La nostra paradossale apologia di Mara Carfagna

– Eccolo. E’ arrivato. Non potevamo farne a meno. Sentivamo che nelle nostre grigie esistenze mancava qualcosa, ed ora finalmente eccolo qua.
Di che parliamo? Ma naturalmente del ‘Caso-Carfagna‘, che in questi giorni sta occupando abbondantemente giornali e telegiornali.

Un caso, a dir la verità, non chiarissimo, che sembra composto di illazioni più che di fatti concreti. Mara Carfagna, ministro delle Pari Opportunità del governo Berlusconi, è stata a più riprese accusata, all’interno del suo stesso partito, di star preparando a Salerno (sua città d’origine) un’alleanza con alcuni esponenti di Futuro e Libertà, e più in generale di osteggiare con insistenza una parte dell’attuale classe dirigente e politica del PdL campano.
La situazione era già tesa da qualche tempo, ma il conflitto aperto è esploso il 18 novembre scorso, quando Alessandra Mussolini, deputata PdL, ha gridato “Vergogna!” alla Carfagna che stava parlando con Italo Bocchino. La Mussolini ha poi platealmente cominciato a fotografare i due col cellulare, mentre la Carfagna la accusava di essere soltanto in cerca di visibilità.

Secondo Alessandra Mussolini, il fatto che il ministro delle Pari Opportunità parli col capogruppo di FLI alla Camera significa che sta “facendo accordi” con Bocchino, comportamento che “sta mettendo a rischio il partito”. Anche altri esponenti PdL, come Lehner e Cirielli, la criticano, vedendo in lei un “elemento negativo per la politica del PdL in Campania”.
La Carfagna, riferisce chi la conosce, si sente attaccata da più parti, tanto da dare adito a voci – ad oggi non confermate né smentite dalla diretta interessata – che la vorrebbero sull’orlo delle dimissioni dal suo incarico istituzionale.

Lotte di potere locali che arrivano fino a Roma, comunicati stampa, accuse, controaccuse, telefonate frenetiche a causa delle quali Berlusconi arriva in ritardo al vertice NATO di Lisbona (un ozioso potrebbe anche commentare “Meno male, finché è impegnato a telefono almeno non si mette a fare le corna nelle foto ufficiali”): sembra che qualcosa non vada per il verso giusto nel Partito dell’Amore, che pare essersi liberato dello “stillicidio di distinguo” rappresentato dal “cancro” di FLI appena in tempo per farsi sommergere dalla cascata di melma delle lotte fratricide.

Non vogliamo entrare nel merito delle questioni su cui il PdL in Campania si è diviso, non vogliamo tentare una difesa politica di Mara Carfagna che, ne siamo certi, provenendo da queste pagine non le gioverebbe, non vogliamo nemmeno soffermarci troppo su questa maggioranza che perde i pezzi. Ci accontenteremmo di una spiegazioncina piccola e circostanziata su un aspetto particolare di questo caso.

Durante le campagne elettorali dell’ultimo anno e mezzo, il Popolo della Libertà sotto la specie dei suoi liberi giornali ha ritenuto opportuno (secondo noi con qualche ragione, lo diciamo senza alcuna ironia) difendere igieniste dentali e attrici di fiction candidate nel PdL da chi le accusava di avere un curriculum politico un po’ scarso e di essere state incluse nelle liste per meriti non precisamente politici. La maggioranza del PdL ha scelto di ribattere a queste accuse bollandole come antifemminili, assicurando che essere giovani e belle e lavorare nello spettacolo non vuol dire essere oche né non sapere niente di politica, infine, tocco da maestro, insinuando che comunque le critiche provenissero soprattutto da stagionate femministe invidiose dell’avvenenza delle fanciulle in questione.

