– La sola cosa certa è il declino occupazionale ed economico che non si arresta.  Già da tre anni  appariva chiaro che oggi la situazione sarebbe stata di questo tipo e, malgrado ciò, Governo, media e a fasi alterne Confindustria  hanno continuato a diffondere un irresponsabile ottimismo.  Ad oggi non si conosce ancora una proposta  globale e coerente per lo sviluppo economico ed occupazionale.

Antonio Martino  e think tank di area liberali sono continuamente rimasti inascoltati e solo Marchionne  è riuscito finalmente  a mettere tutti davanti alla dura realtà del mercato globale. Forse ora qualcuno ha incominciato a sospettare che  i liberali possano avere ragione.

Le minoranze, invece che  esporre le loro soluzioni  e discuterli eventualmente con una maggioranza convinta di realizzare quanto gli italiani hanno votato,  continuano invece con la cantilena “ Berlusconi se ne deve andare”   e molti media,  da troppo tempo,  amplificano queste stucchevoli esternazioni.

L’attuale maggioranza ha il dovere di realizzare quanto promesso e non deve cincischiare su provvedimenti che possano far sospettare di non lavorare per l’intera nazione. Così come deve accelerare al massimo la definizione di un progetto di sviluppo economico, inevitabilmente basato  sull’incremento della produttività del sistema Paese, con un forte arretramento delle competenze dello Stato e delle eccessive tassazioni per mantenerlo .

E non può che realizzare il tutto senza polemiche sulle provocazioni e con Ministri coerenti col programma votato dagli elettori. Le minoranze decidano cosa  vogliono , e possono,  fare. Risparmiandoci  tutti  i teatrini quotidiani dei vari “esternatori”.

Se qualcuno crede utile che Berlusconi cessi, le regole dicono che si pone una mozione di sfiducia , se si hanno i numeri.  Se in invece si è minoranza, si ha il dovere di lavorare costruttivamente col Governo, per aiutarlo a risolvere  i problemi del Paese . Qualora questo Governo venga fatto cadere, si ha il dovere di andare a votare.  Gli italiani hanno votato dei programmi che non sono patrimonio della attuale minoranza.  Certo è che se si dovrà andare al voto, lo si dovrà fare con una legge elettorale che non sia la “porcata” in vigore.