– Partito dell’amore, l’amore vince sul’odio, la bellezza femminile come merito politico, i tombeur de femmes della diplomazia, il machismo al potere, la politica intrisa di sessualità, il “Silvio ci manchi”. Inevitabile che in questa narrazione politica giungesse la categoria del “tradimento”: il flirt con il nemico odiato, l’amore tradito, la fedeltà rotta.

Peccato che manchi, nel quadro a tinte rosa cui hanno voluto ridurre la politica italiana, un cenno alla “bugia”. Mentire per anni, raccontare una storia diversa dalla realtà, vantarsi di riforme mai realizzate e reiterare promesse da non mantenere. E fuori dalla finestra un giardino – l’Italia – sempre meno curato, abbandonato alle erbacce. Arriva il momento in cui anche il più innamorato dei partner smette di illudersi. Si chiude quel sogno iniziale, quel 1994 di speranze, quel 2001 di auspici, quel 2008 di prospettive. Si aprono gli occhi, tanto più se il compagno con cui si credeva di condividere l’ambizioso percorso ti dice: “Se non ti piace ciò che faccio e dico, quella è la porta”. Chi voleva provare a correggere la rotta, si è visto le valigie sull’uscio. E allora ha semplicemente, e umanamente, iniziato a guardare oltre. Oltre Berlusconi.