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Class action contro Trenitalia, la rivincita dei pendolari

– Carrozze da rottamare, sporcizia, gente intrappolata a causa di porte d’uscita guaste. Finestrini che non si aprono, ritardi clamorosi, orari inadeguati e così il viaggio di migliaia di pendolari del Lazio diventa ogni giorno un incubo. Malesseri, svenimenti, intossicazioni e una grande rabbia. Dopo decine di denunce e un esposto all’Autorità Giudiziaria hanno deciso di passare ai fatti, intentando una class action contro Trenitalia.
Ne abbiamo parlato con Rosalba Rizzuto, pendolare e organizzatrice della protesta.

Rosalba, cosa chiedono i viaggiatori pendolari?
I temi sono svariati. Abbiamo suddiviso le richieste in base alle responsabilità specifiche e sottoposto i punti ai tre principali interlocutori, ossia Trenitalia, la Regione Lazio e RFI, la Rete Ferroviaria Italiana.

In particolare a Trenitalia cosa chiedete?
Chiediamo che siano sostituite carrozze ormai in stato indecente e che nelle fasce orarie di punta siano presenti treni a due piani con servizio ogni mezz’ora.
Secondo noi è necessario che ci sia il rispetto degli orari, che potrebbe essere garantito anche evitando soste utili al transito di altri treni, come avviene alla stazione di Campoleone.
Di certo non ha senso eliminare stazioni per risparmiare sul tempo di percorrenza e inoltre sarebbe corretto risarcire i viaggiatori che abbiano subìto ritardi superiori a 20 minuti sull’orario previsto (25% della durata intera tratta).

Trentialia ha parlato di un raddoppio del binario lungo la linea Nettuno-Roma, cosa ne pensate?
Sì ma solo per 6 km e di certo non servirà assolutamente a risolvere i problemi della FR8. La scusa della presenza di  edifici sulla fascia di rispetto dell’infrastruttura è doppiamente fraudolenta: in primis un privato non può pregiudicare lo sviluppo di un servizio strategico di pubblica utilità, e inoltre avallare la presenza di edifici abusivi, ancorché sanati illecitamente, su fascia di rispetto vuol dire non mettere il servizio in sicurezza.

E alla Regione cosa domandate?
Chiediamo di pubblicare il contratto di servizio, in quanto atto pubblico, sul proprio portale (L. 241/90) e di  rispondere della gestione del servizio stesso. Inoltre occorre che effettuino ispezioni sulle linee, non concordate o pianificate.
Crediamo anche che a compensazione parziale dei disservizi subiti negli ultimi 10 anni, sarebbe opportuno congelare le tariffe per 3 anni, al termine dei quali si farà un bilancio dei risultati conseguiti in termini di efficienza, qualità, sicurezza del servizio erogato. Solo alla verifica di effettivo miglioramento delle prestazioni è ammissibile un adeguamento tariffario.
Il punto è che bisognerebbe  garantire ai cittadini che scelgono il servizio ferroviario le stesse tutele riservate a chi eroga il servizio. Chi lo fornisce esige il giusto pagamento (non si capisce perché in anticipo, se non si è in grado di garantirlo), chi paga deve poter vantare il diritto di essere risarcito in caso di disservizio, oltre alle scuse.

Per quanto riguarda RFI, che cosa dovrebbero fare?
Garantire il decoro e la funzionalità delle stazioni, attraverso display informativi con orari effettivi, altoparlanti, acqua potabile e bagni pubblici fruibili e puliti.
E’ vergognoso ad esempio che chi scende a Termini, dopo ore di viaggio, non trovi nemmeno un goccio d’acqua per ristorarsi e rinfrescarsi.

Avete deciso di fare la prima class action contro Trenitalia. Ci spiega come vi state muovendo?
Abbiamo avviato una campagna di informazione sull’iniziativa per raggiungere tutti pendolari interessati e avviato un tavolo di confronto.
Dopo aver registrato lo statuto e l’atto costitutivo del Comitato dei pendolari FR8, abbiamo indetto una pubblica assemblea convocando i pendolari, i sindaci delle città interessate, i media e abbiamo presentato il percorso legale tramite l’avvocato che seguirà la nostra azione.
Oltre 500 pendolari hanno aderito alle adesioni e non appena avremo completato la raccolta dati e documenti procederemo con l’avvio formale della action.

Per ora Trenitalia come ha risposto?
Con notevole disponibilità al confronto per tramite del direttore del Lazio. La risposta per ora  è che non ci sono più treni né materiale rotabile disponibile. Le prime carrozze nuove arriveranno infatti solo nel 2012.
Per il progetto di raddoppio ci dicono che è pronto da 20 anni, ma che è irrealizzabile perchè hanno nel frattempo edificato sulla fascia di rispetto. Per quanto concerne le pulizie ci hanno informato di aver dato l’appalto ad una famosa multinazionale che garantirà la decenza, mentre per gli orari fino a gennaio non sarà possibile alcun miglioramento.

In che misura le istituzioni vi stanno supportando?

Abbiamo avuto disponibilità a raccogliere le nostre istanze da parte del sindaco di Aprilia, che ha coinvolto gli altri sindaci e richiesto un tavolo istituzionale con la Regione e Trenitalia, in cui ha ribadito le problematiche ed ottenuto l’impegno in merito alla pulizia.
La Regione invece ha tardato due mesi a dare riscontri sul contratto di servizio da noi richiesto e ora ci ha informato che lo stanno revisionando.


Autore: Floriana Bulfon

Nata a San Daniele del Friuli nel 1978, laureata a pieni voti in filosofia nel 2000, si è specializzata con un MBA presso Alma Mater School a Bologna (ottenendo una borsa di studio al merito) e nel 2010 ha conseguito la laurea in Scienze Giuridiche presso l’Università Roma Tre. Ha lavorato nella Direzione Comunicazione di General Electric, General Motors, Renault e Thomson. Si occupa di comunicazione e relazioni esterne per Enel Green Power.

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