Medioevo alle porte: riforma della professione forense in arrivo – AUDIO

– Qualunque sia l’esito della riforma della professione forense, ciò che è successo recentemente dietro gli scranni del Senato rappresenta un vulnus alla già scarsa democrazia economica di questo Paese.

E’ stato infatti approvato in aula un articolato che riserva, tramite un tacito accordo tra corporazioni, l’attività stragiudiziale e di consulenza legale solo ad avvocati, ordini professionali concorrenti, ai dipendenti di associazioni di categoria e dei consumatori e ai professori di diritto. Un risultato illiberale da portare sugli altari del Congresso Nazionale Forense, raggiunto con il contributo determinante dell’Italia dei Valori che ha così sostenuto una maggioranza claudicante e vanificato l’opposizione di Futuro e Libertà. L’emendamento, approvato così com’è, produrrebbe conseguenze devastanti nel mondo del lavoro e sul tasso di liberalizzazione, già tendente allo zero, del mercato italiano dei servizi professionali; costituirebbe inoltre un freno improvviso alla crescita del movimento delle professioni più innovative e non regolamentate da albi o collegi.

Tali effetti meritano un approfondimento.

Prima di tutto migliaia di studi professionali rischiano di essere cancellati con un tratto di penna.
Sono composti da lavoratori autonomi che esercitano da decenni le professioni di patrocinatore stragiudiziale, esperto di infortunistica, amministratore di condominio e, in generale, tutte quelle numerose attività specializzate in uno o più rami del diritto che concorrono, sul mercato, con l’avvocatura.

Un incubo per molte famiglie a causa di una riforma che, a detta del presidente dell’Antitrust, “fa rimpiangere quella fascista degli anni ’30”. I professionisti esclusi, molti quarantenni e cinquantenni e spesso ex quadri aziendali, nonché altri giovani che hanno investito in attività innovative, avrebbero notevoli difficoltà di riconversione in tempo di crisi: per continuare a lavorare, dovrebbero arrangiarsi o fare i “galoppini” degli avvocati, perdendo, come ha detto il valido senatore Ichino durante il dibattito in aula, quella “autocoscienza e sapere collettivo” che proviene dal far parte di una categoria professionale peraltro libera, volontaria e non corporativa. Tutto questo potrebbe accadere in totale assenza di ammortizzatori sociali.

La discriminante folle del formulato, che separa con l’ascia il lavoratore autonomo – che, se non è avvocato, non può lavorare – da chi è dipendente, e quindi può, è un esempio di legislazione creativa fuori dai canoni della costituzione.

La nuova norma, se approvata, avrebbe, sempre seguendo il parere dell’Antitrust, riflessi negativi sull’utenza, dal cliente singolo all’impresa, che si troverà, a causa di una drastica riduzione dell’offerta, di fronte ad un aumento dei prezzi delle prestazioni di consulenza senza la minima certezza di un aumento della qualità delle stesse.

Si verrebbe inoltre a minare il contributo che le professioni non regolamentate, anche nei settori benessere, sanità e fiscale, hanno fornito al Paese affermandosi come prodotto avanzato di un diritto vivente che ha stabilito, tramite luminose sentenze di merito accolte integralmente dal legislatore europeo e dalla Corte di Giustizia, confini certi tra attività riservate e libere.

L’emendamento vuole infatti distruggere un’avanguardia della conoscenza che si è affermata sul mercato perché è competitiva con gli ordini, è organizzata anche in modo imprenditoriale, ha prezzi commisurati al livello di servizio e, non ultimo, ha la capacità di produrre e coordinare nuovi saperi specialistici e interdisciplinari.

Se il formulato fosse definitivamente approvato, infatti, si potrebbe creare un pericoloso precedente che alimenterebbe gli “appetiti” di tutti gli altri ordini, volti ad assorbire tutto ciò che prima non era a loro esclusivamente riservato dalla legge. Niente più tributaristi ma solo commercialisti, niente osteopati o chiropratici ma solo medici, niente informatici ma solo ingegneri e così via in una regressione senza freni che porterebbe il paese definitivamente fuori dal mercato europeo delle professioni e sempre di più terra di conquista di società e professionisti esteri.

Il timore è che si sia rotto quell’equilibrio che per dieci anni aveva affermato il principio, acquisito anche dal più retrogrado legislatore, volto a non creare nuovi ordini e a non ampliare le esclusive. La tregua era stata stabilita in attesa di una riforma organica delle professioni regolamentate e del riconoscimento, nell’ambito della libertà di esercizio e senza restrizioni di sorta, di quelle più innovative, organizzate con sistemi associativi e che promuovono la certificazione di qualità come “pietra angolare” per fornire adeguati segnali di valore.

Tutto questo meccanismo non può essere spazzato via: l’auspicio dunque è che la Camera azzeri l’improvvida decisione del Senato senza tentennamenti, con il contributo delle forze politiche dotate di un minimo tasso di liberalismo e di buon senso, per dare il chiaro segnale che quello che è successo è stato frutto del sonno della ragione i cui mostri, però, non devono essere generati.

Di seguito, intervista di Alessandro Caforio a Stefano Mannacio sull’argomento.
Fonte Radioradicale.it Licenza 2.5 Ita


Autore: Giorgio Berloffa e Stefano Mannacio

Giorgio Berloffa è laureato in Scienze Motorie e in Pedagogia Speciale. E' presidente di Assoprofessioni, dell'Unione Nazionale Chinesiologi e della Federazione delle Associazioni per la Certificazione (ente di certificazione accreditato da Accredia), fa parte del comitato di presidenza di Mondoconsumatori. Stefano Mannacio, 41 anni, è laureato in Economia. E' esperto indipendente in materia assicurativa e consumeristica. E’ titolare di un blog omonimo di tendenza. Economista istituzionale ed eterodosso, è consulente di Assoprofessioni e di alcune riviste specializzate.

95 Responses to “Medioevo alle porte: riforma della professione forense in arrivo – AUDIO”

  1. Mirko Melozzi scrive:

    La cosa veramente sconvolgente è sentire alcuni Senatori dare degli “orecchianti, mezzi orecchi ecc” a tutti coloro che la professione, ed i risultati, se li sono abbondantemente guadagnati sul campo.
    Ci voglioni espropriare ciò che è nostro…..bene, bisognerebbe ricordare a questi signori però che tale metodo, già abbondantemente usato nel corso della storia, è sempre miseramente fallito!!

    “La libertà è un sistema basato sul coraggio.” (Charles Péguy)

    Ps: ma l’IDV, questo misterioso partito, da che parte sta??

  2. fabrizio scrive:

    Buongiorno (se così si può dire) sono patrocinatore stragiudiziale a Trieste da quasi 15 anni con migliaia di clienti soddisfatti, con corsi formativi, studio certificato ISO9001 e con famiglia alle spalle che già deve combattere ogni giorno con questa o quella compagnia d’assicurazione per tentare di recuperare il congruo risarcimento e/o indennizzo per i propri clienti … e ora? Cancellato da una legge che nessuno sa … nemmeno (cosi dicono) gli avvocati … tantomeno l’opinione pubblica … non voglio credere che questa sia l’Italia in cui pago da sempre le tasse! Sentenze di cassazione hanno riconosciuto questa professione da decenni … regolarmente inquadrati rispetto alle normative T.U.L.P.S. … e ora cancellati? Ringraziano anche i dipendenti di tutti gli studi sparsi per l’Italia!

  3. Luigi scrive:

    Tenghino conto che tireremo in ballo anche la CEE…

    FINI..CASINI..E IDV…, vogliamo conoscere le vostre posizioni senza giri di parole!!! ORA!!!

  4. Luigi scrive:

    ….ho potuto appurare proprio 1 minuto fa, che a Roma una nuvola nera porterà brutte cose da qui a fine anno, in parlamento!!

    Si salvi chi può!!

  5. Riccardo Nicotra scrive:

    n.b.:Secondo me chi si firma col proprio nome di battesimo, dovre completare con proprio cognome, salvo usare uno psudonimo. Che ne pensate?
    Oggi, anche le Pubbliche Amministrazioni, possono essere deferite in GIUDIZIO, e chiedere anche i danni, sia per aver commesso qualcosa, sia per non aver fatto ciò che andava fatto. Anche la UE, può essere deferita: Fonte ITALIA OGGI. Diritti umani, nessuna eccezione. È stata codificata nel diritto internazionale la possibilità prevista dal Trattato di Lisbona: alla Corte di Strasburgo, anche l’Unione Europea a giudizio. Anche l’Unione Europea potrà essere giudicata davanti alla Corte di Strasburgo sui diritti umani per violazione della Convenzione del 1950. Era una opportunità prevista dal Trattato di Lisbona. Ora è stata codificata nel diritto internazionale. Spetta pertanto alla Commissione e al Parlamento concretizzare le forme dell’adesione. Da pochi giorni è infatti entrato in vigore il Quattordicesimo Protocollo alla Convenzione europea dei Diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. L’ultimo Paese ad averlo ratificato è stato la Russia. Le finalità esplicite sono quella di accrescere l’efficacia dell’azione giurisdizionale della Corte europea dei Diritti dell’uomo nonché di assicurare un controllo giurisdizionale effettivo sugli atti della UE. Thorbjørn Jagland, segretario generale del Consiglio d’Europa, e Jean-Paul Costa, presidente della Corte europea dei Diritti dell’uomo, hanno affermato in un comunicato congiunto che: «Il Protocollo n. 14 permetterà alla Corte di concentrarsi maggiormente sui casi che sollevano importanti questioni riguardanti la tutela dei diritti umani e di svolgere pienamente e nel migliore dei modi la sua missione; inoltre contribuisce a istituire un quadro giuridico che apre all’Unione europea la possibilità di aderire alla Convenzione, come si è impegnata a farlo nel Trattato di Lisbona». In questo modo l’Unione, in base a quanto previsto dall’articolo 17 del Protocollo, si sottoporrà a un controllo esterno indipendente diretto ad accertare eventuali violazioni dei diritti fondamentali. Il primo asse del Protocollo mira a rendere più agile ed efficiente il lavoro della Corte. A tal fine vengono rafforzati i filtri utili a cassare con rapidità i ricorsi ritenuti manifestamente irricevibili. Sono inoltre introdotte norme che aiutano a evitare eccessi di burocrazia nella trattazione dei cosiddetti «ricorsi ripetitivi», ossia di quei ricorsi per i quali esiste già una giurisprudenza consolidata in senso favorevole all’accoglimento o al respingimento. I ricorsi irricevibili (quantificati nel 90% del totale dei ricorsi) e quelli ripetitivi (che ogni anno riguardano circa il 60% delle sentenze) sono tutt’oggi le grandi cause del sovraffollamento giudiziario. Tra le altre novità previste dal Protocollo vi sono le seguenti: i giudici verranno nominati per nove anni contro i sei attuali alo scopo di favorirne l’indipendenza; aumenteranno le funzioni dei giudici monocratici nel caso di palese inammissibilità del ricorso; accresceranno le possibilità di decidere congiuntamente merito e ammissibilità del ricorso; al commissario europeo per i diritti umani sarà data la possibilità di intervenire con propri documenti scritti nel procedimento in qualità di parte terza alla stregua di una parte civile nel processo nostrano; saranno incoraggiate le soluzioni amichevoli delle controversie; più ampi poteri saranno concessi al Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa per assicurare l’ottemperanza e l’esecutività delle sentenze della Corte. L’affaticamento del lavoro dei giudici europei è evidente se si guarda ai numeri del carico giudiziario: nel 2009 ben 57.200 casi sono stati affidati a un organo giudiziario della Corte, mentre si contavano 119.300 ricorsi pendenti. Nel 2010 il numero dei ricorsi pendenti non ancora trattati ha raggiunto un totale di 125 900. 23.800 di essi sono stati assegnati a un organo giudiziario. Si pensi che i casi giudiziari erano 8.400 nel 1999 e 27.200 nel 2003. Il tasso di crescita delle pendenze giudiziarie è stato esponenziale, determinato sia dalla lentezza della Corte che dalla scoperta progressiva delle sue funzioni in molti Stati europei dove la esigibilità dei diritti non è scontata. Il Protocollo n.14 è stato adottato nel lontano maggio 2004 principalmente per snellire le complicate procedure europee e per consentire la sottoposizione a controllo giurisdizionale delle decisioni UE. Ci sono voluti sei anni perché entrasse in vigore. Patrizio Gonnella

  6. simone scrive:

    Ciao, ho uno studio di infortunistica stradale e rischio di fare la fine di tutti gli altri, a 45 anni e con famiglia….gli avvocati nella mia città dicono che sono stati danneggiati dalla mediazione e che ora almeno possono riprendersi un pò il pane con la riforma forense…ma vi rendete conto in che paese viviamo?
    Simone.

