E con Romani la Rai in ‘bolletta’ finisce nelle bollette degli italiani

di DIEGO MENEGON – Privatizzare la TV di stato? Liberare la Rai dalla politica e gli italiani dal canone? Macché! La proposta di Libertiamo non pare aver destato particolare interesse presso il nuovo inquilino del Ministero dello sviluppo economico. Per Paolo Romani tutti i titolari di un contratto di fornitura elettrica devono sovvenzionare la televisione pubblica, che abbiano o meno un apparecchio. Il canone va riscosso direttamente in bolletta, perché, parole del titolare del dicastero, “se uno ha l’elettricità, ha anche l’apparecchio TV”. Sarà semmai il contribuente a dover dimostrare il contrario.

L’onere della prova ricada dunque sul privato cittadino – la parte debole, se ci è permesso – che non dormirà la notte per fornire l’evidenza di non possedere qualcosa che non ha. Perché, se ci pensate, è facile dimostrare di avere un’auto, un orologio o un frac: basta inviare la fattura d’acquisto all’autorità competente. Molto più difficile, anche se in buona fede, dimostrare il contrario, ossia di non disporre di un computer o un televisore. Nello stato di polizia fiscale perfetto verso il quale ci stiamo dirigendo, il contribuente invoca a gran voce e sollecita la perquisizione della propria abitazione o del proprio negozio affinché le autorità verifichino la legittimità della richiesta di non versare all’erario il pagamento di una tassa sul possesso di un bene che non si ha.

La presunzione di debito erariale e l’imputazione dell’onere della prova in capo al contribuente rappresentano una vessazione tanto grave (specie per la commistione di elementi penalistici nel diritto tributario) quanto in via di diffusione. Dagli studi di settore al compenso per copia privata, sono sempre più incisivi gli strumenti attraverso i quali l’erario mette con le spalle al muro il contribuente: prima si presume la sussistenza del presupposto di imposta e si esige il pagamento della tassa, poi tocca al cittadino eventualmente, se ci riesce, dimostrare il contrario.

La misura è ingiusta anche nel merito: migliaia di esercizi commerciali, titolari di un contratto di fornitura elettrica, riceveranno il bollettino del canone Rai pur non disponendo di un televisore.

L’equazione Romani (Elettricità=Televisore) è tutt’altro che universale.

Oltre che iniquo, il prelievo mediante bolletta rischia di determinare un’ulteriore riduzione della trasparenza. Già oggi non è facile comprendere il reale costo dell’energia consumata, contribuendo all’importo non solo i servizi attinenti al servizio di erogazione dell’energia, ma anche gli incentivi alle rinnovabili, i CIP6 per le fonti assimilate, le accise stabilite per eventi bellici e calamitosi risalenti alla guerra d’Etiopia, fino agli aiuti del decreto salva-Alcoa. Un mare magnum che non consente all’utente di orientarsi utilmente nel mercato elettrico. Il prezzo perde così il suo valore orientativo.

Non è ancora legge, ma il ministro si è espresso in modo chiaro e ha annunciato che la misura sarà inserita nel prossimo decreto Milleproroghe o in un altro provvedimento che sarà prossimamente varato dal Governo.

Ma non è tutto. Il ministro Romani ha annunciato che, suo malgrado, si prevede anche un aumento del canone. Per quanto si voglia far passare il prelievo in bolletta come una misura di contrasto all’evasione (stimata attorno al 30%), per “pagare meno, pagare tutti”, l’esito immediato contraddice l’intenzione palesata e si concreta con il motto: “pagare tutti, pagare di più”.

Più che il tasso di evasione, meritano attenzione i dati relativi ai ricavi della RAI. Il gruppo televisivo più importante nel nostro paese, con lo share più alto (41,86%), continua a dipendere fortemente dall’imposizione fiscale, da cui trae 1,6 miliardi di euro sotto forma di canone. I ricavi pubblicitari si attestano a 1,1 milione di euro, contro i 2,8 miliardi di euro di Mediaset. I dati relativi all’auditel e al bilancio RAI ritraggono una televisione pubblica che, pur avendo le potenzialità e i numeri per competere nel mercato pubblicitario, si nutre ancora in prevalenza della tassazione imposta ai possessori di apparecchi idonei alla ricezione di radioaudizioni.

