Viva Zapatero, il Privatizzatore!

di LUCIO SCUDIERO – Viva Zapatero! Viva la crisi! Amici miei la sinistra va forte, forte, forte. Ma non vuole che si sappia, perché a gauche, dopotutto, son ragazzi umili e riservati. Il premier spagnolo ieri ha annunciato che venderà un po’ di gingillini pubblici ché ha bisogno di cassa. Ai privati andrà una quota della società delle lotterie di Stato e quasi la metà del capitale della società pubblica che gestisce gli aeroporti di Madrid e Barcellona. Poi scure sui sussidi di disoccupazione di lunga durata e, nientemeno, riduzione fiscale per le imprese con un fatturato fino a trecentomila euro (oggi il fisco lieve spagnolo si ferma a centoventimila euro di fatturato).

Il Pd, nel frattempo, si è accorto che le partita Iva italiane, al solo sentir parlare di D’Alema, Bersani e Veltroni diventano idrofobe: solo il 19% si fida. Ma non voletemene se non riesco a gioirne. Perché questi qui, a me, fanno più tenerezza che altro. Come l’Inter dei tempi sfigati, ve la ricordate? Spendeva un sacco e non vinceva un cazzo. Lasciamo stare il PD, dunque.

Concentriamoci sul parentado europeo dei sinistri italiani, sul meglio riuscito cugino José Luìs. Che, manco a farlo apposta, annuncia privatizzazioni lo stesso giorno in cui perfino i più intransigenti liberisti della destra italiana (cioè noi, via Benedetto Della Vedova), sbracano verso soluzioni stataliste alla crisi di debito sovrano che potrebbe colpire il Paese.

Ma poiché la sinistra è giusta per statuto ontologico, quando è al governo fa la cosa giusta, all’occorrenza, anche se se ne vergogna un po’: vendere asset pubblici, ridurre la spesa, liberalizzare. E poi, puntualmente, perdere le elezioni. Si chiama “trappola dell’innata e incomprimibile superiorità morale” in cui cadono i Progressisti di ogni latitudine. Votati al Buono e Giusto in sé, essi lo praticano in ogni circostanza, dapprima educando il proprio elettorato ai dogmi dei diritti, dello stato sociale e del Governo Ubiquo, poi rieducandolo ancora, come fosse una pena, alla Verità dell’Essere quando si trovano a doversi confrontare con la realtà una volta al potere. Insomma, un casino.

E comunque viva Zapatero, che privatizza le società aeroportuali (che ci faccia lo Stato in simili imprese, poi qualcuno me lo dovrà spiegare) e le lotterie. E abbasso la destra italiana, che pur avendo un elettorato più incline alla riduzione del peso dello Stato, non fa nulla di tutto ciò. E sì che ce ne sarebbe da vendere, tra Eni, Enel, Poste, Tirrenia, per finire (e non è poco) alle migliaia di municipalizzate che fanno dell’Italia il plastico in scala dell’Unione Sovietica.

Un’altra legislatura se n’è andata sprecata. A meno che dal 14 dicembre non emerga un Governo diverso e più responsabile nei confronti delle necessità del Paese. Che faccia esattamente ciò che si accinge a compiere Zapatero, cioè privatizzare e abbattere debito. Con la certezza, nel caso in cui a farlo fosse il centro destra, di rivincere le elezioni. E questa si chiama “trappola della condanna al realismo oltre il Re (Silvio I)”.


Autore: Lucio Scudiero

Classe 1986, è laureato in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli. Quando non scrive nè edita bozze altrui studia a un master di diritto europeo, in attesa di potersi dedicare alla storia moderna, alla musica e ai classici della letteratura. E' incidentalmente caporedattore di Libertiamo.it.

11 Responses to “Viva Zapatero, il Privatizzatore!”

  1. Gionata Pacor scrive:

    La destra italiana preferisce aprire la crisi piuttosto che fare le riforme e le privatizzazioni. Ora che FLI ha dimostrato di essere l’ago della bilancia di questa maggioranza, perché non fa le privatizzazioni e le riforme liberiste? Le ipotesi sono due: o questa non è la linea di FLI, oppure qualcuno ha più a cuore la carriera che le riforme, e quindi vuole un nuovo governo “a prescindere”.

  2. gionata pacor come puo’ un partito che ha una rappresentanza del 7% circa portare avanti un’azione k dovrebbe essere portata avanti da un governo intero??? attraverso quale miracolo, la moltiplicazione dei senatori e dei deputati???
    come Fli ha avanzato l’ipotesi della privatizzazione della RAI, tutto il parlamento gli ha dato contro….per fare riforme liberiste e privatizzazioni ci vogliono i numeri, cosa che FLI non ha,e che evidentemente Lega, PDL e PD non vogliono mettere a disposizione (soprattutto per cose come riforme liberiste e privatizzazioni)

  3. Lucio Scudiero scrive:

    @ Gionata: la crisi politica aperta dalla destra italiana è una conseguenza della crisi d’immobilismo in cui vive il Governo da quando si è insediato. La crisi si apre per farle sul serio le riforme. E chi ci sta, per me, deve andarci al Governo. A prescindere.

  4. Gionata Pacor scrive:

    Flavio, FLI ha una rappresentanza dello 0%, perché non si è ancora resentato a nessuna elezione. FLI è un gruppo parlamentare che è determinante per l’attuale maggioranza di governo, quindi ha un potere contrattuale altissimo, pari a quello di PDL e Lega.
    Solo che mi pare evidente che questo potere contrattuale non lo voglia utilizzare: preferisce far cadere il governo.
    L’immobilismo del Governo è anche l’immobilismo di FLI, che quel governo attualmente sostiene. Invece di pretendere che il Governo si muova, preferisce abbatterlo. Insomma, si preferisce fare il teatrino della politica invece che le riforme.

  5. Rorschach scrive:

    A dir la veritá pare che FLI abbia grande potere contrattuale solo quando c´é da salvare il Secolo d´Italia, chiedere il federalismo solidale o innalzare la spesa pubblica per gli universitari. Ma forse é solo un´impressione. Forse…

  6. Gionata Pacor scrive:

    Di Pietro si schiera subito con Fini, Casini e Rutelli…

  7. Ma che c’entra Di Pietro in tutto ciò?! Gionata, basta agitare gli spauracchi dei sinistri per non parlare dei problemi seri.
    ‘Ste benedette privatizzazioni, perché in otto anni di governo SB non le ha mai fatte? Ve lo volete chiedere si o no, prima o poi?
    Scaricare la responsabilità dell’immobilismo del centrodestra tutta sulle manovre parlamentari di FLI è un tentativo politicante di giustificare l’ingiustificabile, ovvero un liberale che si comporta da illiberale. Evidentemente, Gionata, FLI vuole sfiduciare questo governo con delle buone ragioni, quali ad es. l’incapacità di realizzare politiche economiche di stampo liberista.
    Ristrutturare l’attuale governo è, secondo me, un’ottima manovra per porsi in una posizione di comando e attuare riforme. Se tu invece credi che si possa avere peso politico lasciando i ministeri in mano agli statalisti (da Tremonti a Sacconi, passando per l’assistenzialista Gelmini), secondo me hai la vista corta.

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  3. […] È imbarazzante constatare come in Europa, in questo istante, chiunque sia al governo faccia politiche più liberali e di “destra” di quelle portate avanti dal nostro esecutivo: […]

  4. […] privatizza di tutto, taglia gli assegni di disoccupazione e riduce le tasse alle imprese, come racconta su Libertiamo il buon Lucio Scudiero. Da noi che succede? Soliti squallidi giochi di palazzo, solite becere […]