– Finalmente, il giorno della verità. Forse. L’apparente contraddizione è in realtà lo specchio dello stato di confusione che finora ha dominato la discussione pubblica.
Già in occasione del voto di fiducia sui cinque punti, lo scorso settembre, c’era stata la stucchevole partita dell’autosufficienza, con le conseguenti e abituali fibrillazioni e crisi di coscienza. Poi si sa come è finita. Chissà che anche oggi non sia lo stesso, con il Presidente del Consiglio che ha i numeri per non cadere ma non la forza per governare.

Resta comunque il fatto che anche nel caso di voto favorevole, questo Governo versa in stato di agonia. È pertanto ragionevole pensare che, se anche non oggi, di sicuro in tempi brevi torneremo a fare i conti con la crisi e ad interrogarci sulle possibili soluzioni.
Più volte si è avuto modo di sostenere che la soluzione preferibile, se praticabile, sarebbe un governo che, con il sostegno più ampio possibile, si preoccupi, tra l’altro, di varare una legge elettorale civile, oltre che efficace.
Ma tale situazione sembra difficilmente praticabile, a meno di improvvisi smottamenti del PDL, soprattutto al Senato. Più probabile, lo scenario elettorale. Ma se cosi fosse, cosa converrebbe fare a Fli?

Al riguardo, è necessario tenere presente che l’appuntamento parlamentare di oggi costituisce l’epilogo (parziale) di una sfida di cultura politica, ma anche di leadership. Ed è alla luce di questo elemento che dovranno essere ponderate le future scelte di Futuro e Libertà, in quanto da esse deriverà l’accrescimento o la riduzione della propria influenza politica.
Quanto detto, serve a spiegare anche il tema delle alleanze nell’ipotesi di future elezioni. Sofia Ventura ha autorevolmente sostenuto qui su Libertiamo.it che FLI dovrebbe correre da solo per salvaguardare l’assetto bipolare. Una simile opzione, tuttavia, con l’attuale legge elettorale equivarrebbe – a parere di scrive – ad un suicidio politico. Non vi sarebbe infatti nessuna possibile competizione tra FLI e l’alleanza tra PDL, Lega, La Destra (e gli eventuali soggetti politici minoritari gravitanti in quell’area), senza tener conto del fatto che la corsa solitaria di Fli regalerebbe loro anche il vantaggio dell’effetto del ‘voto utile’. Il potenziale elettorale di Futuro e Libertà, quindi, verrebbe sensibilmente limitato da una corsa elettorale solitaria, finendo con il vanificare le opportunità rupturiste della sfida finiana.

L’eventuale aggregazione con Udc, Api ed Mpa (e eventuali altri soggetti) potrebbe avere l’effetto opposto – ovvero attrarre consenso dai settori in sofferenza dei due schieramenti così divenendo determinate per la formazione di qualsiasi futuro governo, soprattutto al Senato. Ma potrebbe anche – come ha osservato Sofia Ventura – rivelarsi elettoralmente sconveniente. Anche in questo campo quindi FLI è in qualche modo obbligata a rispettare la legge maestra del bipolarismo, e cioè la costruzione di un polo elettorale che si candidi ad assumere in autonomia il governo del paese. Ed in tal senso, lo schieramento terzo non è affatto un ostacolo al bipolarismo. D’altronde, la recente esperienza inglese dimostra che sistema bipolare non significa necessariamente riduzione alla dualità dell’offerta politica, e ciò è ancor più vero per il caso italiano dove il bipolarismo non ha mai smesso i panni dei governi di coalizione (l’unico serio e fondato argomento per opporsi ad un terzo polo).

In verità, i fautori del bipolarismo assimilato ad una sorta di bipartitismo allargato rischiano di favorire in concreto l’alternativa tra il dominio vita natural durante di Berlusconi, o la minestra riscaldata del compromesso storico in versione democratica.
Smontare questo gioco ‘a perdere’, e offrire la possibilità di una nuova e credibile offerta politica – terza in senso cronologico ma potenzialmente competitiva, nel centrodestra, rispetto all’offerta berlusconian-leghista – è il senso politico più profondo della sfida finiana ed al contempo il percorso realistico che può permettere a Futuro e Libertà di svolgere un ruolo fondamentale per il futuro.