Nella maggior parte dei paesi europei non è previsto alcun canone radiotelevisivo. In Olanda, Ungheria, Bulgaria, Spagna, Belgio fiammingo, Lussemburgo, Portogallo, Lituania, Lettonia, Polonia, Estonia, Bielorussia, Ucraina, Moldavia, Russia e Turchia il canone radiotelevisivo è stato abolito. La tassa continua ad applicarsi solo in Francia, Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia; dove però non viene trasmessa la pubblicità durante la programmazione televisiva.

Il Governo ha di fronte due strade: far seguire alle parole del ministro i fatti, compiendo un passo ulteriore verso lo stato di polizia fiscale, oppure imprimere una spinta autenticamente liberale al sistema radiotelevisivo, eliminando le distorsioni che oggi falsificano la concorrenza, liberando gli Italiani da una tassa anacronistica e creando maggior pluralismo nell’informazione. Insomma, in poche parole, privatizzare la RAI.


Autore: Diego Menegon

Nato a Volpago, in provincia di Treviso, nel 1983. Laureato del Collegio Lamaro Pozzani della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro. Ha svolto ricerche e scritto per Iter Legis, Agienergia e la collana Dario Mazzi (Il Mulino). Si occupa di affari istituzionali e di politiche del diritto nei temi di economia, welfare, energia e ambiente. Socio fondatore di Libertiamo, è Direttore dell'ufficio legislativo di ConfContribuenti e Fellow dell'Istituto Bruno Leoni. Attualmente candidato alle elezioni politiche 2013 con Fare per Fermare il Declino.

11 Responses to “E con Romani la Rai in ‘bolletta’ finisce nelle bollette degli italiani”

  1. ale scrive:

    è una tassa e come tale va pagata!
    tutti in italia possiedono almeno un televisore
    solo il 2% forse no ce l’ha e questi signori potranno dichiararlo tranquillamente senza rischiare nulla…
    siamo i soliti italiani furbetti che NON vogliamo pagare le tasse…

  2. puzzailsignorvincenzo scrive:

    Sono perfettamente d’accordo sul fatto che sarebbe giusto privatizzare almeno due delle tre reti Rai, ma il fatto che moltissima gente non paghi il canone è un vero scandalo che si perpetua da decenni. Chi, come me, lo ha sempre pagato, non sa se sentirsi onesto o stupido.

  3. spaparapazzi scrive:

    Faccio parte al 2% (se i dati di “ale” sono esatti) e la rai, poichè ero una dei tanti…”stupidi” (come teme di doversi definire “puzzailsignorvincenzo”) mi tarassa di richieste di pagamento del canone nonostante abbia dichiarato che non posseggo apparecchi televisivi. La domanda è: chi viene a controllare me per liberarmi dal tartassamento e chi va a controllare i supposti furbetti? Quanti “stipendioni” dobbiamo ancora pagare a chi ci propina il suo palinsesto come fosse un privato, dal momento che i gusti televisivi degli italiani sembrerebbero essere decisi ad ogni tornata elettorale da un gruppo politico piuttosto che un’altro, per avere un meccanismo rispettoso dei diritti del consumatore? Io faccio l’infermiere, insieme al medico al pronto soccorso ci capita di salvare la vita a parecchie persone ma la rai non fa altro che parlare di malasanità ma gli stipendi di chi legge un pacchetto di fogli al telegiornale noi ce li sognamo…come se fossero loro a salvare la vita di qualcuno!

  4. Evasore del canone scrive:

    Io il canone non lo pago. Non lo voglio pagare. Non voglio pagare allo Stato una tassa sul possesso di un maledetto elettrodomestico. Perché radio e televisione sì, ma lavatrice, lavastoviglie, aspirapolvere, microonde e frigorifero no? Qualcuno me lo sa dire?

    La mia è disubbidienza civile: non sono d’accordo con questa tassa e non la pago. Straccio ogni avviso bonario che arriva dalla RAI e sono disposto ad andare in tribunale per sollevare questione di legittimità costituzionale. Tutte le altre tasse le pago, ma QUELLA no, perché quella non la considero una tassa giusta.

    Poi sì, ci sono le migliaia di troie (donne e uomini) che popolano il piccolo schermo perché hanno fatto un servizietto all’uomo di potere giusto; che il servizio pubblico sembra più un servizio fatto ai singoli gruppi di potere quando hanno qualcosa da dire; che non c’è uno schifo di programma che valga la pena di essere considerato al livello dei vecchi programmi RAI. Ma queste sono giustificazioni successive.