  7. Paolo scrive:

    Ora che fate i liberali, dov’eravate quando l’on. Siliquini (FLI) impedì a 40.000 (QUARANTAMILA) laureati in Scienze dell’Informazione (la prima laurea in informatica d’Italia, all’avanguardia in Europa negli anni ’70) di continuare a lavorare nel settore, riservando l’attività agli Ingegneri informatici?

  8. Paola Borgogno scrive:

    Meno male che sono stati promessi nuovi posti di lavoro, ripresa della crisi, ecc. ecc.
    Con la riforma della professione forense i posti di lavoro saranno decimati!!! Migliaia di persone perdono sia il lavoro che il capitale impegnato e saranno messe in condizione di non poter più far fronte agli impegni presi: mutui, affitti, rate per l’auto, cibo.
    I nostri cari governanti si renderanno conto prima o poi che l’economia viene alimentata dal popolo che spende? A loro probabilmente non glie ne frega nulla. Con il denaro accantonato hanno di che vivere per una generazione o forse anche di più. Ma badate bene: il popolo italiano andrà alla fine ma, se non voi, i Vostri figli prima o poi seguiranno a ruota!!!! Meditate politici, meditate!!! E lasciate lavorare chi lo fa con serietà, impegno e professionalità.

  9. donato scrive:

    Purtroppo ho l’impressione che questi signori se ne freghino bellamente del fatto che migliaia di professionisti che si sono guadagnati sul campo la fiducia di persone che si sono rivolte a loro nel momento del bisogno con piena soddisfazione, non ci saranno più.
    Devono salvaguardare interessi corporativi e di casta e siccome sono forti e noi troppo deboli consumeranno questo rapporto a loro vantaggio punto.
    Anche se questa efferata ingiustizia verrà a galla, nel frattempo molti alle prese con la quotidianità si saranno persi per strada, e il loro scopo raggiunto comunque.
    Simone più sopra ha detto: ma vi rendete conto in che paese viviamo?
    Mi viene in mente il commento del film “Mediterraneo” in cui alcuni soldati italiani mandati a presidiare una isoletta greca, al loro ritorno trovano un’italia disastrata e ritornano in quella isola dove erano approdati da conquistatori perchè nauseati da quello che hanno trovato in patria: ci sono occasioni in cui l’unica soluzione possibile è la fuga…………..Non è cambiato nulla …..se non la nausea.
    Meditate gente meditate

  10. Parnaso scrive:

    beh più che medioevo, è corporativismo fascista. Ma (parlo da commercialista non ancora abilitato) se non esistono tipologie di lavori riservate all’ordine degli avvocati (o dei commercialisti) mi dite che ci sta a fare l’ordine? il problema sono le materie riservate per legge oppure l’esistenza dell’ordine? Se esiste l’Ordine devono esistere materie riservate per legge, altrimenti non si comprende l’esistenza dell’Ordine.

  11. E’ evidente che la filosofia degli Avvocati è ridistribuire la crisi sui ‘giovani’, facendo rientrare profitti che erano usciti dall’ambito ordinistico e della previdenza ordinistica. Ma io mi chiedo se i deliberata dell’Autorità della concorrenza e della UE possano essere ignorati: possibile che, se la legge fosse approvata, professionisti UE (e Extra UE), con una legislazione professionale ‘liberale’ (e talora senza limiti) possano acquisire fette di mercato anche assai rilevanti e gli italiani rimanere al palo? Se lo scopo era quello di incrementare copertura di profitti e di previdenza al settore, il gioco non vale la candela! E la Gestione Separata INPS? Come la mettiamo se si prosciugano tutti questi “esperti, consulenti” in Partita IVA? Visto poi che la Gestione Separata INPS alimenta le pensioni di chi esce ed è sempre più sotto pressione con il ‘boom’ delle pensioni di anzianità?
    Mi auguro si torni all’equilibrio degli ultimi decenni e alla tregua sugli “Ordini”.

  12. Per bloccare la pseudoriforma forense basterà evidenziare che essa prevede una incostituzionale rimodulazione della composizione e attribuzioni giurisdizionali del Consiglio Nazionale Forense quale giudice speciale (che solo se non modificato nè per composizione nè per attribuzioni potrebbe continuare a essere costituzionalmente legittimo in quanto giudice precostituzionale “salvato” dalla VI disposizione transitoria della Costituzione).
    Gli pseudoriformatori non accetteranno che il C.N.F. perda il ruolo che gli attribuì la legge professionale del 1933, la quale in ossequio alle teorie corporative lo delineò come legislatore di settore (redige il codice deontologico che per la Cassazionje ha valore di legge), amministratore di vertice della categoria e giudice speciale della disciplina e della tenuta degli albi.
    Siccome tale triplice ruolo sarebbe certamente incostituzionale ove sancito da una nuova legge professionali, essi pseudoriformatori preferiranno tenersi la legge corporativa del 1933.

  13. Claudio Bosco scrive:

    il problema si inserisce in un contesto storico e sociale, se lo osserviamo senza tenere conto di tale contesto resterà sempre senza soluzione e qualsiasi cosa sarà fatta sarà solo superficiale e temporanea.
    c’è qualcuno interessato a considerare la cosa da punto di vista che io ho già analizzato?
    astenersi perditempo
    concordo con l’amico Nicotra sul fatto che sia opportuno presentarsi dichiarando nome e cognome per parlare.

  14. Piero Sampiero scrive:

    Qualsiasi critica deve partire dalla considerazione che la professione forense ha un rilievo costituzionale, che fa difetto alle altre professioni libere.

    Uno stato ed una società che ritengano di equiparare l’avvocatura ad una mera attività mercantile, senza selezionare la qualità e l’adeguatezza del servizio alle esigenze del cittadino e alle finalità della Costituzione, avrebbero come conseguenza lo svilimento ulteriore della funzione della giustizia e la compromissione della tutela dei diritti, riducendo una materia complessa ed articolata, ad una questione di costi e ricavi, come una qualsiasi impresa commerciale, mortificandone la libertà e l’autonomia, asservendola ai grandi gruppi di potere economico e politico e ai piccoli ricatti della massificazione.

  15. raffaele scrive:

    Sono un ‘esperto in infortunistica lavoro nel settore da 10 anni e non saprei cosa altro fare, penso che tutti noi, che veniamo coinvolti da questa legge, dovremmo unirci per manifestare. Probabilmente ci sarà qualche media che porterà in evidenza i risvolti di quello che andrà ad accadere a migliaia di persone che rimarranno senza lavoro.

  16. Roberto Ercoli scrive:

    @piero sampietro
    non è necessario sprecare 8 righe di commento se non si hanno argomenti, non dico solidi, ma quanto meno contenenti qualcosa di altro oltre alla retorica. E’ sorprendente come concetti vuoti abbiamo bisogno di così tante parole per esprimere il vuoto stesso che rappresentato. Invito tutti i lettori, a manifestare la propria contrarietà a questo tipo di artifici, uno dei problemi più grandi nella politica italiana odierna è proprio questa omologazione verso un liguaggio “fuffico”, che ha contagiato non solo la classe politica, ma anche gran parte dei giornalisti, commentatori, sino appunto ai commentatori nei forum. Dobbiamo stancarci tutti di ascoltare e leggere in ogni discorso parole come “superare” “assordante silenzio” e tutto il simil repertorio, stancarci appunto e maniferstare fastidio. C’è bisogno di una bonifica nel linguaggio. Nei paesi anglosassoni si dice che un buon inglese è un inglese semplice. Prendete i discorsi famosi dei grandi presidenti americani o inglesi, fino a chi è considerato un affabulatore come Obama, traduceteli in italiano e notate la differenza. Certo, suonano anche troppo semplici alle nostre orecchie oramai abituati a barocchismi, ma notatene l’efficacia.
    Soffermandomi brevemente sui “contenuti” del suo commento, voglio farle notare che venire in un sito chiamato “libertiamo” e usare l’espressione “come una qualsiasi impresa commerciale” la squalifica completamente, è un atteggiamento imperdonabile, una spocchia che non dovrebbe essere tollerata. Il “rilievo costituzionale” non è e non garantisce alcuna nota di merito, anzi tutte le categorie e associazioni che se ne fregiano (sindacati, partiti, assicurazioni) sono per lo più accomunate dal rigetto se non disprezzo delle controparti. Nessuno dovrebbe sentirsi al di sopra dei quotidiani controlli, pretendendo che la propria attività abbia un valore soperiore, che non può essere misurato economicamente. Ogni gruppo o associazione rivendita questo status, che sia l’istruzione, la cultura, la pubblica amministrazione, e francamente personalmente non lo accorderei a nessuna, tranne forse alla sicurezza che è l’unica prerogativa inderogabile di uno stato liberale.
    Non capisce che “una questione di costi e ricavi” non vuol dire nulla, è il contrario dello svilimento, è anzi l’unica garanzia che la libertà è soggetta solo ed unicamente alla soddisfazione dei bisogni di un numero limitato di persone, che beneficiando di ciò sono liberamente disposti a corrispondere un pagamento, non ad altri assoggettamenti che saranno sicuramente più arbitrari, più opachi, indiretti, illiberali. Tralascio di commentare le allusioni ai grandi gruppi e alla massificazione, veramente cadono le braccia.
    Concludendo, se non è disposto (mi rivolgo a lei, ma è a tutta la categoria di cui penso faccia parte) a confrontarsi con potenziali concorrenti, provenienti da altri paesi, da altre realtà altre professioni, che potrebbero offrire il suo stesso servizio, o uno diverso ma di uguale utilità, senza altra garanzia che non sia la remunerazione da parte del bistrattato “cliente”, ogni sua rivendicazione sarà sempre vista con sospetto. Spesso così non è, ma così dovrebbe essere.
    Mi scuso per essere stato io il primo ora a venir meno alla richiesta di chiarezza e semplicità

  17. Alberto Arghittu scrive:

    Lavoro nel settore da oltre 20 anni, purtroppo negli ultimi 10 ho dovuto assistere ad una serie di nefaste novità legislative che hanno progressivamente compresso e ridotto i diritti dei Danneggiati. Il mercato del patrocinio stragiudiziale si è aperto agli Studi di Infortunistica in regine di leale concorrenza, è il Pubblico che ci ha scelto ed è contro il Pubblico che va questo goffo quanto pericoloso colpo di spugna. Personalmente non credo che sarà così facile eliminarci tutti in un sol colpo forse alla “Italiana” qualche soluzione in extremis salterà fuori dal cilindo, ma il punto è che non ce lo meritiamo (forse qualcuno anche si…) e non dobbiamo arrenderci. Ho forte fiducia nell’ANEIS e proprio in questi momenti che dovremo unirci, iscrivendoci in massa a questa seria e competente Associazione facendola aumentare di peso ed alzare ancora di più la ns. voce! http://www.aneis.it

  18. vincenzo tomo scrive:

    Purtroppo con mio rammarico vedo col passare del tempo il venir meno di quella democrazia che i ns. avi hanno costruito con grande sacrificio. Ed ora laddove quei principi di libertà dell’esercizio delle professioni e dell’impresa hanno permesso il ns. paese di diventare uno dei piu avanzati ed industrializzati, oggi abbiamo una classe politica incompetente e non in grado di capire ed ascoltare le necessita dei cittadini e principalmente di non pianificare un futuro per il ns. paese. Stiamo assistendo alla distruzione del ns. paese. Ora mi domando? e questa domanda la pongo anche tutti i cittadini italiani “Oggi è toccata a noi! domani a chi toccherà vedersi calpestare i propri diritti?” “Siamo ancora in una democrazia?”

