Operazione Verità/2 – Se Fli è il partito della responsabilità, liberi la Rai dallo Stato

di SIMONA BONFANTE – Esca la politica dalla Rai. Privatizziamo e basta. Privatizziamo ora. Ora più che mai. Ora che la Rai è il palco (e il retropalco) di ego-sinistrismi ed ego-destrismi che saranno pure la nuova Tv ma suonano caricaturali, politicamente sconfortanti.
Il problema non è la governance – non è Masi. È lo Stato. Punto. A meno di credere che una meglio politica faccia anche un meglio servizio pubblico. La Rai era più guardabile nella Prima Repubblica – è vero – ma non era per questo più libera, plurale, finanziariamente responsabile di quanto sia oggi. Era solo questione di dignità professionale – quella di lottizzatori e lottizzati.

Martedì prossimo alla Camera sarà discussa la mozione presentata il 22 settembre scorso da Futuro e Libertà – primi firmatari Bocchino e Della Vedova – sul rispetto da parte della Rai degli obblighi speciali previsti per il soggetto titolare della responsabilità di servizio pubblico, dal Testo unico sulla radiotelevisione.
Già, perché per la Rai obiettività, correttezza, lealtà e completezza dell’informazione non sono un elenco savianian-faziano di virtù professionalmente auspicabili, ma doveri – rigorosi – sanciti dalle bibbie giuridiche europee (Trattato CE, artt. 16 e 86), e dall’ordinamento nazionale.

Il Parlamento, col regime giuridico attuale, prescrive il, e si fa garante del, pluralismo nel servizio pubblico radiotelevisivo. La Rai però quell’indirizzo non persegue e quei doveri non onora. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha già avuto modo di sanzionarla per la – diciamo così – scarsa attenzione ai criteri di qualità che dovrebbero invece imperativamente orientarne l’attività. Ebbene, Masi è ancora lì a prendere per il culo il board pubblico che lo ha nominato mentre l’esecutivo, che lo ha nominato proprio per far prendere per il culo la etero-governance parlamentare, si morde le mani perché Masi non è abbastanza irriverente con le prescrizioni di legge. Anche Minzo è ancora lì, ma francamente il direttorissimo del Tg1 è l’unico ad aver fatto involontariamente del bene al paese, mettendo before cameras quello che prima si faceva dietro. Conoscere per deliberare, signori!

La Rai, presidente Fini, è la cosa che fa la differenza tra un qualunque partito dello status quo – il Pdl, la Lega, il Pd, Di Pietro e il resto lo sai lei – e un partito capace di cambiare davvero. Perché sul fatto che sia il cambiamento di cui ha bisogno il paese non pare possano sussistere dubbi. Un cambiamento sostanziale, più di testa che ‘de panza’. Un cambiamento che in Italia significa solo una cosa: meno Stato.

Dica Fli che vuole privatizzare la Rai, subito. Anzi, visto che l’ha già detto, presentando pubblicamente e istituzionalmente,  alla Camera dei deputati, il progetto di legge made in Libertiamo, lo ripeta, a voce ancora più alta. Interesse pubblico e interesse politico non coincidono affatto. E se il timore è che la gente, presa dai problemi quotidiani, possa non capire, beh non tema Fli di dire quello che ciascuno dei suoi esponenti istituzionali, personalmente, sa. E cioè che gli unici a rimetterci dalla governance pubblica, in mano a chiunque essa sia, sono i cittadini – la gente normale di cui sopra. Mentre ci guadagnano le virtù servili e gli istinti padronali. Cose che in nessun paese fanno civiltà.

Anche Fini sul tema ha già parlato. Speriamo che ripeta questi concetti, sempre, senza paura di stufare. Sarà un ottimo modo – il solo che conosciamo, francamente – per convincere gli scettici, per destare l’attenzione di quelli che stanno in ascolto in questa complicatissima fase della nostra storia repubblicana, ma che – presidente Fini – dalla cacofonia che promana, anche da Fli, ricavano davvero pochi strimpelli ben intonati da re-intonare, con costrutto, a loro volta. Ed a costoro, le linee espresse a Bastia Umbra hanno sì dato un’indicazione, ma un’indicazione che nel merito non risulta però poi così chiara.

Sarà un messaggio inequivocabile – quello sulla Rai. E solo lei lo può fare – presidente. Lei che ha capito che un partito che ha la Libertà e il Futuro nella sua ragione sociale non può lasciare neanche solo sospettare di essere il cardine della continuità – la continuità dal volto umano. Perché o è rottura col passato, caro Presidente, o Futuro e Libertà non è.


Autore: Simona Bonfante

Siciliana, giornalista free-lance e blogger, si è fatta le ossa di analista politico nei circoli neolaburisti durante gli anni di Tony Blair. Dopo un periodo in Francia alla scoperta della rupture sarkozienne, rientra in Italia, prima a Milano poi a Roma dove, oltre a scrivere per varie testate online, si occupa di comunicazione politica e lobbying 2.0.