    Io il canone non lo pago: è una tassa ingiusta, come quella sulle webradio e le webtv che questo Governo ILLIBERALE ha testè deciso per via dei suoi bracci armati dell’Authority per le TLC. Quindi, finché non verrà abolita questa tassa, faccio l’unica cosa che posso fare: NON PAGO.

  5. Andrea B. scrive:

    Il canone va pagato ci mancherebbe altro, finchè è una legge va osservata, però come si sentono lorsignori ad essere trattati da sudditi, a cui viene applicata sempre di più l’ inversione dell’ onere della prova ?

    In ogni caso questo strumento causerà un aumento dei ricorsi, parliamo degli esercizi commerciali che non hanno un televisore, come riportato nell’ articolo, ma anche delle seconde case.
    Fino ad adesso il concetto era che il canone si pagava per il possesso “di uno o più apparecchi televisivi”, fermo restando che quindi uno o più potevano stare nella casa al mare o in campagna, dove ovviamente però hai un’ altra utenza elettrica.
    Ma anche senza spostarsi molto: che dire degli scantinati e garage con contatore separato rispetto all’ abitazione principale, per cui si riceve un’ altra bolletta ?

  6. Denis scrive:

    Io come gran parte degli italiani sono COSTRETTO a pagare una tassa ASSOLUTAMENTE INGIUSTA!!!
    Ad un canone dovrebbe corrispondere un SERVIZIO! E quale servizio ci da la RAI che non ci dà qualsiasi TV privata???? Nessuno!
    E solo un’altro centro di distribuzione di soldi pubblici alle clientele politiche.
    Per guardare qualcosa di buono in TV ho dovuto abbonarmi a Sky, ma almeno sono contento per il servizio, i canali RAI per mè non esistono più da anni, perchè dovrei pagare Vespa e dintorni?
    La Rai introita soldi dalla pubblicità quasi quanto mediaset, allora perchè chiede milioni di euro agli italiani? NON E’ GIUSTO!!!

  7. giovanni scrive:

    Non pagare le tasse è ormai l’unico modo per impedire a questa classe politica di condurci al fallimento.
    Il successo dei nostri politicie e la loro sopravvivenza mi sa che è stata proprio quella di averci messo uno contro l’altro dividendoci in evasori e tartassati
    La differenza vera è invece tra chi paga le tasse e di quelle vive

  8. ok scrive:

    il canone andrebbe pagato solo x rai3

  9. enzo51 scrive:

    La banalità… dell’assurdo!!

    Dovremmo noi chiedere alla Rai il canone d’intrusione nelle nostre case con programmi -schifo e bombardamento sistemico della pubblicità ovviamente molto ben pagata alla Rai dai committenti!!

    Il sistema vessatorio con cui la Rai chiede con insistenza”bonaria” anche canoni già pagati ci vede costretti ad intraprendere forme di lotta di “sopravvivenza” alle tasse ingiuste tali da portarci alla disdetta dell’abbonamento.

    Ed è ciò che io ho fatto già da quest’anno con richiesta da parte Rai di un ulteriore canone ma con numerazione diversa e conseguenti minacce di blocco dell’auto o pignoramento sugli immobili.

    OK!! Li aspetto alla Totò:” Chissà questi stupidi dove vogliono arrivare! E che mi frega a me…Che son …coglione!!”.

    Leggendovi mi conforta il fatto che non sono solo in questa battaglia sacrosanta sul diritto all’autodeterminazione!!

  10. pino scrive:

    romani altro paladino della liberta’ aveva detto che era odioso il canone rai per cui lo faceva pagare la meta’ ma scusate ma silvio non ha condannato propio la rai per quanto riguarda il suo potere
    e non e propio il governo che si intasca la tassa di questo furto legale .
    Ma quanti pagano sta tassa in pochi la maggioranza non possiede iltelevisore e niente controlli pagano gli onesti e pure con l’aumento.
    Adesso che ci penso anche bossi quanto era sano in una piazza strappo’ il canone rai,adesso se ne frega ,si le promesse in campagna elettorale sono buone ma poi al potere addio,fa niente se si prende di tredicesima 500euro con 700 euro di trattenute.

    Come sarebbe bello caro silvio parlarti a tu per tu,e delle tue promesse e della crisi alle spalle,e del tuo famoso contratto con gli ialiani.

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