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Ma se è ‘emergenza immigrazione’ perché tagliano il personale delle Prefetture?

– Le riduzioni della spesa pubblica sono assolutamente necessarie ma la scelta deve essere ponderata attentamente. Sbaglia quindi chi pensa di poter impunemente sacrificare i più deboli e indifesi sull’altare della riduzione del debito pubblico, mantenendo i propri privilegi e la propria  colpevole incoscienza e confidando nella esasperazione dei contribuenti oppressi dalle tasse e dalla burocrazia.
Sono forse parassiti i 650 giovani e meno giovani che da quasi 10 anni lavorano nelle Prefetture (Sportelli Unici per l’Immigrazione, uffici cittadinanza) o presso gli Uffici Immigrazione delle Questure in tutt’Italia?
Non è certamente a loro addebitabile il miope approccio alla gestione dell’immigrazione che, almeno dal 2002, va avanti in una continua fase di “gestione emergenziale”, come se si trattasse di una catastrofe naturale continua. Nonostante il susseguirsi di contratti interinali, a tempo determinato, di somministrazione di lavoro e chissà cos’altro per anni ed anni i “650 del Ministero dell’Interno”, come si sono autodefiniti nei loro comunicati (per informazioni rivolgersi a Alessia Pantone: alesciuscia78@hotmail.com) sono riusciti negli anni ad accumulare una notevole esperienza e professionalità nei vari settori dell’immigrazione e della cittadinanza, dalla gestione dei “flussi” alle complesse pratiche dei “fuori flusso” , dalle pratiche per regolarizzare una “badante” alle procedure per far entrare un megadirettore generale.

I politici e gli alti burocrati che in quest’ultimo decennio se ne sono  occupati  hanno preferito giocherellare a rimpiattino sul delicato tema dell’immigrazione. Hanno cavalcato l’idea di affidare a “civili” pratiche prima di competenza della Polizia creando dal nulla un Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione al Ministero dell’Interno. Non hanno però mai concesso a tale Dipartimento un potere reale alternativo rispetto a quello comunque mantenuto dal “Dipartimento della Pubblica Sicurezza”, dandolo in gestione a Prefetti “generalisti” e come tali continuamente “di passaggio” al Dipartimento. A dire la verità un’eccezione a tale prassi si è verificata con la nomina dell’attuale dirigente del Dipartimento, il Prefetto Angela Pria, che ha accumulato una notevole esperienza nell’immigrazione sia nel settore giuslavoristico che in quello della sicurezza pubblica
Sarà un caso ma solo dopo la sua nomina sono stati firmati una serie di protocolli d’intesa per semplificare alcune tipologie di nulla osta al lavoro per personale altamente qualificato sulla base di una legge del 2009!

Nell’ottica dell’affidamento ai “civili” della gestione dell’immigrazione sono stati istituiti all’inizio degli anni 2000 gli “Sportelli Unici per l’Immigrazione”, il cui scopo non è stato ben concepito neppure da chi li ha creati. Altrimenti non ne avrebbe affidato la gestione a delle persone mai inserite organicamente nella struttura, ma assunti con una miriade continua di contratti di minima durata di volta in volta rinnovati. Nonostante il mancato riconoscimento ufficiale e l’impossibilità di seguire logici itinerari di carriera interna i “650 del Ministero dell’Interno” hanno saputo ritagliarsi negli anni una notevole professionalità.
Professionalità che adesso rischia di sparire per sempre perché l’attuale governo, che si autoproclama “liberista”, ha pensato bene di individuare in loro una delle cause del pesante deficit pubblico che pesa come una spada di Damocle sulla Nazione e di non rinnovare più loro il contratto oltre il 31 dicembre del 2010. E questo sulla base di disposizioni di riduzione della spesa pubblica nate per tutt’altro scopo, quello di impedire assunzioni sfacciatamente clientelari da parte di enti pubblici gestiti finora in maniera a dir poco “allegra”.

Appare inoltre stupefacente da parte del governo l’enfatizzazione sulle “nuove tecnologie” che dovrebbero facilitare la gestione delle procedure di immigrazione e il rilascio dei documenti, ma se è prassi ormai consolidata da parte delle questure facilitare gli stranieri con il rilascio di permessi “cartacei” , viste le lungaggini del Poligrafico nella stampa degli ultramoderni e sofisticati permessi elettronici!
Inoltre qualsiasi altra soluzione sarà presa dopo il 31 dicembre 2010 per ovviare alla mancanza dei “650” rischia per mesi, se non per anni , di riaprire una fase di incertezza normativa ed organizzativa dalla quale l’immigrazione era appena uscita dopo i primi anni di implementazione degli Sportelli Unici per l’Immigrazione.

Insomma la riduzione dell’elefantiaca spesa pubblica, per molti versi derivante dalle spese per stipendi dei dipendenti , è sacrosanta e non sarò certamente io a metterla in discussione, ma che non si trasformi in una una carneficina di deboli. I liberisti sono ben coscienti che i tagli alla spesa pubblica vanno fatti dove è evidente il latrocinio e il peggior parassitismo e non devono essere distrutte con un colpo di penna professionalità indispensabili per la Pubblica Amministrazione.


Autore: Giovanni Papperini

Giovanni Papperini. Laureato in legge, libero professionista, 57 anni, esperto di corporate immigration e relocation, vive e lavora nel quartiere “Talenti” a Roma e, come titolare dello Studio Papperini Relocation ( www.studiopapperini.com ) e Presidente del Ciiaq ( info@ciiaq.org - Comitato italiano immigrazione altamente qualificata), si occupa di attrarre talenti da ogni parte del mondo in Italia, aiutandoli a superare gli ostacoli della burocrazia e ad integrarsi nella realtà del Paese.  Ha “attratto” dall’Austria anche la moglie, con cui ha avuto due gemelli.

2 Responses to “Ma se è ‘emergenza immigrazione’ perché tagliano il personale delle Prefetture?”

  1. Vabè ma questo è il governo che si vanta di aver ridotto gli sbarchi di clandestini, senza tuttavia fare chiarezza su quel che succede ai “respinti” quando tornano in Libia, e senza rendere noto ai cittadini che, volenti o nolenti, gli sbarchi clandestini non sono nemmeno il 50% dell’immigrazione clandestina totale – quindi la riduzione è davvero minima.

  2. caso scrive:

    gli sbarchi sono crollati del 96%.
    e gli sbarchi sono più del 90% della fonte della clandestinità. dire il contrario per una nazione che ha praticamente solo costa è da matti.
    Invece fini ha ridotto i clandestini dello 0%
    Ecco perchè il popolo lavoratore vuole berlusconi e bossi a governare e non voi di fli, perchè sapete solo insultare il lavoro degli latri, come la sx

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