– “Futuro e Libertà inevitabilmente accoglierà, mano a mano che si renderà sempre più netto il tracollo del “non partito” berlusconiano, i diversi naufraghi, schiere di disillusi ora che la malia di Arcore si fa roca e il finto cielo azzurro del Pdl inizia a sbiadire e a mostrare crepe. A prescindere dalla loro natura, di opportunisti in cerca di sistemazione oppure politici veramente stanchi di  un leader capace di vincere le elezioni ma incapace di governare, di una cosa possiamo essere certi: la maggior parte di loro non sarà liberale.

Non sarà liberale nelle idee e nel pensiero; costoro non saranno i discendenti italiani di Mill e Locke nè tanto meno di Luigi Einaudi, saranno eredi della DC e dei socialisti, diretti discendenti o ultimi settuagenari  esponenti del moderatismo andreottiano. Ciò dato per certo, che è evidente a chiunque guardi i passeggeri della nave che affonda, si deve riflettere su cosa possiamo fare noi liberali all’interno di Futuro e Libertà, ma nemmeno solo noi liberali, anche tutti coloro che condividono con noi le battaglie per la laicità e i diritti dell’individuo e per ragioni di percorso politico non vogliono riconoscersi sotto l’etichetta di liberali; dobbiamo dunque tutti insieme interrogarci su come sopravvivere a questa ondata di sbarchi.

Adesso siamo i classici cani sciolti, quasi tutti semplici militanti, qualcuno presidente di circolo, pochissimi  in posizioni superiori a queste, che definirei radice e fondamenta del movimento. Inevitabile che con l’aumentare del numero dei non liberali alla base e ai vertici verremo compressi in ruoli di marginalità sempre più ristretti. Questa l’attuale realtà, eppure Futuro e Libertà è ancora un magma, un sogno non ben definito e ancora plasmabile, l’unica possibilità che abbiamo, la prima dopo la fine della Destra Storica, di creare una destra europea e liberale in Italia.

Questa situazione ancora magmatica può essere per noi liberali un evidente vantaggio. Da un lato, infatti, il Presidente Fini usa spesso i termini della destra liberale ed europea per definirsi, anche se declinati in nome di un più moderato popolarismo, dall’altro perché uno storico campione delle nostre battaglie, Benedetto Della Vedova, è diventato esponente di spicco del movimento. Su quest’ultima opportunità, data la certezza degli ideali dell’onorevole Della Vedova e la sua fedeltà ad essi, dobbiamo puntare e rilanciare, creando attorno a Della Vedova e a Libertiamo un vasto movimento d’opinione che sia il cuore di questo nuovo soggetto politico, che se ne ponga come avanguardia e spirito originario. E Libertiamo.it, che per noi è luogo di libero scambio d’informazioni, testata sempre pronta a tenere in campo le idee e le lotte liberali e libertarie, deve diventare l’aggregatore più duttile di quell’area politica più vicina alle idee che mancano alla destra di questo paese, un accordatore dei nostri isolati canti in unica armonia.

Questo va fatto, anche perché questo stanno tentando di fare altri con ben diverse idee all’interno di Fli e se non  prendiamo forma anche noi ebbene allora saremo responsabili, probabilmente, dell’aver rinunciato all’incredibile e nuova occasione di rifondare il centro destra e dare un opportunità unica al nostro paese.”