Eu Waste, le folli spese dell’Europa

– C’è crisi, la disoccupazione sale, le tensioni aumentano, abbiamo bisogno di rilassarci. Ad esempio potremmo fare un giro su una delle Biribin Limousine noleggiate dal Parlamento Europeo per la modica cifra di 5,25 milioni di euro. I nostri europarlamentari sono spesso assenti, a Strasburgo  non se ne accorgerà nessuno. Potremmo spingerci fino a Città del Lussemburgo e sostare al mitico Foyer Européen, casa del Cercle Culture des Institutions  Européennes, per rilassarci un po’ allo Scottish Dancing club. Altrimenti a cosa sono serviti i 5,1 milioni di euro ricevuti da Bruxelles?

In realtà, nel caso in cui fosse difficile trovare l’auto pronta, potremmo fare un giro nel Mediterraneo. MEDISOLAE 3D Project ed i suoi 2,7 milioni di euro di contributi dall’Unione consentono un bel giro virtuale nelle isole del Mediterraneo. D’altronde la descrizione del progetto parla chiaro: “I turisti non dovranno più alzarsi dalle loro poltrone per godersi lo splendore delle isole del Mediterraneo”, altro che Antigua!
Certo, facessi parte della delegazione europea alle isole Fiji un po’ me la prenderei. Solo 488 euro per vino e alcolici ed i consumi della delegazione.  C’è da razionalizzare.
In realtà potremmo anche ballare. Uno spettacolo dei Flying Gorillas farebbe al caso nostro. 400 mila euro da Bruxelles per esplorare le idee di “amicizia e tolleranza”, del resto, non si investono così per nulla. Forse però dovremmo contenerci e puntare sul laboratorio europeo di hip hop dance a Lione. Hanno ricevuto soltanto 50,000 euro e c’è da preoccuparsi per la loro sopravvivenza.

Queste sono solo alcune delle pazze spese finanziate dalle istituzioni europee e catalogate, in maniera certosina, dal think tank Open Europe nel report appena pubblicato “EU Waste”.
È bene leggere il lavoro di Open Europe in queste ore difficili che vedono i rappresentanti dei vari stati europei partecipare alle convulse trattative per l’approvazione del bilancio dell’Unione. È bene farlo per provare a capire, soprattutto con un annuncio ormai quasi definitivo di chiusura del bilancio comunitario in esercizio provvisorio, che ci sono cose che non vanno e che non è sufficiente che le istituzioni comunitarie si affannino a chiedere ulteriori poteri ed ulteriori risorse.

Il report è utile per comprendere, nel caso in cui ce ne fosse ancora bisogno, che è necessario invertire la rotta al fine avere una spesa dei fondi comunitari più mirata e responsabile. Non è impossibile.
Il lavoro di Open Europe elenca opportunamente anche esempi di spesa virtuosa delle istituzioni comunitarie che però, non hanno altro effetto se non quello, di sottolineare maggiormente la follia  delle altre spese.
Si può attribuire il giusto valore alle segnalazioni di Open Europe e,  di conseguenza, riflettere sulle responsabilità di Bruxelles. Oppure possiamo continuare ad ignorare questi segnali, così come abbiamo ignorato i mercati. Ma la crisi irlandese ci insegna, ancora una volta, che prima o poi i mercati bussano alla porta.


Autore: Pasquale Annicchino

Nato a Maratea (PZ) il 13 Dicembre 1982, vive a Firenze. Fellow del Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell'European University Institute. Ha insegnato e tenuto seminari in numerose università italiane ed internazionali: Siena, Alessandria, Como, Salerno, Tallin, Berkeley Law School, Brigham Young University School of Law. E’ stato Editor in Chief della University College London Human Rights Law Review ed è membro della redazione dei Quaderni di diritto e politica ecclesiastica del Mulino. Ha pubblicato saggi scientifici su varie riviste fra cui: Ecclesiastical Law Journal, George Washington International Law Review, University College London Human Rights Law Review, Studi e Note di Economia, Droit et Religions.

2 Responses to “Eu Waste, le folli spese dell’Europa”

  1. diego87 scrive:

    tagliare prima le spese degli stati membri no eh?

  2. Lucio Scudiero scrive:

    tagliare tutto, ovvio!

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