Il Paese declina. Se il governo cade, meglio votare, ma con un’altra legge elettorale

– La sola cosa certa è il declino occupazionale ed economico che non si arresta.  Già da tre anni  appariva chiaro che oggi la situazione sarebbe stata di questo tipo e, malgrado ciò, Governo, media e a fasi alterne Confindustria  hanno continuato a diffondere un irresponsabile ottimismo.  Ad oggi non si conosce ancora una proposta  globale e coerente per lo sviluppo economico ed occupazionale.

Antonio Martino  e think tank di area liberali sono continuamente rimasti inascoltati e solo Marchionne  è riuscito finalmente  a mettere tutti davanti alla dura realtà del mercato globale. Forse ora qualcuno ha incominciato a sospettare che  i liberali possano avere ragione.

Le minoranze, invece che  esporre le loro soluzioni  e discuterli eventualmente con una maggioranza convinta di realizzare quanto gli italiani hanno votato,  continuano invece con la cantilena “ Berlusconi se ne deve andare”   e molti media,  da troppo tempo,  amplificano queste stucchevoli esternazioni.

L’attuale maggioranza ha il dovere di realizzare quanto promesso e non deve cincischiare su provvedimenti che possano far sospettare di non lavorare per l’intera nazione. Così come deve accelerare al massimo la definizione di un progetto di sviluppo economico, inevitabilmente basato  sull’incremento della produttività del sistema Paese, con un forte arretramento delle competenze dello Stato e delle eccessive tassazioni per mantenerlo .

E non può che realizzare il tutto senza polemiche sulle provocazioni e con Ministri coerenti col programma votato dagli elettori. Le minoranze decidano cosa  vogliono , e possono,  fare. Risparmiandoci  tutti  i teatrini quotidiani dei vari “esternatori”.

Se qualcuno crede utile che Berlusconi cessi, le regole dicono che si pone una mozione di sfiducia , se si hanno i numeri.  Se in invece si è minoranza, si ha il dovere di lavorare costruttivamente col Governo, per aiutarlo a risolvere  i problemi del Paese . Qualora questo Governo venga fatto cadere, si ha il dovere di andare a votare.  Gli italiani hanno votato dei programmi che non sono patrimonio della attuale minoranza.  Certo è che se si dovrà andare al voto, lo si dovrà fare con una legge elettorale che non sia la “porcata” in vigore.


Autore: Adriano Teso

Adriano Teso (Bergamo, 1945), imprenditore, presidente di IVM (una tra i principali produttori mondiali di vernici per legno e di ricerca applicata nel settore), già sottosegretario al lavoro ed alla previdenza sociale nel primo Governo Berlusconi. Fin da giovane ha ricoperto importanti cariche in Confindustria, Federchimica, Assolombarda, dirigendone anche il Centro Studi, e, successivamente, nel Consiglio direttivo della Camera di commercio Italo-Cinese. Liberale appassionato, è stato tra i fondatori dell'Istituto Bruno Leoni e del centro di Studi Liberali. Ha collaborato alla fondazione di Libertiamo, è associato della Fondazione Fare Futuro ed è stato Delegato Nazionale per la fondazione del PDL. Partecipa ad attività benefiche anche attraverso il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio.

12 Responses to “Il Paese declina. Se il governo cade, meglio votare, ma con un’altra legge elettorale”

  1. Joe scrive:

    “Certo è che se si dovrà andare al voto, lo si dovrà fare con una legge elettorale diversa dalla “porcata” in vigore”. Certo perché, a parte il fatto che oggi l’ha detto Fini? Non è certo e per due motivi: il primo è che, non volendo PDL e Lega cambiarla, per farlo sarebbe comunque necessario il ribaltone. Cosa che contraddirebbe anche una posizione espressa da Teso. Il secondo è che bisogna uscire dal giro delle paraculate: che la maggioranza dei partiti oggi voglia cambiare il Porcellum non fa di questo un problema oggettivo. Anche perchè è vero che è una brutta legge, ma cambiarla con gli equilibri e le velleità attuali (cioè, in sostanza, per impedire a Berlusconi di vincere e permettere a FLI, e ad altri, di esistere) significherebbe con tutta probabilità tornare ai governi che si fanno dopo il voto in Parlamento, perchè nessuno può vincere. Prima Repubblica? Meglio il Porcellum.

