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La fiducia spiegata ai ‘tacchini’

pubblicato su Il Secolo d’Italia di sabato 11 dicembre 2010 – Siamo alla politica sospesa nell’irrealtà. Il premier va a caccia di voti di deputati disposti ad accordargli la fiducia, pur di non trascinare il paese alle urne, mentre del voto di fiducia gli interessa in realtà solo vincere la “prova di forza” proprio per poter poi innescare lo show-down elettorale, piaccia o no ai senatori pidiellini che osservano compiaciuti il mercimonio che si svolge in Parlamento. Il “reclutatore” Francesco Pionati ha raccontato che per convincere i “parlamentari-tacchini” ha un metodo infallibile. Gli spiega: “Guarda, tacchino, che se la crisi si incarta, si va alle elezioni”. E ovviamente nessun tacchino vuole morire a Natale.

Quello che però comincia a essere chiaro ai più “pennuti” è che nessun governo può reggersi su uno o due voti, e che il realtà Berlusconi vuole prevalere il 14 non per evitare le elezioni ma per arrivarci da “dominus” della situazione. Ma cosa succederebbe se, a legge elettorale invariata, si arrivasse davvero al voto in marzo? Il Porcellum, oltre ad aver prodotto la pericolosa impasse politica di questi mesi, finirebbe con il danneggiare proprio il PdL.

Stando agli attuali sondaggi sulle intenzioni di voto, infatti, nessuna delle tre possibili coalizioni (Pdl-Lega-LaDestra, FLI-Udc-MpA-ApI, PD-SEL-IdV-altri) raccoglierebbe al Senato la maggioranza assoluta di 158 seggi, come mostra una simulazione elettorale che Libertiamo ha realizzato sulla base di due recenti sondaggi sulle intenzioni di voto (EMG del 7 dicembre e IPSOS del 9 dicembre 2010). Dai quali emerge, appunto, che se si andasse a breve alle in nessun caso la coalizione a guida PdL-Lega otterrebbe la maggioranza di Palazzo Madama.

Nello scenario più ottimistico (vittoria berlusconiana nelle regioni non “blindate”, Piemonte, Puglia e Calabria, oltre che Campania e Sicilia), la coalizione si fermerebbe a 147 seggi senatoriali. Nell’ipotesi meno favorevole (con PdL e Lega sconfitti nelle regioni in bilico) a 136. La simulazione indica, in particolare, una perdita per il PdL di 22/32 senatori, rispetto agli attuali 134. Sia nello scenario meno favorevole, che in quello più ottimistico, la Lega guadagnerebbe invece tra i 9 e gli 11 senatori, passando dagli attuali 25 a 34/36. Insomma, quei senatori del PdL che il 14 accorderanno la loro fiducia a Berlusconi avranno buone possibilità di non tornare a Palazzo Madama, perché se si andasse ad elezioni anticipate – eventualità caldeggiata dallo stesso Berlusconi – tra un quinto ed un quarto di loro dovranno dire addio allo scranno.

Alla Camera, la forbice tra le due coalizioni è molto limitata. Secondo IPSOS potrebbe addirittura succedere che il centrosinistra prevalga sull’attuale maggioranza. In tal caso, i seggi di PdL e Lega passerebbero dagli attuali 294 a 205. E l’unico a perderci sarebbe proprio il PdL – 94 deputati in meno (141 contro i 235 di oggi), mentre la Lega manterrebbe la forza attuale (59 deputati). Neanche in caso di vittoria, tuttavia, il PdL, pur con l’ampio premio di maggioranza, riuscirebbe a guadagnare più di un solo deputato. Di tutto il surplus di voti per la coalizione infatti si avvantaggerebbero la Lega (che passerebbe da 59 a 97) e La Destra (che entrerebbe nell’assemblea con 10 rappresentanti).

Comunque vada, insomma, la coalizione PdL-Lega-altri non vincerà. Ma sarà una “non vittoria” distribuita in modo asimmetrico tra i due partiti alleati: la Lega farà il pieno di seggi al Senato e, nella peggiore delle ipotesi, conserverà intatta la sua rappresentanza alla Camera, mentre per il PdL sarà una emorragia di seggi. Ed in quel caso, chi può escludere che Bossi non si metta in testa di scaricare il Cav e chiedere Palazzo Chigi per il Carroccio?


Autore: Piercamillo Falasca

Vicepresidente di Libertiamo. Nato a Sarno nel 1980, si è laureato in Economia alla Bocconi e ha frequentato il Master in Parlamento e Politiche Pubbliche della Luiss. E' fellow dell’Istituto Bruno Leoni. Ha scritto, con Carlo Lottieri, "Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno" (2008, Rubbettino) ed ha curato "Dopo! - Ricette per il dopo crisi" (2009, IBL Libri). Ha scritto anche, nel 2011, "Terroni 2.0", edito sempre da Rubbettino.

6 Responses to “La fiducia spiegata ai ‘tacchini’”

  1. vittorio scrive:

    L’eventuale caos che si verrebbe a creare in seguito alle elezioni sarebbe comunque il “buon risultato” a cui le pagliacciate di Fini hanno portato il centro destra. Ne valeva la pena? Non credo.
    Comunque io credo che se Berlusconi riesce ad andare avanti senza Fini, per il PdL sarà tutto di guadagnato. Potrà andare avanti coll’attuazione del programma senza rompiscatole. Prima che Fini iniziasse con la guerriglia i sondaggi andavano a gonfie vele. Nel frattempo la situazione economica potrebbe migliorare e questo libererebbe risorse.
    Cosa proponeva Fini? Sprecare questa legislatura con un governo tecnico traballante assieme al PD per gestire in malo modo la ripresa economica? Ma dove porta questa strada? Ve lo siete chiesti almeno? A nessuno è venuto il dubbio che Fini sia animato solo da un insanabile e odio verso il berlusca?
    Comunque nel caso di elezioni ci sarà un’inevitabile polarizzazione dell’elettorato. Quindi ho l’impressione che i tacchini siano più quelli del FLI che quelli del PdL.