Non siamo qui per discutere sulla validità o meno di queste argomentazioni, ma soltanto per fare un paragone con la situazione attuale, in cui i detrattori ‘berlusconiani’ della Carfagna, oltre a contestarla sul piano della politica (e fin qui niente da dire), sembrano essersi messi d’accordo sulle ovvietà da ‘sparare’ contro una bella donna entrata in politica dal mondo dello spettacolo. Lehner dice che se la Carfagna “vuol bene a se stessa” dovrebbe “smetterla coi colpi di teatro”; gli fa sponda, in maniera più scoperta, la Mussolini, che accusa la collega di “drammatizzare la situazione”, di fare “la scena madre”, e ironizza sul suo possibile essere “un caso psichiatrico”, per finire in bellezza con “avrà i suoi problemi che a noi non interessano”.

Anche se né Lehner né la Mussolini sono riusciti a raggiungere, con le accuse personali a Mara Carfagna, i livelli da trivio cui arrivò Sabina Guzzanti un paio d’anni fa, ci spiace constatare che i loro argomenti somigliano un po’ troppo, nel loro untuoso paternalismo, nel loro richiamare implicitamente il pregiudizio per cui una bella donna che ha fatto televisione rimane per tutta la vita una diva isterica, a quelli di certa sinistra bacchettona.

Ecco, la spiegazione che ci piacerebbe ottenere (e che, sospettiamo, non otterremo mai) è proprio questa: come mai gli stessi giornali che un anno fa furono subito pronti a lodare la Minetti e la Matera, e soprattutto ad accusare chiunque avanzasse perplessità sulla loro preparazione di rinnegare un non meglio precisato ‘ideale femminile’, non hanno finora ritenuto opportuno schierarsi decisamente contro questa sottile delegittimazione di una donna che – per quanto “tiepide” siano ultimamente le sue difese del premier – pure è e resta ministro dell’attuale governo?

Esiste certamente chi, nel PdL, ha difeso e difende Mara Carfagna, come i ministri Prestigiacomo, Frattini e Gelmini, come Fabrizio Cicchitto (che però generalizza: “[secondo me] Gli attacchi personali sono sempre sbagliati”), come lo stesso Berlusconi che, durante la telefonata da Lisbona, ha cercato di rassicurarla, soprattutto – sospettiamo – per cercare di tenere insieme quel che resta del partito. La loro difesa, tuttavia, è basata sulla parte politica della questione, sul suo ruolo nel PdL campano e in quello nazionale, sugli attestati di stima per la sua attività di ministro.

Ad oggi, insomma, sembra che tutti cerchino, volontariamente o meno, di glissare sull’aspetto secondo noi più sgradevole di questo caso, quello appunto delle contestazioni personali rivolte alla Carfagna: è paradossale che, tra cotali e cotanti difensori delle giovani e belle donne in politica, tocchi proprio a noi, coi nostri limitati mezzi, offrirle solidarietà contro le accuse dei suoi compagni di partito.
Ma, del resto, non è il primo paradosso che abbiamo mai affrontato. Vivere in Italia e seguire la politica italiana, come dire, allena.


Autore: Marianna Mascioletti

Nata a L'Aquila nel 1983. E’ stata dirigente politica dell’Associazione Luca Coscioni e tra gli ideatori del giornale e web magazine Generazione Elle. Fa cose, vede gente, cura il sito.

20 Responses to “La nostra paradossale apologia di Mara Carfagna”

  1. Franco scrive:

    Se a minacciare dimissioni fosse stato un uomo il quotidiano libero non avrebbe titolato “mara non fare i capricci” espressione che il vero macho di destra utilizza con la fidanzatina giovane e un tantino isterica…

  2. mmmm…. c’è da dire però che queste sceneggiate le fanno la Mussolini e la Carfagna mica Bondi e Bocchino.
    ti immagini Bocchino che fa l’offeso per le illazioni personali su di lui? o Bondi che fa le foto con il telefonino?
    e non stiamo certamente di due signori della politica !
    noi dobbiamo ammettere una grande verità: il livello delle nostre donne politico, di destra e di sinistra, riesce ad essere inferiore persino all’indecente livello dei politici uomini. E non è cosa facile!

