutile scrive:

    BDV poniamo il caso che si torni alle preferenze.
    Quanti pensi ti votino?
    Chi crede nel FLI come ex AN non vota te come ex radicale liberale.
    Leggendo i commenti vedrai poi che chi ti ha sempre sostenuto anche nei riformatori liberali ti sta abbandonando.
    Che speranze hai? Solo di non votare?

  19. bill scrive:

    Non sono d’accordo con BDV, e per tanti motivi.
    L’ultimo, è quello di avere completamente sbagliato strategia e tattica. Prendendo per buone le motivazioni del malcontento (che hanno una loro logica, ma penso che a Fini non interessino più di tanto, e che le usi solo come pretesto), che significato ha avuto votare la fiducia al governo a fine settembre, per poi presentare una mozione di sfiducia a novembre? Il FLI, che in realtà è già spaccato al suo interno, aveva ottenuto comunque un riconoscimento, e la possibilità di incidere sulle iniziative del governo.
    E allora smettiamo di prenderci in giro: l’obiettivo di Fini, al quale purtroppo vi state supinamente accodando, era quello di eliminare politicamente Berlusconi. Il che, a parte che dovrebbe essere esplicitato e non fatto intravedere, è legittimo: basta andare ad elezioni, e chiedere il consenso.
    Che non avete da nessuna parte, caro Benedetto, e questo è il problema: agite solo con manovre di palazzo, imboscate parlamentari, coordinandovi con questa opposizione becera che ci ritroviamo.
    Per cui, il 14, il giochetto di palazzo e la nascita di un obbrobbrio di governaccio-marmellata è stato sconfitto, e questo è un bene enorme. E voi vi sapevate perdenti: avete implorato di non votare la mozione!
    Non ha alcuna importanza il numero: è stato battuto un disegno irresponsabile, che avrebbe gettato il paese in mano non si sa a chi e per fare cosa. E tutto questo per l’albagia di un politico di terza categoria, che vi detta la linea da uno studio televisivo, a seconda di come gli gira. E voi dietro…Mah, che delusione.

  20. Rorschach scrive:

    Se si torna alle preferenze io voto Martino e Pagliarini ovunque siano. BDV mi é calato troppo quando ha cominciato a difendere il federalismo solidale e a porre qualche eccezione di troppo ad un liberismo radicale, cioé in pratica quando invece di chiedere l´ospitalitá a Fli ne ha sposato convintamente i valori.

  21. GIAMPAOLO scrive:

    La prerogativa di essere ANTI è sempre stata del vecchio PCI e delle sue trasformazioni ched hanno oggi coinvolto anche i cisiddetti “cattolici democratici”
    Sappiamo tutti che la politica dell’ANTI non porta da nessuna parte.
    Nel caso, Caro Benedetto, qual’era la proposta politica non ANTI e non sfiducia, che tu ti eri, sei, avresti proposto? Absit iniuria verbis: quella di tornare sotto l’alveo PANNELLIANO?
    Io ti consiglio, come in passato disinteressatamenrte ho fatto, una salutare autocritica, fermo restando che ognuno ha il diritto alle proprie opinioni, con un adagio assai semplice ERRARE UMANUN EST PERSEVERARE AUTEM DIABOLUCUM!

  22. GrazianoP scrive:

    Inutile, Vittorio e sodali: ci mandate una cartolina dal vostro pianeta? Sul vostro pianeta ancora contate su Mr.B? Credete davvero che da quel caravanserraglio a cui è ormai ridotto il PdL verrà qualcosa di buono dal punto di vista liberale? Complimenti per la costanza, certo nessuno potrà mai considerarvi ‘traditori’, al pari di quel soldato giapponese che trent’anni dopo la fine della guerra ancora faceva la guardia ad un bidone.
    Accusate BDV di accompaganrsi con chi non farà mai riforme liberali. Magari è così, ma, per coerenza, dovreste accusarlo, e a maggior ragione, di essersi accompagnato fino ad ora con chi di riforme liberali non ne ha MAI fatte (nè, spiace giungere a questa conclusione, NON SI E’ MAI SOGNATO DI FARNE – e lo dice uno che ci contava e che si è a lungo illuso che così non fosse – lo so sono stato un pirla). Lo accusate di accompagnarsi con Bocchino e Granata. Perchè: Sacconi, Calderoli, Scajola, Bondi (Bondi!) sono forse meglio?

    FLI è per molti motivi la peggiore delle scelte eccetto però tutte le altre oggi possibili. Può essere che ancora una volta BDV e molti altri (fra cui il sottoscritto) si stiano sbagliando, può darsi che FLI sarà altrettanto impermeabile agli stimoli liberali di Libertiamo quanto lo è stato il PdL. Ma almeno ci si prova. Restare immobili non è un’opzione. Certamente non nel 2010.