  19. Euro Perozzi scrive:

    Sono un vostro cliente, sono uno di quelli che si incazza quando scopre che il suo più banale diritto ha bisogno di un “difensore” per essere esercitato, ma questa è l’Italia, non un paese normale, e devo abituarmici. Ma voi consulenti non dimenticatevi che LO SCOPO è aver un paese che non ha bisogno di specialisti per essere vissuto. La vostra battaglia la vincerete solo sul piano della concorrenza: il vostro resta un servizio se sarete più competitivi alla lunga vincerete: è nell’ordine delle cose. Diversamente se considererete i vostri clienti solo come polli allora contribuirete all’obsolescenza della nazione.
    Euro

  20. Ottimo articolo!!!!!
    Ringrazio gli autori e coloro che hanno reso possibile la pubblicazione. Sicuramente rendere edotti e far conoscere il rischio che corrono centinaia di cittadini relativamente alla perdita del posto di lavoro è cosa che ci rincuora.
    Infatti non solo gli studi professionali in sè per sè ma coloro che vi lavorano e vi collaborano rischiano l’attività lavorativa. Inoltre il lavoro svolto da questi studi professionali esperti nel risarcimento del danno è a favore del cittadino al fine di un giusto ed equo indennizzo. Pertanto non ci troviamo di fronte a una singola attività professionale ma ad una situazione avente importanti risvolti sociali e occupazionali.
    Il disegno di legge che oggi verrà votato in aula al Senato seguirà l’iter legislativo di prassi e pertanto mi auguro che la Camera valuti con attenzione tutte e dico tutte le possibili incognite delle norme in questione.
    Giampaolo Bizzarri
    Vice Presidente A.N.E.I.S.
    (Associazione Nazionale Esperti Infortunistica Stradale)

  21. Domenico Bellavia scrive:

    E’ un brutto affare, l’ennesimo, frutto di una classe politica che al bene di molti antepone quello di pochi.

    Un abominio, palesemente incostituzionale.

  22. AVVOCATO scrive:

    Il patrocinatore stragiudiaziale????ma che figura obbrobriosa vi siete invantati??? La riforma in atti è GIUSTISSIMA: è giusto che l’attività di consulenza venga svolta da “specialisti” del settore, indi da AVVOCATI! Vi lamentate della possibilità di perdere il posto di lavoro??? Potevate pensarci prima e prendere una bella laurea in giurisprudenza,fare pratica legale, sostenere l’esame di avvocato e quindi esercitare! I vostri studietti di consulenza costituiscono un grande danno per la categoria forense..ognuno faccia il proprio lavoro e sinceramente, ad oggi, quale sia il vostro non l’ho ancora capito!!

  23. Marco scrive:

    Riforma semplicemente borbonica, fatta per togliere di mezzo i piccoli avvocati che lavorano in proprio e non hanno grosse risorse ed i giovani.
    Perchè l’accesso alla professione non solo non viene ristretto (mentre si promuove il gioco al massacro contro chi è già entrato) come sarebbe logico visto l’esubero ma anzi viene di fatto incoraggiato?
    Ora l’ho capito: si lasceranno i giovani entrare nella professione in modo da spremerli economicamente il più possibile(ordini, cassa,polizza etc. etc.etc.) tanto si è certi che dopo qualche anno saranno messi nella condizione di chiudere perchè strangolati dal sistema.
    Fregati e spennati! Ecco il destino che le lobby e le varie mafie che sole dominano ormai ci riservano.

  24. Gaetano Adornetto scrive:

    La cosa più saggia da intraprendere nel breve tempo possibile è di interpellare tutte le forze politiche presenti in parlamento,esporre a loro la problematica e, censire chi sono a nostro favore,cercare un contatto specifico con IDV,ponendo loro la responsabilità politica e sociale di un eventuale esercito di operatori del diritto stragiudiziale con loro famiglie sul lastrico,in un periodo di profondo crisi che stiamo attraversando
    cordiali saluti

  25. emauela bosi scrive:

    rispondo all’avvocato che non ha nemmeno avuto il coraggio di scrivere il suo nome: in un paese dove le lauree si comprano, credo sia meglio dare importanza ad una seria preparazione ed alla correttezza nei rapporti con i propri clienti. non ci si può nascondere dietro un pezzo di carta soprattutto quando è il momento di chiedere la parcella, senza aver svolto un buon lavoro.

  26. Renato Zaniolo scrive:

    Bravo “AVVOCATO” !
    Ma perchè non lasci il tuo nome, cognome, indirizzo del tuo studio?
    Potremmo sempre mandarti i nostri clienti…
    Buona abbuffata.
    Renato Zaniolo

  27. Paola Borgogno scrive:

    AVVOCATO è il nome o il cognome?

  28. orlando - falzone scrive:

    La riforma forense tocca la ns. categoria di esperti di Infortunistica stradale per la trattativa stragiudiziale che rischia di scomparire! Anni di onesto lavoro per un’attività che svolge anche una funzione, permettete i termini, “socialmente utile” per i danneggiati.
    Dateci la possibilità di lavorare con professionalità e di fare lavorare i ns. collaboratori, dipendenti…. non fate aumentare il numero dei disoccupati….
    Non vogliamo essere un peso per la società anzi vogliamo contribuire con il ns. lavoro, pagando le tasse, al miglioramento della società!
    Se passa la riforma forense così come è, i ns. governanti rappresentano Robin Hood al contrario: tolgono ai poveri per dare ai ricchi!!!
    Scriviamo a grandi lettere:
    ART. 4 DELLA COSTITUZIONE: LA REPUBBLICA RICONOSCE A TUTTI I CITTADINI IL DIRITTO AL LAVORO E PROMUOVE LE CONDIZIONI CHE RENDANO EFFETTIVO QUESTO DIRITTO.
    Vogliamo essere fiduciosi, vogliamo continuare a pagare le tasse.
    cordiali saluti.

  29. Piero Sampiero scrive:

    Ercoli, libero di pensarla come vuoi.
    Ma la costituzione e lo stato di diritto, la meritocrazia ed il senso di responsabilità nello svolgimento di una professione non mercantile, non sono fuffa.

  30. Daniele Ciocca scrive:

    Caro avvocatoanonimo,

    Non ha ancora capito cosa facciamo ? E’ molto semplice, facciamo quello che fate voi nella fase stragiudiziale in relazione ad un sinistro, solo che lo facciamo mediamente molto meglio, non fosse altro perché ci occupiamo quotidianamente solo di una materia anziché barcamenarci fra un divorzio e un decreto ingiuntivo.

    Quanto alla “specialità” di cui parla, immagino che Lei oltre alla laurea in giurisprudenza avrà svolto anche particolari studi nel campo della medicina legale e soprattutto in quello della fisica cinematica, al contrario di molti suoi colleghi in giro per le assicurazioni convinti che il metacarpo sia un mezzo pesce maschio e che lo spazio d’arresto sia una stanza della questura …. ma ci faccia il piacere !!!

    Daniele Ciocca

  31. Carmelo Ferrera scrive:

    Buon giorno a tutti, amici e nemici del mio lavoro, che svolgo da trenta anni, collaborato da giovani e giovanissimi. Mi meraviglio di quanto scritto dall’avvocato senza nome; di certo si tratta di un laureato senza dubbi bravo nella teoria, ma non di certo altrettanto nella applicazione del suo sapere nella pratica. Da come scrive ha seri problemi esistenziali.
    Il professionista sia egli laureato o meno, rispettoso dei diritti del prossimo e con principi di altruismo anteponendo i suoi per agli interessi di chi gli ha dato fiducia, capace, dignitoso, non ha di questi problemi esistenziale come il nostro bravo avvocato. E’ indubbio che questo accanimento da parte della categoria contro noi professionisti esperti ma non laureati è dovuto al malessere ed alle angosce economiche del momento storico, che ci mette gli uni contro gli altri ; credo che per uscire da tali problemi non sono questi i sistemi, ma rimboccarsi le maniche della camicia ed a testa bassa lavorare per produrre senza affascinarsi da facili profitti ( illusori) ma da serie realtà ( se chi ci governa lo permette).
    Nel tempo siamo stati spesse volti attaccati del di cui attacco siamo usciti sempre vittoriosi.
    Da Italiano che ama la PATRIA , spero nel BUON SENSO di chi deve esprimere il proprio pensiero con il voto.

  32. Fabio Garofoli scrive:

    cosa bisogna dire, siamo diventati una nazione con un regime dittatoriale, non esiste più la democrazia, la mattina si sveglia un Politicante QUALUNQUE che FIERO DI ESSERE AMICO DI………… DECIDE CHE MIGLIAIA DI PERSONE CHE HANNO CONTRIBBUITO AL BENESSERE ECONOMICO DELLA NAZIONE DEVONO ESSERE ESTROMESSI DAL LAVORO, DALLA PROPRIA PROFESSIONALITA’ AL FINE DI ARRICCHIRE CHI GIA’ E’ RICCO (economicamente parlando)FORSE PERCHE’ FACENTI PARTE DEL POPOLO, FORSE PERCHE’ QUESTE CATEGORIE LAVORANO PER FAR RISPETTARE I DIRITTI DEI CONSUMATORI, QUESTO NON VA……NON VA BENE……..PERCHE’ CHI STA BENE DEVE CONTINUARE A STARE MEGLIO, CHI STA MALE DEVE CONTINUARE A STARE SEMPRE MALE…………..CARISSIMI POLITICANTI………DITECI….. DOBBIAMO RASSEGNARCI ALLA DITTATURA???????

  33. Enza scrive:

    Volevo rispondere a quel signore che si è firmato Avvocato senza presentarsi.
    Volevo spiegare a questo signore che bisognerebbe avere anche una laurea per l’educazione. Le calunnie meritano censure se non anche una segnalazione all’ordine degli avvocati precisando che la sottoscritta ha un’esperienza di anni 35 di cui 20 presso uno studio legale in qualità di Dirigente per danni subiti da fatto illecito art. 2043 c.c. nonché AMPIA preparazione nell’applicazione della legge 990 e successive modifiche. Nella trattativa stragiudiziale tutto è lecito e tutto è legittimo. Lo dimostra il fatto che è stata rilasciata documentazione per lo svolgimento dell’attività da organi preposti.
    Chiedo a questo Avvocato se è a conoscenza che alcune Infortunistiche hanno una capacità più approfondita nell’espletare pratiche di sinistri stradali come ad esempio il danno differenziale dell’Inail, le rivalse degli Enti Previdenziali art. 1916 cc, l’applicazione dei singoli articoli delle normative, la differenza fra il 1° e 2° comma dell’art. 2054 c.c. la conoscenza degli articoli del c.d.s. che la sottoscritta, conosce a memoria…. compresi il regolamento c.d.s., la legge 24/11/1981 n. 689, il DLgs 196/03 ecc. ecc.
    La sua offesa in merito alla ns. categoria per lei obrobriosa non merita attenzione ma solo compassione per il suo basso livello di intelligenza. Una cosa che ha scritto è giusta: ognuno faccia il proprio lavoro e infatti io lo faccio dignitosamente e onestamente senza richiedere fondi spese alla povera gente svolgendo anche gratis molte volte il mio lavoro e non mi sono mai sentita minacciata dalla categoria degli Avvocati… Se non avete niente da nascondere perché tanta paura di queste “insignificanti” Infortunistiche? Tanti poveri danneggiati sono venuti da me raccontando le proprie esperienza con Avvocati…e per molte persone si è scoperto che il risarcimento era caduto in prescrizione….
    La invito a fornire le sue generalità cosicché io possa esercitare il diritto alla difesa.
    Non merita nessun saluto.