  3. iulbrinner scrive:

    “…contestazioni personali rivolte alla Carfagna: è paradossale che, tra cotali e cotanti difensori delle giovani e belle donne in politica, tocchi proprio a noi, coi nostri limitati mezzi, offrirle solidarietà contro le accuse dei suoi compagni di partito.”

    Sinceramente non capisco la logica.
    La (presunta) satiriasi di Berlusconi sarebbe un argomento politico, addirittura buono per far cadere il governo, secondo alcuni, mentre la (presunta) “delegittimazione della Carfagna in quanto donna” non sarebbe un argomento politico?
    Ci si decida sul metro di valutazione una volta per tutte; o lei vorrebbe criteri sessualmente differenziati?

  4. Carmelo Palma scrive:

    Marianna ha garbo e misura, che io purtroppo sul tema ho perso per impazienza e sfinimento. La Carfagna è accettata come “donna del boss” (platonica o meno) finchè sgambetta urlando: “Meno male che Silvio c’è” come una qualsiasi Minetti.
    Quando invece si mette a fare seriamente politica e a tentare di strappare la gestione della monnezza campana dalle mani di Cosentino – cosa di cui chiunque, a partire da Maroni, dovrebbe esserle grata – diventa una “che si è montata la testa”. Ecco dove sta il problema “femminile”. Che nel PdL una bella donna deve dare carezze al boss, non schiaffi ai vice-boss, per essere accettata. Se no, torna ad essere una poco di buono.

  5. Marianna Mascioletti scrive:

    @ Franco: ecco, infatti, il senso del mio articolo è più o meno questo.

    @ Maschile Individuale: Berlusconi, però, l’offeso lo fa e l’ha fatto eccome, per le illazioni personali su di lui, come anche altri politici uomini. Certo, poi, se la Carfagna fosse stata uomo non credo le avrebbero dato velatamente della divetta isterica e mezza pazza.

    @ iulbrinner: come diceva quello, “io rappresento a malapena me stessa”. Sul tema, il mio pensiero è uguale al suo: non è per la sua (presunta) satiriasi, o comunque per le sue abitudini personali, che secondo me Berlusconi dovrebbe cadere. Come ho scritto altrove, ritengo che un Paese in cui Berlusconi (fintanto che non infrange la legge) non fosse libero di vivere come meglio crede (e in cui, dall’altra parte, non ci fosse libertà di criticarne i comportamenti) sarebbe un Paese moralista e ancora meno libero di quello in cui viviamo oggi.

    @ Carmelo Palma: La cosa peggiore è che questo ragionamento – che io, visto come la nostra progreditissima sinistra parla e fa parlare della Carfagna, mi sarei aspettata al massimo da qualche “frangia estremista” dell’opposizione – viene invece proprio dal partito di cui Mara Carfagna fa parte. Per essere più realisti del re, alcuni diventano peggio dei “comunisti” che pure dicono di combattere.

  6. Piercamillo Falasca scrive:

    Davvero una bella riflessione, Marianna.
    Dopo la character sanctification, nel PdL (e nel suo organo di famiglia, Il Giornale) parte la character assassination di Mara Carfagna. Non mi piaceva la prima, non mi piace la seconda.
    Mara ha il merito di aver capito la politica meglio di quanto abbiano fatto altre “miracolate” (che sono tante a destra, ma che ci sono anche a sinistra) e di aver deciso di studiare davvero. Ma ha una sorta di peccato originale, che laverà solo quando ne parlerà esplicitamente, riconoscendolo. A quel punto, sarà pienamente legittimata.