  23. inutile scrive:

    Graziano contesto a BDV l’incoerenza.
    Se voleva levarsi dal Governo e Berlusconi, invece di buttarsi nelle braccia di di Buttiglione e Lombardo, poteva ricostituire i Riformatori Liberali come gli dico da un po’ di tempo.
    E ribadisco che ora che Berlusconi cerca di allargare la maggioranza (quello proposto proprio dal FLI), BDV ha l’occasione per mettere sul piatto alcuni provvedimenti liberali.
    Il problema che non ha provato a fare questo ma si è accodato a Granata e Bocchino.
    Oggi lo stesso fare Futuro critica la gestione di questa situazione.
    Ma se si ha la presunzione che le scelte di BDV siano sempre giuste e sia l’infallibile, le nostre parole sono vane e capisco perchè non ci ascolta o risponde

  24. vittorio scrive:

    @Graziano
    Per quanto mi riguarda FLI non è un opzione. Oggi come oggi votare FLI significa aumentare le probabilità di vittoria della sinistra. A me piacerebbe un centro destra più liberale e liberista. Ma in questo sistema elettorale la scelta è fra centro destra e la sinistra. I terzi poli non hanno spazio al momento del voto. Per giunta il terzo polo che si prefigura contiene come forza preponderante l’UDC di Casini e Buttiglione.
    Il FLI ha buttato nel cesso l’occasione di condizionare la politica italiana in senso liberale e liberista con la scelta conflittuale volta ad eliminare Berlusconi. Chi ha guidato il FLI ha fatto una scelta che dire miope è una gentilezza spropositata. L’unico modo per affrontare seriamente le istanze liberali e liberiste è sedersi al tavolo del centro destra e lavorare convincendo i partner che queste sono nell’interesse di tutta la coalizione. Invece i finiani hanno usato queste istanze prima come un motivo di dialettica conflittuale per distinguersi e rompere col resto del PdL. Poi le hanno completamente dimenticate impegnandosi anima e corpo in un duello finale con Berlusconi. Un duello che anche se i finiani avessero vinto, è dubbio che avrebbe portato dei benefici in termini di riforme. A meno che non si pensi che un traballante governo tecnico col Pd e con l’UDC sarebbe stato foriero di innovazioni liberali e liberiste.
    Il risultato è che oggi un FLI, scarsamente credibile proprio nelle proposte con cui ha cercato di distinguersi, si aggrega a un UDC programmaticamente antitetico sperando di sottrarre voti al centro destra per far vincere la sinistra. Posizione insostenibile.
    In realtà l’unica soluzione è cercare di ricucire col centro destra, operando in modo diverso da quanto fatto finora: offrite il sostegno al governo in cambio di riforme liberiste e liberali che è possibile attuare; cercate di fare in modo che questa sia anche nell’interesse dei vostri partner; evitate di fare giochetti per cercare di “fare le scarpe” a chi dovrebbero essere i vostri alleati. Ovvio che questo andava fatto prima e che adesso è tutto molto più difficile perchè il FLI è poco credibile. Ma è l’unica strada a mio modo di vedere.

  25. inutile scrive:

    Bravo vittorio giusta la tua considerazione
    Ora il Terzo polo ha nei sondaggi un 10%-12%, quindi sicuramente mai potrà governare, più facile che tolga voti a Berlusconi e Bossi facendo magari vincere Vendola.
    BDV si vuole macchiare di questa colpa?
    Soprattutto uno che ha sempre parlato i bipolarismo e Bipartitismo come si confronta con questo?
    Ricordatevi il problema non è abbattare Berlusconi come vi fa credere FINI.
    Berlusconi ha un popolo che lo vota e lui lo rappresenta e con questo popolo (che in buona parte vi è vicino), dovete dialogare.
    Altrimenti fate vincere il popolo dei Vendola-Bersani-Dipietro

  26. Baron scrive:

    Allora,caro BDV, si capisce dai tantissimi post che precedono, che FLI e’ completamente fuori strada e che, con la linea che ha, finisce inevitabilmente per perdere ogni sostegno del suo potenziale elettorato ? Possibile che restare sempre chiusi nelle vostre segreterie politiche allontani cosi’ tanto la percezione di voi politici di cosa bisogna proporre al paese e cosa e’ palesemente senza un futuro decente?

  27. inutile scrive:

    Sperando che non venga censurato questo altro commento.
    Comunque sto salvandoli tutti.
    Sapevate di esser come l’api solo un po’ in ritardo?
    ” In particolare per quanto riguarda i rapporti con Fini, che nel passato fu il suo contendente alle elezioni per la poltrona di sindaco di Roma, Rutelli ha aggiunto: ”E’ un fatto buono e positivo. Se si confrontano i nostri discorsi in occasione delle feste di fondazione dei nostri due movimenti, Api e Fli, si vede che abbiamo detto le stesse cose, quindi c’e’ una larghissima convergenza”.

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