No alla controriforma forense: lettera aperta a Gianfranco Fini

Firma la lettera!

– Caro Presidente,
i firmatari di questa lettera aperta guardano con attenzione e speranza al percorso politico di Futuro e Libertà per l’Italia, e molti di essi hanno scelto di condividerlo attivamente, convinti che il nostro Paese abbia bisogno di una grande forza moderata, liberale e nazionale, capace di modernizzare la politica e di consentire alla società italiana di ritrovare il sentiero della crescita, dell’innovazione, del merito.

Tra gli intenti del nostro Manifesto per l’Italia c’è quello di lavorare per “un’Italia protagonista e competitiva nel mondo, aperta al mercato e alla concorrenza”. Noi crediamo che queste parole debbano ispirare le scelte concrete di FLI, a partire dalle posizioni che il movimento assume in Parlamento.

Nei giorni scorsi, al Senato, Futuro e Libertà ha aggiunto i propri voti a quelli del PdL e della Lega, consentendo l’approvazione in quel ramo del Parlamento di una riforma della professione forense a nostro giudizio iniqua e dannosa. I senatori di FLI avranno avuto le loro buone argomentazioni, ma chi le scrive non ha timore di esprimere contrarietà a quella scelta, sperando che ciò possa aprire un utile dibattito. Con le Sue battaglie politiche – caro Presidente – Lei ha mostrato quanto sia proficuo, in una forza politica aperta e plurale, il confronto tra opinioni diverse.

Quella riforma della professione legale è un provvedimento anacronistico, che ‘proteggendo’ la categoria degli avvocati dalla concorrenza, danneggia pesantemente i giovani praticanti, cui viene reso molto difficile e oneroso l’accesso alla professione. Le nuove competenze esclusive previste per gli avvocati eliminano drammaticamente dal mondo del lavoro centinaia di migliaia di giuristi, consulenti e patrocinatori stragiudiziali le cui attività, fino ad oggi libere, si sono affermate sul mercato come prodotto avanzato del diritto vivente.

Se verrà approvata anche alla Camera, la nuova disciplina dell’avvocatura danneggerà milioni di cittadini che quotidianamente chiedono assistenza legale. Vietando il cosiddetto patto di quota lite, infatti, per gli avvocati resterà ancora valido l’antico detto “Dum pendet, rendet”: sarà conveniente tenere aperte le cause legali, a spese dei clienti, anziché limitarsi a quelle per le quali si hanno reali chance di vittoria. Infine, con il divieto di costituzione di società di capitali nel settore legale, si ostacolerà la crescita in Italia di grandi studi professionali in grado di competere nel mercato internazionale.

L’Italia che vogliamo per il 2020, Presidente Fini, non teme la concorrenza e il merito, nel settore forense come negli altri. La politica che vogliamo è quella che sa ascoltare le istanze di ogni categoria sociale e professionale, senza però subirne le pressioni. E’ questa una grande novità che Futuro e Libertà può e deve offrire alla politica e alla società italiana. Rivolgendoci a Lei e ai membri del gruppo di Futuro e Libertà alla Camera dei Deputati (che ricevono questa missiva per conoscenza), auspichiamo che si metta in discussione la linea adottata al Senato, per evitare che FLI commetta un grave errore politico.

I primi firmatari (in mero ordine di adesione)

Piercamillo Falasca, Lucio Scudiero, Domenico Naso, Pasquale Annicchino, Federico Brusadelli, Cecilia Moretti, Carmelo Palma, Sofia Ventura, Alessandro Caforio, Filippo Rossi, Giovanni Marinetti, Monica Centanni, Diego Menegon, Luigi Di Gennaro, Gianmario Mariniello, Marianna Mascioletti, Simona Bonfante, Fabio Lazzari, Valentina Guerrieri, Antonluca Cuoco, Pierpaolo Renella, Giordano Masini, Alessia Zambon, Massimiliano Melley, Marco Alex Braga, Susanna Blatter, Floriana Bulfon, Valentina Di Tinco, Chiara Grisci, Guido Baldrati, Filippo Sanna, Francesco Giumelli, Pierantonio De Matteis, Cosimo Caridi, Niccolò Fraschini, Daniele Priori, Rosalinda Cappello, Stefano Basilico, Giuseppe Lucariello, Guerino Nuccio Bovalino, Antonio Rapisarda, Fabio Mastroberardino, Matteo Artusi, Marco Poltronieri.