  2. vittorio scrive:

    Naturale sono d’accordo. Ridurre il peso dello stato e di converso la pressione fiscale. Però se si sfiducia Berlusconi, le prospettive sono l’esatto opposto. Un governo tecnico per la legge elettorale? Il PD ha già detto che il presunto governo tecnico dovrà alzare le tasse e intervenire in campo economico: più tasse e più intervento dello stato nell’economia, con la interessante variante che recita più tasse ai cittadini e meno a confindustria. E la legge elettorale? Cambiarla come? Alcuni dicono di voler dare la possibilità di scelta agli elettori sul candidato. Bocchino e gli ultras finiani invece dicono di voler tornare al proporzionale senza premio di maggioranza. Dalema furbamente da corda ai finiani su questo per far cadere il governo. Ma poi? Davvero il PD ha l’interesse a togliere il premio di maggioranza? Io non credo proprio, perchè tornerebbe la sinistra radicale e il PD stesso perderebbe definitivamente la cosiddetta vocazione maggioritaria, per dirla con Veltroni. Dalema sta prendendo in giro una volta di più i polli di turno. Una volta caduto l’attuale esecutivo, col governo tecnico il PD si ritroverebbe ad avere in mano tutti gli assi. Il PD darebbe avvio alla riforma elettorale per non concluderla mai e nel frattempo governerebbe facendosi ubbidire dai vari Bocchino e Fini con la clava del ritorno anticipato alle urne. La corda di Dalema si trasformerebbe in un cappio da cui finirebbero per penzolare Fini e camerati. Nel frattempo Bossi e Berlusconi farebbero rullare i tamburi di guerra delle tribù celtiche e dei tea party. Bello scenario davvero. Aggiungiamo poi che lo spread sul decennale btp-bund è già oltre i 200 punti basi e facciamo tombola. Francamente piuttosto che avere una situazione di crisi gestita dal PD è meglio andare subito verso la bancarotta e chiuderla qui. In questo contesto avere un rifugio a Montecarlo potrebbe far comodo: alcuni sono anche previdenti.

  3. Adriano Teso scrive:

    Cari amici, a parte che non ho ancora capito se c’è una maggioranza o no e cosa vogliono le minoranza in tema di politica economica ( tema essenziale, ma poco trattato e con enormi contraddizioni, FLI compreso ), io credo che se il FLI vuole veramente fare cadere il Governo e ne ha i numeri, non fa altro che dire a PDL e Lega : cambiamo insieme la legge elettorale, altrimenti devo farlo con altri partiti che non sono per me allebili. Un Fli che sta con il PDL ha una vita molto breve, e .. povera Italia. Fossi io il Governo, preferirei questa soluzioni a una gestione da parte di altri.
    Circa quale legge elettorale, abbiamo pubblicato, con ampi accordi in Parlamento il libro di Dario Fertilio ” Maledetta proprorzionale” : uninominale di collegio, turno unico, candidato in un solo collegio, residente da anni.

  4. Joe scrive:

    Adriano, me lo ricordo il libro di Fertilio e pure a me starebbe bene il maggioritario (secco, stavolta). Ma la realtà è un’altra e bisogna guardare al dato politico reale: nessun partito, a parte una minoranza nel PD, lo vuole. E siccome sia FLI che il PD che l’UDC vogliono la riforma elettorale per azzoppare Berlusconi, si va verso il proporzionale. A te sta bene?

  5. luigi zoppoli scrive:

    La questione del governo Berlusconi si pone indipendentemente dalle vicissitudini politiche e dalla nascita di FLI. L’inadeguatezza a comprendere la crisi, i suoi effetti e ad apprestare soluzioni, il rifiuto netto a porre in essere le rforme che in molti casi a costo zeroavrebbero aiutato la crescita del paese sono un macigno che dopo due anni continua ad ingivantirsi. Non si può continuare con sottovalutazioni ed attacchi a Bamkitalia che pubblica dati corretti ed esatti. Il piano per il mezzogiorno è l’emblema di quello che il governo è in grado di fare: annunci fondati sul nulla. Mera pubblicità.
    Detto questo, maggioranze o meno, per andare ad elezioni con una diversa legge elettorale, occorre una maggioranza diversa. C’è solo da augurarsi che si formi. E se ci si ricordasse che provvedimenti incisivi in momenti difficili li hanno presi governi impropriamente definiti come tecnici, un pensiero bisognerebbe davvero farlo dati i rischi di cui la crescita degli spread dei BTP rispetto al Bund prefigurano.