15 Responses to “Operazione Verità/2 – Se Fli è il partito della responsabilità, liberi la Rai dallo Stato”

  1. Parnaso scrive:

    Beh penso che la Rai sia stata abbastanza privatizzata dai politici di turno.
    Berlusconi ha i suoi Minzolini e Masi, la sinistra ha il bunker di raitre, Fini fa avere gli appalti senza licenza alla suocera, Bocchino aspettava qualche provvedimento afavore di qualche suo familiare, anche i vescovi con la sottana anche qualche uomo piazzato dentro.
    Penso che una privatizzazione meglio di questo è difficile da attuarsi in altri paesi. L’Italia si che è un paese veramente speciale.

  2. Zamax scrive:

    Da che mondo è mondo uno più uno fa due. Poi arrivò il comunista che voleva convincere il volgo con la forza del bastone che uno più uno in realtà faceva inesplicabilmente tre. Poi arrivò il democristiano che all’inizio era sano, ma poi a forza di botte divenne il democristiano sinistrato. Quanto fa per il democristiano sinistrato uno più uno? Beh, diciamo… ecco… due e mezzo? Sì, due e mezzo. Ridicolo, nevvero?

    Questo è il modello per tutti coloro che sono affetti dalla Sindrome di Stoccolma coté politique nella nostra straordinaria Italia. Ed è per questo che si può scrivere in tutta tranquillità:

    “Ora che la Rai è il palco (e il retropalco) di ego-sinistrismi ed ego-destrismi che saranno pure la nuova Tv ma…”

    Il che è completamente falso. Dove sono gli ego-destrismi nella RAI del padrone Berlusconi? Un minutino ogni tanto del Minzo? Dove sono gli ego-destrismi alla RAI a paragone delle ormai quotidiane e innumerevoli messe cantate con omelia inclusa dei nostri eroi democratici e di sinistra?

  3. Riccardo Tallarico scrive:

    Se FLI fosse stato il partito della responsabilità, non sarebbe nato.

  4. iulbrinner scrive:

    “L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha già avuto modo di sanzionarla per la – diciamo così – scarsa attenzione ai criteri di qualità che dovrebbero invece imperativamente orientarne l’attività.”

    L’autorità per le garanzie nelle comunicazioni sembra occuparsi solo dei tiggì; ma tutto il resto del palinsesto non lo riesce a vedere?
    Se questa è operazione verità 2 (e già la scelta dei titoli per la campagna mi sembra un clamoroso autogol) quale sarebbe la novità rispetto alla prima puntata andata male?

  5. Simona Bonfante scrive:

    ilubrinner, in che senso la prima puntata è andata a male?

  6. iulbrinner scrive:

    Nel senso che gli argomenti di Scudiero mi sono sembrati abbastanza demoliti dai commenti successivi.
    Questo stando ai criteri ordinari buoni argomenti vs cattivi argomenti, che ognuno può constatare per suo conto.

  7. Giampaolo scrive:

    Vedo questo articolo fuori tempo. Oppure …..vengo con te!

  8. Ale Aleale scrive:

    Privatizzare il secondo e il terzo canale e tenere il primo canale televisivo che è quello più in vista,tenerlo il primo canale pubblico,gestito da un authority indipendente fatta da giornalisti,questa authority deve essere fatta da giornalisti che non hanno conflitti di interessi,cioè che non devono avere contemporaneamente abbiano la tessera di partito o non devono avere aziende,e non devono ricoprire nessuana carica pubblica o privata,e contemporaneamente che non devono lavorare per giornali influenzati da altri poteri

  9. Ale Aleale scrive:

    Sono contrario alla privatizzazione della Rai,se propio la dovete privatizzare mi dovete spiegare a cho la dovete dare,la volete vendere alla Fiat? non sono d’accordo,la volete vendere alle multinazionali?non sono d’accordo,la dovete vendere ad un editore puro,se in Italia non c’è un editore puro,datelo da un editore straniero che sia un editore puro

  10. Ale Aleale scrive:

    Privatizzare il secondo canale ed il terzo ma il primo canale della Rai deve rimanere pubblico controllato da un authority indipendete fatta da giornalisti,questa authority deve essere fatta da giornalisti che non hanno conflitti di interessi,cioè che non devono avere contemporaneamente abbiano la tessera di partito o non devono avere aziende,e non devono ricoprire nessuana carica pubblica o privata,e contemporaneamente che non devono lavorare per giornali influenzati da altri poteri

  11. Patrizia Franceschi scrive:

    Ma stiamo scherzando? Fini e Bocchino ci vorrebbero dire che sono favorevoli alla privatizzazione della Rai? Ma se proprio loro o i loro parenti ci lavorano e prendono fior di quattrini, inoltre in questi periodi sono loro che la occupano. Sono in tutte le trasmissioni tutti giorni. Mai si leveranno queste possibilità. Ma se sono RESPONSABILI come tutti i giorni ci dicono, lo facciano, ma subito!!

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