Firma la lettera!


29 Responses to “No alla controriforma forense: lettera aperta a Gianfranco Fini”

  1. Ottima iniziativa! Speriamo veniate ascoltati.

  2. enzo51 scrive:

    Avanti così e incrociamo le dita !!

  3. per dovere di cronaca, preciso che i Sen.ri Valditara e Baldassari sono usciti al momento del voto. Ma ciò non sposta di una virgola il contenuto e la qualità di questa battaglia. Anzi, ne avvalora la necessità!

  4. Maralai scrive:

    ragazzi, finiani o berlusconiani, credo che sulle cose concrete che ci stanno a cuore dobbiamo (ri)unirci e farci sentire. ci faremo sentire anche con i ns blog e scrivendo su tutti gli spazi di libertà che riusciremo ad intercettare. nel mio blog citerò le vs iniziative ed anche le incazzature di tutti i liberali impegnati a difendere questa maggioranza e a contrastare questa “riforma”. che non dovrà deludere i suoi difensori. vogliamo essere ascoltati e rispettati! ecco perchè non vogliamo che il governo si dimetta, ma vogliamo che, anche litigando un giorno si ed un altro pure, si vada avanti, ma soprattutto a vanti. come rivendendo l’operato del senato alla camera dei deputati. ecco perchè la lettera dev’essere indirizzata non soltanto a Fini ma anche a Berlusconi. io lo farò.
    mario nanni

  5. SCUSATE MA NON FATE PRIMA A TELEFONARGLI? CHE FA GIANBURRASCA? GIA’ NON VI RISPONDE PIU’?

  6. Dante scrive:

    Intanto a Genova, nel congresso nazionale forense, Alfano è stato contestato per le sue eccessive “aperture”. Quello che voi vorreste, allo stato, è un’utopia. O meglio, andrebbe meglio articolata per una proposta di legge davvero concreta ed innovativa. Se bisogna convincere l’avvocatura ad aprirsi al mercato, bisogna dare anche nuovi strumenti: dalle agevolazioni per la costituzione di studi associati di grandi dimensioni, fino all’eliminazione di molteplici prerogative della casta notarile e degli ufficiali giudiziari, oltre alla certificazione di un sistema di specializzazioni valido ed efficace. Dopo di che, non ho capito perché la lettera la scrivete a Fini anziché al diretto interessato (che è il ministro Alfano) o all’avvocatura, che spinge in direzione completamente opposta.

  7. Piercamillo Falasca scrive:

    Informazione di servizio: consegneremo la lettera a Fini e ai deputati FLI al raggiungimento delle 250 firme. Al momento siamo a circa 160 sottoscrizioni, dateci una mano a raggiungere il (primo) obiettivo che ci siamo prefissati.
    Consegnata la lettera, la campagna di sottoscrizioni continuerà, ovviamente.

  8. isi scrive:

    Occorre:
    1) il numero chiuso nelle facoltà di giurisprudenza;
    2) un esame serio e trasparente che premia i più meritevoli;
    3) l’incompatibilità con il titolo di prof. universitario;
    4) piena libertà di concorrenza nel mercato;
    5) attribuzione di rogante nei trasferimenti immobiliari sino a 150.000 euro;
    6) liquidazione diretta delle difese di ufficio e gratuito patrocinio nel termine di 30 giorni

    A monte:
    1) riprendere il circolo virtuoso dei concorsi nelle amministrazioni
    pubbliche naturale via di sbocco per i laureati in giurisprudenza che spesso tentano la via forense solo come “parcheggio”;

    Vi basta?

  9. patroc.strag. Riccardo Nicotra scrive:

