Il Cav. porta i suoi rispetti al capo-mafia della politica kazaka

”Ho visto i sondaggi fatti da una autorità indipendente che ti hanno assegnato, Nursultan, il 92% di stima e amore del tuo popolo. E’ un consenso che non può non basarsi sui fatti’. Così ieri Berlusconi ad Astana, in Kazakistan, durante il vertice Osce, rende omaggio al padrone di casa, Nazarbayev

E’ possibile che lo faccia apposta, che reagisca alle accuse di affarismo esibendo stima e “rispetto” per ogni capo-mafia politico che incrocia sulla sua strada. Gheddafi, Lukashenko, Nazarbayev: tutti amici suoi. Quanti  giustificano la natura di queste relazioni in nome del realismo politico e degli interessi nazionali – questi kissingeriani de’ noantri – non riescono però a spiegare perché Berlusconi sia il solo leader democratico ad appoggiare la difesa degli interessi nazionali alle affettuosità private ed extra-protocollari con gli autocrati di mezzo mondo. Il vero Kissinger, per aprire alla Cina, non ha paragonato Mao Tse-Tung a Thomas Jefferson. Anche il realismo più cinico si fonda su una comprensione chiara delle differenze, di fatto e di valore, tra i diversi regimi politici.

Quando un uomo di stato occidentale, durante le visite di Stato, decide di esprimersi pubblicamente – e non è obbligato a farlo – sulle questioni interne di un partner politico o commerciale deve parlare in nome dei valori del proprio paese, non di quelli – contrari – del proprio interlocutore. E i valori della nostra democrazia dovrebbero portarlo a difendere quelli che Gheddafi, Lukashenko, Nazarbayev hanno cacciato in galera o sottoterra, non i “capi” che ce li hanno mandati. Per altro una persona più sensibile di Berlusconi alla “fisiologia democratica” citerebbe sondaggi meno taraccati al rialzo. Solo i dittatori rivendicano il favore del 92% del popolo, non i leader democratici, che sanno che questa è, per definizione, una percentuale di consenso impossibile.

Le carte di Wikileaeks, che sono certo più autentiche dei sondaggi che cita Berlusconi a favore del suo amico Nursultan, esprimono i giudizi preoccupati della diplomazia statunitense. Purtroppo non è solo la credibilità della fonte, ma i fatti che Berlusconi sforna a getto continuo a confermare e ad aggravare le preoccupazioni.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

6 Responses to “Il Cav. porta i suoi rispetti al capo-mafia della politica kazaka”

  1. frank scrive:

    Nell’ottimo ragionamento stona il finale.
    Caro Palma, con tutto il rispetto per la signora Diggle o come si chiama, io non la sopravvaluterei.
    La signora ha espresso giudizi personali e non politici, e l’ha fatto con un bigottismo squallido. “è stanco perché va ai festini” non mi pare un “giudizio preoccupato della diplomazia”, ma un’opinione po’ tirata per i capelli (per chi ce li ha…) da parte di una signora, probabilmente sotto effetto di astinenza sessuale, che non ha di meglio da fare. Sia che sia vero sia che non sia vero. No? Ai libertari cheglieffrega?

  2. Carmelo Palma scrive:

    No, non sopravvaluto i giudizi dei diplomatici americani, che non erano peraltro così oscuri, visto che tra lora vi era anche l’ambasciatore di Bush a Roma. Queste fonti vanno ovviamente prese con le molle e col beneficio del dubbio. Neppure servono, per comprendere quanto possa piacere agli Usa l’amicizia del Cav. con quasi tutti i satrapi nel mondo.
    Non capisco la discriminazione di Chavez, non gli manca niente: c’ha il petrolio, è comunista, è violento. Dovrebbe essere il tipo di Berlusconi.

  3. alessandro crespi scrive:

    Grandissimo Carmelo, pezzo chiarissimo, efficacissimo e puntualissimo.
    si leggano anche le osservazione di Salvatore Bragantini su Il sole24ore.

    dico la mia: forse Chaevez per ora no perchè non ha un mercato televisivo e pubblicitario che possa interessare le televisioni del Berlusca ora

  4. Maralai scrive:

    tra gli amici del berlusca ti sei dimenticato di citare obama e la clinton. dimenticanze imperdonabili.
    mn

  5. Andrea Sartori scrive:

    Tra i capi-mafia si è dimenticato di citare il “Padrino”. Ex dirigente del Kgb “mai stato comunista”, mandante dell’omicidio di un centinaio di giornalisti, tra i quali Anna Politkovskaja e l’italiano Antonio Russo, grande utilizzatore del Polonio, aggressore della Georgia, protettore di Lukashenko, Nazarbayev e sponsor principale dell’atomica di Ahmadinejad, il compagno Vladimir Vladimirovic Putin

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