  34. Lucio Sacchetto scrive:

    Esercito quella che ritengo una conquistata professione da più di dieci anni, assieme a altrettanti validi collaboratori. Se nell’attuale “ripensamento” degli “ELETTI” a qualsiasi livello di diritto, va inclusa anche questa elegante manovra di esclusione degli operatori STRAGIUDIZIALI, non è oggi possibile restare indifferenti. Questa nuova UNICA FIGURA DEL DIRITTO UNINOMINALE determinerà: un incremento della disoccupazione (anche della nostra categoria), un ulteriore indebolimento del cittadino – danneggiato, e, avrà come unica conseguenza un “NESSUN ALTRO VANTAGGIO”. Se lo scopo di chi promuove l’iniziativa è mirato a un incremento di nuova clientela, questo certamente non è il metodo più efficace. NOn è solo una personale oppinione, ma l’attuale realtà. Le miglialia di persone che hanno riposto fiducia nella nostra “categoria”, e che continuano a farlo, sono l’indicatore principale della sicurezza di essere validamente rappresentati in un proprio DIRITTO leso. Domani all’entrata in vigore della norma, si otterà solo di avere eliminato e precluso questa ulteriore opportunità. Pacifico che gli stessi cittadini non sposteranno la loro fiducia, su quello che fin prima non avrebbero, in ogni caso, preso in considerazione. MI unisco a quello che non dovrebbe neanche essere un appello, ma solo logica (sic !!). Spero che la “NOSTRA” classe politica rifletta che L’ESCLUSIONE ALLA PARTECIPAZIONE PER LEGGE, non migliora la propria qualificazione ma la rende solo più debole. Chi è “professionale”, non è solo perchè circoscritto all’interno di un “albo”.

  35. Luigi Di Legami scrive:

    L’articolo non fa una piega, bisogna mobilitarsi per non tornare indietro di vent’anni. Ma, prima della mobilitazione generale, si dovrebbe cercare un’organizzazione in qualche maniera unitaria tra le poche organizzazioni che si stanno battendo per raggiungere lo stesso fine. Avviamo contro uno schieramento che è molto forte ma…anche Golia è caduto, e per mano di un ragazzino. Vogliamo darla vinta a Lannutti & company. Ogni volta che vedo in tv quell’individuo, tocco con mano quanto può essere grande l’asservimento al potere camuffato da difesa dei diritti.
    Non perdiamo la speranza. Grazie Mannacio per la tua opera.

  36. Paolo de Titta scrive:

    Sarebbe opportuno chiarire che cosa si intende per “consulenza LEGALE extragiudiziale”.
    Se e’ solo l’aspetto giuridico quello che si intende riservare, alle Agenzie di Infortunistica resterebbe comunque aperto l’ambito della intermediazione con il soggetto debitore, per conto del danneggiato, cosi’ come ai Periti Assicurativi resterebbe aperta l’area della consulenza tecnica. Sara’ loro precluso solo l’addentrarsi in consulenze inerenti la normativa. Come sempre, sara’ il mercato a creare l’equilibrio : se le Compagnie assicurative troveranno piu’ conveniente avere come interlocutore un professionista indirizzato ad un componimento della vertenza, continueranno a dialogare con le Agenzie.

  37. Roberto Ercoli scrive:

    @Piero Sampiero
    Vedo che continua a far finta di non capire e spero vivamente che faccia solo finta.
    Cos’è una professione non mercantile? una no-profit? Lei si attribuisce una “superiorità” che non può vantare per autoinvestitura. Vedo che continua a giocare con le parole. Si offre un servizio di consulenza e supporto, con dignità esattamente uguale a qualsiasi altro prodotto/servizio. punto. Il senso di responsabilità, la meritocrazia, di nuovo parole così appese nel vuoto, non so garantite da un ordine, e l’esclusione di altri soggetti e categorie sono anzi motivo si abbassamento del livello di qualità, meritocrazia ovviamente perde si qualunque significato se chi può offrire un servizio migliore è semplicemente escluso dal mercato. E si, la parola giusta è proprio mercato.
    Infine, il servizio migliore verso la costituzione, è trattarla per quello che è, un insieme di codici, migliorabile oltretutto come ogni insieme di leggi, non un feticcio.

  38. isi scrive:

    Non capisco tante lamentele. La professione di Avvocato si conquista a prezzo di enormi sacrifici personali ed economici.
    Non vedo quale diritto possano vantare questi signori che si aprono una bella agenzia di infortunistica e, senza la preparazione e il rispetto delle stringenti regole deontologiche forensi, si prendono la quasi totalità della clientela in settori legali che, al contrario, DEVONO essere di esclusiva competenza degli Avvocati.
    Se poi chi ha già l’esperienza vuol continuare…si accomodi e si sottoponga all’esame di stato…tanto è facile (o no?)

  39. Antonio Ferrara scrive:

    Segnalo al bravo avvocato anonimo che ormai siamo nel 2010.
    Il periodo medioevale, quindi, è già abbondantemente superato e di conseguenza attualmente viviamo in regime di normazione dettata dalla Comunità Europea.
    Ovviamente non serve aggiungere altro.

  40. Roberto scrive:

    @isi
    Non si tratta di mettersi allo stesso livello degli avvocati, che per noi patrocinatori stragiudiali sono più dei partner che dei nemici, ma di consentire al cliente una più vasta scelta del professionista in grado di gestire il suo problema, anche in base al tipo di problema. Peraltro nessuno tocca la competenza specifica dell’avvocato in ambito giudiziale, ci mancherebbe.
    Per dare un riferimento al danneggiato, normalmente incapace di identificare l’iter da seguire per chiedere all’assicurazione il giusto risarcimento e necessitante di una guida per capire, ad esempio, a quale specialista nel settore medico deve rivolgersi per avere la più esatta quantificazione del danno patito, il ruolo del patrocinatore stragiudiziale ha una importanza enorme.
    Si occupa sostanzialmente di questo, dirige l’orchestra dei professionisti (eventualmente anche dell’avvocato!) che sono chiamati ad intervenire per garantire al danneggiato il ripristino della situazione pre-sinistro nel migliore dei modi. La trattativa con l’assicurazione è la logica conseguenza di tale servizio.
    Come già detto, deve essere il mercato a selezionare gli operatori, non un pezzo di carta. E comunque il patrocinatore stragiudiziale non ruba il posto all’avvocato, ma con lui collabora e dà vita a sinergie utili per entrambi e, soprattutto, per il danneggiato.

  41. Italo Grifoni scrive:

    E l’ennesima dimostrazione di come in Italia esiste una casta che si può permettere tutto e di più, in barba al popolo italiano che purtroppo l’ha anche votata.

    Difficile cambiare, ma se non si prova è veramente finita.

    Coraggio

  42. Daniele Ciocca scrive:

    Curiosità … ma a Giurisprudenza o per l’esame di ammissione all’Ordine degli Avvocati si studia anche qualcosa tipo “Vantaggi e Virtù dell’anonimato” ?

  43. sig. Riccardo Nicotra, cittadino italian-europeo scrive:

    Carissimi EPISTOLARLOG (spero che sia azzeccato il neologismo (mezzo italiano e mezzo inglese), Vi scrive Riccardo Nicotra Patr.strag.Per.Ass. da Catania, proporrei, stante l’importanza di questo blog, non solo di dichiarare il proprio nome e cognome, preceduto dal titolo nobiliare signor/signora, ma anche la città ove fisicamente noi operiamo da un punto di vista lavorativo (o abbiamo la sede principale), la propria attività lavorativa principale (p.e.: patrocinatore stragiudiziale (patroc. strag.), perito assicurativo (per. ass.), Patroc.Strag. e Per.Ass., o similari ed affini) e ciò indipendentemente dal/dai titoli accademici, precededuto dalla allocuzione (tutto in maiuscolo) “CITTADINO ITALIAN-EUROPEO”, al fine di far sapere a tutti, anche a chi di dovere, chi siamo, che funzione abbiamo nella società italian-europea, e che siamo immensamente inc..ti, per l’annullamento, anzi annientamento, delle nostre libertà costituzionali nazionali e sovrannazionali, le uniche cose che ancora per poco, stante “l’aria di Ventennio” che incredibilmente spira, resteranno nelle nostre tasche. Che ne pensate? Che ne pensa caro “Avvocato”, ormai famoso epistolarlog di questo blog di serie A, oserei dire quasi istituzionale?

  44. Luciano Dispendi scrive:

    buongiorno avvocato,
    intanto le dico che mi fa molta fatica perdere del tempo a parlare o scrivere della mia professione con un qualunquista come lei, indecifrato e direi anche un po superficiale, visto che ha una paura folle di identificarsi, e poi le vorrei spiegare che se dovessimo impotizzare una “GARA” nel gestire un sinistro, bhe credo che Lei incassertebbe una sconfitta decisamente pesante, primo perchè non ha cognizioni tecniche, secondo perchè non sono i pezzi di carta che fanno gli uomini professionisti seri, vedasi un tale Enzo Ferrari che era un piccolo meccanico, ma non mi sembra sia rimasto tale, quindi prenda i suoi bei pezzi di carta e provi ad immaginare cosa ci potrà fare.
    per quanto riguarda l’articolo è perfetto e molto incisivo, conosco personalmente entrambe le persone che lo hanno scritto, le ringrazio e credo che siano i personaggi giusti per portare avanti le nostre cause, confido nella legislatura, anche se non mi sembra sia molto affidabile in questo momento, ma ritengo sia anche opportuno far sentire la propria voce, non più solo a livello cartaceo ma con azioni diverse e più rumorose.

  45. Giova precisare all”Avvocato misterioso” che Noi patrocinatori stragiudiziali siamo dei professionisti seri, competenti e in tanti dotati di laurea cum laude! Alcuni avv.ti, invece, sono solo delle piaghe per il ns.sistema economico-giuridico: siamo Noi a passarVi del lavoro che diversamente fatichereste ad avere, ecco perchè dovreste contribuire a salvaguardare la ns. funzione.
    Lei e la Sua inutile prosopopea, Lei che non ha nemmeno avuto il coraggio di firmare i propri sproloqui, ne è un vivido esempio.
    … Cosa sono 100 avvocati in fondo al mare?….Un buon inizio!

  46. Enzo scrive:

    Sono assolutamente d’accordo con Mannacio e mi pongo a disposizione per qualsiasi iniziativa si possa organizzare per la nostra categoria. Debbo però purtroppo ricordare a tutti che noi “esperti di infortunistica” abbiamo sempre brillato per il pensare che “..tanto io sono più furbo degli altri e me la cavo..” e quindi mandare avanti gli altri per poi essere sempre dispersi e praticamente MAI coesi in un’azione contro tutti coloro (e sono tanti) che intendono farci sparire.