    NO, ASSOLUTISSIMAMENTE! Dico no, alla riforma forense.Riforma forense, cui prodest?
    Notiziario OUA, 25/11/2010. Fonte IL SOLE 24 ORE. Schlesinger: «Una soluzione sbagliata e corporativa» È sconfortato Piero Schlesinger, avvocato, storico docente di Diritto privato alla Cattolica di Milano, dirigente in primari istituti di credito. «Questa legge – sottolinea – è una resa di fatto al corporativismo». Professore, inutile nascondere che uno dei punti chiave è rappresentata dalla reintroduzione delle tariffe. Lo considera un arretramento rispetto ai tentativi della legge Bersani? Senza dubbio. L’avvocatura ha esercitato una pressione fortissima per il ritorno delle tariffe e questo risultato è stato portato a casa. Non posso però che constatare che siamo un Paese ben strano: il dibattito pubblico è sovraccarico di richiami al liberismo, di sollecitazioni a una maggiore concorrenzialità, e poi una categoria chiave per il presente e, mi auguro, anche il futuro delle libere professioni, sceglie l’arroccamento. Faccio fatica a capire. Ma non si tratta di una scelta in qualche modo comprensibile alla luce dei dati sul numero degli avvocati, in aumento, e sui loro redditi, in netto calo? Può anche darsi, ma non sempre la preoccupazione porta a prendere le migliori decisioni. Si tratta alla fine di una lotta per conservare una posizione e uno status che non è forse più possibile conservare per oltre 220mila professionisti. Meno grave mi sembra invece la riserva sulla consulenza, soprattutto perché mitigata da alcune “oasi” nelle quali aprire ad altre competenze evidenti. E ai giovani studenti in giurisprudenza quale messaggio arriva da questa legge? A mio avviso un messaggio triste. In linea peraltro con l’esasperazione della gerontocrazia che affligge il paese. Certo esiste il problema di una maggiore selezione della classe forense per ottenere una migliore qualità nell’esercizio della professione, ma non mi pare che questa legge proceda in quella direzione. E il futuro non è incoraggiante: pensiamo anche solo alla mediazione obbligatoria che rischia di vedere in campo come conciliatori i più mediocri tra i legali che vi vedranno solo un’occasione di lavoro. Servirebbe allora l’introduzione del numero chiuso nelle facoltà di giurisprudenza? No, sono contrario. Si tratterebbe solo di un’altra forma di esclusivismo di cui non si sente affatto il bisogno.

  10. Maralai scrive:

    Granata: chi vota la fiducia fuori da fli! fortuna che detestavate il tiranno!
    mn

  11. daniele burzichelli scrive:

    Bisogna fare attenzione e separare il grano dal loglio.
    Nella “controriforma forense” ci sono cose buone e cose cattive.
    Di buono c’è il più selettivo accesso alla professione (anche se sarebbe meglio introdurre una strategia più meritocratica e meno censitaria: con le scuole di specializzazione, infatti, si corre il rischio di far fare l’Avvocato solo a chi può permetterselo).
    Non bisogna dimenticare che libera concorrenza non significa anarchia, nè depenalizzazione della truffa.
    Un medico è tale se conosce la medicina, anche se, attenendosi unicamente ai risultati del mercato, non si può non constatare che la gente apprezza di più il sale magico di Vanna Marchi che le specifiche competenze di un ottimo medico in anatomia patologica.
    Gli avvocati, allo stato, sono in buona parte degli azzeccagarbugli incompetenti che non hanno la minima idea del lavoro che fanno.
    Questo, ovviamente, non è tollerabile (e la cosa non ha nulla a che fare con il libero mercato).

  12. Mirko Melozzi scrive:

    Questa lettera riassume in modo chiaro e diretto quello che è il sentimento di chi come me trova la riforma forense un atto di inaccettabile arroganza.
    Grazie.

  13. gianni scrive:

    Ecco il motivo perchè in Italia aumenta il numero dei disoccupati, non ti danno la possibilità di lavorare onestamente.

  14. Per quale motivo si parli di dicotomia tra l’operato (riconosciuto) del legale e quella del patrocinatore stragiudiziale è incomprensibile.
    Evitiamo di perdere di vista la meritocrazia, diamo la giusta importanza ai bravi professionisti meritevoli e preparati.

  15. patroc.strag.RiccardoNicotraANEIS scrive:

