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Fini, nuova destra europea o vecchia Balena bianca?

– Fini ha fatto tutte le mosse giuste, anche andando contro il proprio interesse, anche sfidando l’attendismo, a cui per tattica lo credevamo portato. Ha sorpreso la gran parte di noi e degli osservatori, ha chiesto le dimissioni di Berlusconi e denunciato senza mezzi termini l’immobilismo del governo, che minaccia di aggravare la profonda crisi, sociale, economica e culturale nella quale stagna il nostro Paese.

Nonostante ciò, il rischio è grande e Fini necessita più che mai di un particolare coraggio. Deve andare avanti, mentre la Cei tenta di portarlo indietro, e, scorto il rischio di una destra laica, tenta di metterlo in riga, di riportarlo alla logica democristiana, nella quale, per la logica delle alleanze, la sua azione rischia di essere inquadrata.

È questo infatti il rischio: rifondare una nuova Balena bianca
con Pierferdinando Casini e Francesco Rutelli. Sacrificare i temi laici (dai Pacs al testamento biologico) sull’altare del quoziente familiare, cadere nel tranello che vuole negli italiani un popolo di ferventi bigotti, credere che l’Italia non sia quella che vediamo per strada ogni giorno – quella dove la convivenza è la norma, la “guerra etica” un’eccezione fanatica e ben pochi pensano che Eluana sia stata “ammazzata” – ma l’Italia dipinta da Lupi, Giovanardi, Formigoni, dalla Binetti e da Buttiglione. Un’Italia che punirebbe Fini qualora osasse davvero dare sostanza a quelle che sono considerate solo provocazioni “culturali”.

Fini deve trovare il coraggio di ribadire le distinzioni tra stato etico e stato laico a quella Chiesa che la destra Storica – l’unica destra davvero liberale che l’Italia abbia mai avuto – ha confiscato beni e imposto limiti nel lontano Ottocento, epoca in cui questa poteva vantare un potere molto più forte sulla popolazione e non usava mezzi termini nella condanna dell’usurpazione del potere temporale da parte di uno stato straniero.

Qui sta il nodo cruciale della Terza Repubblica: risorgerà ancora una destra conservatrice liberale nel nostro paese? Smetterà la destra d’essere vetero-clericale? Riuscirà a trovare una sua voce, che s’accordi con quella delle altre destre europee? La risposta sta nelle scelte di Fini che si spera trovi il coraggio di guadare non ad Andreotti, ma ad Einaudi.


Autore: Francesco Aresco

Nato a Catania il 9 Giugno 1989. Cresciuto dall'età di undici anni a Roma dove ha conseguito la maturità classica. Ha pubblicato la prima opera, Eratos, con il Filo editore all'indomani della maturità classica. Attualmente studia Lettere Classiche all'Alma Mater Studiorum e e coordina il circolo di Generazione Italia presso l'Università di Bologna.

9 Responses to “Fini, nuova destra europea o vecchia Balena bianca?”

  1. Zamax scrive:

    Gustoso. Davvero.
    Primo, per diventare la balena bianca bisognerebbe almeno averli, i voti della balena bianca. E qui siamo a qualche parsec di distanza. Secondo, l’ottimo Urso, araldo della modernità e della nuova e della bella politica, ha già detto che in caso di elezioni Fli formerà il Polo dei Polli insieme ai clericali – lo dite voi, mica lo dico io, che sono cattolico perinde ac cadaver – dell’UDC e i maneggioni di MPA, senza scordare quelli dell’API. Eh, dura la politica! Se ne mangia di m…
    Terzo, rivelatore l’elogio della destra storica di certo liberalismo sedicente superliberatario che però rimpiange il potere del bastone per mettere in riga il popolo recalcitrante. Insomma, una bella e oligarchica classe dirigente. Diciamo pure: una democrazia commissariata, per il bene del paese. Se è per questo è anche il sogno di Scalfari @ C.

  2. Zamax scrive:

    Update: l’ottimo Bocchino, pure lui ottimo, nuovissimo di destra e testa fina di Fini, adesso apre anche ad un governo con la sinistra. Ma perché, cari miei, volete ingannarvi? Non vedete che state cadendo nel ridicolo?
    Balena Bianca? Magari. Quella fu pure una cosa seria.
    Destra Europea? Magari.
    Son sogni extralusso.
    E’ la famosa Italia di Mezzo, la nuvoletta di fumo di Follini che s’avvicina…

  3. vittorio scrive:

    Dubito molto che Fini possa rifondare una balenza bianca con Casini. Fini dovrebbe prima avere i voti di chi vota per Berlusconi. Invece ha costituito un partito composto da antiberlusconiani e sedicenti liberali ma di cui si scorge la matrice radicale e anticlericale: tutto ciò elettoralmente nelle stime più probabili vale sì e non tra un 3 e un 5%.Di questi consensi la componente gay è parte rilevante. Gli unici punti di incontro con Casini sono l’antiberlusconismo e la real politik. Il resto sembra scarsamente conciliabile. Per rifondare una balena bianca sarebbero necessari i voti dei moderati che votano PdL. Fini e Casini sperano di guadagnarli eliminando Berlusconi. Dopodichè potranno scaricare gay, radicali ed antiberlusconismo di facciata.
    Ho qualche dubbio che questa strategia possa avere buon esito. Il tradimento finale di Fini lo bolla definitivamente come “infame” agli occhi dei moderati. In questo contesto Casini avrebbe sicuramente più chance di Fini, mentre il FLI si becca tutto il biasimo. Anzi poichè il FLI oggi è la sirena dell’antiberlusconismo, eliminare Berlusconi significa suicidarsi politicamente. Il FLI è un mostro politico la cui sopravvivenza nei diversi scenari sembra difficile.

