Della Vedova: sì a riforma Università, ma Governo non ha più nostra fiducia – VIDEO

– Pubblichiamo l’intervento che Benedetto Della Vedova ha appena tenuto alla Camera dei Deputati, come dichiarazione di voto di Futuro e Libertà per l’Italia sulla riforma universitaria:

Questo provvedimento è un onesto tentativo di riformare la gestione delle università pubbliche italiane. Futuro e Libertà voterà dunque a favore della legge perché ne ha condiviso e in misura significativa ispirato l’obiettivo di fondo: rinnovare l’università italiana introducendo criteri di maggiore trasparenza e di merito nella gestione delle risorse. Perché  riforma le modalità di reclutamento dei ricercatori e dei docenti puntando alla valorizzazione del merito come criterio esclusivo di selezione e di progressione nella carriera e nei guadagni. Perché scommette sulla possibilità di attrarre, anche nelle università pubbliche, investimenti privati.

Restano delle ombre, certo, anche legate ai numerosi decreti attuativi che impegneranno nei mesi a venire il prossimo Governo. Comprendiamo che vi siano perplessità e non demonizziamo certo chi protesta in modo pacifico e nonviolento. I teppisti vanno trattati come teppisti. Non serve parlare con loro, né parlare di loro. Vanno isolati e puniti – e basta. Gli studenti o i ricercatori o i professori che criticano vanno invece ascoltati, non liquidati con una battuta del tipo “andate a studiare o a lavorare”. Non è con le battute che si governa bene un paese.
Tra quanti si oppongono a questa legge ci sono decine di migliaia di studenti e studiosi seri. Rappresentare i critici come dei somari è il modo peggiore per difendere le proprie ragioni.

A questo proposito: qualcuno ha equivocato –  o ha finto di non capire –  e ha criticato il fatto che alcuni di noi, deputati di Futuro e Libertà, abbiano incontrato chi manifestava pacificamente sui tetti delle università. Vedete, per noi la politica è anche ascolto e dialogo. Si dialoga e si ascolta chi la pensa diversamente; perché andare solo dove si ricevono applausi e dove la gente ti dà ragione non è prova di coraggio, né intellettuale né politico. Abbiamo ascoltato le loro ragioni e abbiamo cercato di spiegare perché invece ci apprestavamo, come stiamo facendo, a votare la riforma.

Abbiamo rivendicato con studenti e ricercatori, come abbiamo fatto anche in quest’aula, alcuni miglioramenti significatici a questa legge che, grazie a Futuro e Libertà, sono stati apportati durante l’esame del provvedimento. E credo che il Ministro Gelmini non possa che darcene atto. Sia durante l’approvazione della Finanziaria che nella votazione degli emendamenti alla legge, abbiamo preteso che il Governo mettesse un po’ di risorse finanziarie, senza le quali la riforma sarebbe rimasta una scatola vuota. Ci siamo riusciti e ne siamo soddisfatti: si assumeranno – con procedure competitive, senza riserve né vantaggi per nessuno – migliaia di nuovi docenti, offrendo possibilità di sbocco a migliaia di ricercatori. Ci saranno i fondi per garantire l’attuazione del principio sacrosanto che i docenti universitari faranno carriera solo quando se ne dimostrano meritevoli, insegnando e facendo ricerca di qualità.

Abbiamo fatto tutto questo anche se il Governo non ha più la nostra fiducia. Lo abbiamo fatto per senso di responsabilità, perché crediamo che si debba investire davvero – e non a parole – sulla ricerca e sull’Università, per dare migliori prospettive economiche all’Italia e per costruire buona occupazione per i più giovani e non solo. Votiamo la riforma dell’Università perché deve essere chiaro che questa ex maggioranza in questi due anni e mezzo non ha fatto una cosa buona senza il nostro contributo determinante, così come non si può imputare a noi una sola riforma promessa e poi mancata.

La verità è che questa riforma brilla per l’assenza delle altre. Il bilancio dello Stato che pure abbiamo votato per senso di responsabilità, è lo specchio della situazione: un Ministro dell’economia forte che riesce – ed è un bene – a garantire la tenuta dei conti pubblici, ma un Governo debole e un Presidente del Consiglio assente. L’Italia è un paese senza priorità, con un Governo incapace di fare scelte importanti e con una guida sempre più incerta. E i prossimi mesi – lo dico a chi  ha come unico obiettivo quello di tornare alle elezioni …- nei prossimi mesi dovrà fare scelte importanti e difficili soprattutto sul fronte economico e finanziario.

Non abbiamo bisogno di due mesi di campagna elettorale e di un  nuovo festival delle promesse, abbiamo bisogno di fatti concreti e scelte decise. Questo Governo, con una fortissima crisi di immagine in Italia e all’estero, ha esaurito ogni capacità di dare risposte all’Italia e tradisce le promesse di riforma. Questo Governo, senza i voti di Futuro e Libertà, non ha più una maggioranza e lo abbiamo visto nel corso dell’approvazione di questa riforma. Abbiamo bisogno di mettere un punto fermo e ripartire. Abbiamo bisogno di un nuovo Governo, in questa legislatura, con un programma di pochi punti e se possibile di una maggioranza più ampia. Un Governo che ritrovi la credibilità perduta e sia all’altezza delle sfide che ci aspettano, nell’interesse dell’Italia.

Di seguito, il video dell’intervento di Della Vedova.
Fonte Radioradicale.it Licenza 2.5 Ita


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