    CARO PRESIDENTE FINI, CONSEGNIAMO NELLE TUE MANI E DEI TUOI COLLABORATORI, la ns. targhetta professionale appesa alla nostra porta d’ufficio. Se Lei ce la restituirà indietro, vuol dire che per noi c’è ancora futuro e libertà professionale, diversamente le trattenga come ns. ricordo, tanto non sapremmo più cosa farcene. Cara Gabriella Addari, tu ti chiedi: Per quale motivo si parli di dicotomia tra l’operato (riconosciuto) del legale e quella del patrocinatore stragiudiziale, è incomprensibile. Evitiamo di perdere di vista la meritocrazia, diamo la giusta importanza ai bravi professionisti meritevoli e preparati.
    Io, ora, cercherò di tardi una imbeccata: Hanno paura della Corte di Giustizia Europea e della Corte Costituzionale:
    -“Comunicazione sulla GU Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunale di Roma con ordinanza 7 aprile 2004, nella causa dinanzi ad esso pendente fra Stefano Mx e Claudia Cx contro Roberto My (Causa C-202/04). Con ordinanza 7-4-2004, pervenuta nella cancelleria della Corte di Giustizia delle Comunità Europee il 6-5-2004, nella causa dinanzi ad esso pendente tra Stefano Mx e Claudia Cx contro Roberto My, il Tribunale di Roma ha sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee la seguente questione pregiudiziale: “Se gli articoli 5 e 85 del Trattato CE (divenuti artt. 10 e 81 CE) ostino all’adozione da parte di uno Stato membro di una misura legislativa o regolamentare che approvi, sulla base di un progetto stabilito da un ordine professionale forense, una tariffa che fissa dei minimi e dei massimi per gli onorari dei membri dell’ordine con riferimento a prestazioni aventi ad oggetto attività (c.d. stragiudiziali) non riservate agli appartenenti all’ordine professionale forense ma che possono essere espletate da chiunque.”
    -Cass Civ Sez II sent 15530 del 11-6-2008: (massima) Al di fuori delle attività comportanti prestazioni che possono essere fornite solo da soggetti iscritti ad albi o provvisti di specifica abilitazione (iscrizione o abilitazione prevista per legge come condizione di esercizio), per tutte le altre attività di professione intellettuale o per tutte le altre prestazioni di assistenza o consulenza (che non si risolvano in una attività di professione protetta ed attribuita in via esclusiva, quale l’assistenza in giudizio,cfr. Cass. 12840/2006), vige il principio generale di libertà di lavoro autonomo o di libertà di impresa di servizi a seconda del contenuto delle prestazioni e della relativa organizzazione”. Ora alcuni passi… -“…il che porta ad escludere una interpretazione delle sfere di competenza professionale in chiave di generale esclusività monopolistica (Corte Cost. 345 del 1995). Ed alla luce di tali principi ancora la Consulta (sentenza n. 418 del 1996),…ma anche, con riferimento agli spazi di libertà di espressione di lavoro autonomo e di libero esercizio di attività intellettuale autonoma non collegati a iscrizione in albi. Al di fuori delle attività comportanti prestazioni che possono essere fornite solo da soggetti iscritti ad albi o provvisti di specifica abilitazione (iscrizione o abilitazione prevista per legge come condizione di esercizio), per tutte le altre attività di professione intellettuale o per tutte le altre prestazioni di assistenza o consulenza (che non si risolvano in una attività di professione protetta ed attribuita in via esclusiva, quale l’assistenza in giudizio,cfr.Cass. 12840/2006), vige il principio generale di libertà di lavoro autonomo o di libertà di impresa di servizi a seconda del contenuto delle prestazioni e della relativa organizzazione…”-
    -CassCivSUsent26973/2008(la più famosa d’Italia dal dopoguerra ad oggi, quella che utilizzano le assicurazioni per non pagare il Danno Morale, grazie alla massima artefatta su misura): -“…Con il quinto motivo, denunciando motivazione illogica ed errata applicazione della legga (art. 1223 c.c.), in relazione all’art. 360, n. 3 e n. 5, c.p.c.., i ricorrenti lamentano il mancato riconoscimento del rimborso delle spese sostenute per l’assistenza stragiudiziale prestata, nella fase delle iniziali trattative con l’assicurazione, da una agenzia infortunistica. 5.1 Il motivo è fondato. La corte d’appello ha negato il risarcimento, osservando che l’esborso, avvenuto al di fuori della lite giudiziaria era produttivo di un danno non direttamente collegabile all’incidente stradale, in quanto frutto di una libera scelta delle parti, che avrebbero potuto, invece, affidare ad un legale l’intera gestione dei loro interessi.
    La motivazione è illogica. Anche le spese relative all’assistenza tecnica nella fase stragiudiziale della gestione del sinistro costituiscono danno patrimoniale consequenziale dell’illecito, secondo il principio della regolarità causale (art. 1223 c.c.). Ed è palese che, qualora i danneggiati avessero affidato ad un legale, e non ad una agenzia di infortunistica, la gestione dei loro interessi nella fase stragiudiziale avrebbero dovuto sopportare spese probabilmente non inferiori a quelle effettivamente sostenute.”-
    Se diventasse legge, la deforma riforma forense, dovremmo aspettare, da 1 a 2 anni, affinchè la Corte Costituzionale, la Corte di Giustizia Europea, la Corte dei Ditti dell’Uomo, fessurino “Fort Riforma Forense. Noi Nel frattempo, subiremmo denuncie penali e costosi processi, con esiti, non necessariamente subito, di assoluzione (dipende da che avvocati andremo a dar mandato). Nel frattempo, noi di cosa camperemo, che fine faranno i nostri clienti?
    Sig. Presidente Fini, è d’accordo su questo disastro, solo per ora e non per molto, annunciato?

