di CARMELO PALMA – Prego i lettori di leggere la trascrizione dalla trasmissione de La7 Omnibus di martedì 30 novembre 2010 (anche in video se volete, da 1h 16’ 38’’ a 1h 18’ 31”).

Della Vedova: Ci vuole un nuovo governo che metta come priorità, cosa che non è stata fino ad oggi, la  “settima missione” del programma elettorale Pdl/Lega di questa legislatura, che era il piano straordinario di finanza pubblica, per aggredire il debito pubblico con un piano straordinario – cifrato a cifre iperboliche,  giustamente –  un piano straordinario di valorizzazione e privatizzazioni eccetera del patrimonio pubblico. Quello era un punto sacrosanto. Io l’ho chiesto ogni due mesi in aula: perché non cominciamo a lavorare sulla “settima missione” del programma per aggredire il debito, che è l’unica via per aggredire il debito pubblico in Italia, quella patrimoniale? O l’inflazione, o consolidiamo il debito, cioè diciamo alla gente non vi restituiamo più i Bot, o ve li restituiamo in cinquantanni anziché in cinque anni…
Zanda:…ma molto debito l’abbiamo all’estero, noi, eh… quindi è complicato… .
Della Vedova: …cinquanta e cinquanta, lavori sul consolidamento del cinquanta, poi l’Argentina l’ha fatto anche sull’estero…oppure vendiamo patrimonio. Questo è un punto centrale del programma elettorale, che non è stato fatto. Sull’economia, oltre che a tenere la linea dei conti è stato fatto poco o quasi nulla, tant’è che ci siamo dimenticati per cinque mesi un ministro e questo è emblematico. Il nuovo governo dovrà fissare quattro punti –ma non il piano per il Sud da ottanta miliardi – cioè quattro punti realistici, tra cui un piano di finanza straordinaria per aggredire il debito pubblico, e fare quelle quattro cose. Questa legge di stabilità invece fotografa un governo che non è più in grado di definire priorità. San Tremonti tiene la linea ma assolutamente non basta. Altrimenti sarà… scivoleremo su un piano inclinato.

Che dite? E’ chiara la proposta di Della Vedova? C’è qualche dubbio circa quanto propone come strategia per affrontare il problema del debito pubblico? E’ abbastanza chiaro che indica come priorità del futuro esecutivo la “settima missione” del programma elettorale del PdL? Oppure qualcuno ha capito che propone di abbattere il peso del debito pubblico persuadendo la BCE a stampare euro all’impazzata, o il nuovo governo a consolidare il debito pubblico fottendo “all’argentina” i creditori italiani e stranieri del belpaese?

Ebbene c’è chi ha scoperto che il vero disegno di Della Vedova è proprio questo: “scipparci i Bot” e “seminare il panico”. Se Assange ruba i dossier riservati, questo segugio prende le dichiarazioni pubbliche, rilasciate in diretta Tv, le smonta, le rimonta e poi le presenta, sfigurate e lordate secondo quanto comanda il padrone, in prima pagina, come se uscissero da un archivio segreto.

Così oggi Libero apre con un sobrio titolo di prima, a tutta pagina, Fini vuol fregarci i Bot, con annesso editoriale del direttore Belpietro, ed un eloquente sommario: Il Fli si tradisce a La7: “Congeliamo i titoli di stato”, un furto ai danni del cittadino che per di più affosserebbe l’economia. Neppure Bertinotti era arrivato a tanto. Letta: preoccupato per i mercati. A raccontare il complotto ben due pezzi di questo giornalista plurimo e anagrammatico, Franco Bechis e Fosca Bincher. Il primo La ricetta economica di Fli: scipparci i Bot (Franco Bechis), e il secondo La strategia futurista: seminare il panico (Fosca Bincher). Entrambi imperdibili, non per capire cosa abbia detto Della Vedova, ma per comprendere Bechis, il suo mestiere, la sua moralità professionale.

Per il vicedirettore di Libero e super-ex-direttore di Italia Oggi, che oggi fa l’eco a Libero, con un richiamo in prima e un pezzo “fotocopia” nelle pagine interne, quello argentino non era un caso di scuola, era un progetto. Per un giorno nessuno l’aveva capito, poi Bechis gliel’ha fatto capire.

Ad una persona in buona fede – e non è questo il caso – non occorrerebbe in realtà spiegare che una proposizione disgiuntiva del tipo “il debito lo si abbatte pagandolo, o svalutandolo o inflazionandolo” non implica un uguale giudizio rispetto alle diverse alternative, né una particolare inclinazione per la più disgustosa, soprattutto quando si è già espressa la propria preferenza, per tre volte in poco meno di tre minuti, per la più onorevole.

Ad una persona in male fede – ed è questo il caso – è invece inutile chiarire ciò che l’interlocutore non vuole affatto capire, avendolo capito benissimo, ma piuttosto intorbidare, di modo che siano gli altri a non capire, a confondersi e magari a spaventarsi.

Certo, c’è di peggio nella vita che finire nel mirino di Bechis. Ad esempio essere come lui. Ma non è comunque divertente, per Della Vedova, entrare nel tritacarne della character assassination. Non ci stupiremmo, a questo punto, se domani fosse Il Giornale a titolare: “Ecco il piano dei finiani contro i titolari dei Bot”.