– “Dal 1° gennaio Wi-fi libero negli esercizi commerciali” aveva annunciato il ministro Maroni presentando il pacchetto sicurezza redatto dal Governo. Peccato che l’esecutivo non sarà in grado di onorare l’impegno, per una ragione semplice: l’abrogazione dell’articolo 7 del cosiddetto Decreto Pisanu del 2005 (che prevede la licenza per l’esercente che voglia installare una rete wi-fi e l’obbligo di identificazione per l’utente) non è parte del decreto-legge sulla sicurezza, che la Camera ha iniziato ad esaminare per la conversione in legge, ma di un disegno di legge del Governo non ancora presentato al Parlamento per la discussione. Siamo al 27 novembre, da qui a dicembre il calendario parlamentare è particolarmente fitto e l’agenda politica oltremodo calda, tanto che solo un inguaribile ottimista può sperare che l’annuncio di Maroni diventi realtà a gennaio. Più realisticamente, con i tempi che corrono, si rischia che la misura sul wi-fi slitti alle calende greche: quel disegno di legge, infatti, verrà caricato di tanti e tali significati politico-elettorali (la Lega, in particolare, ha preteso che vi sia una norma per l’espulsione dei Rom) da rischiare di non vedere mai la luce.

Intendiamoci: è accettabile, quasi opportuno, che la norma sul wi-fi non abbia trovato spazio in un decreto-legge, non essendoci le ragioni di necessità ed urgenza che motivano la potestà legislativa dell’esecutivo. Ciò che difficilmente può essere giustificato, invece, è la nonchalance con cui il Governo annuncia urbi et orbi obiettivi tecnicamente irrealizzabili (sul modello dei “tre giorni” per i rifiuti a Napoli; nella prossima settimana diremo di peste e corna sul cosiddetto Piano per il Sud, per dirne un’altra).

Noi di Libertiamo, che la modifica della normativa sulle reti wi-fi pubbliche la vogliamo davvero, in una forma ragionata e non penalizzante per gli esercenti stessi, proporremo lunedì al gruppo di FLI alla Camera di presentare – e a i deputati di tutti i partiti di sottoscrivere – un emendamento parlamentare al decreto-legge in via di conversione, affinché una buona norma sul wi-fi possa davvero vedere la luce entro il 1° gennaio.