  16. patroc.strag. Riccardo Nicotra scrive:

    Nell’ufficio di Maria Calderone del CUP, c’è sempre festa e tanti invitati. Toc, toc!
    -Chi è?
    -…Giorgio Berloffa di Assoprofessioni con 4 amici, Ivan Malavasi, Giuseppe Lupoi, Luigi Cipriano, Stefano Mannacio, ed altri…
    Aperta la porta, …ma non avete niente in mano? No albo, NO PARTY!
    -…Ma non ci offri neanche un salatino?
    -No! Siete sempre i soliti scoordinati, mai in ordine, ma in che collegio vi hanno educato!
    -…E no, non ci puoi mettere UNI contro gli altri!
    -… Io ti dico invece, che noi tutti UNI, vinceremo!
    -Impossibile, io sono sempre accampagnata da un Angelino d’altissimo rango, che più alto di così, non si può!
    -…Gli Angelini vanno e vengono, sono sempre sotto esame, a volte cadono, ma tutti, e dico tutti, devono passare attraverso e per mezzo della “3V”!
    -Ma cos’è, un nuovo partito, una nuova loggia massonica coperta?
    -…No, no, è solo un vecchissimo partito, il partito della GIUSTIZIA, unica Via che porta alla Verità e che porta Vita.
    -Ma chi è il segretario nazionale?
    -…E’ il dottore dei dottori di Giustizia, Gesù, ed il suo motto è: —-.
    -…Mbhé, allora? A ‘sto party, possiamo partecipare anche noi?
    NO, ALLA ALDOBRANDESCA CONTRORIFORMA FORENSE!

  17. Roberto A scrive:

    ma Dalla Vedova come ha votato?

  18. Simona Bonfante scrive:

    roberto, deve ancora passare alla camera. e non appena sarà, sarà no

  19. alessandro venzano scrive:

    Cari amici Futuristi, la situazione generale è, per molti versi, preoccupante.

    Tensione sociale avanzante, distacco dalla politica litigiosa evidente. Crisi galoppante.

    Non basta sedersi di fronte alla televisione e commentare senza minimamente mettersi in gioco e senza magari recarsi alle urne. Atteggiamenti comprensibili e da rispettare, ovviamente. Ma si può cercare di far qualcosa.

    Abbiamo un compito meravigliosamente gravoso e gravosamente meraviglioso: cercare di far capire a tutti coloro che non credono alla completa serietà dei partiti politici, che si può voltar pagina.

    Possiamo impegnarci per il bene comune senza secondi fini.

    Possiamo cercare di aiutare la gente senza pensare ad un eventuale tornaconto.

    Possiamo cercare di cambiare il volto ad una politica vecchia ancorata al passato ed inconcludente che parla ancora di destra, centro o sinistra, ragionamenti ancorati alla zavorra del passato ormai..passato.

    Non parliamo infatti di Futurismo? Quindi basta odii, cattiverie dialettiche. Ad esempio sul sito di generazione Italia della Liguria una persona, di idee opposte alle nostre, ha riposto con un “Meditate, gente” che non è inutilmente polemico ma probabilmente costruttivamente critico.

    Possiamo cercare di toccare l’amigdala delle persone mirando con molta cautela e con profondo rispetto alle problematiche veramente intime, alle sofferenze che non si manifestano ma che sono presenti in ciascuno di noi.
    Rispettando comunque la soglie del dolore (Il mio testamento biologico è pronto dal 04 gennaio 2009, ad esempio).

