Firma la lettera!

– Caro Presidente,
i firmatari di questa lettera aperta guardano con attenzione e speranza al percorso politico di Futuro e Libertà per l’Italia, e molti di essi hanno scelto di condividerlo attivamente, convinti che il nostro Paese abbia bisogno di una grande forza moderata, liberale e nazionale, capace di modernizzare la politica e di consentire alla società italiana di ritrovare il sentiero della crescita, dell’innovazione, del merito.

Tra gli intenti del nostro Manifesto per l’Italia c’è quello di lavorare per “un’Italia protagonista e competitiva nel mondo, aperta al mercato e alla concorrenza”. Noi crediamo che queste parole debbano ispirare le scelte concrete di FLI, a partire dalle posizioni che il movimento assume in Parlamento.

Nei giorni scorsi, al Senato, Futuro e Libertà ha aggiunto i propri voti a quelli del PdL e della Lega, consentendo l’approvazione in quel ramo del Parlamento di una riforma della professione forense a nostro giudizio iniqua e dannosa. I senatori di FLI avranno avuto le loro buone argomentazioni, ma chi le scrive non ha timore di esprimere contrarietà a quella scelta, sperando che ciò possa aprire un utile dibattito. Con le Sue battaglie politiche – caro Presidente – Lei ha mostrato quanto sia proficuo, in una forza politica aperta e plurale, il confronto tra opinioni diverse.

Quella riforma della professione legale è un provvedimento anacronistico, che ‘proteggendo’ la categoria degli avvocati dalla concorrenza, danneggia pesantemente i giovani praticanti, cui viene reso molto difficile e oneroso l’accesso alla professione. Le nuove competenze esclusive previste per gli avvocati eliminano drammaticamente dal mondo del lavoro centinaia di migliaia di giuristi, consulenti e patrocinatori stragiudiziali le cui attività, fino ad oggi libere, si sono affermate sul mercato come prodotto avanzato del diritto vivente.

Se verrà approvata anche alla Camera, la nuova disciplina dell’avvocatura danneggerà milioni di cittadini che quotidianamente chiedono assistenza legale. Vietando il cosiddetto patto di quota lite, infatti, per gli avvocati resterà ancora valido l’antico detto “Dum pendet, rendet”: sarà conveniente tenere aperte le cause legali, a spese dei clienti, anziché limitarsi a quelle per le quali si hanno reali chance di vittoria. Infine, con il divieto di costituzione di società di capitali nel settore legale, si ostacolerà la crescita in Italia di grandi studi professionali in grado di competere nel mercato internazionale.

L’Italia che vogliamo per il 2020, Presidente Fini, non teme la concorrenza e il merito, nel settore forense come negli altri. La politica che vogliamo è quella che sa ascoltare le istanze di ogni categoria sociale e professionale, senza però subirne le pressioni. E’ questa una grande novità che Futuro e Libertà può e deve offrire alla politica e alla società italiana. Rivolgendoci a Lei e ai membri del gruppo di Futuro e Libertà alla Camera dei Deputati (che ricevono questa missiva per conoscenza), auspichiamo che si metta in discussione la linea adottata al Senato, per evitare che FLI commetta un grave errore politico.

I primi firmatari (in mero ordine di adesione)

Piercamillo Falasca, Lucio Scudiero, Domenico Naso, Pasquale Annicchino, Federico Brusadelli, Cecilia Moretti, Carmelo Palma, Sofia Ventura, Alessandro Caforio, Filippo Rossi, Giovanni Marinetti, Monica Centanni, Diego Menegon, Luigi Di Gennaro, Gianmario Mariniello, Marianna Mascioletti, Simona Bonfante, Fabio Lazzari, Valentina Guerrieri, Antonluca Cuoco, Pierpaolo Renella, Giordano Masini, Alessia Zambon, Massimiliano Melley, Marco Alex Braga, Susanna Blatter, Floriana Bulfon, Valentina Di Tinco, Chiara Grisci, Guido Baldrati, Filippo Sanna, Francesco Giumelli, Pierantonio De Matteis, Cosimo Caridi, Niccolò Fraschini, Daniele Priori, Rosalinda Cappello, Stefano Basilico, Giuseppe Lucariello, Guerino Nuccio Bovalino, Antonio Rapisarda, Fabio Mastroberardino, Matteo Artusi, Marco Poltronieri.

Firma la lettera!