  7. @palma:
    la Carfagna è accettata come “donna del boss” perchè come tale è entrata nei vertici politici.
    Fosse entrata come portatrice di voti o come portatrice di un valore politico o professionale , non avrebbe avuto la dicitira di “donna del boss” ma mancandole altro valore aggiunt che il corpo per il capo….
    ora la Carfagna non è inferiore a tanti ministri ed è furba politicamente e lo si è visto (che il “troppo stroppia” sia arrivato proprio mentre Berlusconi è in crisi e sono prossime le elezioni a salerno, qualche malizia la solleva)
    ma non si faccia discorso di principio sulla “povera” Mara, si può dire che le altre sono peggio ma non si può dire che lei è una poverina perseguitata dalla volgarità maschilista perchè…. se non voleva questo ruolo, poteva benissimo farsi tutta la gavetta.
    e comunque rimane un topo che scappa dalla nave che rischia di affondare ed i salvagenti provengono dalla parte politica in cui lei potrebbe imbarcarsi.

    @ mascioletti:
    a berlusconi del malato lo si è dato più volte.

  8. Carmelo Palma scrive:

    Non scappa nella nave, vorrebbe evitare di affogare nella monnezza del malaffare che è berlusconiano per “targa”, ma “campano” purtroppo per natura politica.
    Far finta di non capire che oggi la Carfagna salta non su di un capriccio “femminile” o su di un’isteria incomprensibile, ma su qualcosa che interessa – e molto – la camorra è per l’appunto maschilistico.

  9. Marianna Mascioletti scrive:

    @ individuale (stiamo usando il cognome? :-) ): Ma infatti io facevo un’ipotesi impossibile, cioè “Se la Carfagna fosse stata uomo”. Non ho mai voluto affermare, e mi scuso se sono stata poco chiara ed è invece sembrato così, che Berlusconi sia una sorta di Carfagna-maschio. Non che ci sia poi qualcosa di male (oddio, non che io mi sia fermata mai a riflettere sulla questione), ma non lo penso.

    A Berlusconi si è dato del malato, e lui se n’è lamentato anche rumorosamente. Bene? Male? Non lo so, però se alla Carfagna si dà della malata e lei se ne lamenta rumorosamente non si può secondo me dire che questo sia un comportamento peculiarmente “donnesco”.

    Mi permetto di intervenire in quello che hai scritto a Carmelo Palma: io – spero che non appaia questo dall’articolo, il commento di Piercamillo Falasca mi fa sperare che così non sia – non volevo dire acriticamente “povera santa Carfagna, le danno addosso perché è femmina e perché è bella”.

    Volevo semplicemente evidenziare che, al minimo segnale di movimento da parte sua, nel PDL (quello stesso PdL che difendeva non solo la Carfagna, che pure qualche competenza ce l’ha, ma anche persone come Minetti e Matera, che francamente mi sembrano, forse solo per la loro inesperienza, molto più pesantemente inadeguate di lei) non ci si è accontentati, come sarebbe stato auspicabile, di attaccarla politicamente, ma si è andati a scivolare nel personale, cosa che non solo PER ME è sbagliata (chissenefrega, giustamente, di quel che è giusto o sbagliato per me), ma che lo stesso PDL, in altri momenti, ha apertamente stigmatizzato come sbagliata.

    Insomma, quello che vorrei far capire è che non sono solo io a fare il discorso di principio, ma è stato anche il PDL a farlo, in aperto contrasto con chi faceva notare certe inopportunità.

    Cioè, in sintesi: il PDL, in più di un’elezione, candida signorine giovani e belle e non “professioniste della politica” (tra cui, ripeto, non è la Carfagna a fare l’impressione peggiore), e le candida per ruoli anche importanti. A chi, soprattutto se donna e con una maggiore professionalità politica, osa far notare che forse certe candidature appaiono inopportune, la stampa pidiellina risponde “siete solo invidiosi/e, le candidate vanno bene per i ruoli che dovranno ricoprire, basta coi pregiudizi contro le belle donne”. Posizione che, peraltro, personalmente mi appare più condivisibile, per dire, di quella di una sinistra che vorrebbe difendere “il corpo delle donne” e poi applaude a scena aperta la Guzzanti quando spara sulla Carfagna volgarità misogine che nemmeno nei bar dei più sperduti paesotti italiani.