  2. Zamax scrive:

    Gkli italiani sono dunque dei gonzi. Non solo per i soliti grandi giornali, ma anche per i liberali di Libertiamo da quando si sono adusi a frequentare certe brutte compagnie che annebbiano il cervello.
    1) Mi fa scoppiare dal ridere vedere come raccontino oggi l’ineluttabile squagliamento del PDL e di Berlusconi: se hanno voglia di vergognarsi basta che guardino cosa scrivevano due mesi fa. Oggi si sono ridotti a questo (confidando nella gonzaggine del popolo bue): il DOPO 14 Novemebre.
    2) Se il Berlusca ottiene la fiducia pr uno o due voti come potrà governare? Non potrà, però, calma e gesso, chi lo dice che lo smottamento non avvenga in un territorio centrista che finalmente s’arrende al Berlusca e gli porti una nuova solida maggioranza?
    3) Lo scenario N° 2 è stato da sempre nella mente del Berlusca, (il ribaltone ribaltato ah ah ah) perché gli eviterebbe l’incertezza dell’esito elettorale, che esiste. E lui lo sa. Ma quando si vota? Fra tre mesi.Fra tre mesi? Campa cavallo… In tre mesi ne accadono di cose, come non hanno ancora capito i polli del Corriere della Sera.

    Che pena ragzzi.

  3. Dan scrive:

    Si Zamax in Italia ci sono parecchi gonzi come te che si dilettano a giocare con questi scenari, venerano un signore che grazie alla sua forza politica (e alla nullita’ degli altri) puo’ beneficiare di una posizione di monopolio della pubblicita’ e staccarsi cedole di decine di milioni di euro all’anno. E la cosa bella e che quelli che lo venerano come te guadagnano mille euro al mese e sono contenti di tutto.. Del governo in primis.. Complimenti e leggiti il bilancio di Mediaset ogni tanto magari ti aiuta a riflettere..

  4. step scrive:

    Beh, la prova di forza non l’ha voluta il Berlusca: non mi risulta che la mozione di sfiducia sia stata presentata dal PDL. Mi sembra invece sia stata presentata (anche) da chi, solo due mesi orsono, dette la fiducia a questo stesso governo…

    Peraltro non si comprende perché si blateri di mercimonio quando si passa da sinistra a destra e si parli di eroismo in caso contrario (la stessa deputata Sbai ha affermato di essere stata minacciata da Fini, mentre non mi risultano minacce di segno contrario).

    Circa il voto. Io penso che Berlusconi verrà sfiduciato, anche perché molti deputati sono stati messi “sotto pressione” da una magistratura unica al mondo. Ma se questo governo dovesse miracolosamente ottenere la fiducia – anche di un solo voto – per Fini sarebbe un disastro. Fini avrebbe tenuto l’Italia “soffocata” per un anno circa senza ottenere alcunché, neanche dal suo punto di vista utilitarista. Le prospettive per questo partito sarebbero veramente grame. Oltretutto con l’effetto di rovinare il bipolarismo, atteso che Fini sarebbe costretto ad allearsi con il “turbolibertario” Casini…

    Relativamente ai sondaggi da Bar Sport. Sappiamo tutti che nel segreto dell’urna le posizioni tendono a primitivizzarsi e a radicalizzarsi, con l’effetto precipuo di un riformarsi della dicotomia tipica destra-sinistra. Ragion per cui il PDL e il PD sono chiaramente sottostimati da questi “oroscopi”. Abbiamo imparato ormai che i poteri forti di sinistra cercano ossessivamente di demoralizzare l’elettorato moderato, mai riuscendovi. La gente non è stupida, ed istintivamente riconosce chi è l’aggressore, l’italiano medio è intrinsecamente libertario: annusa, riconosce e reagisce alla violenza di chi ha il monopolio della forza. Per poi premiare chi fa un pò meno schifo in questo senso…

    Fa comunque sorridere il fatto che adesso, ai sondaggi che tendono a scoraggiare l’elettorato di centro-destra, si aggiungono sondaggi che tendono a scoraggiare addirittura i senatori del PDL. Senatori che naturalmente, essendo berlusconiani, sarebbero antropologicamente più egoisti (e quindi attaccati alla poltrona) di quelli di sinistra. E soprattutto moralmente inferiori rispetto a quelli che, resisi conto dell’errore dopo 15 anni, hanno “eroicamente” contrastato il cattivone Berluskaiser…

  5. filipporiccio scrive:

    Sono sinceramente allibito delle professioni di fede dei sostenitori “liberali” dell’una e dell’altra parte, quando di liberale non c’è proprio nulla, né nel PdL né in FLI.
    Siamo palesemente nella situazione in cui c’è da augurarci il meno peggio, che però non saprei proprio dove trovare. In realtà ciò che bisogna augurarsi è la paralisi totale, visto che qualsiasi cosa di concreto si prospetti va nella direzione di un’inasprimento della vessazione dei sudditi. Da questo punto di vista l’azione del FLI sta raggiungendo un discreto risultato… avanti così!

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