  4. Adriano Teso scrive:

    Se vi sarà un centro-sinistra il mondo liberale non potrà esserci. Csa abbiamo da spartire di punti essenziali di Governo con la sinistra ? Nulla di politica economica, sociale, previdenziale, del lavoro, fiscale etc etc …
    Meglio cambiare la legge elettorale e piuttosto starsene solo con quelli che condividono un progreamma sufficientemente liberale. Declino per declino, preferisco non stare con chi ne avrà le colpe governando. Servono anche le minoranza proponenti e parlanti.

  5. Giovanni scrive:

    “Fini, nuova destra europea o vecchia Balena bianca?” Mi pare ovvio la seconda che hai detto…ma prima di avere qui voti ne passa
    Mi domando poi cosa ci sia di nuova destra in dichiarazioni come quella di Granata secondo cui andrebbe anche con Vendola per battere Berlusconi.
    Forse il titolo dell’articolo è un refuso e si voleva dire “nuova sinistra” peraltro confermato dalle prime dichiarazioni di Fini: raddoppiare la tassazione del risparrmio per finzianziare le solite barinie
    A proposito quando un partito di destra moderna smentirà questa dichiarazione?

  6. Concordo con Adriano Teso anche perchè di una opposizione che va in pappa e si fa surclassare da sinistra e libertà sul candidato sindaco di Milano, dopo che il segretario Bersani ha portato l’assemblea nazionale a pochi km a nord di Milano per rafforzare il feeling con il nord, non ne sento il bisogno. Purtroppo nella tattica politica si perde tutto il senso di quello che la politica dovrebbe fare.

  7. xxx scrive:

    In fin dei conti Fini è solo l’ennesimo antiberlusconiano..ormai in Italia ci son solo partiti che vivono alle sue spalle…la sinistra stessa che in 2 governi non ha mai fatto leggi contro il conflitto di interessi e leggi elettorali vede Berlusconi come baluardo di voti, e di collante politico, dopotutto le coalizioni di sinistra sono legate unicamente dall’odio verso di lui. E di conseguenza anche il centro si sposta su quella posizione, e facendo così si erodono i voti a vicenda. Poi Fini ormai ha preso posizioni puramente di sinistra, voto a immigrati, pro gay che manco gli stessi partiti di sinistra si battono… Finito Berlusconi, finita la sinistra e il centro.

  8. step scrive:

    Credo che Fini non stia producendosi in una tattica molto furba. In questi ultimi giorni, con le cose che dice, sta perdendo il suo potenziale elettorato di riferimento, che è quello di centro-destra. Un elettorato, quello del centro-destra italiano, con cui si dovrà comunque fare i conti, anche se ci si ponesse stabilmente in un polo di centro.

    Capisco che in questo momento occorra differenziarsi da Berlusconi per motivi contingenti, ma per fare questo sarebbe bastato criticare il Berlusca su un piano fattuale, relativamente ai provvedimenti effettivamente emessi dal Governo. Invece Fini si è sciaguratamente lanciato in un campo ideologicamente diverso, in un campo che non solo è di sinistra, ma è proprio di una sinistra moralista e dogmatica come quella italiana. Se uno ha certe idee (chiamiamole ipocrite-solidariste) non vedo perché dovrebbe votare Fini visto che può votare chi quelle cose le ha propugnate da sempre.

    In realtà un discrimine con la sinistra va posto. Non credo ovviamente a una dicotomia assoluta destra-sinistra, ma dei punti di riferimento generali vanno definiti. Altrimenti si perverrebbe a un calderone in cui confluiscono una miriade di partiti tutti politicamente correttissimi e moderatissimi. La politica non è questo.

    Per venire alla destra “storica” di cui si parla nel buon articolo di cui sopra, potremmo ad esempio riferirci all’anti-egualitarismo (che non deve sfociare naturalmente nel non riconoscimento di certi diritti a tutti) contrapposto all’egualitarismo omologante della sinistra; poi una destra “storica” potrebbe riferirsi ad una concezione realista della politica, contrapposta all’idealismo della sinistra. In ogni caso occorre differenziarsi dall'”altro” politico. E ciò non si attua dicendo: “più tasse, più immigrati”, almeno da una prospettiva di destra, sia pur liberale…

  9. giovanni scrive:

    Dopo l’intervento di ieri a Ballaro’ non penso esistano dubbi sulla natura della “Nuova destra”. Governo con Vendola mai…salvo nuova legge elettorale per mandare a casa Berlusconi (e possibilmente a Antigua), riforma fiscale e altre amenità. Mi domando: ma cosa è allora governare?

    Il proposito poi sembra chiaro: patrimoniale sul risparmio e incentivi all’acquisto BOT. Così si continua a tassare e spendere in allegria nell miglior tradizione pentapartitica

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