– Capita spesso, sempre più spesso, di chiedersi perché in Parlamento siedano in così tanti muniti della ferma volontà di “sprecare” il mandato ricevuto dagli elettori. Ce lo chiediamo una volta di più oggi, dopo aver scovato, tra i tanti emendamenti al Decreto Sicurezza, una proposta di modifica firmata Saltamartini e Piso (PdL) che si preoccupa – tra crisi economica, giustizia bloccata e welfare che arranca – nientemeno che della intollerabile minaccia alla sicurezza del nostro paese costituita dai mendicanti.

Dai mendicanti, proprio loro, categoria di reietti meritevole non soltanto delle miseria in cui vivono, e non più solo dell’indifferenza di cui quasi sempre li degna la maggioranza dei più fortunati, ma soprattutto, a parere degli onorevoli legislatori pidiellini, di una misura di polizia restrittiva della libertà personale.

Non è la prima volta, e non sarà l’ultima, che questa maggioranza si picca di giocare il ruolo della guardia contro i più deboli. E’ facile, non costa consenso (anzi, può persino guadagnarlo nel breve periodo) e permette di coprire i problemi veri con una retorica securitaria degna dei “migliori” regimi. Nel corso di questa legislatura lo abbiamo già sperimentato con la famigerata norma sui medici spia, le ronde, il reato di clandestinità. E’ il giustizialismo contro i pezzenti, che si accompagna al giustificazionismo a favore dei potenti. Il pezzente da punire perché mette in crisi i piani di “ordine” della società. Il pezzente da “abolire” con l’imperio dell’autorità pubblica, come durante il Ventennio.

L’emendamento Saltamartini-Piso (ispirato dal sindaco Alemanno, dicono i ben informati) riprende il filo del discorso di cotanta tradizione giuridica, e mira ad allargare il novero dei soggetti passibili di misure preventive di polizia a coloro che esercitano la cd. mendicità invasiva, cioè quella commessa “in modo ripugnante arrecando comunque disturbo ai passanti, o avvalendosi dell’ausilio di animali ovvero simulando deformità o malattie, o adoperando altri mezzi fraudolenti per destare l’altrui pietà”.

Cioè, in estrema sintesi, questa disposizione farebbe rientrare dalla finestra quel reato di mendicità (art.670 del codice penale) che era uscito dalla porta del nostro ordinamento penale, abrogato da una legge del ’99 (la numero 205), ma in precedenza già parzialmente cassato da una sentenza della Corte Costituzionale (la 519/95), che aveva dichiarato illegittimo il primo comma dell’articolo 670 del codice penale. E non è un caso che quella norma fosse una delle più esemplificative della concezione fascista del diritto penale, legato al delitto d’autore, cioè alla criminalizzazione di modi di essere e stili di vita piuttosto che di fatti lesivi di beni giuridici degni di tutela.

L’emendamento Saltamartini-Piso scomoda l’armamentario delle repressione statale per restringere la libertà di persone che non fanno male a niente e a nessuno, ma che producono – è questa la scommessa propagandistica dei presentatori – un fastidio all’occhio e un prurito alla pancia del buon passante. Cosa ne pensano di questa autentica schifezza quanti nel PdL si autoproclamano difensori dei valori cristiani?