  47. Massimo Ruoti scrive:

    Buonasera!
    Non credo valga la pena rispondere ad Avvocato o ad Isi.
    Personalmente esercito questa attività (ma potrei dire tranquillamente professione non riconosciuta!!) da svariati anni, acquisendo capacità tecniche grazie ad immenso enorme studio, come quando ero all’università, profonda dedizione e tanta passione.
    Il tutto a servizio del cliente, ma anche per la categoria degli Avvocati, che spesso mi contattano per avere delucidazioni su procedure di risarcimento e consigli.
    La nostra e’ una professione seria, dedita al raggiungimento del sirascimento per il cliente nel piu’ breve tempo possibile e con i migliori risultati.
    Gli studi di infortunistica nati dal nulla non esistono piu’, sono stati fatti “fuori” dalle regole nuove introdotte e dal risarcimento diretto.
    Oltre a questo ritengo che si vada a toccare un gran numero di posti di lavoro….e non solo nel campo dell’infortunistica.
    Ringrazio tantissimo chi ha pubblicato l’articolo e i colleghi che si dedicano a proteggere i nostri diritti.
    Saluti
    Massimo Ruoti

  48. Gianni Bertellini scrive:

    Forse l’anonimo “AVVOCATO” è uno di quelli che ha conseguito l’abilitazione alla professione a Catanzaro, dove su 2301 compiti scritti consegnati, 2295 erano uguali e copiati.
    http://archiviostorico.corriere.it/2000/luglio/22/Avvocati_all_esame_Stato_hanno_co_0_000722157.shtml
    Così per 30 anni si è diventati avvocati in Italia… emigrazioni di massa al Sud per superare esami finti, lo sappiamo tutti!! Avvocati così, meglio perderli che trovarli, anzi fanno più danno che utile ai loro clienti!! Gli avvocati italiani sono attualmente ben 230.000, un record mondiale… Calamandrei ha detto che quando gli avvocati sono troppi, diventano scadenti, e quindi cessano ogni utilità. Questa è la situazione attuale, caro “AVVOCATO” anonimo: sei inutile!

  49. Il voto in prima lettura c’è stato adesso. Come co-autore dell’articolo registro la sterzata di Futuro e Libertà che ha votato a favore del provvedimento quanto poteva benissimo astenersi e apprezzo invece il gruppo dell’IDV che, alla fine, ha votato contro. Vedremo ora alla camera cosa succede. I liberali e liberisti di FLI è ora che si sveglino perchè stanno dormendo, mentre le componenti avvocatesche di quel partito hanno prevalso. Non va bene.

  50. salvatore scrive:

    cosa volete farci, sono gli effetti della democrazia quel contenitore vuoto che riempiamo di mediocrità ogni qualvolta andiamo a votare.
    quando tutti possono dire la propria fra chi sà veramente cosa dire e chi proprio nulla riesce a proferire è inevitabile che ad emergere per rappresentarci siano menti non molto lucide e lungimiranti ma sicuramente scaltre ed inclini alla retorica ed al pressapochismo per nascondere l’unico vero obiettivo massimalizzare al massimo il potere che si trovano per le mani.
    naturalmente è lapalissiano che gente di cosi, si fa per dire, tale spessore etico e morale sia piuttosto incline al servilismo verso i poteri forti e le grandi corporazioni: compagnie assicurative ed avvocati in primis.
    diamoci tutti una mossa oppure qui perdiamo la faccia e tanti anni di sacrifici.
    saluti

  51. sig. Riccardo Nicotra, cittadino italian-europeo scrive:

    ISI, ISI, anche tu! Nessuno si sognrebbe mai di professarsi avvocato o di qualificarsi come avvocato, o millantare d’esser avvocato o dottore in legge, o patrocinatore legale (sarebbe esercizio abusivo della professione, usurpazione di totoli e quant’altro (Delitti contro la fede pubblica (artt. 453-498 c.p.)). Tutti i settori trattano materia legale. Settori legale/i, materia/e legale/i, non vuol dire che sono di pertinenza del LEGALE/I (sinonimo di avvocato/i), vuol dire semplicemnte in senso generico, legittimo, regolare, valido, della legge, che riguarda la legge.Tutti noi dobbiamo necessariamente avere una coscienza legale primariamente, ma per averla, dobbiamo avere una conoscenza legale di base, sin dalla culla! Quando entriamo in un negozio trattiamo, prima di scegliere o negoziare qualcosa, materie legali. Dobbiamo conoscere diritti e doveri di chi compra e di chi vende, o forse per comprare 100 g. di mortadella, devo dare mandato ad un avvocato, così come dev’esser avvocato colui che fisicamente me la vende? Stiamo parlando di diritto comune. Noi siamo dei semplici patrocinatori stragiudiziali, ovvero svolgiamo, eseguiamo su mandato di qualcuno, tutte quelle attività che la LEGGE (anche Comunitaria) consente di svolgere a tutti. Nessuno di NOI, vuol prefessarsi “Patrocinatore Giudiziale” (poco elegante il termine, ma comunque esatto) in contrapposizione a Patrocinatore Stragiudiziale, salvo chi lo è già, o lo sta per diventare. Nessno di NOI vuol appropiarsi del titolo PATROCINATORE LEGALE (ovvero Patrocinatore Giudiziale). Tutto cio che è giudiziale (che concerne il giudizio ed il giudice) è regolato da appsite leggi. Chiunque di NOI, qualunque mortale terrestre, può entrare negli uffici giudiziari, ma solo alcuni soggetti abilitati, possono difendere qualcuno davanti al giudice. Discutere di medicina legale, disquisendo sulla medesima, parlare di punti d’invalidità con un impiegato di qualche ufficio sinistri dell’INAIL, o di una compagnia assicuratrice privata, vuol dire aver visitato qualcuno (toccandolo magari fin dentro i meandri più nascosti) e stilato una perizia medico-legale. No di certo! …se così fosse, praticamente almeno metà degli italiani, sarebbe in galera per esercizio abusivo della professione medica! Anche l’avvocato (titolo conferito dallo Stato a seguito di esami), ha la funzione di patrocinatore stragiudiziale (peraltro superqualificata), prima entrare in giudizio. Anche NOI, caro ISI, caro AVVOCATO, abbiamo studiato, e studiamo (non tutti purtroppo), frequentiamo corsi, master in materie giuridiche, tecniche, mediche, cerchiamo in tutti modi di saperne sempre di più, cerchiamo di qualificarci sempre di più, anche senza la spada di Damocle dei crediti formativi (purtroppo non obbligatori anche per noi), anche noi abbiamo un Codice Deontologico, chiunque di noi associato in una delle specifiche associazioni professionali, l’ha firmato e ne ha accettato i contenuti. Chi lavora per i CAFF, per le asscociazioni consumeristiche, chi lavora nei patronati, dev’esser avvocato, o quanto meno patrocinatore legale? Chiunque di noi è Patrocinatore Stragiudiziale, quanto meno di se stesso. A volte lo si fa per altri a titolo gratuito, altre volte a titolo oneroso. Cosa totalmente diversa è l’esser “patrocinatore legale” (Codice Deontologico Forense, aggiornato al 10.07.2008: ART. 21. – Divieto di attività professionale senza titolo o di uso di titoli inesistenti. L’iscrizione all’albo costituisce presupposto per l’esercizio dell’attività giudiziale e stragiudiziale di assistenza e consulenza in materia legale e per l’utilizzo del relativo titolo.
    I – Costituisce illecito disciplinare l’uso di un titolo professionale non conseguito ovvero lo svolgimento di attività in mancanza di titolo o in periodo di sospensione.
    II — Costituisce altresì illecito disciplinare il comportamento dell’avvocato che agevoli, o, in qualsiasi altro modo diretto o indiretto, renda possibile a soggetti non abilitati o sospesi l’esercizio abusivo dell’attività di avvocato o consenta che tali soggetti ne possano ricavare benefici economici, anche se limitatamente al periodo di eventuale sospensione dall’esercizio.
    III – L’avvocato può utilizzare il titolo accademico di professore solo se sia docente universitario di materie giuridiche. In ogni caso dovrà specificare la qualifica, la materia di insegnamento e la facoltà.
    IV – L’iscritto nel registro dei praticanti avvocati può usare esclusivamente e per esteso il titolo di “praticante avvocato”, con l’eventuale indicazione di “abilitato al patrocinio” qualora abbia conseguito tale abilitazione).
    Se io libero cittadino posso autodifendermi in taluni casi in giudizio, se io libero cittadino posso andare da solo a ritirare la mia sentenza di divorzio in tribunale, se io libero cittadino posso ritirare in tribunale la sentenza di divorzio del mio amico Libero, accompagnato da apposita delega e quant’altro prescrive la LEGGE, devo prima fare gli esami d’avvocato? Ma mi faccia, il piacere (di decurtiana memoria)!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  52. Non sprechiamo questa occasione con inutili repliche a personaggi fantomatici, facciamo delle proposte degne della ns. professionalità

  53. sig. Riccardo Nicotra, cittadino italian-europeo scrive:

    Relativamente all’articolo : Medioevo alle porte: riforma della professione forense in arrivo (Inserito il 22 novembre 2010), scritto dal presidente di Assoprofessioni, prof. Giorgio Berloffa, e da un suo consulente, dott. Stefano Mannacio (patrocinatore stragiudiziale), non posso far altro che applaudirli ed associarmi, ai contenuti sinteticamente esposti, ma chiari, pur essendo state riunite in così poco spazio, problematiche e tematiche di bibblica estensione e profondità. Bravi!!!!!!!! Con tale mio scritto, voglio anche esprimere con forza e rabbia, quanto veicolato dalla casta degli avvocati, che guidano la diligenza della CASTA MADRE (troppo pigri per condurla loro), verso il burrone dell’anticostituzionalità, delle lucide violazioni della Costituzione Italiana ed Europea, dell’antidemocrazia. Grido: ABBASSO GLI AMPLIAMENTI DELLE ESCLUSVE-ABBASSO GLI ORDINI-ABBASSO I COLLEGI-ABBASSO LE LEGGI AD PERSONAM-ABBASSO I CORRUTTORI ED I CORROTTI-ABBASSO CHI NON SI ADOPERA PER LE LIBERALIZZAZIONI E LE NASCONDE SOTTO IL TAPPETO (un giorno all’altro, costoro, saranno scopati, e nascosti sotto il medesimo tappeto). VIVA I PADRI DELLA COSTITUZIONE(anche se alcuni dei loro figli, gli stanno sputando addosso)! Viva Giuseppe Garibaldi!
    <>
    <>

  54. Kaelidan scrive:

    Ottime considerazione, le condivido in pieno. Si tratta di una legge che, con slancio corporativo (peraltro ammirevole nella sua portata) fa sembrare l’attuale legge professionale (del 1933!!) moderna.

    Non ho davvero nulla da aggiungere, ma sono ben contento che Libertiamo si prodighi per una campagna informativa contro questa alzata di scudi corporativa.

    Vorrei solo che qualcuno portasse questi argomenti a conoscenza dei parlamentari di FLI, che simpaticamente hanno votato in massa a favore al Senato. Magari siamo in tempo per fare qualcosa alla Camera…

  55. sig. Riccardo Nicotra, cittadino italian-europeo scrive:

    Ma dove sono reperibili gli altri precedenti commenti?

  56. federico scrive:

    Organizziamoci tutti per una manifestazione davanti alla Camera!

  57. umberto scrive:

    Certo è che ce la stanno mettendo tutta per farci fuori! Proprio questo è il momento per tenere duro. Dobbiamo organizzarci per manifestare davanti alla Camera, coinvolgendo altre categorie interessate, negativamente, dalla riforma forense.
    A proposito, perchè Libertiamo non interessa altre testate giornalistiche per propagare l’eco della nostra protesta?
    Mi chiedo, possibile che quasi nessuno ci ascolta?

