– Andarsene così, scientemente, volontariamente, quando lo spettacolo è ormai al termine e già scorrono i titoli di coda. Calare il sipario un attimo prima che la demenza prevalga ed il dolore invada il corpo già debole. Chissà, forse la notizia di un male incurabile o forse solo il peso degli anni, che affanna e deprime l’animo ancora vivo. A questo punto poco importa. Un pensiero ricorre nella mente di molti: sarebbe stata una buona morte, quella di Mario Monicelli, se il Maestro non fosse stato costretto a sfracellarsi per realizzare quanto aveva deciso. 

Colui che ha raccontato vizi e virtù di un’Italia ironica e triste, con il suo gesto estremo ha infine testimoniato una sensibilità diffusa, quella libertà a cui forse aspira speranzoso ogni individuo: scegliere di andare e non di essere trascinati via. Non potendo assumere la cicuta che fu di Socrate, Monicelli ha scelto il dirupo. E ha in fondo svelato quanto è ipocrita una società che vieta, sadicamente, la cicuta e con essa la buona morte. Tra il dirupo e la cicuta, c’è una profonda differenza: lasciandosi cadere, il cosciente ed autosufficiente Monicelli ha scelto ciò che ad altri, intrappolati nei propri corpi, è di fatto proibito. Altre parole sono superflue, chi ha orecchie per intendere intenda.