    A un certo punto la Carfagna (a mio parere legittimamente) comincia a dimostrarsi meno entusiasta di un tempo nella difesa del capo, comincia a farsi carico di iniziative politiche autonome nella sua regione, comincia insomma a “scendere in campo” seriamente.
    Il PDL che fa? Non si accontenta di contestarla nel merito politico delle sue iniziative contro Cosentino, cosa che ci può anche stare (anche se per me personalmente ha ragione lei), ma decide di non rilevare nemmeno l’opportunità di prendere una posizione chiara contro i suoi membri che la contestano proprio con i peggiori stereotipi e pregiudizi sulle belle donne.

    A me non sembra né logico né onesto, e rappresenta un’ennesima delusione proveniente da un PDL in cui nei confronti dei veri o presunti “nemici” si riesce a rinnegare qualunque principio, come si è visto sulla questione delle donne in carriera, sul “processo mediatico”, sul garantismo, sui diritti individuali.

    Non credo che questo servirà a riavvicinare le nostre posizioni, che sull’argomento mi paiono molto diverse, ma almeno spero di aver chiarito meglio cosa esattamente nella questione non mi è andato giù.

  10. @ marianna (mascioletti) :
    touchè :-D

  11. iulbrinner scrive:

    Marianna Mascioletti
    “Sul tema, il mio pensiero è uguale al suo”

    Non saprei ma, ad occhio, non mi sembra.
    Lei ha fatto un articolo per stigmatizzare il (presunto) sessismo di membri pidiellini ma non mi risulta abbia mai fatto articoli o rampogne pubbliche per il fango a sfondo sessuale – quindi, altrettanto sessista ma a parti rovesciate – che ha investito il PdC.
    Magari l’avrà pensato tra sé e sé ma non ne ha fatto, a quanto mi risulta, motivo di pubbliche riflessioni ed accalorati dibattiti.
    Poi si tratterebbe di capire meglio se il tema in discussione sia il sessismo o il fango utilizzato per la guerra politica in corso; fango composto di diversi ingredienti diffamatori (si va dal servilismo al capo ai sospetti di mafiosità generalizzati che mi sembrano ben più gravi del [presunto] sessismo, in assoluto).
    Comunque sia, mi sembra che lei – dell’eventuale fango, qualunque sia l’ingrediente utilizzato – riesca ad evidenziare solo quello proveniente da una parte ed ignori quello proveniente da altre direzioni.
    In ultimo, se la “povera” carfagna non riesce a sostenere la guerra politica (perché di quella, comunque, si tratta) torni a fare cose più adatte alla sua personalità; spero che non arriverà ad esigere trattamenti privilegiati in nome della sua preziosa femminilità.

  12. Complimenti, davvero un bell’articolo.

  13. Marianna Mascioletti scrive:

    @ iulbrinner: Io non pretendo certo di sovrapporre la mia posizione alla sua “in toto” sull’argomento, ma ero totalmente d’accordo nel merito del commento, nel senso che anche per me la (presunta) satiriasi di Berlusconi riguarda il privato di Berlusconi, e non la userei come argomento politico.

    @ Roberta Brunetti: Grazie!