  58. Michele scrive:

    Condivido appieno le argomentazione addotte sia dal carissimo amico Stefano Mannacio che dal sig. Nicotra.
    Come avvocato ritengo che la riforma, così come concepita, sia estremamente lesiva del diritto al lavoro dei cittadini ed in contrasto con lo spirito delle normative comunitarie in materia.

  59. Daniela scrive:

    Qualsiasi forma di protesta da effettuare mi trova d’accordo, dobbiamo esser tutti uniti per far valere il nostro diritto al lavoro
    oltretutto a favore del cittadino che è sempre + tartassato dal nostro Parlamento
    Ciao a tutti
    Daniela Silvestri

  60. Debora Mancini scrive:

    A conclusione di un percorso che da decenni si declina nell’ assoluta mancanza di tutela per la nostra categoria, ecco che si prepara l’ultimo agguato di casta, quello letale.
    Le pressioni corporative sono forti e sperare in un ravvedimento della Camera è forse utopico ma dobbiamo comunque attivarci per preservare il nostro lavoro e la nostra dignità professionale.

  61. Renato Zaniolo scrive:

    Chi ha “censurato” i precedenti commenti?

  62. Renato Zaniolo scrive:

    Bravo “isi” !
    Ma perchè non lasci il tuo nome, cognome, indirizzo del tuo studio?
    Potremmo sempre mandarti i nostri clienti…
    Buona abbuffata con il tuo amico “AVVOCATO.
    Renato Zaniolo

  63. Lidano Marchionne scrive:

    Qualcuno mi aiuti a comprendere: questo provvedimento è coerente con le affermazioni di “liberalizzare” le professioni? Chi ha conseguito l’abilitazione (ormai con una “scadenza” come i prodotti alimentari) e, per propria scelta professionale o per mancanza di opportunità e prospettive ad avviarsi nella libera professione, ha svolto altre attività, pur rimanendo nell’ambito dei cc.dd. operatori del diritto, per quale motivo non può rivedere più la sua scelta una volta superati i 50 anni o decorsi 5 anni dal conseguimento della abilitazione professionale? Forse si teme la loro concorrenza? allora non si contrabbandi come norma liberalizzatrice, quella che, nella forma e nella sostanza, non è altro che una misura protezionistica a tutela degli interessi di quella che è sempre stata una “casta” e che ora ha ottenuto il formale consenso da parte di un legislatore pseudo-liberale.
    Lidano Marchionne, dottore in legge, funzionario pubblico, abilitato all’esercizio della professione forense a seguito dell’esame sostenuto, nell’anno 1989, presso la corte di Appello di Roma (in quella sede ed in quel periodo, la percentuale del 30/35% di abilitati era, più che un miraggio, una “pia illusione”)

  64. Daniele Ciocca scrive:

    Ma la prima pagina di repliche dov’è finita ?

  65. Luigi scrive:

    Dal blog del Grande STEFANO MANNACIO:
    “Per le manifestazioni so che il Collegio Periti del Lazio si sta informando per la richiesta di spazi per i sit in luoghi da precisare. Sarà importante poi costituire un Comitato, che si potrebbe chiamare CUP (Comitato Unitario dei Patrocinatori) che si confonderebbe allegramente con il già esistente CUP (Comitato Unitario delle Professioni) e che riguarda gli ordini professionali. A questo comitato potrebbero poi aderire le sigle. Dico ciò prima che qualcuno artatamente si appropri dell’idea, riducendone la potenziale efficacia.”

    Iniziamo a muoverci anche finanziariamente… credo sia ovvio a tutti che al momento nessuno impiega argomenti, fatti, entusiasmo e la propria faccia, come sta facendo l’Illustrissimo Sig. MANNACIO e pochi altri. Semmai ne usciranno superstiti da questa situazione, sarà d’obbligo trovare una figura autorevole (che sia l’ANEIS o sostituto)capace di stabilizzare definitivamente e politicamente la questione.
    ANEIS servono fatti non chiacchiere!!

  66. Susanna scrive:

    Sono titolare di uno studio di infortunistica ormai da più di dieci anni. Devo ammettere che è molto difficile esercitare una professione che periodicamente rischia di essere eliminata dalla faccia della terra! Spero che qualche uomo di cervello indipendente aiuti la nostra categoria!

  67. luca morotti scrive:

    Svolgo l’attività da 20 anni e mio padre prima di me da oltre 35. Credo di avere professionalità e preparazione , non sono disponibile da un giorno all’altro a rinunciare alla mia identità, alla mia azienda per diventare il galoppino di uno o più avvocati. Fuori dal mio ufficio sul quale peraltro pende un mutuo , c’e scritto a chiare lettere INFORTUNISTICA MOROTTI e da domani sarà una altra persona a dirmi come lavorare! non credo proprio. Si parla tanto di liberalizzazione del mercato , di puntare sulle specializzazioni e di valorizzarle e poi!!!! più specializzato di me che svolgo solo questo di mestiere da 20 anni ? Non è mia intenzione rinunciare a inviare lettere di richiesta danni e sono disponibile a intraprendere qualsiasi battaglia nelle sedi opportune o in piazza ,sempre con civiltà , perche ricordo a tutti che in questa partita gli incivili non siamo noi.

  68. Luigi scrive:

    A volte i migliori legali sono quelli falsi ..sentite questa:

    Falso avvocato per oltre dieci anni. Centinaia di cause vinte e due studi legali. Ma non era nemmeno laureata

    Laureata alla facoltà di Giurisprudenza Federico II. Uno studio legale a Pompei e uno nel modenese. Circa 250 cause vinte. Giuditta Russo, 39 anni napoletana, aveva tutte le carte in regola per poter parlare di una carriera forense di spicco. Peccato non avesse mai sostenuto alcun esame, men che mai quello per diventare avvocato. Non si era mai laureata: tutto inventato.

    Una tesi (realmente preparata così come tutti gli esami che però non ha mai dato) sul 416bis a compimento di un ciclo di studi eccellente: anche quella è frutto della fantasia di Giuditta. Alla discussione non aveva voluto nessuno. I genitori la sentirono piangere per la felicità solo dopo, al telefono. Loro come chiunque altro, amici e parenti, non hanno mai saputo nulla dell’enorme bugia della figlia. Hanno festeggiato con lei i suoi successi: il suo ingresso come praticante in uno studio di rilievo e poi il suo farsi strada, avanti e indietro per l’Italia, offrendo sempre «le tariffe minime – come ha spiegato lei stessa – nel timore che qualche cliente potesse rivolgersi all’Ordine degli avvocati».

    Ma poi qualcosa va storto. Perde una causa importante ma non lo dice ai clienti: li risarcisce chiedendo un prestito ad un amico a cui promette investimenti con interessi del 170 per cento. Lo paga grazie a un nuovo prestito ottenuto da un altro conoscente e così va avanti finché capisce di non avere scampo. A settembre 2005 confessa tutto al Presidente della Camera penale di Torre Annunziata. Su di lei la Procura apre un fascicolo.

    Lunedì scorso Giuditta si è presa cinque anni di reclusione per i reati di esercizio abusivo della professione forense e di consulente finanziario, nonché di truffa. Il giudice monocratico del tribunale di Torre Annunziata ha aumentato di un anno la pena di quattro richiesta dal pubblico ministero. La donna ricorrerà in appello e il suo avvocato difensore è fiducioso che la sentenza verrà riformulata. La cosa che proprio non le va giù è passare per una truffatrice: si è impegnata per risarcire tutti i clienti che ha fatto perdere. «Io non ho trattenuto niente per me – ha detto – non l’ho fatto per danneggiare qualcuno».

    ———–

    Ne so di altri che sono arrivati fino in cassazione…..

  69. patroc.strag.Riccardo Nicotra scrive:

    Notiziario OUA. Data: 26/11/2010, Fonte: ANSA. Riforma forense: Perifano (ANF), non risolve problema avvocati”. MINISTRO NON HA AVUTO CORAGGIO PRESENTARSI PER PAURA CRITICHE (ANSA) – GENOVA, 25 NOV – Il Ministro della Giustizia ci ha tenuti impegnati due anni a discutere di una riforma alla quale speravamo ingenuamente di contribuire. Il risultato, invece, ha dimostrato che così non è stato, anzi. E’ l’accusa lanciata da Ester Perifano, segretario generale dell’Associazione nazionale forense (ANF), durante i lavori del XXX Congresso nazionale degli avvocati. Dal suo ministero, ha aggiunto Perifano, è partito il più articolato tentativo di smantellamento della giurisdizione pubblica degli ultimi anni: dalla delega sulla conciliazione, all’intervento sul processo con l’ausiliario del giudice e la motivazione a pagamento. Oggi non ha neanche il coraggio di presentarsi per paura delle critiche”. La riforma forense approvata dal Senato – ha detto Perifano – non risolve i problemi dell’avvocatura. Questa riforma non ci piace.

  70. patroc.strag. Riccardo Nicotra scrive:

    Riforma forense, cui prodest?
    Notiziario OUA, 25/11/2010. Fonte IL SOLE 24 ORE.Schlesinger: «Una soluzione sbagliata e corporativa» È sconfortato Piero Schlesinger, avvocato, storico docente di Diritto privato alla Cattolica di Milano, dirigente in primari istituti di credito. «Questa legge – sottolinea – è una resa di fatto al corporativismo». Professore, inutile nascondere che uno dei punti chiave è rappresentata dalla reintroduzione delle tariffe. Lo considera un arretramento rispetto ai tentativi della legge Bersani? Senza dubbio. L’avvocatura ha esercitato una pressione fortissima per il ritorno delle tariffe e questo risultato è stato portato a casa. Non posso però che constatare che siamo un Paese ben strano: il dibattito pubblico è sovraccarico di richiami al liberismo, di sollecitazioni a una maggiore concorrenzialità, e poi una categoria chiave per il presente e, mi auguro, anche il futuro delle libere professioni, sceglie l’arroccamento. Faccio fatica a capire. Ma non si tratta di una scelta in qualche modo comprensibile alla luce dei dati sul numero degli avvocati, in aumento, e sui loro redditi, in netto calo? Può anche darsi, ma non sempre la preoccupazione porta a prendere le migliori decisioni. Si tratta alla fine di una lotta per conservare una posizione e uno status che non è forse più possibile conservare per oltre 220mila professionisti. Meno grave mi sembra invece la riserva sulla consulenza, soprattutto perché mitigata da alcune “oasi” nelle quali aprire ad altre competenze evidenti. E ai giovani studenti in giurisprudenza quale messaggio arriva da questa legge? A mio avviso un messaggio triste. In linea peraltro con l’esasperazione della gerontocrazia che affligge il paese. Certo esiste il problema di una maggiore selezione della classe forense per ottenere una migliore qualità nell’esercizio della professione, ma non mi pare che questa legge proceda in quella direzione. E il futuro non è incoraggiante: pensiamo anche solo alla mediazione obbligatoria che rischia di vedere in campo come conciliatori i più mediocri tra i legali che vi vedranno solo un’occasione di lavoro. Servirebbe allora l’introduzione del numero chiuso nelle facoltà di giurisprudenza? No, sono contrario. Si tratterebbe solo di un’altra forma di esclusivismo di cui non si sente affatto il bisogno.