  6. vittorio scrive:

    Io non ho ben capito il senso dell’affermazione “Un Fli che sta con il PDL ha una vita molto breve, e .. povera Italia”. Forse si intendeva “che sta con il PD”, no?
    Comunque a parte questo il fatto è che il FLI non pone neppure la questione della legge elettorale all’esame della maggioranza attuale. Dice semplicemente che questo governo non va bene e si deve dimettere. Se davvero ponesse la questione nei termini suddetti dovrebbe anche specificare che tipo di legge elettorale vuole. E qui per Fini e Bocchino casca l’asino. Il governo aveva dato una certa disponibilità a rivedere l’azione di governo prima del ritrovo di Perugia. Questa offerta è stata respinta al mittente con un bel po’ di tracotanza, mi pare. I conduttori del FLI vogliono andare a nozze con l’antiberlusconismo: è una questione di rancore personale, non si tratta più di politica. Mi sembra evidente che vogliano far cadere il governo; la questione vera è se abbiano i numeri sufficienti. Non so se i finiani volessero solo un potere contrattuale maggiore. Se questo era l’intento iniziale, ormai il treno è uscito dai binari.

  7. Matteo scrive:

    L’ultima riga dell’articolo mi ricordano i contratti che Zio Paperone faceva firmare a Zio Paperino in caratteri minuscoli quasi illeggibili. Topolino lo abbiamo letto anvhe noi…

  8. Adriano Teso scrive:

    Caro vittorio, hai fatto benme a non capire “il FLI che sta con il PDL ” . Per errore di trascriaizone , PD è diventato PDL . Scusatemi. La frase esatta è quindi ” Un Fli che sta con il PD ha una vita molto breve, e .. povera Italia “.

    Per il resto, tutti avete scritto commenti leciti e possibili. Ma io non sono nelle segrete cose, che sanno e trattano veramente solo i tre “capi”, e non so dove ognuno voglia veramente arrivare. E’ per questo che mi limito a commentare e proporre solo in base a ciò che si vede e si sente. E a suggerire solo ciò che, a mio parere, è doveroso e lecito fare: concordare un programma vero e da realizzare con coerenza; fiducia si o no; se elezioni, nuovo sistema elettorale con chi ci sta a fare il migliore e più duraturo possibile.

  9. vittorio scrive:

    x zoppoli
    Ma va. Se si fossero applicate le ricette suggerite dal PD, è molto probabile che l’Italia sarebbe già assieme alla Grecia.
    Il governo tecnico oltre a non avere nessuna legittimazione elettorale sarebbe la babele degli antiberlusconiani. E’ molto molto probabile che sarebbe il definitivo tracollo dell’Italia. Per quanto mi riguarda su un governo tecnico guidato dalla sinistra ci sputerei. Mille volte meglio Berlusconi e Tremonti che almeno si sforzano di non aumentare le tasse.

  10. Joe scrive:

    Scusa Adriano, ti rispetto ma le furbizie no. Nessuno di noi sta nelle segrete cose (ma non è che l’altro giorno tu eri con Fini?) però tutti siamo informati e leggiamo i giornali. E quindi tutti, te compreso, sappiamo che oggi in Parlamento la legge elettorale che si vuol fare è una controporcata a prevalenza proporzionale che impedisca a chiunque di vincere perchè non vinca Berlusconi. Quindi, ti inviterei a non tentare di raccontarcela.

  11. Adriano Teso scrive:

    per Joe,
    fra le cose che condanno ci sono la non trasparenza e le furbizie.
    Per quanto riguarda il sistema elettorale non so cosa potrà venire partorito. Io so che il libro “maledetta proprozionale” riporta saggi convergenti di autorevoli politici di destra, di centro, di sinistra e liberali. Spero veramente in una non “comtroporcata”( e ci lavoro con un gruppo di Milano).

    Se ero con Fini l’altro giorno? No, ma non vuol dire nulla. Ci ho parlato a lungo prima delle vacanze di politica economica, come ho parlato, sempre degli stessi argomenti, con Ministri del PDL e della Lega e anche con parlamentari della sinistra. Se l’economia e l’occupazione non ripartono, sarà sempre più dura per tutti.

    Dove mi colloco ? Sono dalla fondazione in Forza Italia e sono fra i Delegati alla fondazione del PDL, ma ho sempre stimato anche i politici di qualità anche al di fuori del PDL. Sono un Liberale e laddove ci sono iniziative liberali io ci sto, ci lavoro, senza aver mai chiesto nulla in cambio. Il mio sogno? Un VERO partito liberale di massa. Che funzioni democraticamente. Vedrò nelle ricomposizioni prossime venture chi avrà al suo interno la maggior quota di liberalismo, senza il quale non se ne esce da questa crisi.

  12. Joe scrive:

    Va bene, Adriano, io continuo a citare le posizioni ufficiali dei partiti presenti in Parlamento, quelli che la legge dovranno farla, e tu mi rispondi col libro di Fertilio. Mi pare inutile continuare a parlare visto che io ti chiedo che ore sono e tu rispondi: “Bene, grazie. E tu?”

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