    Dobbiamo, con il nostro impegno, dare un’immagine di pulizia supportata da un contenuto cristallino di onestà intellettuale e comportamentale.

    Possiamo cercare di cambiare il corso degli eventi, cari amici. Ma spetta a noi, alle nostre azioni ed alla convinzione con le quali le portiamo avanti a testa alta.

    Spetta a noi smetterla di rispondere alle polemiche con contropolemiche, il nostro unico scopo deve consistere nel presentare progetti, nel dialogare con la gente nei quartieri delle nostre città, nel mettersi in gioco e nel non rispondere a eventuali insulti con improperi bensì con il sorriso. Visitare i penitenziari, certo, anche quelli, perchè coloro che rientreranno nel circuito civile devono essere veramente messi nelle condizioni di essere completamente recuperati.E’ noi possiamo dare il nostro piccolo contributo alla causa.

    Possiamo rinunciare a poltrone (come ha fatto mirabilmente l’On.Urso) per poter, ad esempio, seguire i propri ideali. E’ un esempio positivo,da apprezzare.

    Dobbiamo, a mio avviso, ma è una valutazione assolutamente personale, cercare di rinunciare, da eletti, ad eventuali privilegi. Solamente così ci si potrà avvicinare all’uomo qualunque che in questo periodo è preoccupato, e a volte atterrito dalla possibilità concreta e reale di poter perdere il lavoro. A Genova, nella mia città pochi giorni orsono l’ennesima rinuncia alla vita da parte di un povero padre che lascia moglie e tre figli. Lottiamo fino alla morte per queste persone, per il futuro triste di altre possibili vedove.

    Dobbiamo cercare di migliorare i nostri comportamenti giornalieri perchè non siamo infallibili, ma tendiamo ad esserlo.

    Dobbiamo volare molto più in alto rispetto alle polemiche veramente penosamente inconcludenti di questa politica con la p decisamente minuscola.

    Dobbiamo parlare con tutti ed ascoltare chiunque desideri dare il proprio contributo per migliorare la condizione della nostra Società, viceversa ci comporteremmo come le persone che tendiamo a criticare. A prescindere dalle ideologie, dobbiamo comunque sottolineare la laicità dello stato.

    Dobbiamo fungere da esempio poichè solamente così si potrà attirare nel senso positivo del termine nel nostro circuito politico ideologico gli indecisi, i delusi, i tentennanti.

    Dobbiamo avere l’orgoglio di una dignità politica che non si svenda per eventuali interessi economici. Le nostre idee non possono cambiare per meschini calcoli penosamente personali.

    Insomma, per usare una metafora calcistica, chi vota Genoa, come nel mio caso, non può trasferirsi nel campo dei Cugini blucerchiati perchè qualcuno gli regala un comodo abbonamento di tribuna con notevoli comodità incluse.

    Dobbiamo veramente batterci per chi soffre, ma per davvero, non solamente a parole, nella realtà, cercando di coinvolgere chi decide al fine di metterlo nella condizione di agire nella migliore maniera.

    Permettetemi, infine, una stupenda citazione di Martin Luther King:

    “Abbiamo imparato a volare come gli uccelli e a a nuotare come i pesci, ma dobbiamo ancora imparare a camminare assieme sulla terra come fratelli”

    A seguire un breve estratto da un mio piccolo testo
    Un caro saluto a tutti da Alessandro Venzano (Circolo Venturini di Genova, persone serie con idee concrete per il futuro)
    avenzano@tiscali.it
    ________________________________________________________

    Il quadro d’insieme della nostra società è assai complesso. La difficoltà d’esaudire i bisogni e le aspettative di ogni suo singolo componente si scontrano con inevitabili problematiche di carattere sociale ed economico.

    Il problema di fondo risiede nel fatto che bisognerebbe riconsiderare il ruolo che ciascuno di noi ha all’interno della società: cioè cercare di ragionare con la logica del “noi” e non dell’ “io”. Comprendere, quindi, che è praticamente impossibile che tutte le proprie problematiche possano essere risolte e ragionare, quindi, come se si appartenesse ad un’unica grande classe: la classe dei cittadini del mondo.

    Tanti ed innumerevoli gli esempi di particolarismi e di contraddizioni cerebral-comportamentali:

    -Non si può esigere pulizia nelle strade quando si lascia volontariamente il sacchetto dell’immondizia a fianco del cassonetto per il timore di toccarne le maniglie potenzialmente “infette”.