  71. Angelo scrive:

    Non si possono cancellare migliaia di figure professionali, migliaia di società regolarmente iscritte alle Camere di Commercio, che hanno investito denaro e sacrificio per svolgere questa professione, che sino a qualche giorno fa hanno pagato l’ultima rata dei tributi, come una qualunque altra attività commerciale e/o professionale.
    Ho investito tanto per poter svolgere questa professione, ho frequentato numerosi corsi di formazione, anche a diverse centinaia di chilometri dalla mia residenza, con i dovuti costi annessi e connessi. Ho partecipato a convegni del settore, i cui relatori erano Illustrissimi professionisti del settore giuridico ed Avvocati nonchè Docenti Universitari di Diritto Assicurativo. A tali convegni ho visto solo Avvocati e patrocinatori stragiudiziali, mai un solo liquidatore di una compagnia o un agente della stessa !. Pur essendo un semplice perito, settimanalmente ricerco su internet e leggo sentenze relative al risarcimento del danno nel settore infortunistico, per essere in costante aggiornamento in materia.
    Attualmente sto pagando un mutuo connesso all’attività e, se dovesse passare questa legge, mi ritroverei disoccupato e con una rata mensile ancora da pagare, purtroppo per altri anni, oltre al fatto di vedermi negare la possibilità di svolgere un lavoro, che ho svolto regolarmente e con dignità per diversi anni.
    Cari colleghi, questa è l’Italia che vuol dare a tutti un lavoro, dove dicono si stia facendo di tutto per ridurre la disoccupazione, dove dicono si stia cercando di sconfiggere la crisi economica con tutti i mezzi possibili, l’Italia delle liberalizzazioni!!!
    Nel frattempo, nel pieno silenzio dei media, verranno lasciate a casa altre migliaia di persone,che entreranno a far parte dell’ormai consolidato cerchio dei “disoccupati per volontà altrui”.
    Cari patrocinatori stragiudiziali, amministratori di condominio, tributaristi, non arrendiamoci e non permettiamo loro di “privarci” di una delle cose più importanti nella dignità e vita di un individuo, l’avere un LAVORO !!!
    Impegnamo tutte le nostre risorse possibili, anche economiche, pur di riavere entro breve la certezza e la tranquillità di un lavoro, per il quale abbiamo dato tanto e che vogliono negarcelo senza un valido perchè!
    Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso!

  72. patroc.strag. Riccardo Nicotra scrive:

    Caro presidente Giorgio Napolitano, a Lei farebbe piacere sapere che una casta, in barba alle direttive europee (libera circolazioni di professioni intellettuali, concorrenza, servizi) in barba alle leggi di recepimento (recepite spesso in ritardo dallo Stato Italiano-pagando multe pazzesche coi soldi pubblici- e sistematicamente rimodulate ad usum delphini), utilizzi il Parlamento a proprio piacimento? Il Parlamento è cosa loro o è cosa pubblica? Forse per alcuni, le direttive europee sono cartelli stradali di ultima generazione?
    A noi Patrocinatori Stragiudiziali, professionisti purtroppo non ancora normati ahimè, NO! Sta di fatto che questo sta succedendo e tutto ciò non ci piace.

  73. Giorgio P. scrive:

    Una (dico UNA) delle reali motivazioni che spingono per la riserva è dettata dal fatto che molti giovani avvocati ad’oggi dichiarano 1200 euro al mese, e per questa corporazione non può e non deve essere uno stipendio degno di tale privilegiata professione. Purtroppo essendo questi forti di una enorme rappresentanza in parlamento (sono quasi tutti avvocati) cercano di lefiferare come meglio possono.

    Ai più rimane solo un’amara riflessione, quella dei miseri 1000euro al mese della stragrande maggioranza degli operai, che spaccandosi la schiena per più di otto ore (non dichiarati) al giorno, non avendo una vera e forte rappresentanza politica, debbono (con costrizione) accettare chinandosi all’economia (perchè ormai strumenti dell’economia).

    Cosa potrebbe fare un millesapero (operaio da 1000 euro) per far valere le sue ragioni? Dovrebbe bruciare il parlamento con annessi parlamentari?
    Perchè per gli avvocati 1000euro sono la fame e per gli operai sono la gloria della democrazia?

    Cancellare migliaia di posti di lavoro per stabilizzare una corporazione è il colmo! Questo paese è arrivato alla frutta,..anzi al conto!!! E’ credo sarà piuttosto salato!! UNA MAZZATA!!

    Tutto questo lo dovrà spiegare alle vittime di questa schifosa legge, il nostro caro presidente della Repubblica Italiana (repubblica che è fondata sul lavoro) EX COMUNISTA e difensore della parte più debole del paese, GIORGIO NAPOLITANO!
    A lui diciamo subito che porteremo i cocci in parlamento Europeo!!

    —–

    Un’altra motivazione è quella dettata dalle compagnie assicurative, che facendo credere agli avvocati che eliminando i patrocinatori si libereranno posti di lavoro che verranno da loro rioccupati, e che invece saranno progressivamente comunque persi per sempre, a favore degli utili sempre crescenti delle assicurazioni.
    Un finto contentino, fregandosi la mediazione obbligatoria che allontanerà maggiormente il cittadono dagli avvocati!!
    Cara corporazione, dovevate lavorare sull’acquisizione dei clienti e non sull’esclusiva di un lavoro deteriorato, screditato e perniente concorrenziale! ..e che soprattutto si ritorcerà sulla pelle dei giovani futuri AVV.!

  74. isi scrive:

    Aggiungerei, tra l’altro che occorrerebbe istituire un numero chiuso alle università di giurisprudenza così da non illudere migliaia di giovani che vorrebbero fare l’avvocato ma poi o non superano l’esame o non trovano i clienti….
    I clienti appunto questo è il punto dolente! Premesso che l’infortunistica non mi interessa come genere di lavoro, spiego meglio il concetto (disprezzabile e poco intelligente per alcuni, ma pur sempre il mio pensiero):
    1)un Avvocato non può fare pubblicità (salvo qualche sciocchezza di pagine web…);
    2)un Avvocato non può valersi di procacciatori pagati per procurargli clientela (tipo magari un meccanico…);
    3)un Avvocato non ha il “negozio” su strada, a meno di non farsi trafiggere dall’Ordine di appartenenza;
    4)se l’Avvocato fa un qualcosa di cui ai punti 1,2,3 viene sottoposto a procedimento disciplinare e sono cavoli suoi.

    In buona sostanza capisco che esistono tanti consulenti (che brutta espressione “patrocinatore stragiudiziale”) bravissimi e serissimi che comunque lavorano onestamente ed è giusto che continuino a farlo,
    tuttavia occorre un riordino della materia.
    Io sommessamente proporrei una nuova “branca” del diritto che coinvolga Avvocati e Consulenti in una specializzazione unica e concorrenziale.
    In altre parole sia il consulente che l’avvocato possono occuparsi di infortunistica (ad esempio) ma entrambi con la possibilità di utilizzare tutti i mezzi e le possibilità che il mercato in libera concorrenza può offrire.
    Saluti

  75. antonio scrive:

    sono un giovane avvocato, contrario alla riforma perchè ho scelto di esercitare una professione liberale e non di appartenere a una corporazione medievale. non voglio credere che Futuro e Libertà voglia appoggiare questa controriforma anche alla Camera, che molti miei colleghi giudicano negativamente, solo che non siamo rappresentati. è certamente necessario rivedere la normativa in materia di ordinamento forense, ma ciò deve essere fatto con una discussione ampia e serena, che segua la strada della modernità e della concorrenza, e non con i colpi di mano di un esecutivo ormai in scadenza.

  76. patroc.strag. Riccardo Nicotra scrive:

    Caro Presidente Napolitano, sembra proprio un colpo di mano……. Il presidente della Repubblica Italiana, GIORGIO Napolitano non è informato sulla nuova Riforma Forense, possibile? “QUALE RIFORMA?” ha esclamato, cadendo dalle nuvole. O non ha avuto tempo di leggere, o taluni soggetti ordinati e preposti a far ciò …. artatamente non gli han dato il necessario da leggere per lui rendersi edotto. Quale dei 2 scenari pensiate si siano verificati? Io propendo per il secondo scenario e pertanto proporrei di d’inviare lettere, raccomandate, posta celere, posta prioritaria, e-mail al ns. Presidente Napolitano, per renderlo super-edotto della illiberale, anticostituzionale, iper-corporiva “nova Riforma Forense”. Proporrei di stilare un bel documento ben articolato, scritto da un super- pennista, affinchè egli stesso, e noi tutti d’appoggio, possimo inviare tale materiale al probo presidente Giorgio Napolitano. Le prove? Eccole qui:Da Sole24Ore.com, Professioni e Imprese 24, Notizie Italia del 26-11-2010:
    Napolitano. Non sono aggiornato sulla riforma della giustizia. Palamara. Lotta a corruzione è la priorità. di Claudio Tucci. Questo articolo è stato pubblicato il 26 novembre 2010 alle ore 12:49. Nel 2009 le tangenti nel nostro paese hanno inciso sulle tasche degli italiani per circa 60 miliardi di euro»: a sottolinearlo il presidente dell’Anm, l’Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, nella relazione introduttiva al 30esimo congresso del sindacato delle toghe, in scena a Roma, alla presenza tra gli altri del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, accolto al suo arrivo da un lungo applauso. Il capo dello Stato ha indicato come «indispensabile», in una fase difficile come l’attuale, «che il cittadino recuperi fiducia nel sistema giudiziario «anche attraverso un corretto rapporto tra magistratura e politica». Il capo dello stato ha «apprezzato in modo particolare, ascoltando la relazione del presidente Palamara, l’impegno dell’Anm per l’autoriforma della magistratura e la disponibilità dichiarata a un confronto costruttivo e propositivo con le forze politiche sul tema della riforma della giustizia». Napolitano, lasciando il congresso, ha poi detto di «non essere aggiornato» sull’annuncio fatto giovedì dal premier di varare martedì prossimo la riforma della giustizia. «Quale riforma?… Non sono aggiornato su quello che farà il governo», ha detto Napolitano. ……
    Mi, ….alla faccia della democrazia, al Quirinale, oltre al portone di legno esterno, presidiato dai Corazzieri, c’è un altro portone, elettromagnetico, un altro filtro. C’è ma non si vede.

  77. paola de batte scrive:

    Credo che il riconoscimento al nostro impegno venga inesorabilemente dai nostri clienti. Piaccia o no, ci sono persone che cercano chi è in grado , con competenza, professionalità ed onestà , di aiutarle a vedere riconosciuto il diritto ad un equo risarcimento. Non mi sembra ci sia bisogno di una laurea per ottenere quello che è un diritto del cliente, bensì perseveranza e serietà e ovviamente un notevole impegno che noi, consulenti di infortunistica ,concentriamo esclusivamente e personalmente sul risarcimento all’assicurato. Sono convinta che si perderebbe una figura lavorativa ” moderna” a svantaggio , come al solito , della popolazione italiana, che ha dimostrato di apprezzarne l’operato sempre di più. Sarebbe un danno per tutti anche per gli avvocati, con i quali collaboriamo quando diventa “veramente necessaria” la procedura giudiziale, che perderebbero una parte di lavoro derivante proprio dalle inforunistiche alle quali i clienti si rivolgono con fiducia nonostante l’opposizione da parte delle compagnie e adesso anche del governo.Sono convinta però della necessità di un albo nel quale riconoscerci e trovare una forza di categoria utile alle nostre battaglie ma anche alla nostra professionalità.

  78. roberta trevi scrive:

    Non ditemi nulla, a febbraio avrei aperto la mia agenzia di infortunistica ,ero così entusiasta,ora sinceramente non so come pormi al riguardo,non so quanto impiegherà la camera ad approvare o meno la legge…pensare che il mio avvocato alla notizia era felicissimo di collaborare con me..

