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Saviano, vieni via con Welby – 3

– “La prima volta che sono entrata negli studi di Vieni via con me, è stato il 9 novembre. Non avevo mai visto né Fazio né tantomeno Saviano. Sono rimasta stupita dalle persone che sono prima che dai professionisti”.

A raccontarlo è Mina Welby, che parla dei retroscena della trasmissione andata in onda lunedì scorso su Rai Tre, che come sempre, è stata seguita da tante polemiche, politiche soprattutto. Nel merito delle quali Mina non vuole entrare, solo descrivere le sue sensazioni : “Fabio Fazio è proprio come appare in televisione, timido, introverso. Era emozionato a rapportarsi con me, mi ha detto che qualora riparlare di Piergiorgio mi avesse rinnovato il dolore, non se ne sarebbe fatto niente”.

Un gesto di sensibilità di cui però la vedova di Piergiorgio Welby non ha voluto approfittare. Mina non si è sottratta, nemmeno in questa occasione. Non per raccontare la “storia”, il caso umano, ma per rinnovare il senso della battaglia politica che Piero aveva intrapreso fin dall’inizio con i radicali. Quel che Piergiorgio ha fatto, lo ha fatto per ottenere un diritto per tutti i cittadini. “Non andrei mai a raccontare la nostra storia in una trasmissione come quelle dei contenitori domenicali, dove si dà risalto solo alle vicende personali, dove spesso si fa leva sul pietismo. Quella di Piero è stata ed è tuttora, attraverso la mia testimonianza, una lotta politica, civile, per dare voce a tutti quei malati e alle loro famiglie che vivono nelle sue stesse condizioni. Proprio per questo ad un certo punto lui decise di scrivere la lettera al Presidente della Repubblica, per aprire un dibattito pubblico su un tema così delicato, Piero voleva agire nel diritto, voleva che tutti i cittadini potessero avere la possibilità di scegliere.”.

E proprio questo è stato sottolineato da Saviano nel monologo della puntata, il punto della lotta politica: “Piero, Eluana, Luca Coscioni potevano risolvere il loro “problema” pagando la classica tangente come si fa, l’eutanasia già esiste negli ospedali italiani, si paga qualcuno in silenzio.”

Il famoso segreto di Pulcinella,aggiungerei: tutti lo sanno ma ciascuno finge di non saperlo …

Sono rimasta colpita nel vedere un ragazzo giovane, che potrebbe essere mio nipote, così appassionato, sensibile, con un senso del rispetto raro da trovare al giorno d’oggi”, così spiega Mina l’impressione che ha avuto restando per due ore chiusa in una stanza con Roberto Saviano, a preparare la puntata. “Anche lui aveva paura di rivangare con il racconto della mia storia con Piergiorgio un dolore privato troppo grande. Quando abbiamo parlato, lui conosceva già tutta la storia, nei minimi dettagli. Aveva letto il blog, i libri, aveva approfondito tutte le sfumature, era estremamente preparato; voleva solo una conferma da me, che la storia fosse proprio così, senza omissioni o errori.”.

E che Saviano sia entrato profondamente nella storia di Mina e Piero, si capisce dal suo modo emozionato di descivere l’amore tra i due. La delicatezza che usa nei toni, nel registro linguistico, nei particolari. Racconta la battaglia, la politica, ma anche il percorso personale che rende questa vicenda ancora più “umana”.

La puntata di lunedì, naturalmente, ha avuto uno strascico di polemiche attese, così come era accaduto per quella predente. A scagliarsi contro è stata soprattuto la Chiesa, dalla pagine di Avvenire, che ha bacchettato la produzione di Rai Tre, per non aver dato un contraddittorio alla storia di Welby e di Eluana Englaro (in trasmissione, ospite c’era anche Beppino). Certo, verrebbe da chiedersi che tipo di confronto sia necessario, dal momento in cui nessuno pretende di impedire a chi vuole continuare a vivere attaccato ad un respiratore o ad una qualunque macchine di poterlo fare liberamente. Ma Mina preferisce non parlarne, non le va di tornare a sottolineare i soliti contrasti.

Anzi, la reazione della Chiesa la stupisce ancora una volta: “Appena ho acceso il cellulare alla fine della trasmissione, sono stata travolta da una valanga di sms di partecipazione di gente normale, comune, che mi conosce, che segue la mia battaglia. Così come quando ho aperto facebook. Dopo tanto tempo, ancora la persone ricordano la lotta di Piero e mi sono accanto. Perché anche se di questi temi se ne parla sempre troppo poco, la sensibilità delle persone resta”.

E per fortuna la gente comune è più attenta dei politici. Già, perché la politica in questo momento pare  in grado di soltanto di alimentare polemiche, di aizzare tutti contro tutti, destra contro sinistra, senza mai porre certe questioni, come quelle del fine vita, dei diritti individuali, su un piano più alto, condiviso da tutti, fuori dagli schemi delle ideologie.Anche per questo una trasmissione che mescola il genere dello spettacolo a quello dell’informazione può dare un contributo importante per approfondire e non dimenticare certi temi. “Penso che Fazio e Saviano siano dei grandi mattatori ineguagliabili. Sono rimasta colpita dal contrasto tra la loro semplicità e umiltà, e la pomposità della macchina dello spettacolo, dello show vero e proprio. La serietà dei contenuti, dell’intero staff, viene bilanciata dall’alleggerimento del contorno. Ma non stona mai nulla. Non mi sono sentita per un attimo fuori posto”.

L’ultima cosa che Mina racconta è una “nota di colore”: “Un momento prima di entrare a leggere il mio elenco in diretta, l’elenco delle ultime cose dette da Piergiorgio, Fazio dietro le quinte mi ha fatto una carezza sulla spalla, per incitarmi e darmi coraggio. Ecco, loro sono tutti così. Anche se sono sotto tiro di tutta Italia in questo momento, non fanno trasparire la loro paura, che sono sicura ci sia, ma vanno dritti per la loro strada, sicuri delle loro scelte. E cercano di infondere serenità a chi arriva a dare un contributo “sincero” nella loro trasmissione


Autore: Simona Nazzaro

Nata a Roma nel 1980. Laureata in Scienze della Comunicazione, a La Sapienza, ha curato le campagne politiche e di comunicazione dell’Associazione Luca Coscioni. Collabora con diversi settimanali e quotidiani. La sua grande passione è il basket, e da anni concilia questa con il lavoro: conduce infatti una trasmissione radiofonica di approfondimento sportivo.

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