  14. Roberto Ercoli scrive:

    negli ultimi due giorni ho letto una quantità di articoli e notizie sulle dimissioni annunciate dal ministro Carfagna. Vedo commenti e rimandi, anche qui nell’articolo e nei commenti, soprattutto del sig. Palma, allo scontro “politico” sul territorio sulla gestione dei rifiuti e la gestione delle prossime elezioni amministrative, ma non ho trovato alcun approfondimento dettagliato. Mentre sulle illazioni attinenti al gossip so già tutto, amicizie frequentazioni fidanzamenti nozze pettegolezzi, partner ufficiali e probabili, non sono riuscito a conoscere la natura e le implicazioni dello scontro “politico”. Nel dettaglio, lavorare per l’affermazione di un candidato presidente di provincia diverso dall’attuale o in ogni caso sostenuto da una parte del partito, è più che legittimo. E’ anche salutare al partito stesso, se la battaglia è aperta. Si lamenta la mancanza di “democrazia interna”, bene si lotta per aprire spazi, un ministro ha la possiblità di far arrivare la sua voce forte e chiara agli elettori e iscritti, molto più di un Cosentino che magari può tramare nell’ombra ma è sempre a rischio di essere messo sotto un faro. Detto ciò, la condizione indispensabile è che lo scontro rimanga all’interno del partito stesso, cercare accordi con un altro partito, FLI o qualunque altro, per raggiungere questo scopo o fare interdizione, è inaccettabile. Sarà una prassi consolidata, ma è bene iniziare ad indicare comportamenti che di politico hanno solo l’accezione negativa che il termine ormai porta con se.
    per quanto riguarda la vera sostanza, che è quella che poi è meno commentata, di cui appunto lamentavo la difficoltà nel reperire informazioni e analisi, cioè la gestione dei rifiuti in Campania, anche qui è necessario che lo scontro sia aperto e pubblico. Qui, a parte la gestione economica, si gioca anche la credibilità del governo e della classe politica di centro-destra. Ho trovato molto equilibrato l’articolo di Porro sul Il Giornale di oggi, ma anche lì non ho capito la differenza delle posizioni. Ok, da una parte si vuole la “gestione dei rifiuti”, per indicarla in modo rozzo ma efficace, mantenuta in provincia, dall’altro il passaggio di competenze alla regione/commissario. Ma nessuno ha illustrato i benefici gestionali di un sistema sull’altro, nè perchè uno dovrebbe coincidere con il malaffare e l’altro ne sia immune. Il tema è di estrema rilevanza, meriterebbe di essere approfondito con inchieste, discusso nella più assoluta trasparenza per le implicazioni attinenti la salute, la lotta alla camorra, la gestione della cosa pubblica, la capacità o incapacità di amministrare una materia tipicamente e concretamente “pubblica”, non ricoperto da strati e strati di gossip e sorrisetti.
    Concludendo una richiesta, qualcuno appunto può fornirmi qualche link per approfondire, visto che a quanto pare da solo non sono capace a trovarli.

  15. Marianna Mascioletti scrive:

    @ Roberto Ercoli: in realtà ho rinunciato ad approfondire la vicenda dal punto di vista politico-locale (specificandolo pure nell’articolo) proprio perché non riuscivo a farmene un’idea completa. Spero di trovare qualcosa di più chiaro e approfondito nei prossimi giorni.

  16. Alberto Alliney scrive:

    Non credo che se una persona orgogliosamente rivendica il desiderio di fare una politica onesta,anzichè ammirarla,si debbano ricercare i peccati,veri o presunti,che l’hanno portata a rivestire un certo ruolo. Molto probabilmente il vantaggio di chi non ha fatto un certo tipo di carriera politica è di non essere stato contaminato dal “sistema” politica. La Carfagna rappresenta,in questo momento,la ribellione contro un mondo politico corrotto e sento che mi rappresenta indipendentemente dal partito di appartenenza. Per il resto,condivido l’articolo di Marianna Mascioletti.

  17. @alberto:
    la Carfagna rappresenta soltanto il berlusconismo .
    una senza credenziali politiche e professionali arrivata molto in alto.
    la Carfagna vorrebbe comandare non come luce riflessa ma come Sole, quantomeno in Campania ma finchè vi è Cosentino (e Cirielli) non riuscirà mai nel suo intento.
    Ha ingoiato fino ad ora ma vista la crisi di Berlusconi e visto che Tremonti ha ristretto i cordoni della borsa per gli enti locali, si è svincolata dalle gerarchie di partito per crearne di nuove dove lei è il feudatario locale.
    La difesa dei comuni contro le province nella gestione dei (fondi pubblici per) i rifiuti rappresenta questo.
    Sta preservando la forza del suo feudo od almeno di quello a cui tenterà l’assalto.
    Se ho ragione la Carfagna od un suo uomo si candideranno a Napoli e/o a Salerno alle prossime amministrative e si giocheranno tutto il loro futuro politico.