    -Non è giusto pretendere che tutti paghino le tasse e poi pagare in nero la riparazione dell’idraulico, o la consulenza del professionista, al fine di risparmiare “almeno l’iva”.

    -E’ profondamente sbagliato amministrare la politica pubblica in parlamento proclamando serietà e rigore e poi utilizzare l’opera di collaboratori “in nero”.

    -Non ci si può lamentare dell’eccessivo costo della bolletta energetica ed, al contempo, mettere in funzione i propri elettrodomestici anche a mezzo carico.

    -Non è possibile criticare l’esagerato inquinamento metropolitano e poi rifiutarsi di compiere qualche centinaio di metri a piedi, per potere magari recarsi presso il negozio del quartiere.

    -E’ sbagliato pensare che i problemi del vivere comune possano e debbano essere sempre risolti dagli altri rimanendo sempre ai margini del decisionismo senza volersi assumere responsabilità di alcun tipo.

    -E’ contraddittorio considerarsi religiosi, frequentare luoghi di culto e poi non impegnarsi attivamente nel sociale oppure farlo criticando fedi diverse dalla propria.

    -E’ palesemente contraddittorio pubblicizzare campagne mediatiche contro il fumo e poi apporre bollini monopolistici su confezioni di sigarette.

    -E’ assurdo mostrare alla televisioni immagini terribili di gravi incidenti stradali ed, al contempo, irradiare pubblicità di veicoli che raggiungono in pochi secondi velocità “importanti”.

    -E’ criticabile lamentarsi per l’intasamento veicolare delle nostre città e poi lasciare la macchina in seconda fila per andare…a comperarsi i grissini.

    -E’ veramente strano criticare le scene folcloristiche che, a volte, si verificano presso i Palazzi della politica e poi litigare furiosamente, per quisquilie, con il vicino di casa durante l’assemblea condominiale.

    -E’ giusto, ma un poco contradditorio, tutelare con grande rigore la privacy di cittadini che poi sul mezzo pubblico od al mercato, parlano in libertà delle proprie, talora intime vicende, con il telefono portatile.

    -E’ triste ( per chi crede) uscire dalla funzione religiosa, attentamente seguita, e poi voltarsi dall’altra parte alla vista del vagabondo sulle scale della Chiesa (ma il Verbo ascoltato alcuni minuti prima non lo si dovrebbe mettere in pratica…subito?)

    -E’ un limite evidente dedicare ore di trasmissioni televisive a persone che tirano calci…ad un pallone e poi seguire con pochi minuti di servizio tragedie quali il terremoto di Bam in Iran.

    -E’ contraddittorio pretendere che il proprio figlio studi e poi reagire polemicamente al voto insufficiente affibbiatogli dall’insegnante “vergognosamente” severo.

    -E’ discutibile, per chi risiede nei Palazzi del potere e del decisionismo, il voler riordinare il sistema previdenziale chiedendo giustamente sacrifici all’uomo qualunque, senza rinunciare, al contempo, alle proprie prerogative e facilitazioni pensionistiche.

    -E’ sbagliato criticare aprioristicamente la politica ed i politici e non presentarsi alle urne dimostrando di non aver intenzione di proporre delle alternative credibili.

    Sarebbe necessario compiere tutti un passo indietro, riflettere sulle proprie abitudini, sui propri atteggiamenti e prendere in considerazione la possibilità di rimettersi in discussione per compiere un’autocritica serena e costruttiva.

    “Un quadro è una cosa che richiede tanta scaltrezza e vizio come un delitto, falsificazione e aggiungerci un pizzico di natura”

    Degas, Lettere

  20. gigino scrive:

    Controcorrente a tutti i commenti che mi precedono vorrei quale modesto avvocato di città con entrate da impiegato( e non per mancanza di volontà di lavorare)rappresentare che il riprisino delle tariffe professionali forensi ed il reimpiego del divieto di patto quota lite non rappresentano una tutela di casta o norme contro la concorrenza. Vero è il contrario!.E vi spiego il perche’. La presenza delle tariffe chiarisce il rapporto sotto il profilo economico tra l’assistito ed il proprio difensore, senza la possibilita per il primo di vedersi ricevere richieste impossibili e senza possibilita del secondo di approfittare in quanto sa che per quell’attività vi è una tabella con un minimo ed un massimo di onorario. Il patto quota lite fa svanire la giusta estraneità che il professionista deve avere nella gestione del caso,coinvolgendolo in maniera emotiva nella gestione come se fosse cosa personale.
    Inoltre il Patto quota lite può essere fonte di corrutele perchè ad esempio se il professionista si trovasse a gestire un caso che potrebbe essere perdente,ma ha comne avversario un collega amico con il quale ha altra causa che potrebbe vincere, si potrebbe mettere d’accordo con l’avversario e far perdere la causa del proprio assistito dietro assicurazione di vincere l’altra.
    Inoltre va chiarito una volta per tutte che la tariffa non premia e difende i grossi studi ma i piccoli e quindi i giovani alle prime armi.Infatti il piccolo studio o lo studio di un giovane alle prime armi,in un regime di libera concorrenza, avendo scarso potere contrattuale, per poter sopravvivere sarebbe costretto a chiedere somme bassissime (decisamente inferiori alle tariffe odierne)anche dinanzi a casi di grande valore (svilendo e mortificando la propria prestazione professionale), non potendosi mai cosi evolvere economicamente, mentre i grossi studi ne sarebbero avvantaggiati potendo, in ragione di un grosso potere contrattuale, imporre delle tariffe molto alte e comunque avendo piu possibilita di scremare la propria clientela. Grazie per l’attenzione che presterete a quanto scritto qui.

  21. salvatore scrive:

    questa non è un italia di laureati in giurisprudenza

  22. Filippo scrive:

    Già stimavo l’on. DELLA VEDOVA , adesso dopo questa iniziativa non posso che apprezzare ulteriormante il suo operato : la riforma forense è vergognosa, ultra corporativa ed anticostituzionale , in nessun ordinamento è stata mai prevista un norma che obbliga un libero professionista a guadagnare un certo tot pena in caso contrario la cancellazione!!!!!!!!!!!!!!!!!!!11

  23. Michele scrive:

    Certamente no alla controriforma forense essendo questo un atto che cancellerebbe il libero mercato ed il diritto al lavoro di oltre 40.000 occupati nel patrocinio stragiudiziale trasformando, oltretutto, questa parvenza di democrazia in sistema dittatoriale soprattutto in un momento dove tutte le forze sociali dovrebbero impegnarsi, quantomeno, per la tutela dei posti di lavoro esistenti.
    Chiedo a tutte le forze politiche democratiche che intendano garantire tutti i cittadini, senza privilegi per alcuno, di applicare semplicemente la Costituzione e le Direttive Europee le quali non consentono l’applicazione di un così grave stravolgimento.

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  1. […] su Libertiamo una lettera aperta a Fini contro la riforma forense di cui sono tra i primi firmatari. Mi raccomando di leggerla, […]

  2. […] This post was mentioned on Twitter by Camelot, Libertiamo. Libertiamo said: No alla controriforma forense: lettera aperta a Gianfranco #Fini | Libertiamo.it http://t.co/9Y7ESCK via @AddThis […]

  3. […] L’Italia che vogliamo per il 2020, Presidente Fini, non teme la concorrenza e il merito, nel settore forense come negli altri. La politica che vogliamo è quella che sa ascoltare le istanze di ogni categoria sociale e professionale, senza però subirne le pressioni. E’ questa una grande novità che Futuro e Libertà può e deve offrire alla politica e alla società italiana. Rivolgendoci a Lei e ai membri del gruppo di Futuro e Libertà alla Camera dei Deputati (che ricevono questa missiva per conoscenza), auspichiamo che si metta in discussione la linea adottata al Senato, per evitare che FLI commetta un grave errore politico“ (Libertiamo). […]

  4. […] questo punto, caro-presidente-Fini-ti-scrivo una letterina aperta, liberale liberale, che sta girando in rete, e che in pratica spiega che di futuro e libertà in […]

  5. […] questo punto, caro-presidente-Fini-ti-scrivo una letterina aperta, liberale liberale, che sta girando in rete, e che in pratica spiega che di futuro e libertà in […]

  6. […] tra una spesuccia e l’altra, tra una riforma non fatta ed un’altra fatta al contrario (leggi: contro-riforma forense) ed un’altra ancora fatta senza soldi (leggi:Università), beh in questo cazzeggio irrazionale, i […]