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Renzi, il ‘rottamator’ conformista

– La macchina partita un po’ a stento dalla bocciofila, per andare non si sa bene dove, s’è fermata, in panne, nemmeno a metà strada. Così il povero Pierluigi s’è trovato a lato della carreggiata, maniche di camicia arrotolate, curvo sul cruscotto per vedere cosa non va nel motore, per capire com’è che gli ingranaggi non funzionano, perché l’auto non si muove. Troppo vecchia? Forse la macchina PD è un diesel molto lento a cui è stata messa la benzina e così invece di partire in quarta, da zero a cento in un secondo, s’è bloccata col cofano fumante e un rumore di cigolii sinistri. Almeno quelli.

Ecco la metafora raccontata da quel bischero di Matteo Renzi, che nella storia assume il ruolo dello sfasciacarrozze: vede in lontananza il segnale di fumo, percepisce che qualcosa non va e s’avvia baldanzoso e veloce a rottamare l’auto guidata da Bersani. La figura interpretata da Renzi non è proprio simpatica, ogni autista in panne preferirebbe incontrare un gentile soccorritore piuttosto che uno sfasciacarrozze in vena di rottamazioni. Fatto sta che la storia suona più o meno così, per cui la metafora distruttiva, di quello che arriva e invece di dare una mano decide di buttare tutto, non è una delle interpretazioni possibili ma corrisponde ad una precisa volontà narrativa.

Rottamare il partito è un obiettivo da raggiungere. Matteo si descrive, allora, come un esperto rocker, un giovane e incavolatissimo Billy Corgan, cantante degli Smashing Pumpkins, che in un impeto d’energia da ventenne, incontenibile e grunge, spacca la chitarra, fa in mille pezzi, con occhio finto-spiritato, lo strumento del proprio successo. E riceve applausi, urletti striduli delle fans, fischi di gaudio e giovanile sostegno. Renzi lo sfasciacarrozze è Billy, è il contrario dei super eroi, l’anti Batman per definizione. Mentre l’uomo pipistrello, infatti, si cala dall’alto del proprio palazzo per scendere in strada e dare una mano, Matteo scende le scale di Palazzo Vecchio con orgoglio distruttivo.

Da un certo punto di vista Renzi, in coppia con Civati, alias Ciwati per i giovani internauti del PD, una ragione ce l’ha: qualcosa nel partito non va, la leadership è lacunosa per cui c’è uno spazio da occupare, bisogna davvero rimboccarsi le maniche, come fa su tutti i manifesti d’Italia un bianco e nero Bersani con uno sguardo modello CSI.
Il problema del racconto dei rottamatori non riguarda la necessità e la volontà di prendersi uno spazio e un ruolo là dove si decide, ma è relativo alla metafora scelta dal duo più applaudito dai giovani democratici. Il rottamatore, infatti, butta via la macchina, la sfascia, la lascia là, abbandonata, come un catorcio da cui prendere singoli pezzi, un tubo di scappamento, una marmitta, a seconda dell’esigenza.

L’iniziativa ideata da Renzi e Civati, Prossima fermata Italia, ha avuto un che di evocativo ed è sicuramente stata ben organizzata, ben costruita, il pacchetto evento era ben fatto. Ma davvero il PD, e soprattutto i giovani del PD, gli amministratori del partito, possono accontentarsi della rottamazione? E dopo aver buttato l’auto e dato una bella pedata al proprietario che magari ha avuto la colpa di trattarla male, di guidarla col freno a mano tirato rovinandone così il motore, cosa accade?
Billy Corgan alla fine del concerto prendeva una chitarra nuova e passava la paura. È possibile, allora, un PD altro, non solo rinnovato, rabberciato, ma del tutto nuovo,  totalmente diverso?
Renzi non descrive, infatti, il partito come un attrezzo ammaccato, da aggiustare, altrimenti sarebbe bastata una mano di vernice, oppure la sostituzione di un pezzo. Renzi parla di una macchina da rottamare, un usato non più buono, da sostituire completamente.

Un PD diverso sarebbe possibile se si capisse oggi cosa è il partito attuale. Sembra un contenitore vuoto, da riempire,  non si capisce che auto è: un’utilitaria per far posto alle famiglie, un’auto sportiva per correre veloci, una cabrio un po’ fighetta, un pulmino anni Settanta per starci dentro in tanti.  Chissà quale altra macchina ha in mente Renzi. Dovrebbe spiegarlo, così oltre a essere lo sfascia carrozze potrebbe diventare l’autista, magari di una Citroen DS3 che, a sentire John Lennon nella pubblicità, è l’anti retrò per eccellenza.

Certo che di Renzi si può dire tutto, che sia figo, ma anti-fighetto, trendy, ma popolare, arrogantello, ma simpatico. Non si può dire però che sia esattamente un anticonformista rispetto alla storia della sinistra, che di “giovani” che volevano sfasciare tutto, riuscendoci alla grande, ne ha sempre avuti sempre molti e di grande successo. A sfasciare e a sfasciarsi, sulla rive gauche, si va sempre sul sicuro.
Poi, insomma, non è che Renzi abbia proprio i numeri del fenomeno. Ha soffiato Firenze – una delle città più rosse d’Italia – al compagno di partito Lapo Pistelli, mica ha espugnato Treviso o Varese.
Per diventare un eroe, serve un eroismo un po’ più concreto. Per dire, il grigio e antipatico e “vecchio” Chiamparino ha fatto cose un po’ più grosse, nel ridotto torinese, assediato dalle truppe azzurro-verdi del Cavaliere e del Senatùr.


Autore: Federica Colonna

Nata a Viterbo nel 1979, dopo la maturità classica si laurea in Scienze della Comunicazione e lavora come consulente politico per Running, gruppo Reti. Da libera professionista realizza più di dieci campagne elettorali, tra cui quella per l’attuale sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni. Collabora con "La Lettura" del Corriere della Sera, ha un blog su Il Fatto Quotidiano e uno sull'Unità.

2 Responses to “Renzi, il ‘rottamator’ conformista”

  1. Renzi è importante non per la vittoria che ha ottenuto, ma per quello che dice e che fa.

  2. Sinigagl scrive:

    La metafora dei rottamatori è stata più che altro inventata dai giornali.
    Quello che conta è l’idea del rinnovamento delle forme e del metodo di far politica che per funzionare dovrebbe poggiare su un rinnovamento generazionale.
    La cosa interessante è che non lo dicono più solo Renzi & Civati: vedete per esempio che combina “Insieme per il PD” di Sandro Gozi…
    http://cerca.unita.it/data/PDF0115/PDF0115/text22/fork/ref/10324tda.HTM?key=INSIEME+PER+IL+PD&first=11&orderby=1

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