Categorized | Il mondo e noi

Nato vs Russia, cosa rivela WikiLeaks?

– WikiLeaks ha pubblicato due giorni fa una serie di documenti riservati provenienti dalle ambasciate statunitensi a Varsavia e nelle capitali baltiche. Dopo la loro comparsa su Internet, la Russia ha reagito, con un misto di rabbia e sarcasmo, chiedendo “spiegazioni” ai diretti interessati. I documenti riguardano l’approvazione di piani segreti della Nato, di cui non si descrivono i dettagli, ma solo lo scopo. Nome in codice: Eagle Guardian.

Abbiamo forse scoperto una nuova “Operazione Barbarossa” per l’invasione della Russia? Anders Fogh Rasmussen, segretario generale della Nato, vuole tentare di nuovo l’impresa fallita da Napoleone e Hitler? Niente di tutto questo. Chi si aspettava lo scoop del secolo si dia una calmata. I piani riguardano la difesa dei Paesi Baltici (Estonia, Lettonia e Lituania) e della Polonia da eventuali colpi di testa russi. La loro sicurezza è stata già messa a rischio, tre anni fa, dall’assalto informatico contro la rete Internet estone, il primo nel suo genere.

I rapporti fra Varsavia e Mosca, prima della distensione iniziata con la morte del presidente Kaczinski, erano sempre stati caratterizzati da sfiducia reciproca e timori polacchi di un revival imperiale del Cremlino. Putin e Medvedev non hanno mai fatto mistero di voler ricreare, a Ovest, una loro “sfera di influenza”. Che include, guarda caso, anche Paesi della Nato come Polonia, Estonia, Lettonia e Lituania.
La sola prospettiva di installare un sistema anti-missile (difensivo) in Polonia e Repubblica Ceca, ha provocato un confronto serrato fra la Russia e la Nato nel 2007 e 2008. È dunque normale che la Nato prepari piani contingenti per la difesa di quei Paesi.
L’articolo 5 del Trattato, il pilastro dell’Alleanza, è o non è la mutua difesa?

Eagle Guardian è un piano del 2008 per proteggere la sola Polonia. Poi è stato esteso, l’anno successivo, anche alle repubbliche baltiche. È  bene anche vedere il contesto in cui Eagle Guardian è stato esteso, perché altrimenti non si capirebbe nulla. Con l’arrivo alla Casa Bianca del presidente Obama, il progetto di una difesa anti-missile nell’Europa orientale è stato archiviato, nel nome del miglioramento delle relazioni con la Russia. Nel 2009 il presidente statunitense ha annunciato la fine di quel programma il 17 settembre, dimostrando di avere poco tatto, o poche conoscenze storiche, o entrambe: era il giorno del 70mo anniversario dell’invasione sovietica della Polonia. Il governo di Varsavia ha iniziato a sentirsi indifeso. Anche considerando che, appena un anno prima, la Georgia, candidata ad entrare nella Nato, era stata invasa dalla Russia. E nemmeno il “falco” George W. Bush aveva mosso un dito per difenderla.

Archiviato il programma di difesa anti-missile, i polacchi si aspettavano almeno l’installazione di batterie di Patriot per rafforzare le difese anti-aeree. Altra delusione: anche quel programma è stato accantonato. Dai cablogrammi pubblicati da Wikileaks emerge tutta la frustrazione e l’apprensione degli esponenti governativi e militari polacchi di fronte al crescente disinteresse americano. Il rinnovamento e l’ampliamento dei piani della Nato per la difesa del teatro d’operazioni del Baltico, dunque, hanno prima di tutto una funzione rassicurante. Sono il segno che gli Usa non si sono dimenticati degli alleati più orientali e che, in caso di necessità, sono pronti a difenderli. Va letta in questa chiave anche la disponibilità, mostrata da Obama, a ri-orientare contro eventuali minacce di “altra provenienza” i missili navali anti-missile Sm-3, che verranno dislocati nel Baltico. E a discutere con Varsavia il ri-dispiegamento di forze speciali ed F-16 sul territorio polacco.

La pubblicazione di queste notizie crea imbarazzo negli Usa e nella Nato. Come è specificato in fondo a ognuno di quei cablogrammi, le informazioni avrebbero dovuto essere assolutamente riservate. Per evitare “inutili tensioni” con la Russia. Il tutto, infatti, avviene in un contesto di distensione, alla vigilia dell’approvazione del Trattato Start per la riduzione reciproca di armamenti strategici.
I piani rivelano la doppiezza della Nato? Fa bene la Russia a sospettare che si nasconda una trappola nella mano tesa di Obama?
Con queste informazioni in mano, Medvedev e Putin sanno certamente di non essere considerati dalla controparte come dei futuri alleati. Ma i massimi dirigenti russi non hanno neppure mai preteso di essere considerati amici. Lo stesso trattato Start serve ad allentare la tensione riducendo armamenti strategici, ancora in un quadro di reciproca minaccia. Quindi Medvedev e Putin non devono dimenticare che Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia sono “dall’altra parte”: membri della Nato, con tutto il diritto di essere protetti dai loro alleati.


Autore: Stefano Magni

Nato a Milano nel 1976, laureato in Scienze Politiche all’Università di Pavia, è redattore del quotidiano L’Opinione. Ha curato e tradotto l’antologia di studi di Rudolph Rummel, “Lo Stato, il democidio e la guerra” (Leonardo Facco 2003) e il classico della scienza politica “Death by Government” (“Stati assassini”, Rubbettino 2005).

Comments are closed.