Contro Conso solo fango. Anche Berlusconi ha i suoi professionisti dell’antimafia

di CARMELO PALMA – Della presunta trattativa tra Stato e mafia durante e dopo la cosiddetta stagione delle stragi non sappiamo – e probabilmente mai sapremo – nulla di certo. Neppure se davvero vi siano state o non rispondano piuttosto al modo in cui l’attività d’intelligence è stata malevolmente interpretata, secondo quella teoria del “doppio Stato” che in Italia gode da sempre di un immeritato successo, in base ad una sorta di auto-evidenza morale, che non necessita della prova dei fatti. La teoria del “doppio Stato” – insomma – come espressione di un “pensare male”, che non sempre si accompagna al “fare bene” e che più spesso intorbida le vicende politiche e giudiziarie, elevando la diceria al rango di testimonianza e il sospetto a quello di prova.

Per lungo tempo, incrociandosi alla vicenda processuale del senatore Dell’Utri, la “trattativa” è stata il cappio a cui la sinistra, inseguendo le collaborazioni di Spatuzza e perfino collaborandovi per dimostrarne la verosimiglianza storica, ha cercato di impiccare Berlusconi e il berlusconismo. Dopo che l’ex Guardasigilli Conso ha dichiarato di avere, nel 1993, revocato il 41 bis ad una serie di indagati e condannati per reati di mafia, per arrestare il terrorismo stragista di Cosa nostra, è toccato al PdL propalare, in modo altrettanto indecente, il sospetto di un compromesso politico-mafioso tra Totò Riina e il governi del tempo. “Sono stati i governi Ciampi a cancellare centinaia di provvedimenti contro il carcere duro: la sinistra si è messa in ginocchio di fronte alla mafia”, ha detto ieri Gasparri, che con Cicchitto ha chiesto di convocare in Commissione Antimafia i presunti complici del Guardasigilli, cioè Ciampi e Scalfaro, allora rispettivamente presidente del Consiglio e della Repubblica.

Ai due capigruppo del PdL, curiosamente, appare terribilmente sospetto revocare il 41 bis ad un presunto mafioso (al carcere duro non stavano nel ’93, né stanno oggi solo i condannati in via definitiva, ma anche gli imputati in attesa di giudizio); eppure, continua a sembrare loro normale difendere non solo l’innocenza di Cosentino, ma il suo diritto di rappresentare – a piede libero per salvacondotto parlamentare – il più grande partito italiano in una regione, come la Campania, avvelenata dalle infiltrazioni camorriste.

Le persone oneste dovrebbero ammettere che la scelta di Conso è simile a quella che molti uomini di Stato sono tenuti a prendere in situazioni drammatiche, per sventare una minaccia incombente e proteggere la comunità esposta ad un pericolo incontrollabile. Se Israele scambia la libertà di decine di terroristi con la vita e a volte solo con il cadavere dei propri soldati, perché l’Italia – cioè il governo di allora e il Ministro della Giustizia– non avrebbe dovuto disincentivare la politica stragista della fazione terrorista di Cosa Nostra con un alleggerimento delle condizioni di detenzione dei boss mafiosi? Anche qualora si giudicasse la scelta di Conso un cedimento sbagliato dal punto di vista strategico, non la si potrebbe onestamente giudicare un “favore” alla mafia.

Il fatto che Conso sia costretto oggi a subire le ingiurie di Gasparri e di Cicchitto e ad incassare la benevola condiscendenza di Alfano, che all’ex Guardasigilli dovrebbe invece una difesa, per così dire, “istituzionale”, è un’ulteriore dimostrazione del degrado politico a cui conduce la “fabbrica del sospetto” dei professionisti dell’antimafia, che ieri, da sinistra, mascariavano Falcone accusandolo di tenere nei cassetti le indagini scottanti e oggi, da destra, arrivano a mascariare Conso, rimproverandogli di avere nascosto i favori resi a Cosa Nostra.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

4 Responses to “Contro Conso solo fango. Anche Berlusconi ha i suoi professionisti dell’antimafia”

  1. luigi zoppoli scrive:

    E’ tutta fuffa di gente a cui interessa sparare addosso al nemico piuttosto che cercare di capire cosa davvero è successo e succede nei gangli dello Stato. Aono i segni che, chiarissimi, denotano che la classe politica deve essere quasi totalmente cambiata. Questi sono tutti gli eredi del vecchio e del peggio.

  2. bill scrive:

    Solo un piccolo particolare.
    Non fu Ciampi, poco tempo fa, a fare ambigue dichiarazioni su presunti “favori” del centrodestra alla mafia? E vi meraviglia tanto che qualcuno, magari e visti i fatti, che solitamente contano un pò di più delle chiacchiere, risponda e chieda chiarezza?

  3. Carmelo Palma scrive:

    Non c’è nessuna chiarezza da chiedere. Conso è stato chiaro e non c’è niente da aggiungere, chiedendo conferme a chi non può nè confermare nè smentire. Chi chiede chiarezza chiede solo “rumore” mediatico, e – ripeto – che a farlo sia chi si indigna per i 41 bis revocati nel ’93 e non per gli incarichi confermati nel 2010 a Cosentino (che è innocente, come molti di quelli che stavano, per reati analoghi, al 41 bis nel ’93) è ri-di-co-lo.

  4. Maralai scrive:

    il problema è che la sinistracentro a furia di grattare sulle mafie in cerca di silvio s’è trovata nei casini del 41 bis. io ricordo la battaglia dei radicali di quel tempo per la soppressione dello stesso 41 bis, poichè ritenuto disumano e inutile; ma ora tutta questa antimafia militante e carrierista si merita una bella stretta di palle, assieme ai suoi pubblici ministeri allineati che scendono spudoratamente in piazza tra qualche giorno per chiedere le dimissioni di sb. mi domando cosa si aspetta di inserire un termine vicente in tutti gli ordinamenti dello stato, ma non in quello giudiziario: licenziamento. in barba a tutti voi finiani che non volete più la riforma-riforma della magistratura, con il vs leader fini che va in tv in differita per evitare domande che non siamo, come quelle stomachevoli di ieri sera di floris, compiacenti. i video messaggi saranno mica il nuovo che avanza sul versante della comunicazione politica? andiamo proprio bene.
    mn

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