  18. Maralai scrive:

    dal mio blog e grazie per l’ospitalità
    M
    ^^^
    Maralaicorsivo. AMara Carfagna vorrei poter dire; guarda che voi sedete in parlamento; ci rappresentate; siete ben pagati; avete considerevoli ed invidiabili privilegi; viaggiate a gratis in aereo; non vi manca nulla; prendete giovanilmente il vitalizio dopo mezza legislatura; rappresentate la Nazione; che è il massimo dell’orgoglio, della fierezza di sentire l’onere e l’onore di tale rappresentanza. Non dovete neppure andare a raccogliere olive, e così i vs polpastrelli non addolenziscono quando pigiate la tastiera.

    Perchè dico queste cose? Perchè anche lei, cara ministra, si deve adoperare per risolvere i problemi, non per crearli. Più che problemi Lei, cara ministra, ha creato un bel casino. E se penso a questo nuovo casino mi viene proprio da esternare il mio disappunto: ma che casino! Proprio lei che ha fatto ingelosire!

    Voi tutti non dovete creare problemi o alimentare la discordia nella coalizione. Lei doveva sapere che Bocchino sta creando un sacco di guai a Berlusconi e alla stabilità di governo. Bocchino con i suoi casini potrebbe rimettere Casini a governare e la maggioranza e voi tutti a soccombere. Voi dovete difendere Berlusconi specie quando è in difficoltà; perché quando non è in difficoltà non ha bisogno di essere difeso; dovete più che mai difenderlo e proteggerlo quando il premier è fuori sede. Mai dovete accettare la storiella che se il gatto si assenta, i topi devono fare spensierate ricreazioni.

    Sicchè Berlusconi ora per voi che create casini non è che deve spendere energie per difendervi; deve sostituire negli incarichi chi crea problemi e fomenta discordia. Anche il ministero delle Pari Opportunità dovrebbe farlo diventare ministero delle Dispari Inopportunità. Non ho idea di cosa sto dicendo, ma il concetto è lapalissiano. E quindi subito abrogare anche questo ministero che crea evidentemente molta solitudine e poca gratificazione al ministro. Anche Vendola oggi è stato durissimo con il Pdl. Ha parlato (a vanvera) di lotte selvagge, lotte intestine all’interno del pdl e di altre fattispecie anche gravi giudizialmente legate allo smaltimento dei rifiuti campani. A me, leggendo la sua durissima presa di posizione m’è venuto spontaneo di urlargli; ma fatti i c…i tuoi.

    Detto (anche) questo devo sottolineare che Berlusconi da ora in avanti deve difendere coloro che lo difendono a GRATIS. Deve saperli difendere, ma soprattutto ascoltarli. Che per difendere la sua coalizione e la sua leadership si prendono quotidiani insulti e persino ricevono offese; capitano anche minacce; diversi “compaesani” ti tolgono pure il saluto. Queste persone cui Berlusconi deve difendere e mostrare attenzione sono centinaia di migliaia; questo esercito (da ora in avanti) dev’essere ascoltato; specie quando a furor di popolo supplica il primo ministro di osare, osare, osare con le riforme senza tentennamenti. Dovrà diminuire persino i ministri e i ministeri e nel suo ufficio di premier dovrà campeggiare un cartello grande così con questa scritta a caratteri cubitali: ora o mai più.
    Maralai
    (marionanni)

  19. Complimenti a Marianna, che trova sempre la prosa adeguata per dire cose importanti con leggerezza ed eleganza.

    P.S. Questo è il pezzo sul quale sono fioccati più “Like This” negli ultimi 4 giorni. Al momento, batte di misura (131 a 127) Piercamillo “holly e benji”, che pensavo fosse imbattibile quanto a gradimento del popolo web.

    Excellent Job, Marianna

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