  79. LUCA scrive:

    Esperti in infortunistica stradale, patrocinatori stragiudiziali, dite che sarà una strage, che si perderanno tanti posti di lavoro…
    Avete pensato a quei “posti di lavoro” che si “rinasceranno” tra gli avvocati specialisti a cui Voi avete tolto il lavoro?
    Si, tanti avvocato oggi non lavorano pq Voi potete farvi pubblicità, potete lavorare con procacciatori di affari, etc., cosa che a noi non è permesso. Senza contare che molti vs clienti sono convinti che Voi siate degli avvocati. E questo ve lo dico con sincerità, pq mi è stato riferito più volte.
    In realtà è una decisione semplice ache se crudele:
    decidere se questa “fetta” di mercato debba essere attribuita a chi ha studiato o a chi non ha studiato (posto che anche senza licenza superiore oggi si può fare infortunistica stradale).
    Io penso che lo stato debba premiare chi ha studiato, si è laureato e si è specializzato, perchè se così non fosse nessuno avrebbe più interesse a laurearsi e specializzarsi. E uno stato senza persone di cultura è uno stato che va verso il fallimento.
    Nessuno impedisce a Voi di studiare, e se avete la laurea di diventare avvocati, potete farlo, nessuno ve lo impedisce.

  80. Il posto di lavoro non l’hanno tolto le infortunistiche ma la concorrenza. L’attività stragiudiziale è libera. Lo stabiliscono varie sentenze di merito, fino alle Sezioni Unite della Cassazione. Per quanto riguarda il riconoscimento dell’attività di patrocinatore stragiudiziale, al fine di trovare un minimo di regolamentazione (però senza creare albi o collegi e nella libertà di esercizio) le associazioni di categoria hanno sempre trovato come scoglio gli ordini professionali. Il cane si morde la coda, quindi. Se poi la normativa che regola l’ordine forense sarà più restrittiva di quella del 1933 è evidente l’unica strada maldestra e propagandistica da vendere agli avvocati affamati è di sopprimere tutte le realtà in competizione che operano sul mercato. Però con tutta questa ampollosità sulla deontologia ed etica professionali ci si chiede come mai si sia arrivati al numero abnorme di 230.000 avvocati in Italia? Giusto perchè sono tanti devono per legge far chiudere l’attività di altri affermatasi sul mercato con criteri “anglosassoni”? Ci faccia il piacere Sig. Luca!

  81. Luigi scrive:

    Caro LUCA, il tuo post dimostra quanto la stessa vostra corporazione non capisce un beneamato cavolo di economia, concorrenza e regole di mercato (libero).
    Quello che non vi entra in testa e che alla parola AVVOCATO o come anche BANCA, ASSICURAZIONE, BENZINA, nella mente del consumatore scatta automaticamente nel subconscio un senso di SPESA, INCOMPRENSIONE, ANSIA, DIFFIDENZA, SOLITUDINE….etc

    Questa è la regola che sta facendo fallire tutti gli sforzi compiuti in decenni dagli agenti assicurativi nel crearsi un portafoglio clienti che lavorasse soprattutto sulla fiducia. L’indennizzo diretto ad esempio ha demolito il rapporto di fiducia, incrementando quindi i contenziosi con le compagnie stesse. Gli agenti si trovano fra due fuochi.. anzi sono diventati le prostitute delle compagnie (papponi).

    Stà succedendo nuovamente con la professione forense, vi raccontano che saranno posti di lavoro da occupare dai futuri giovani avvocati, ma vi hanno fregati con la mediazione obbligatoria. Il cliente che deve essere risarcito si vedrà sommerso da costi: tutela legale + spese sanitarie + eventuale costo di mediazione o ctu che alla fine passerà la regola del “meglio il poco e subito”.. oppure “alla fine ci ha guadagnato solo l’avvocato” (anche se non è così).

    Dovete valutare gli effetti di questa riforma e non quello che si intravede nel testo di legge. Cancellano i patrocinatori ma non vi dicono come reperire nuovi clienti, anzi vi si impongono forti limitazioni.

    In fine le dico ..non bisogna essere ingegneri per fare i meccanici!

    Bisogna regolamentare e non impedire!!

    PS.
    Non è vero che Roma ha un numero di avvocati superiore a quello di tutta la Francia. E’ vero invece che Parigi ha quasi gli stessi avvocati di Roma. Non fatevi fregare dall’ordine!!

  82. patroc.strag.RiccardoNicotraANEIS scrive:

    CARO PRESIDENTE FINI, CONSEGNIAMO NELLE TUE MANI E DEI TUOI COLLABORATORI, la ns. targhetta professionale appesa alla nostra porta d’ufficio. Se Lei ce la restituirà indietro, vuol dire che per noi c’è ancora futuro e libertà professionale, diversamente le trattenga come ns. ricordo, tanto non sapremmo più cosa farcene. Cara Gabriella Addari, tu ti chiedi: Per quale motivo si parli di dicotomia tra l’operato (riconosciuto) del legale e quella del patrocinatore stragiudiziale, è incomprensibile. Evitiamo di perdere di vista la meritocrazia, diamo la giusta importanza ai bravi professionisti meritevoli e preparati.
    Io, ora, cercherò di tardi una imbeccata: Hanno paura della Corte di Giustizia Europea e della Corte Costituzionale:
    -“Comunicazione sulla GU Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunale di Roma con ordinanza 7 aprile 2004, nella causa dinanzi ad esso pendente fra Stefano Mx e Claudia Cx contro Roberto My (Causa C-202/04). Con ordinanza 7-4-2004, pervenuta nella cancelleria della Corte di Giustizia delle Comunità Europee il 6-5-2004, nella causa dinanzi ad esso pendente tra Stefano Mx e Claudia Cx contro Roberto My, il Tribunale di Roma ha sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee la seguente questione pregiudiziale: “Se gli articoli 5 e 85 del Trattato CE (divenuti artt. 10 e 81 CE) ostino all’adozione da parte di uno Stato membro di una misura legislativa o regolamentare che approvi, sulla base di un progetto stabilito da un ordine professionale forense, una tariffa che fissa dei minimi e dei massimi per gli onorari dei membri dell’ordine con riferimento a prestazioni aventi ad oggetto attività (c.d. stragiudiziali) non riservate agli appartenenti all’ordine professionale forense ma che possono essere espletate da chiunque.”
    -Cass Civ Sez II sent 15530 del 11-6-2008: (massima) Al di fuori delle attività comportanti prestazioni che possono essere fornite solo da soggetti iscritti ad albi o provvisti di specifica abilitazione (iscrizione o abilitazione prevista per legge come condizione di esercizio), per tutte le altre attività di professione intellettuale o per tutte le altre prestazioni di assistenza o consulenza (che non si risolvano in una attività di professione protetta ed attribuita in via esclusiva, quale l’assistenza in giudizio,cfr. Cass. 12840/2006), vige il principio generale di libertà di lavoro autonomo o di libertà di impresa di servizi a seconda del contenuto delle prestazioni e della relativa organizzazione”. Ora alcuni passi… -“…il che porta ad escludere una interpretazione delle sfere di competenza professionale in chiave di generale esclusività monopolistica (Corte Cost. 345 del 1995). Ed alla luce di tali principi ancora la Consulta (sentenza n. 418 del 1996),…ma anche, con riferimento agli spazi di libertà di espressione di lavoro autonomo e di libero esercizio di attività intellettuale autonoma non collegati a iscrizione in albi. Al di fuori delle attività comportanti prestazioni che possono essere fornite solo da soggetti iscritti ad albi o provvisti di specifica abilitazione (iscrizione o abilitazione prevista per legge come condizione di esercizio), per tutte le altre attività di professione intellettuale o per tutte le altre prestazioni di assistenza o consulenza (che non si risolvano in una attività di professione protetta ed attribuita in via esclusiva, quale l’assistenza in giudizio,cfr.Cass. 12840/2006), vige il principio generale di libertà di lavoro autonomo o di libertà di impresa di servizi a seconda del contenuto delle prestazioni e della relativa organizzazione…”-
    -CassCivSUsent26973/2008(la più famosa d’Italia dal dopoguerra ad oggi, quella che utilizzano le assicurazioni per non pagare il Danno Morale, grazie alla massima artefatta su misura): -“…Con il quinto motivo, denunciando motivazione illogica ed errata applicazione della legga (art. 1223 c.c.), in relazione all’art. 360, n. 3 e n. 5, c.p.c.., i ricorrenti lamentano il mancato riconoscimento del rimborso delle spese sostenute per l’assistenza stragiudiziale prestata, nella fase delle iniziali trattative con l’assicurazione, da una agenzia infortunistica. 5.1 Il motivo è fondato. La corte d’appello ha negato il risarcimento, osservando che l’esborso, avvenuto al di fuori della lite giudiziaria era produttivo di un danno non direttamente collegabile all’incidente stradale, in quanto frutto di una libera scelta delle parti, che avrebbero potuto, invece, affidare ad un legale l’intera gestione dei loro interessi.
    La motivazione è illogica. Anche le spese relative all’assistenza tecnica nella fase stragiudiziale della gestione del sinistro costituiscono danno patrimoniale consequenziale dell’illecito, secondo il principio della regolarità causale (art. 1223 c.c.). Ed è palese che, qualora i danneggiati avessero affidato ad un legale, e non ad una agenzia di infortunistica, la gestione dei loro interessi nella fase stragiudiziale avrebbero dovuto sopportare spese probabilmente non inferiori a quelle effettivamente sostenute.”-
    Se diventasse legge, la deforma riforma forense, dovremmo aspettare, da 1 a 2 anni, affinchè la Corte Costituzionale, la Corte di Giustizia Europea, la Corte dei Ditti dell’Uomo, fessurino “Fort Riforma Forense. Noi Nel frattempo, subiremmo denuncie penali e costosi processi, con esiti, non necessariamente subito, di assoluzione (dipende da che avvocati andremo a dar mandato). Nel frattempo, noi di cosa camperemo, che fine faranno i nostri clienti?
    Sig. Presidente Fini, è d’accordo su questo disastro, solo per ora e non per molto, annunciato?

  83. francesco spampinato scrive:

    Ma come si puo’ pensare che i periti , gli esperti infortunistica stradale , ecc. non debbano piu’ patrocinare ! E’ davvero folle , scriminante , pazzesco . E’ il risultato di spinte corporativistiche molto forti ,dei colossi e delle multinazionali che spingono affinche’il mercato si appiattisca sulle loro decisioni . Bisogna intervenire con tutte le forze non e’ ammissibile una simile aberratio . francesco spampinato , avvocato in Catania

  84. Giorgio P. scrive:

    Quando si tenta di far approvare leggi mostruose in tutta fretta significa che si vogliono sistemare questioni ingombranti. Il contemtino serve per tenersi buoni gli avvocati che in italia sono tanti…quindi tanti voti!!!

  85. Sonia scrive:

    la
    riforma forense, come è uscita dal Senato prevede l’esclusiva per l’attività stragiudiziale solo agli
    avvocati e alle associazioni di categoria. Per questo motivo è stata fortemente criticata dall’Antitrust. Se
    così passasse alla Camera cancellerà, con un tratto di penna, migliaia di posti di lavoro e intere categorie
    professionali che da anni svolgono l’attività stragiudiziale con il conforto del diritto e della giurisprudenza
    e, soprattutto, con il pieno riconoscimento del mercato”.

  86. radames scrive:

    prepariamo un referendum abrogativo e sollecitiamo l’europa: un bel multone antitrust giornaliero per l’italia, e magari ricorso alla corte europea dei diritti dell’uomo?

  87. Piero scrive:

    Sono un liquidatore sinistri in pensione ed ho accumulato un’esperienza di oltre 40 anni al servizio di Compagnie di Assicurazioni. Ora metto a disposizione questa esperienza ad una infortunistica. Dopo 2 anni di lavoro a servizio dei danneggiati non ricordo di aver instaurato alcun contenzioso contro le Compagnie di Assicurazioni, raggiungendo sempre una soluzione transattiva che ha accontentato entrambe le parti.
    Non credo che uno studio legale abbia lo stesso interesse a definire transattivamente le vertenze.
    Quindi ritengo che la proposta di legge sia puro interesse della categoria.

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